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LA BATTAGLIA IMPARI TRA L'INTER E I MEDIA

Sabato, 09 Maggio 09, 01:18 P.

Sono settimane piuttosto tranquille per quanto riguarda i rapporti tra l'Inter e la stampa, anche la sconfitta di Napoli tutto sommato non ha avuto grandi clamori. Certo, quasi tutte le cartucce erano state sparate a marzo e nella prima metà di aprile. Da interista spero di vincere presto, così che non vedremo lo stillicidio dello scorso anno: il gatto nero, l'affaire Brescia, il divieto ai tifosi nerazzurri di andare a Parma, e così via.

Diciamo quindi che in questa fase in cui si annusa aria di festa la "malattia" è tornata silente, subdola, sotto traccia, e come detto spero di non vedere le stesse manifestazioni dello scorso anno. Quel che volevo invece sottolineare sono i discorsi che parecchi miei colleghi di tifo fanno di fronte a queste campagne stampa. Forse viene naturale cercare di sminuirle, per questo da un lato comprendo l'atteggiamento, ma confesso che quando sento discorsi del tipo "Ma ancora che vi accanite con il Tuttosport? Ma chi lo legge, a parte qualche juventino cerebroleso?" mi sale il sangue alla testa.

Sapete quanto vende Tuttosport? E quando dico vende, intendo vende, per cui per sapere quanti lo leggono possiamo moltiplicare tranquillamente per tre, visto che l'edizione completa del giornale è online alle 16: 113.608 copie, dati ADS come media del 2008. Il lunedì vende 127.561 copie. La Gazzetta dello Sport ha una media di 322.581 copie, il lunedì 423.733. Il Corriere dello Sport, che molti si ostinano a chiamare "Corriere di Trigoria" per sottolinearne la diffusione locale, vende in media 223.048 copie, il lunedì 266.983. Se aggiungiamo Libero e Il Giornale, protagonisti spesso di falsi scoop antiinteristi (rispettivamente 118.100 e 185.730) ci rendiamo conto che ogni giorno 963.067 persone comprano un organo di stampa che parla male dell'Inter. Il lunedì si supera il milione, esattamente 1.122.107 persone che comprano, secondo me 3 milioni che leggono. Aggiungiamo Tv (SKY, Studio Sport, Controcampo, DS, e le TV locali) e siti internet, e vi renderete conto di come il fenomeno sia ben più grande di quel che pensiate quando ridete di Tuttosport o della Gazzetta.

Dall'altra parte, c'è ben poco: un ufficio stampa assente, un allenatore bravissimo dialetticamente ma che incide per quel che può, venendo ogni volta le sue parole travisate proprio dai media appena citati. Il Foglio ha sposato la causa di Mou, ma vende pochissimo e non è letto dai tifosi di calcio. I blog sono importanti, ma non sono così diffusi e comunque si presentano sempre a viso aperto, per quello che sono: blog di tifosi. Che in un paese normale dovrebbero avere meno autorevolezza dei media "indipendenti", essendo di parte. In un paese normale, infatti...

Per concludere, non voglio certo parlare di complotti, tanto più che l'Inter l'anno scorso ha vinto e quest'anno si appresta a farlo. Certo però non va bene nemmeno ignorare il ruolo della stampa sportiva e la sua funzione anti-interista. Loro si preparano alla restaurazione, e noi non possiamo sempre vincere, e quando non vinceremo saranno dolori. Ma insomma, a quanto pare il discorso deve ancora essere rinviato...

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Postato da oleole_GP | Commenti (9)

BUONE FESTE A TUTTI

Mercoledì, 24 Dicembre 08, 02:15 M.

Buone feste a tutti voi che avete OleOle tra i preferiti, che sprezzanti del pericolo di un capo fastidioso lo tenete aperto nel vostro browser. Buone feste alle belle ragazze che spesso passano di qui e ai giovani che ogni giorno ci mostrano la loro conoscenza del calcio. Meglio, molto meglio, di certi giornalisti.

Buone feste alla blogstar Simone, al bravissimo stakanovista Giuseppe, ai giovani attivissimi Marco e Rob, a Genesio che se va avanti così (e soprattutto se il Milan va avanti così) è pronto a capeggiare una nuova infornata di comici tipo Bertolino che ironizzano sugli insuccessi della propria squadra. 

Auguri ai nostri top commentators Jean-Paul, Makkos, zanettina, CarloBlackSun, Diego, Zlatan84, Ciro10, e a quelli che non ho citato ma sono troppissimi, al grande inseritore di contenuti MalatodiMilan86 (si può sempre guarire eh :-)), alle bellissime ma un po' desaparecide Luana e Kiarina che spero di rivedere da queste parti nel 2009 visto che le loro squadre vanno alla grande e, restando in tema di Barça, auguri anche a Nazzareno (la foto è stata scattata sulle Ramblas, la scritta è in catalano e non in pavese come potrebbe sembrare). Last but not least, auguri agli ultimi arrivati, cito alla rinfusa Smarso, Andrea di riminicalcio, Simone oldbastard, manu1072 e a tutti gli altri che non ho citato. La community italiana in OleOle sta veramente ben figurando!

Che Santa Claus porti tanta felicità e tanti regali a voi e ai vostri cari!

Il vostro Gabriele.

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Postato da oleole_GP | Commenti (8)

Leggendo qua e là

Giovedì, 20 Novembre 08, 02:50 M.

Uscito il libro "Ti amo. (La) Roma dritta al cuore". Con set di coltelli in omaggio.

Il Real cerca Ancelotti. Forse vuole vendicarsi con il Barcellona per quello scherzo fatto a Figo? Casillas preoccupato.

Juve: pronta la trappola per Ibra. Allertati Borghezio e Calderoli per assaltare lo spogliatoio interista al grido "Via gli zingari dall'Italia".

Implorano gli interisti leghisti: "Ok, fuori gli zingari, ma per stavolta prendetevi Quaresma."

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Postato da oleole_GP | Commenti (3)

Essere un Blues, almeno per due settimane

Sabato, 01 Novembre 08, 01:31 M.

Quanti di voi sono stati mandati dai genitori in una di quelle vacanze studio dove ci si divertiva imparando l'inglese, magari dopo un voto negativo alla fine dell'anno scolastico? E chissà quanti di voi avranno preso parte a epiche sfide tra "nazionali" all'interno delle scuole, magari sperando di poter fare un provino in una delle grandi di Inghilterra.

Adesso si può. La STS organizza, in collaborazione col Chelsea e in esclusiva per l'Italia, dei corsi di due settimane in cui i ragazzi (e le ragazze!) appassionati di calcio possono partecipare agli allenamenti organizzati per STS dal mitico Chelsea Football Club.

Durante il soggiorno i ragazzi perfezioneranno con gli allenatori ufficiali del Chelsea i calci di punizione, il dribbling, la tecnica individuale e di squadra. E' l'occasione per trovarsi in un ambiente internazionale in cui divertirsi e confrontarsi con ragazzi di tutta Europa.

Oltre agli allenamenti pomeridiani, vengono organizzate attività sociali e culturali (visite guidate a Londra, lo Stamford Bridge Stadium del Chelsea). I partecipanti verranno accolti in famiglie. I corsi verranno tenuti in lingua inglese, ma ai partecipanti è richiesto solo un livello base. Un’occasione unica per imparare l’inglese giocando!

Per chi fosse interessato, può contattare il sito www.sts-education.it oppure telefonare alnumero verde 800827006.

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Postato da oleole_GP | Commenti (0)

Settore, ovvero come ridere di Inter, ma non alle spalle dell'Inter

Giovedì, 16 Ottobre 08, 03:56 M.

Confesso di essere di parte nel giudicare questo libro, essendo da anni un lettore di Settore, mio conterraneo pavese. A differenza di molti frequentatori del blog, da qualche tempo conscevo la sua vera identità al di fuori del web, ma solo perché la scorsa primavera mi ero pregiato di inviargli una copia del libro che ho scritto sui cento anni dell'Inter. Ho saputo in anticipo (verso Ferragosto) che anche lui stava scrivendone uno, ed eccolo puntualmente nelle librerie di tutta Italia. “Settore 4C Fila 72 Posto 35. Ovvero: quando non vincevamo mai” ripercorre i sei anni e 13 giorni intercorsi tra il 5 e il 18 maggio con una serie di parallelismi tra quello che eravamo e quello che siamo diventati.

E qui mi fermo subito per un paio di considerazioni: la prima è che Settore con questo libro diventa prepotentemente l'antagonista pincipe dei severgninismi e dei comici da Zelig che hanno infestato le librerie di questi sei anni, con libercoli che avrebbero voluto far ridere, ma che mi lasciavano sempre l'impressione del ragazzino mobbizzato da un gruppo di bulli che alla fine, nel tentativo di farseli amici, comincia ad assecondarli mentre lo sfottono. Non è un caso se la prima frase del libro è la seguente: “Se mai lo meriterà, la macchietta dell'interista contento di perdere passerà alla storia come il frutto di una delle più pelose, ruffiane e sostanzialmente disoneste operazioni anticulturali del XXI secolo”. Chapeau.

La seconda considerazione è che, da tifosi di una squadra finalmente vincente, non è facile riuscire a fare dell'umorismo su se stessi, e Roberto Torti (questo il vero nome di Settore, che nella vita è giornalista alla Provincia Pavese) ci riesce benissimo, del blog mantenendo lo stile spesso esilarante da eterno ragazzone che ama sorridere e far ridere di un mondo come quello del calcio con la tendenza a prendersi troppo sul serio. Lo fa mantenendo un occhio indulgente su quell'Inter perdente e sprecona del 5 maggio, che Settore (Il titolo del libro e del blog è il posto della tribuna Monte Mario in cui Torti si trovava quel giorno) considera un'incompiuta e la causa principale della nascita dell'interista masochista. Sia ben chiaro, l'occhio indulgente è verso la squadra e i suoi protagonisti, attenzione, non verso chi ha costruito il mito del “Non vincete mai”. E si chiede Torti, sempre con ironia: è un interista vero quello che ride delle proprie disgrazie? La risposta è che no, quello non può essere “uno stile di vita”.

Il libro, dopo il preludio iniziale come già detto, è composto da una serie di parallelismi a volte tecnici (da Brechet a Maicon), a volte comportamentali (da Materazzi a Materazzi per esempio, ma anche dallo Zanetti di allora a quello di oggi). C'è il gioco di parole che mette di fronte l'opposta parabola di Nelson Vivas e Nelson Rivas, insomma ce n'è per tutti i gusti fino all'esilarante "Da Recoba a Lillo" - il cane dei Moratti che appare nella foto del centenario - che chiude il libro. C'è un umorismo sottile che pervade il libro ma il contenuto, per chi fa del calcio e dell'Inter non dico una ragione di vita ma un qualcosa a cui dare una certa importanza, è maledettamente serio. Un libro assolutamente da leggere sia per chi non ha mai sopportato il severgninismo, sia per chi, fosse anche solo una volta nella vita, ha riso guardando Zelig, che a un certo punto sembrava reggersi solo con le battute sull'Inter, per pentirsene esattamente un secondo dopo. Da leggere per capire, ridendo, come si legge in copertina, “la metamorfosi dell'Inter”.

Roberto Torti, Settore 4C Fila 72 Posto 35. Ovvero: quando non vincevamo mai, Baldini Castoldi Dalai editore, 164 pagine, 15 euro.

Acquistabile online qui.

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Postato da oleole_GP | Commenti (3)

Brasile A - Brasile B 3-0

Lunedì, 13 Ottobre 08, 09:11 M.

Devo confessarlo, le qualificazioni al Mondiale 2010 in Sudafrica ancora non riescono ad appassionarmi. Ho visto distrattamente l'Italia, fatto tardi con Argentina e Brasile, e soprattutto ho sentito la mancanza del calcio di campionato la domenica. Alla quale, tra un birretta e l'altra di una domenica pomeriggio in solitudine (mia moglie lavorava) ho guardato su RaiSat Più la partita tra Italia e Brasile di futsal, valida per la Coppa del Mondo FIFA.

E' finita male, 3-0 per i funamboli brasiliani, anche se da semi-profano che ogni tanto segue la nazionale ho fatto fatica a seguire i telecronisti mentre dicevano i nomi dei giocatori. Il motivo è semplice: i "nostri" sono tutti brasiliani naturalizzati. Va beh che il Brasile è lo stato con più persone di origine italiana nel mondo (più di 25 milioni), ma se parliamo di scuola calcistica, allora quella italiana è inesistente. I convocati di coach Nuccorini sono 14. In porta l'esperto Alexandre Feller, cognome trentino (e infatti è nato a Nova Trento, stato di Santa Catarina). Non so di dove sia la sua riserva, Caio Gonçalves Farina, ma è comunque oriundo. Numero due il "paulista" di Indaiatuba, Fernando Grana, poi Anderson Pellegrini di San Paolo, Jocemir Jubanski da S. Catarina, Edgar Bertoni da Belo Horizonte, i paulisti Fabiano Assad, Saad De Assis (non sembrano nemmeno di origine italiana) e anche quello che - da incompetente - pensavo fosse italiano - Sandro Zanetti. Completano la rosa Cleyton Battistella, Marcio Forte e Patrick Nora.

Risultato: il 100% della nazionale italiana è composto da brasiliani, che sono anche nel Portogallo, nella Russia, ma non in questo modo. La situazione sfiora il grottesco, se andiamo a vedere il campionato italiano è così quasi in tutte le squadre, ma la stampa fa la nazionalista solo quando c'è da parlare di una squadra di calcio, per giunta di club: l'Inter. Difficile che gli azzurri (o meglio i bianco-rosso-verdeoro) possano vincere il Mondiale, ma se dovesse farlo, vorrei vedere con che coraggio si potrà festeggiare... nel 2004 arrivammo secondi, ma almeno c'erano tre romani, Gianfranco Angelini, Marco Ripesi e Salvatore Zaffiro. Domani, il "Brasile B" si giocherà le semifinali con l'Iran, in una partita in cui basterà il pari.

(nella foto, Zanetti con Marquinho, da Fifa.com)

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Postato da oleole_GP | Commenti (5)

Suggerimenti per le nuove campagne di Tuttosport

Venerdì, 23 Maggio 08, 12:31 M.

Da lunedì, il giornale locale sportivo Tuttosport, "Pravda" ufficiosa dello Juventus Football Club, ha iniziato una campagna - l'ennesima - anti-Inter. "Sono 15", titolava il quotidiano diretto da Paolo de Paola. Con la croce sullo scudetto maledetto (per gli juventini), quello assegnato a tavolino del 2006. Ieri Moratti ha dichiarato che quello è lo scudetto di cui è più orgoglioso, e oggi Tuttosport risponde con le parole di uno dei "saggi" della FIGC guidata da Guido Rossi. Da osservatori esterni abbiamo la nostra opinione e ce la teniamo per noi, ognuno è libero di fare le campagne che vuole, anche volte ad accentuare rivalità storiche, ci mancherebbe.

Sempre da osservatore esterno, mi sento in dovere di segnalare altre campagne simili, volte al fair play e all'amicizia tra i popoli.

Scudetti 1931-32, 1932-33, 1933-34, 1934-35: sono quattro dei cinque scudetti consecutivi vinti dalla Juventus negli anni d'oro, peccato che in quella Juventus giocasse un calciatore, Luis Monti, che aveva il passaporto falso. Non sarebbe male che il Tuttosport se ne occupasse, magari si potrebbe fare una seduta spiritica in cui lo stesso Monti auspica una rinuncia, un bel gesto. Ah, a proposito, indovinate chi arrivò seconda in 3 di quei 4 campionati? L'Ambrosiana...

Scudetto 1960-61: è la famosa stagione del 9-1, di Moratti ed Herrera che mandano la Juniores a giocare il recupero con la Juve. Quell'anno, la partita in aprile fu interrotta perché la Juve aveva venduto troppi biglietti e la gente aveva sfondato i cancelli e si era posizionata a bordo campo. L'arbitro sospese la gara, il giudice sportivo diede lo 0-2 a tavolino ma poi la CAF, dipendente dalla FIGC retta dal presidente juventino Umberto Agnelli (altro che Guido Rossi!) dispose la ripetizione. L'Inter nel frattempo aveva raggiunto la Juve in classifica, ma dopo questa decisione della CAF dettata dal conflitto di interessi, mollò arrivando terza. Sarebbe un bel gesto se la Juve rinunciasse a quello scudetto assegnato a tavolino.

Coppa dei Campioni 1984-85: è brutto parlare di una vicenda così dolorosa, tuttavia sarebbe un ottimo gesto di fair-play se la Juventus rinunciasse a quella Coppa dei Campioni, giocata per motivi di ordine pubblico con 39 persone morte nell'antistadio e vinta in un clima irreale, con la squadra che fece un assurdo giro di campo con volti sorridenti e festanti. Che ne pensa De Paola?

Scudetti 1994-95, 1996-97, 1997-98 e Coppa dei Campioni 1995-96: sono gli anni di Agricola, delle accuse di Zeman, dell'assunzione di farmaci in modalità off-label con la prescrizione in cui la Cassazione sconfessò l'assoluzione in Appello di Giraudo e Agricola (ne scrivemmo un anno fa, qui). Visto che si tratta di vittorie con forti ombre, con giocatori-falegnami che raddoppiarono la massa muscolare in quegli anni e poi sparirono dalla circolazione, direi che sarebbe un'ottima cosa fare una campagna per la restituzione di quei titoli da parte della Juve.

Le farei io stesso tutte queste campagne (in tutto sono 8 scudetti e 2 Coppe dei Campioni), ma non avendo il potere mediatico di Tuttosport, le suggerisco al quotidiano torinese, sperando che mi possano dare retta...

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Postato da oleole_GP | Commenti (120)

FARSOPOLI? NO, CALCIOPOLI

Mercoledì, 19 Marzo 08, 09:03 M.

I giudici amministrativi hanno respinto il ricorso di Moggi in quanto "non rileva, al limite, che l'arbitraggio sia stato effettivamente parziale, ma piuttosto l'idoneità degli atti compiuti a conseguire il risultato lesivo, ovvero la messa in pericolo del bene protetto". "Risulta infatti palese - si legge nella sentenza - da una corretta lettura dell'articolo 6, comma 1, del Codice di giustizia sportiva, che ciò che si è inteso qualificare come 'illecito sportivo” non è soltanto l'avvenuta alterazione, con mezzi fraudolenti, del risultato di una determinata partita ma, a monte e innanzitutto, la creazione di una struttura sapientemente articolata su interessati rapporti con i centri decisionali della federazione e della classe arbitrale, la cui funzione non è certamente quella di assicurare ad una determinata società un'immagine di strapotere sul piano organizzativo e funzionale, ma di ingenerare a suo favore una situazione di sudditanza psicologica da parte sia degli arbitri che delle altre società, e al tempo stesso di assicurare alla società protetta la consapevolezza che in caso di bisogno non mancheranno tempestivi interventi idonei a fronteggiare eventuali situazioni di pericolo".

Dopo una tale sentenza ci sarebbe da non parlare più di Calciopoli se non in senso storico (vale a dire lo scandalo che diede soltanto la Serie B alla Juventus nel 2006). Vediamo se ci sarà un commento sul sito creato da Gianluca (pesce in) Barile che va contro il relativismo ma fa pontificare, è proprio il caso di dirlo, un signore che ha barato, il che per noi non credenti che riteniamo la chiesa un associazione a... non sarebbe nemmeno una novità. Intanto, le vedove inconsolabili si adirano non appena qualcuno ricorda loro che il marito defunto non era uno stinco di santo, e che dire, non si può certo dare loro addosso, sono un caso psichiatrico.

Le mie sono speranze vane: questa sentenza zittirà queste persone che per vari interessi (di tifo, o economici) continuano a tenere un comportamento (è il caso di dirlo) di devozione verso il personaggio più volgare dela storia del calcio italiano? Ne dubito. Una delle cose su cui sono in disaccordo con Franco Rossi è quando si parla di Moggi, che è suo amico. 'Era la meglio pu***na del casino', dice lui. Io invece penso che in un mondo marcio, prevale sempre il più spietato e senza scrupoli, non il più bravo.

E mi rassegno anche al fatto che, benché questo signore abbia 70 anni suonati, lo rivedremo presto nel mondo del calcio, dalla parte del suo vecchio alleato Silvio: scommettete? Del resto, non c'è bisogno di essere riammessi come tesserati per... tessere, tramare, comprare e vendere, chissà se coi vecchi metodi, blandendo e minacciando. Spero di no, ma credo sarà così.

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Postato da oleole_GP | Commenti (16)

Colpevole di vincere

Mercoledì, 12 Marzo 08, 01:42 M.

Adesso Moratti sarà contento, vedove e burattini (cit.) smetteranno di massacrare l'Inter una volta che Mancini se ne sarà andato. Roberto Mancini con un perfetto tempismo ha annunciato che a fine anno lascerà l'Inter. Vado controcorrente rispetto alla maggioranza dei tifosi: farlo adesso è un modo di compattare la squadra e portarla allo scudetto. Spero lo si veda fin dal prossimo fine settimana. C'è anche il precedente positivo di Lippi al Mondiale 2006.

Le ragioni dell'abbandono di Mancini vengono da lontano: dalla scorsa estate, quando Mancini ha rinnovato ma, nonostante si trovasse in una posizione di forza per avere vinto lo scudetto, dopo avere risolto la sua posizione contrattuale non è riuscito a imporre le proprie scelte sul mercato. Poteva arrivare Hamsyk, è stato fatto il rinnovo a Figo e Recoba, quest'ultimo rinnovato per essere mandato in prestito (se non è un segnale questo...). Non sono arrivati altri giocatori giovani che Mancini voleva, ma quando in gennaio è riuscito a mandare via Adriano con tutto quel che ne consegue, si era cominciato a sperare che fosse riuscito a imporsi, e invece... A qualcuno è forse sfuggito che nelle ultime settimane quel pirla che comanda l'Inter ha detto che Adriano (giocatore che da anni fa quella vita ma che è sempre stato coperto dalla corte dei miracoli e da Moratti, anche quando giocava nel Parma) sarà il primo acquisto dell'anno prossimo, che Figo forse rinnova ancora (un fior di professionista, un firmatore di doppi contratti che si rifiuta di entrare in campo) e che con Combi (quello che chiede il cambio per Maxwell quando cambi non ce ne sono più) l'allenatore deve convivere, che aveva già preso Capello e che Mourinho gli piace, infine che Mancini poteva restare fino a quando voleva: tutte frasi che stavano esautorando l'allenatore di Jesi, che ha fatto l'unica cosa che poteva fare.

Stia tranquillo, Moratti: ora l'Inter tornerà perdente e simpatica, come piace a lui e alla sua corte dei miracol(at)i. E vedrete che vedove e burattini spariranno. Si tornerà a parlare del povero Moratti, presidente-tifoso che ci mette tanti soldi e meriterebbe di vincere, ma certo Juve e Milan sono più forti e no, non sono favorite, a fine anno torti e favori arbitrali si compensano.

Solo che stavolta, caro Moratti, noi non ci staremo e non ci saremo. La differenza tra te e tuo padre sta tutta qui: finito il ciclo, stanco dopo tante vittorie e una stagione negativa, lui ha ceduto la società e dietro di lui si sono dimessi Herrera e Allodi. Tu invece, dopo tante sconfitte, hai costretto ad andarsene l'unico allenatore che ti aveva fatto vincere, mentre tu rimani seduto sulla tua bella poltrona, circondato dalla corte dei miracol(at)i a cambiare allenatore una volta ogni sei mesi.

Mancio andrà -probabilmente- in Inghilterra, e fa bene: è il posto adatto per uno come lui che non è solo un allenatore, è anche un manager.

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Postato da oleole_GP | Commenti (34)

Scusate, la Roma ce l'ha una dirigenza?

Lunedì, 10 Marzo 08, 11:32 M.

Da buon tifoso, quando ci sono le polemiche arbitrali mi piace seguirle, soprattutto se sono in tensione pre-partita (che poi non è vero, sono tranquillissimo, ma dovevo pur dare una spegazione al fatto che le seguo, no?). Va beh, insomma, la mia opinione è che, fino a quando a parlare sono le vedove e i burattini, i personaggi di cui abbiamo spesso parlato (considerando anche il loro passato).

Il problema c'è quando a parlare sono i giocatori, come due settimane fa Totti e questa De Rossi.

"Senza errori la Roma sarebbe prima con qualche punti di vantaggio (sic!) sull'Inter. Dobbiamo continuare a lottare, perché siamo all'altezza dell'Inter... le vittorie dei nerazzurri non dipendono né da noi né da loro"

Che eleganza! Insomma, il povero De Rossi come il suo capitano ragiona meglio coi piedi che col cervello, parla di classifiche senza aiuti il giorno che la sua squadra riceve aiuti, e va bene che raglio d'asino non andò mai in cielo, ma nelle redazioni sportive sì. Auspichiamo il deferimento anche di questo elegante signore della 'Roma bene'.

Oggi ho visto per sbaglio Sportime, programma fatto da una redazione che si regge coi soldi della pubblicità e con quelli del mio abbonamento. Bene, un servizio a firma di Paolo Assogna che parla di 'Capitan Futuro' le cui parole sono un atto di forza di uno che va contro l'Inter a petto in fuori, come il suo capitano. E in studio Fabio Caressa, interpellato su cosa si dovrebbe fare per evitare polemica, ha detto che gli arbitri dovrebbero migliorare. E certo! Se avesse detto che forse sarebbe meglio non fare troppa polemica, non avrebbe potuto giustificare i dieci replay che seguono ogni azione sospetta (salvo poi nascondere le immagini se danno ragione agli arbitri che assegnano un rigore all'Inter).

Ad ogni modo, ripeto la domanda del titolo: la Roma ha una dirigenza? Com'è possibile che Rosella Sensi e Pradé lascino parlare i giocatori in questi termini, in modo strano (strano che se ne parli dopo il rigore su Cicinho) i propri giocatori? Per poi stupirsi se vengono deferiti? Quante critiche starebbe (giustamente) subendo Moratti, e con lui l'Inter, nel caso in cui alcuni giocatori facessero dichiarazioni come quelle di De Rossi? Ronaldo prese due giornate per le dichiarazioni dopo Juve-Inter di Iuliano, qui una giornata ci starebbe bene, giusto perché il livello dello scontro è già a un punto tale, che ogni tipo di dichiarazione del genere.

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Postato da oleole_GP | Commenti (0)