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Giovedì, 16 Ottobre 08, 05:56 M. · Commenti (3)
Confesso di essere di parte nel giudicare questo libro, essendo da anni un lettore di Settore, mio conterraneo pavese. A differenza di molti frequentatori del blog, da qualche tempo conscevo la sua vera identità al di fuori del web, ma solo perché la scorsa primavera mi ero pregiato di inviargli una copia del libro che ho scritto sui cento anni dell'Inter. Ho saputo in anticipo (verso Ferragosto) che anche lui stava scrivendone uno, ed eccolo puntualmente nelle librerie di tutta Italia. “Settore 4C Fila 72 Posto 35. Ovvero: quando non vincevamo mai” ripercorre i sei anni e 13 giorni intercorsi tra il 5 e il 18 maggio con una serie di parallelismi tra quello che eravamo e quello che siamo diventati.
E qui mi fermo subito per un paio di considerazioni: la prima è che Settore con questo libro diventa prepotentemente l'antagonista pincipe dei severgninismi e dei comici da Zelig che hanno infestato le librerie di questi sei anni, con libercoli che avrebbero voluto far ridere, ma che mi lasciavano sempre l'impressione del ragazzino mobbizzato da un gruppo di bulli che alla fine, nel tentativo di farseli amici, comincia ad assecondarli mentre lo sfottono. Non è un caso se la prima frase del libro è la seguente: “Se mai lo meriterà, la macchietta dell'interista contento di perdere passerà alla storia come il frutto di una delle più pelose, ruffiane e sostanzialmente disoneste operazioni anticulturali del XXI secolo”. Chapeau.
La seconda considerazione è che, da tifosi di una squadra finalmente vincente, non è facile riuscire a fare dell'umorismo su se stessi, e Roberto Torti (questo il vero nome di Settore, che nella vita è giornalista alla Provincia Pavese) ci riesce benissimo, del blog mantenendo lo stile spesso esilarante da eterno ragazzone che ama sorridere e far ridere di un mondo come quello del calcio con la tendenza a prendersi troppo sul serio. Lo fa mantenendo un occhio indulgente su quell'Inter perdente e sprecona del 5 maggio, che Settore (Il titolo del libro e del blog è il posto della tribuna Monte Mario in cui Torti si trovava quel giorno) considera un'incompiuta e la causa principale della nascita dell'interista masochista. Sia ben chiaro, l'occhio indulgente è verso la squadra e i suoi protagonisti, attenzione, non verso chi ha costruito il mito del “Non vincete mai”. E si chiede Torti, sempre con ironia: è un interista vero quello che ride delle proprie disgrazie? La risposta è che no, quello non può essere “uno stile di vita”.
Il libro, dopo il preludio iniziale come già detto, è composto da una serie di parallelismi a volte tecnici (da Brechet a Maicon), a volte comportamentali (da Materazzi a Materazzi per esempio, ma anche dallo Zanetti di allora a quello di oggi). C'è il gioco di parole che mette di fronte l'opposta parabola di Nelson Vivas e Nelson Rivas, insomma ce n'è per tutti i gusti fino all'esilarante "Da Recoba a Lillo" - il cane dei Moratti che appare nella foto del centenario - che chiude il libro. C'è un umorismo sottile che pervade il libro ma il contenuto, per chi fa del calcio e dell'Inter non dico una ragione di vita ma un qualcosa a cui dare una certa importanza, è maledettamente serio. Un libro assolutamente da leggere sia per chi non ha mai sopportato il severgninismo, sia per chi, fosse anche solo una volta nella vita, ha riso guardando Zelig, che a un certo punto sembrava reggersi solo con le battute sull'Inter, per pentirsene esattamente un secondo dopo. Da leggere per capire, ridendo, come si legge in copertina, “la metamorfosi dell'Inter”.
Roberto Torti, Settore 4C Fila 72 Posto 35. Ovvero: quando non vincevamo mai, Baldini Castoldi Dalai editore, 164 pagine, 15 euro.
Acquistabile online qui.
3 Commenti · Commenta
Nonostante non condivida sempre quello che scrive, devo ammettere che lo leggo sempre molto volentieri.......un pò come succede con te, Gabry
Non ho ancora avuto la possibilità di leggere nè il tuo ne il libro di settore, se mi dici come pagartelo, gradirei ricevere una copia con dedica del tuo da regalare a mia madre, sfegatata interista....
inter nu cor migl e tant bell mamma migl
Nonostante non condivida sempre quello che scrive, devo ammettere che lo leggo sempre molto volentieri.......un pò come succede con te, Gabry
Non ho ancora avuto la possibilità di leggere nè il tuo ne il libro di settore, se mi dici come pagartelo, gradirei ricevere una copia con dedica del tuo da regalare a mia madre, sfegatata interista....
inter nu cor migl e tant bell mamma migl