Lunedì, 22 Settembre 08, 08:03 M.
Ieri sarei dovuto uscire per un compleanno, perdendomi Torino-Inter, invece alla fine sono riuscito a vederne i primi 60', e ciò è bastato per trarre un'impressione più che positiva sulla prova dei nerazzurri. Essendomi perso l'ultimo quarto d'ora non saprei dire se c'è qualcosa che non è andato, di certo la partita che ho visto io è stata perfetta, L'Inter è sembrato un monolite inattaccabile, e quando il pur discreto Torino ha provato a mettere la testa avanti, è riuscita ad arrivare davanti a Sereni con pochi passaggi. Ottimo Ibra e ottimo un Adriano mai visto, che si sacrifica all'inverosimile, partendo dalla metà campo fino all'area avversaria.
Tutto questo però non può non tenerci coi piedi per terra. La stagione è lunghissima e gli avversari agguerriti. La Juve gioca così così e vince, senza il gol di Gilardino allo scadere sarebbe a punteggio pieno. La Roma e il Milan sono in ripresa e anche la Fiorentina è a 6 punti. Insoma, troppo presto per dare risposte definitive. Leggo già di duelli scudetto tra Inter e Juve, di Mourinho re del mondo, la stampa è con lui allo stesso modo in cui era contro Mancini (e non c'entra la simpatia personale, quanto piuttosto che Mancini aveva troppi nemici dal regime moggiano). Insomma, tutto dovrebbe filare liscio ma non ci si può mai fermare, nemmeno con il Lecce di... Beretta, l'eroe di Siena-Inter.
Resta il fatto che ieri sono rimasto impressionato anche io da Mancini, Adriano, Ibra, Cambiasso, se ci si mette perfino Vieira a giocare 270' di fila, e bene, siamo a posto. Rimane quell'ultimo, salutare quarto d'ora di sofferenza a riportarci sulla terra e a far capire che non saranno ammesse distrazioni.
PS: segnaliamo l'apertura del sito di Tuttosport, finalmente. E devo dire che parte bene con questo titolo. Inter presa a pallate. Ma anche i lettori di Tuttosport presi a pallate...
Martedì, 02 Settembre 08, 01:05 M.
Quando parliamo di Tuttosport, non stiamo parlando di un giornale di parrocchia letto da venti persone, parliamo di un quotidiano che vende in media 117.000 copie al giorno, con la media del lunedì di 132.000 circa. La diffusione è dunque nazionale, anche se si stampa a Torino e ci si può aspettare un occhio di riguardo per le squadre della città. E invece no, perché domenica il Toro ha vinto 3-0 all'esordio in campionato, e oltre al bel risultato c'era un evento da celebrare: erano 15 anni (29 agosto 1993, Piacenza-Torino 0-3, gol di Benito Carbone, Silenzi e Paolo Poggi, c'erano ancora i due punti a vittoria) che i granata non vincono all'esordio in Serie A. C'è solo una striscia in taglio alto che rimanda a pagina 12. In compenso, la Juve che ha pareggiato FA PAURA, ieri, oggi vincerà lo scudetto, perché quelli di Tuttosport pensano che scrivere ogni giorno che la Juve è da scudetto, o dichiarandolo essi stessi o facendolo dichiarare ai personaggi più disparati (solo Topo Gigio s'è rifiutato di dichiararlo), come un mantra, faccia veramente vincere il campionato. Che poi, per carità, tutto può essere, ma intanto dopo la prima giornata credo sia un po' presto per i verdetti.
Purtroppo, le vicende di Calciopoli con tanto di delirio collettivo del complotto ordito dall'Inter hanno portato uno zoccolo duro di acquirenti juventini fondamentalisti e moggiani al limite del ridicolo. Si è scelta una linea editoriale poco dignitosa e irrealistica, con tanto di sputtanamento dell'ex direttore Padovan che, uscito da TS, non ha trovato uno straccio di ingiaggio. Ora che gli echi di Calciopoli, piano piano, faticosamente, stanno lasciando spazio al calcio giocato, a Tuttosport si esalta qualsiasi cosa faccia la Juve (e in estate le si attribuiscono colpi di mercato improponibili come Gerrard o Lampard insieme), si tratta con indifferenza il resto del mondo, compreso ahimé, come detto, il Torino.
E si è mantenuta, come per tutti gli juventini, l'Inter come nemica numero uno. Sul numero di oggi abbiamo la dimostrazione lampante. L'Inter fa un colpo di mercato all'ultimo momento, e allora lo si associa coi mugugni di Crespo. "Inter: Quaresma e veleni, titolano a Torino". E va bene, però pare che quest'estate sia successo di tutto. Pensate, c'è perfino un giocatore che non voleva essere ceduto, che ha rifiutato tutte le destinazioni e - come ammesso dal diretto interessato - in un impeto d'ira ha chiuso nel cesso il suo presidente, che alla fine non l'ha ceduto. Ma il giocatore si chiama Tiago, la squadra si chiama Juve e allora TS non ne parla. Un consiglio al direttore De Paola: cambiate nome in TuttoJuve, diventate come il Romanista, ne acquistereste in credibilità. Quella pochissima che vi è rimasta.
Mercoledì, 09 Gennaio 08, 03:25 M.
Lo sapevamo, lo sapevamo da un mese o anche più, ma lo stesso siamo arrivati impretarati. Giancarlo Padovan lascia la direzione di Tuttosport, lasciandoci un po' tutti orfani. In attesa di offerte, continuerà a fare l'editorialista. Padovan, prima della direzione di Tuttosport fiero oppositore della Juve moggiana, negli ultimi anni ha avuto il compito di avvocato difensore della Juve, specie in Calciopoli. Anti-interista dopo essere passato per interista (ma allora lavorava in un giornale milanese), antimanciniano all'osso, sempre pronto a sbattere in faccia all'allenatore di Jesi il suo tesserino quasi quanto Agroppi tira in ballo la questione gommone vs. barca.
"Non mi sono mai posto il problema della schiena dritta", dice Padovan nell'editoriale d'addio, rivendica l'aumento delle vendite (chiaramente dovuto al suo estremismo anti-Calciopoli), e parla degli eventi accaduti durante la sua direzione. A volte penso che Padovan ci abbia preso tutti per il culo, visto che recentemente ha dichiarato che "sono stati cinque anni fantastici, con avvenimenti come Calciopoli e la scomparsa di Gianni e Umberto Agnelli". Proprio fantastici eh? Ma la domanda più importante è: continuerà ad allenare il Torino calcio femminile? Per qualcuno ambirebbe addirittura a presiedere la Divisione calcio femminile della Federcalcio.
Se a Torino non stanno benissimo (ma speriamo De Paola continui a darci soddisfazioni) alla Gazzetta stanno pure peggio. Ieri hanno lanciato un sondaggio interessante dal titolo: "Pato come Careca: cosa ne pensate delle parole di Ancelotti?". Mancava, dopo le tre risposte "normali", una quarta risposta: "Ma siete scemi? Non ha ancora giocato una partita, come facciamo a sapere se è come Careca, Del Piero, o chi cazz'altro?". Invece, hanno votato quasi in 20000, anche se hanno scelto la risposta più simile alla mia: "Difficile fare paragoni, Pato è troppo giovane e non ha ancora dimostrato nulla in Italia". E va beh, pensate che col Porto Alegre, il diciottenne del Milan ha giocato 27 partite ufficiali...
Chiude il Corsport con "Juve, Sissoko subito". Cioè a febbraio, visto che giocherà la Coppa d'Africa. Ma nessuno se n'è accorto, qualche giorno fa lo stesso Corriere ha dimenticato di inserirlo nella lista dei giocatori di Premier che andranno in Ghana. Forse, sapevano già qualcosa che noi non sappiamo...
Giovedì, 27 Dicembre 07, 02:32 M.
Ieri pomeriggio, fuori una giornata finalmente
invernale, freddo (per gli standard romani) e pioggia, poche macchine passavano dalla trafficatissima Torrevecchia, nessuno e niente mi avrebbe potuto costringere all'uscita in un Santo Stefano di
relax. O forse sì... immaginate che alle 15 si fosse giocata Roma-Inter all'Olimpico, sarebbe stata l'occasione per uscire di casa. Invece, mentre in Inghilterra Chelsea, Manchester United,
Liverpool e Arsenal facevano gli straordinari nel più classico dei “boxing day”, i nostri bamboccioni si divertivano a Miami, Cortina, alle Maldive. Che, se ci pensate, è un controsenso. Perché in
un periodo così lungo di vacanza, in cui le fabbriche e gli uffici sono chiusi, non sarebbe male mettersi giaccone, cappello di lana e sciarpa e andare ad assistere a uno spettacolo come una
partita di Serie A. Invece, per noi calciofili sempre più bistrattati e coincidenti con un pubblico televisivo, è totale black-out, salvo poi (chi è avvelenato e ha SKY come me) mettersi davanti
alla TV e vedere la Premier League inglese.
Pensare che una volta invece si giocava sotto Natale, erano gli anni '30 e '40 e le feste erano usate per la Coppa Italia, che allora aveva un certo valore. In seguito, a parte qualche eccezione come nel 1988 (si giocò il 31 dicembre, ma il campionato era iniziato a ottobre causa Olimpiadi di Seul), si è chiuso per ferie per tre settimane. Almeno gli spagnoli avranno una Befana di calcio, noi no, ci tocca aspettare il 12 gennaio, c'è da andare in ritiro a Malta o a prendere qualche petrodollaro in Dubai. Questa situazione non fa altro che riempire i giornali di gossip, bilanci del 2007 e notizie di calciomercato, su tutte il possibile passaggio di Ronaldo al Flamengo (e qui mi fermo, ma se dovesse essere, ci sarebbe da preparare il solito collage di frasi e proclami di un anno fatti dal Minculpop di Milanello).
Tornando ai giornali, a dire il vero non è poi così male che certi pennivendoli siano andati in vacanza. Il nostro amico Padovan deve essere andato al cenone bello contento di avere potuto spargere ancora un po' di letame su Mancini e sull'Inter. Il 9 gennaio se ne va, direte voi, ma resta a fare l'editorialista, il battitore libero di un giornale che ha aumentato le vendite -così dice- grazie a lui, il che mi fa disperare sul futuro del nostro Paese. Insomma, il 24 scrive un articolo in cui il neo scortato Collina viene ancora pesantemente criticato. E attacca con Morganti che, secondo Padovan (unico insieme ai milanisti), avrebbe favorito l'Inter. Dà un calcio alla logica scrivendo che c'era un rigore su Cruz e poi uno su Kakà, e siccome per quest'ultimo si era sull'1-0, la partita avrebbe preso una brutta piega per l'Inter. Ma se c'era quello di Cruz prima... e va beh. Poi seleziona attentamente i soli episodi dubbi contro il Milan e arriva appunto alla conclusione di un Morganti filonerazzurro.
Dà addosso a Mancini: “Come suo costume, Mancini si è distinto negando che il Milan meritasse il pareggio (invece Kakà e Ambrosini ci sono andati vicinissimi nella ripresa) e glissando sul resto. Perciò mi interrogo su una questione di responsabilità, constatando come ai giornalisti venga richiesta, insieme a obiettività (se lo dice lui, ndr), serietà, rigore, mentre i protagonisti del calcio la disattendono quasi sistematicamente”. Fantastico: adesso oltre al risultato ufficiale del campo, c'è anche il risultato ufficiale di Padovan, come se dire che il Milan meritasse o no il pareggio non fosse qualcosa che attiene al campo dei giudizi soggettivi (o forse, per Padovan semplicemente uno non può nemmeno avere un'idea diversa dalla sua). Infine, per far vedere che lui è onesto, alla fine, ma proprio alla fine, dice che Damato ha favorito la Juve contro il Siena. Ecco, per il 2008 un desiderio ce l'avrei: che il giornalismo sportivo migliori almeno un po', liberandosi di chi manda a monte la tadizione sessantennale di un quotidiano per qualche copia in più. Poi, certo non si vuole togliere la libertà a certi faziosi, anzi... non vederli più rosicare ci toglierebbe qualche soddisfazione e tanto divertimento.
Martedì, 11 Dicembre 07, 06:09 M.
Chi non conosce Wikipedia? Credo nessuno,
tra quelli che utilizzano Internet. Wikipedia si autodefinisce "Enciclopedia Libera", il che potrebbe pensare che è un'anciclopedia liberamente modificabile. E' vero, tutti possono editarla, il che
rientra nel concetto di Wiki, anche se poi ci sono delle linee guida e si creano delle discussioni sul contenuto delle voci e anche se un determinato soggetto abbia il diritto di essere una voce o
no. Poi, voci controverse come "Silvio Berlusconi" sono immodificabili. Diciamo che il concetto di enciclopedia libera sta più nella fruizione e nell'uso che si può fare dei contenuti, non coperti
né da copyright, né da Creative commons.
Perché mi interesso a Wikipedia? Perché da qualche tempo mi sono accorto che le voci calcistiche sembrano scritte dagli ultras della Curva Scirea. Esempi?
Alla voce "Alvaro Recoba": Nel 2001 Recoba fu squalificato per 4 mesi (Giugno-Luglio-Agosto-Settembre) nell'ambito del così detto Scandalo passaporti, vicenda che costò anche una penale di 2 Miliardi di Lire alla sua società di appartenenza, l'Inter. Nella stessa inchiesta fu condannato il direttore sportivo dell'Inter, Gabriele Oriali alla medesima pena. In campo sportivo, l'Inter non ebbe penalità di sorta, come del resto gli altri club coinvolti nello scandalo. Ma come, sopra si parla dei 2 miliardi di penale (comminata dalla disciplinare) e poi sotto si scrive che non ebbe penalità di sorta?
Andiamo avanti. Su Tuttosport si scrive che "le innegabili attenzioni dedicate a Juventus e Torino non si concretizzano comunque in effettiva partigianeria, ma sono da considerarsi piuttosto un atto di innocuo campanilismo per le squadre della città sabauda." Alla faccia! E pensare che la voce è stata modificata ieri sera, fino a ieri si diceva che " Tuttosport è stato l'unico quotidiano sportivo che ha trattato le notizie su Calciopoli (o meglio farsopoli) con equità riportando anche gli scandali che riguardano Milan ed Inter." diventato poi "Al contrario della Gazzetta dello Sport Tuttosport ha riportato tutte le notizie che riguardavano calciopoli, incluse quelle che riguardavano Milan ed Inter e che la Gazzetta ha cercato di insabbiare." L'Inter coinvolta in Calciopoli???? Meno male che qualcuno ieri ci ha pensato e ha toltoqueste baggianate (vedi la cronologia della voce).
E Luciano Moggi? Per Wikipedia "il processo non si è ancora concluso, ma è a tutti evidente che sia stato uno dei pochi,se non l'unico personaggio a pagare." Sarà sempre lo stesso personaggio di cui sopra, che non sa che dopo lo virgola ci vuole lo spazio? Moggi è stato l'unico a pagare... le SIM svizzere con soldi della società, forse. Inoltre, "la Corte Federale conferma la squalifica di Moggi per cinque anni, emettendo una sentenza assurda non tanto per il contenuto, ma per il semplice fatto che Luciano Moggi non essendo più tesserato non poteva essere giudicato dal Tribunale Federale, od almeno così solitamente avviene." Non poteva (quindi è stata violata una norma) o di solito non avviene? Nel secondo caso, forse la sentenza non è così assurda...
Roberto Mancini ai tempi allenatore della Lazio "passa da uno stipendio di 1,5 miliardi di lire deciso dall'allora Presidente Sergio Cragnotti a circa 7 miliardi con la nuova dirigenza, sebbene il resto della squadra si riducesse lo stipendi firmando il piano Baraldi, per il salvataggio del club". Che ingrato! Nessuno fu obbligato a firmare quel piano...
Basta vedere poi la pagina su Calciopoli e vedere quanto spazio viene dato ai fatti (poco) e quanto invece alle dichiarazioni fondamentali di Paolo Bergamo a Matrix.
Insomma, l'enciclopedia è libera sì, ma... di scrivere scemenze!
Lunedì, 10 Dicembre 07, 08:40 M.
Dice che quella dei giornalisti è una casta, una lobby, ma ogni tanto tra di loro si beccano. Questo a dire il vero accade più in politica che nello sport, ma oggi (finalmente!) nella trasmissione di Radio24 'A tempo di sport', un giornalista signorile, pacato e preparato come Gigi Garanzini ha, col suo solito stile, quasi sottovoce, massacrato il “Tuttosport” dell'isterico Padovan e i suoi lettori. Sembra poco, ma non lo è. Bravo Garanzini!
Qui di seguito trascrivo in modo integrale la telefonata intercorsa tra Davide della Provincia di Milano, tifoso della Juve, e lo stesso Garanzini.
Davide: “Garanzini buongiorno. Sono contento perché vedo Moratti e Mancini sereni in questo periodo”
Garanzini: “Sì?”
D: “Dunque non hanno più da parlare di complotti...”
G: “E questo ci rende tutto più semplice in vista del Santo Natale... Poi?” (cercando di cambiare argomento, non ha voglia di sentire juventini frustrati col fegato in subbuglio)
D (ridendo)”: “Esatto, però alla fine l'Inter in queste ultime due partite consecutive in casa ha sbloccato la situazione, che comunque non era facile, con due rigori che alla fine erano fasulli”
G: “Bah, fasulli... Su fasulli già si può discutere, visto che... anche se siamo vicini al Santo Natale, nel senso che il rigore con la Lazio si poteva dare o non dare ed era forse più da non dare che da dare, quello di ieri fasullo non mi sembra... O vogliamo ispirarci a Tuttosport, Davide?”
D (ride nervosamente): “Ahahahah lei dice... “
G: “La sua fonte è questa?”
D: “No, no, no, no, la fonte è di uno juventino (e Garanzini ironico fa “Ah!” come dire "Lo sapevo già") che vede un campionato abbastanza falsato, Garanzini”
G: “Falsato?” (con tono finto sorpreso)
D: “Falsato, sì” (tentando di essere perentorio)
G: Falsato (ripete con tono sconsolato), va bene, ehhhh cosa vuole questo è poco natalizio da parte sua (tono sempre molto pacato), dire “Campionato falsato” secondo me... Lei è sicuro che la lettura che le citavo prima le è estranea completamente?”
D: “Non compro più La Gazzetta dello Sport...”
G: “No, la Gazzetta l'ho capito, parlo..”
D: “...dopo Calciopoli, comunque leggo altri giornali”
G: “Sì, ma per esempio ogni tanto le capita di buttare un occhio su altri quotidiani sportivi?”
D: “Sì, che è... Tuttosport, sicuramente” (risate, mie eh, non di Garanzini Hehehehe)
G: “Sì, è un buon Vangelo (non so come faccia a restare serio mentre lo dice, ndr). Le faccio un esempio di stamane, solo per questo eh, per carità non c'è nulla di cosa... Dato che me l'aspettavo sin da ieri, oggi l'ho perlustrato. Allora, l'intera copertina del quotidiano è 'Regali all'Inter, rabbia al Toro. Un rigore inesistente spiana la strada ai nerazzurri, eccetera eccetera', e fin lì, voglio dire, è un'interpretazione, secondo me un pochino di parte, io credo che quelli siano i classici rigori che se valuti l'ancata di Comotto li dai, se valuti che alla fine, per... in qualche maniera il piede arriva sul pallone, non lo dai, no? Ma le cito questo, le cito la tabella intera così lasciamo fuori la Juventus e lei passa un Natale più sereno, parliamo soltanto del Torino e dell'Inter. Dentro c'è una tabella della bellezza di nove partite in cui ci sono (pagina 11 di oggi), in cui ci sono nove torti fatti al Torino. Allora, dato che le partite giocate fino a qui sono 15, vuol dire che 9 torti integra la congiura, giusto? Le cito il torto dell'unidcesima giornata, Milan-Torino 0-0. Credo che, io ho pochissima memoria in questi casi, ma Milan-Torino 0-0 io la ricordo per un rigore abbastanza netto negato ad Ambrosini, e credo che questa fosse più o meno la versione universale uscita da quella partita. Le cito la scheda dell'undicesima giornata secondo Tuttosport: 'Milan-Torino 0-0, l'arbitro Tagliavento non rileva un'evidente strattonata in area su Bjelanovic nel secondo tempo, dopo aver sorvolato su un sospetto contatto su Rosina nel primo.' Dell'episodio di Ambrosini non c'è traccia. Continuate a nutrirvi di quotidiani umoristici”.
Si passa direttamente a un'altra telefonata, Davide nel frattempo penso si sia suicidato.
PS: Garanzini per la cronaca simpatizza per il Torino, Padovan prima di andare a Tuttosport pareva fosse simpatizzante dell'Inter. Può bastare?
Martedì, 13 Novembre 07, 01:01 M.
Che coraggio la Melandri, che pugno di ferro il Governo del calcio! Fermare il calcio una domenica in cui il calcio non ci sarebbe stato. La Serie A ferma per la Nazionale, la B che probabilmente si sarebbe fermata per lo sciopero sui diritti TV, la C che tanto di solito non se la fila nessuno. E' fermo a tempo indeterminato, qualcuno mi dice. Sì, ma aspettate che tra poco Matarrese dica di nuovo che "lo spettacolo deve continuare", aspettate che qualcuno ci ricordi che le partite rinviate domenica hanno coinvolto le squadre che giocano in Champions e che il calendario è intasato (il Milan deve anche andare a Tokyo a giocarsi il Mondiale per Club), e vedrete che il 24 e 25 novembre si gioca. Con buona pace della signora Melandri che probabilmente andrà a Glasgow e tirerà fuori la bandiera dalla borsetta in caso di vittoria.
Prendiamo i media, i tanto vituperati media che in questi giorni si stanno ancora meritando la cattiva fama che hanno in Italia, con le dovute eccezioni. Pare sia finita l'emergenza rumeni, adesso c'è l'emergenza ultras. Come sempre la risposta dello Stato in Italia è collettiva, quindi inefficace. Torme di teppistelli da stadio si rendono protagonisti di reati già esistenti nel codice penale, e invece di fermarli, processarli per direttissima e incarcerarli, si prendono misure che fanno sparire la polvere sotto il tappeto. Ben vengano i fermi e gli arresti a Milano, Bergamo e Roma (gravissimi gli attacchi alle caserme, sono un attacco eversivo allo Stato), ma i media per una volta facciano il loro lavoro di cani da guardia, ci tengano informati sugli sviluppi degli arresti, ci facciano sapere se i devastatori fermati e identificati con telecamere sono rilasciati e continuano a frequentare le sedi dei gruppi ultras. Così ce ne ricorderemo la prossima volta che il poliziotto, dopo che abbiamo passato il tornello, ci perquisirà e ci porterà via la bottiglietta di acqua da 50cc.
Ci sono poi i quotidiani che non esitano a fare gli ultras anche nel momento in cui si dovrebbe essere tutti uniti. Tuttosport insiste sulla Juve danneggiata dagli arbitri e cita il fantomatico Osservatorio sugli errori arbitrali, secondo cui la Juve sarebbe prima davanti all'Inter (con o senza partita in più?). A parte che i metodi non sembrano molto scientifici (prendono il risultato e lo cambiano in base ai presunti errori arbitrali, ma se mi annullano un gol regolare sullo 0-0 e poi perdo 2-0, magari con un gol in contropiede al 94', è difficile definire l'errore non decisivo. E poi, come la mettiamo coi fuorigioco che non ci sono ma che fermano un giocatore lanciato a rete? Contano come gol?), Padovan fomenta gli animi e lo sa : la parola "rivolta" pare quanto mai fuori luogo dopo quel che è successo domenica. Se poi aggiungiamo che ieri c'è stato un interrogatorio di Giraudo, indagato con Moggi e Bettega per le plusvalenze, Tuttosport che ovviamente non l'ha riportato in prima pagina, ha dimostrato ancora una volta di essere carta straccia. Con che coraggio faranno ancora i titoloni sulle plusvalenze dell'Inter?
Prendiamo invece la Gazzetta, che oggi lancia in prima pagina un'intervista a Kakà che, poverino, dice BASTA a caratteri cubitali, che se in Italia continua
così, i campioni (generico) se ne vanno. A parte che può sempre rinunciare a quella cittadinanza italiana che gli permette di andare in Spagna come comunitario, mi sembra di capire, da quel che si
sente in giro, che se il Milan a fine anno dovesse dargli un paio di milioni in più, magari un aumento a Digao e l'assunzione del cugino come magazziniere, potrebbe anche restare. Che poi, agli
ultras non interessa che Kakà resti o se ne vada, e nemmeno a Kakà frega nulla degli incidenti ma solo dei soldi, mi sembra più che normale. Ma ormai tutto sembra una fiction, un noir senza il
colpevole ma con molte vittime.
Lunedì, 12 Novembre 07, 12:53 M.
Permettetemi per una volta di scrivere un post che non è solo calcistico. Ieri, mentre la notizia dell'uccisione di Gabriele Sandri aveva appena iniziato a circolare, su SKY TG 24 andava in onda in diretta un comizio di un Ultras politico, che da un palco arringava contro dei servitori dello Stato: l'ultrà si chiama Silvio Berlusconi, i servitori sono i magistrati che hanno condannato il suo sodale Marcello Dell'Utri. "Sono loro da recuperare" diceva Berlusconi. Magistrati che hanno la grave colpa di aver osato processare e condannare uno dei suoi principali collaboratori. Oggi, un altro Ultra giornalistico, mette appena sotto la notizia dei fatti di Arezzo un nuovo, presunto furto nei confronti della Juve, quasi come se un rigore dubbio contasse quanto una vita umana, tanto che (volendo fare ironia, anche se può apparire fuori luogo) non si capisce se il titolo dell'editoriale sia per i fatti di Arezzo o per quelli di Parma. Il tutto condito da una sana strumentalizzazione in malafede delle parole di Buffon, che per Tuttosport è indignato quando dice "Se va avanti così, ci ridaranno indietro i due scudetti", frase che il portierone della Juve ha pronunciato ridendo e dicendo chiaramente che si trattava di una battuta per sdrammatizzare.
Due episodi che aiutano a capire l'Italia, Paese delle impunità e delle emergenze. Delle impunità perché la classe politica ha fatto in modo, con alcune sue leggi, che la stragrande maggioranza dei processi non andasse a sentenza definitiva. Chiunque venga accusato di qualcosa, fosse omicidio o furto o spaccio, se ricco e famoso ha subito la ribalta televisiva in cui, alternativamente, ci racconta quanto di buono ha fatto nella sua vita e quanto la fede l'ha aiutato, o spara a zero nei confronti del magistrato che persegue i reati come se perseguitasse la persona. Da qui deriva il concetto per cui chiunque sbaglia deve pagare, tranne noi. Il mafioso vuole gli ultras in galera ma se la prende coi magistrati che indagano sulla mafia (preciso che non sto parlando di Berlusconi e Dell'Utri), l'Ultrà pensa che la propria sottocultura criminale sia migliore di quella dei nomadi che vivono di furtarelli e che gli ultras brucerebbero tutti, se potessero. Il poliziotto è infame se ci impedisce di devastare gli stadi ma poi ci incazziamo se per strada non si è sicuri. E poi, questi ultras quando vengono presi sono tutti agnellini o, in alternativa, chiedono di far uscire di galera chi fa parte del loro mondo anche quando è accusato di omicidio volontario, con tanto di striscioni appesi ogni maledetta domenica.
Mai come oggi è urgente che queste persone vengano espulse dal mondo del calcio, mondo che non deve appartenere loro. Aspettavano il pretesto per vendicarsi dei fatti di Catania, l'hanno avuto grazie a un poliziotto imperito che andrebbe anch'egli punito, ma non certo per omicidio volontario come vogliono farci credere. C'è una concatenazione di errori da parte della Polizia e del Viminale che ha reso l'Italia una polveriera. Ma un conto è chiedere chiarezza e la verità, un altro devastare Roma per vendetta e rabbia. Il mancato stop al campionato come in febbraio, dove però gli incidenti erano accaduti di venerdì sera, ha fatto imbestialire gli ultras, anche se più che d'impeto, la reazione sembrava programmata. La situazione è diversa rispetto a Catania, ma poco importa, c'è la scusa per sfasciare tutto, andiamo, che tanto non si finisce mica in galera. Peggior modo di rendere onore al povero Gabriele non esisteva. Ed è chiaro il messaggio: lo stadio è proprietà nostra, è il nostro sfogatoio, guai a chi vuole renderlo un salotto in cui si va 7 giorni su 7, di proprietà delle società, con prezzi più alti e con la partita che viene venduta ai turisti come parte di un tour dagli agenti di viaggio di tutto il mondo. Questo accade in Inghilterra, ma se qualcuno da noi pensa solo di farlo, come Lotito, gli tocca girare con la scorta. Sapete qual è, paradossalmente, il segnale che fa capire come questi delinquenti non sono interessati al calcio? Il fatto che abbiano eliminato, in nome di una santa alleanza contro lo Stato, sane rivalità calcistiche.
In questo scenario, emerge l'altra parola con cui noi italiani ci riempiamo la bocca: emergenza. Hanno passato mesi cercando di colpire la violenza negli stadi rendendo impossibile la vita a chi volesse vedere in modo pacifico una partita. Tornelli (e va bene), biglietti nominativi, divieti di vendita cumulativa, tappi tolti da bottigliette di Coca Cola ai bambini. Per poi scoprire che si può entrare con un tombino, e che i tifosi da curva possono dire a Doni che, se si gioca, succederà il pandemonio. Il paradosso è che l'applicazione delle leggi è la vera rivoluzione, mentre per fare presa sui media e sull'opinione pubblica se ne creano di nuove. "Tolleranza zero" è la parola d'ordine, ma non ditelo ai giudici dei Tribunali della Libertà costretti a scarcerare ogni giorno conclamati criminali per cavilli legali ormai divenuti legge. Il garantismo non dovrebbe signficare "tana libera tutti", è il rispetto delle garanzie processuali. Ma qui si è andati oltre, si sono aumentate queste garanzie in modo tale che nessuno viene più condannato. Con gli ultras è pure peggio, nemmeno vengono indagati. Più facile sequestrare i tappi delle bottigliette, sperando che un poliziotto della stradale non commetta un errore...
Giovedì, 08 Novembre 07, 11:26 M.
Volevo parlare soltanto dell'ottima prestazione dell'Inter ieri sera, ma tocca parlare di Tuttosport un'altra volta. Per la partita, vi posto il video delle highlights, così siete contenti.
Capitolo Tuttosport: avete ragione in teoria, basta non leggerlo. Ma è più forte il mio interesse relativo al pessimo stato della stampa sportiva dell'indifferenza che meriterebbero certi personaggi. Prendete Gianfranco Teotino, che dalle colonne del suo giornaletto dal titolo "Rigore" o dalla Stampa era uno dei grandi accusatori di Moggi. Assunto da Tuttosport, magicamente è diventato Anti-Inter. Con argomenti degni del peggior tifoso gobbo, Teotino si spalma sulle posizioni del tanto vituperato Blatter pur di dare contro l'Inter. Tutto è strumentalizzabile in chiave anti interista, in un modo che non si è mai visto in passato. Inter antipatica perché forte? Magari fosse solo questo, per dirla con l'amico Watergate, ce l'hanno con l'Inter perché ha contribuito a sparecchiare una tavola imbandita a cui tutti loro mangiavano. Ecco alcuni passi del Teotino-pensiero:
Prendete il caso Blatter. Il presidente della Fifa si è accorto che ci sono squadre, guarda caso come l’Inter, che schierano solo stranieri. E se n’è accorto proprio dopo la sfida
con la Juve che sta cercando, nei limiti dettati dalla necessità, di tornare in fretta competitiva, di piantare radici più nazionali. Non l’avesse mai detto, caro
Blatter. La suscettibilità nerazzurra sale alle stelle. E il capitano, Javier Zanetti, lo rimbecca: «Il presidente forse non sa che io e altri miei compagni abbiamo il passaporto italiano». Ahi,
ahi, signor Zanetti… lasci stare i passaporti. Do you remember Recoba? Meglio cercare altri argomenti.
Forte sì, è fortissima l’Inter. Ma non ancora grande. E con una certa tendenza all’autogol. Anche quando le cose vanno bene. Prendete il caso Adriano. Non gioca perché va troppo in discoteca,
come dice Mancini, o si deprime e va in discoteca perché non gioca, come lascia intendere lui?
Immaginatevi queste cose scritte in passato da altri giornali (non da Teotino, che dalle centinaia di copie che vendeva di "Rigore", aveva la possibilità di farlo) su Moggi o Galliani? Impossibile, loro avevano le spie in redazione, sapevano in anticipo, facevano la voce grossa, zittivano. Avanti, coi sondaggi che interpellano i presidenti delle piccole, che dicono che sì, Blatter ha ragione. E si parla di apertura dell'Unione Europea. Che invece ha dichiarato testualmente:
"Bruxelles bolla come atto "discriminatorio" la proposta di Blatter di introdurre le quote per gli stranieri schierati in campo. La Commissione valuta l'applicazione di una quota ai club per assicurare la presenza di giocatori dei vivai - gia' prevista dall'Uefa - ma senza alcun riferimento alla nazionalita'. Nel nuovo Trattato Ue, spiega un portavoce, le norme sulla liberta' di movimento non saranno modificate, e non vi saranno eccezioni per i casi sportivi." Alla faccia dell'apertura!
Infine, la rubrica delle lettere che in Tuttosport potrebbe chiamarsi "Travasi di bile antiinterista", visto che il 100% degli interventi sono contro la squadra nerazzurra. Tale Cinzia scrive: "Caro Tuttosport, non so se l’avete notato, ma alla 30a giornata del campionato di serie A (guarda caso solo 4 giorni dopo la 29a) ci sarà di nuovo Inter-Juventus. Questo del tutto casualmente, forse per non dare vantaggi alla Juve sull’Inter in un periodo in cui nerazzurri potrebbero giocare partite di coppa... E poi parlano di calcio pulito e di scudetti meritati..." Qualcuno si ricorda per caso di un regolamento cambiato per permettere a una neopromossa di essere testa di serie nel sorteggio del calendario?
Pensatela come volete, ma Tuttosport non è un giornale!
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