Martedì, 20 Gennaio 09, 12:09 P.
Vi propongo l'editoriale di Luigi Ferrajolo del "Corriere dello Sport" sul processo di Napoli che nessuno riprenderà perché troppo equilibrato e di buon senso.
MA NESSUNO TOCCHI LE CONDANNE SPORTIVE
di Luigi Ferrajolo
Il più grande scandalo del calcio italiano entra finalmente in tribunale e, dunque, si può condividere la legittima attesa che accompagna questo processo napoletano. Meno legittimo è il tentativo molto cialtronesco di far credere che dal processo stesso possano scaturire chissà quali novità e soprattutto riabilitazioni a dir poco improbabili.
Che lo sostenga Luciano Moggi è normale: ha tutto il diritto di difendersi come può e come crede. Anche alimentando pie illusioni. Meno serio che lo facciano colleghi e organi di stampa, dai quali ci si aspetta rigore e memoria, visto che lo scandalo, tra l’altro, ha sfiorato, purtroppo, anche il nostro settore. Moggi e la sua disinvolta compagnia sono stati rinviati a giudizio per associazione a delinquere e frode sportiva. Naturalmente è un castello accusatorio complesso che dovrà essere vagliato e confermato nel corso del dibattimento. Non auguriamo a nessuno, nemmeno a Moggi, una pesante condanna per associazione a delinquere, ma non riusciamo a capire chi, in modo subdolo, sostiene una tesi a dir poco strampalata, secondo la quale se Moggi e i suoi bravi subiranno una mite condanna, sarà necessario rivedere le sentenze sportive e magari restituire gli scudetti alla Juve. E’ una tesi troppo ottusa per non pensare che chi la alimenta lo faccia in perfetta malafede. La giustizia sportiva ha le sue regole, il codice penale altre. Capita che un tesserato sia condannato dal giudice sportivo e venga invece assolto dal giudice ordinario. Successe, per esempio, nell’ 80, quando fioccarono retrocessioni e squalifiche, ma poi il tribunale assolse i 28 calciatori indagati. Il reato di frode sportiva a quei tempi non esisteva e infatti è stato opportunamente introdotto più tardi.
Venendo a scandali più recenti, basta ricordare cosa è successo per il caso Maldonado: il Genoa è stato retrocesso e penalizzato per illecito, Preziosi in tribunale se l’è cavata, invece, con una condanna a quattro mesi. L’ordinamento sportivo, del resto, cerca di tutelare la regolarità dei campionati e di punire chi viola la lealtà sportiva, quello ordinario risponde ad altre e ben più complesse esigenze.
Tutti sappiamo già che Moggi e i suoi amici per anni hanno taroccato il campionato, contattando gli arbitri, pilotando il presidente dell’AIA e i
due designatori. Hanno fatto pressioni su organi della giustizia sportiva per « addobbare » le sentenze, sono arrivati al cuore dell’organizzazione calcistica, mettendo piedi e gomiti sui
tavoli di via Allegri, hanno corrotto dirigenti e classe arbitrale, hanno coinvolto pesantemente nei loro affari un vice presidente federale, hanno tentato, spesso riuscendovi, di mettere
l’intera organizzazione calcistica al servizio della Juve e dei loro interessi privati. Non vediamo, sinceramente, cosa possa aggiungere a questo scenario imbarazzante il processo che si apre
stamane.
Servirà per capire se ci troviamo di fronte ad un’autentica organizzazione criminale o solo ad una colossale frode sportiva. Ma in attesa della sentenza penale, quella sportiva e quella morale sono state già date. E’ probabile che la difesa tenti di alzare un polverone, provi a coinvolgere altri club, ad allargare lo scandalo. Se ci sono altri colpevoli, che paghino pure. Se c’è da scoperchiare qualche altra pentola, avanti a chi tocca, tutto questo però non modificherà mai la posizione e le responsabilità di quei mascalzoni che, tradendo i tifosi, per proprio tornaconto avevano trasformato il calcio italiano in una vera cloaca. Né può cambiare il giudizio che la gente si è fatta di loro.
Altro che scudetti da restituire, l’indignazione è ancora forte e intatta. La stessa, del resto, che ha spinto la Juve tre anni fa a licenziare in tronco Moggi e Giraudo per voltare pagina rapidamente. E che ha spinto il suo legale a definire congrua la retrocessione in B con relativa penalizzazione. Cosa è cambiato da quei giorni tumultuosi? E questo processo potrà mai cancellare quel quadro inquietante del calcio italiano? O le macroscopiche responsabilità emerse da un fiume nauseabondo di intercettazioni che ci ha travolto per un’intera estate?
Sabato, 20 Settembre 08, 01:02 P.
Proprio nei giorni in cui Luciano Moggi viene indagato per calunnia verso Auricchio, il carabiniere che coordinò le indagini di Calciopoli e per minacce verso l'ex DS della Roma, Franco Baldini. Vedremo come la giustizia ordinaria deciderà, quella calcistica una decisione anche se morbida l'ha presa.
Ma è davvero finita Calciopoli? Prima dell'inizio della stagione calcistica, l'amico Watergate ci disse, sibillino: "Per capire se Calciopoli è davvero finita, dobbiamo seguire la Salernitana". Lì per lì non capii, poi mi venne in mente che il Direttore Generale della Salernitana è Mariano Fabiani, che ai tempi di Calciopoli era al Messina ma soprattutto, come leggete qui, era il Deus ex Machina di Moggi. E' Fabiani il terzo del trio di 42 telefonate avvenute con le schede SIM svizzere. Gli altri due erano Moggi, ovviamente, e l'arbitro Bertini. Era la vigilia di un importante - e discusso - Juventus-Milan.
La teoria può non essere condivisa, ma insomma ho deciso di vedere l'andamento della neopromossa Salernitana in Serie B. Esordio col Sassuolo, 1-0 con gol su rigore ma è un mani netto. In compenso, 3 ammoniti per gli emiliani e nessuno per i granata. Seconda giornata: 0-0 in casa del Cittadella e niente da segnalare, anzi 4-1 i cartellini per i campani. La terza giornata vede Salernitana-Frosinone, vince la squadra di Castori 3-2 con un rigore. Infine, ieri la vittoria 1-0 a Modena, contro una squadra disastrata: "Decisa da un rigore generoso e da due espulsioni forse esagerate", scrive Goal.com. Troppo presto per dire se è tornata Calciopoli? Sì, ma continueremo a dare un'occhiata alla Salernitana. Fabiani non è un pesce piccolo, è la diretta emanazione di Lucky Luciano.
ULTIM'ORA
SERIE A. DEL NERI "MERITAVAMO QUALCOSA IN PIU'". Arriveranno le bastonate sui denti e, per sdrammatizzare, un po' di simpatico cemento in bocca.Mercoledì, 19 Marzo 08, 09:03 M.
I giudici amministrativi hanno respinto il ricorso di Moggi in quanto "non rileva, al limite, che l'arbitraggio sia stato effettivamente parziale, ma piuttosto l'idoneità degli atti compiuti a conseguire il risultato lesivo, ovvero la messa in pericolo del bene protetto". "Risulta infatti palese - si legge nella sentenza - da una corretta lettura dell'articolo 6, comma 1, del Codice di giustizia sportiva, che ciò che si è inteso qualificare come 'illecito sportivo” non è soltanto l'avvenuta alterazione, con mezzi fraudolenti, del risultato di una determinata partita ma, a monte e innanzitutto, la creazione di una struttura sapientemente articolata su interessati rapporti con i centri decisionali della federazione e della classe arbitrale, la cui funzione non è certamente quella di assicurare ad una determinata società un'immagine di strapotere sul piano organizzativo e funzionale, ma di ingenerare a suo favore una situazione di sudditanza psicologica da parte sia degli arbitri che delle altre società, e al tempo stesso di assicurare alla società protetta la consapevolezza che in caso di bisogno non mancheranno tempestivi interventi idonei a fronteggiare eventuali situazioni di pericolo".
Dopo una tale sentenza ci sarebbe da non parlare più di Calciopoli se non in senso storico (vale a dire lo scandalo che diede soltanto la Serie B alla Juventus nel 2006). Vediamo se ci sarà un commento sul sito creato da Gianluca (pesce in) Barile che va contro il relativismo ma fa pontificare, è proprio il caso di dirlo, un signore che ha barato, il che per noi non credenti che riteniamo la chiesa un associazione a... non sarebbe nemmeno una novità. Intanto, le vedove inconsolabili si adirano non appena qualcuno ricorda loro che il marito defunto non era uno stinco di santo, e che dire, non si può certo dare loro addosso, sono un caso psichiatrico.
Le mie sono speranze vane: questa sentenza zittirà queste persone che per vari interessi (di tifo, o economici) continuano a tenere un comportamento (è il caso di dirlo) di devozione verso il personaggio più volgare dela storia del calcio italiano? Ne dubito. Una delle cose su cui sono in disaccordo con Franco Rossi è quando si parla di Moggi, che è suo amico. 'Era la meglio pu***na del casino', dice lui. Io invece penso che in un mondo marcio, prevale sempre il più spietato e senza scrupoli, non il più bravo.
E mi rassegno anche al fatto che, benché questo signore abbia 70 anni suonati, lo rivedremo presto nel mondo del calcio, dalla parte del suo vecchio alleato Silvio: scommettete? Del resto, non c'è bisogno di essere riammessi come tesserati per... tessere, tramare, comprare e vendere, chissà se coi vecchi metodi, blandendo e minacciando. Spero di no, ma credo sarà così.
Sabato, 23 Febbraio 08, 01:51 P.
Juventus sconfitta dal più classico dei gol dell'ex. Ma non è Amoruso.
Dondarini: "Eh, bella battaglia hai visto?"
Pairetto: "Minchia"
Dondarini: "Ma questi della Sampdoria erano da fuori di testa (...) Guarda ti giuro se non c'erano i giocatori della Juve che mi aiutavano io non so come finiva (...). Poi sai ho dovuto dare
quel rigore lì, guarda che è di un netto Gigi"
Pairetto: "Sì, ma ci credo perché poi dalla vostra posizione" (...)
Dondarini: "Certo, ma io ti dico, io ho cercato... di far sì, insomma, che la partita andasse a quella fine"
PS: Dondarini SI E' chiuso dentro negli spogliatoi, ripetiamo: SI E' chiuso dentro negli spogliatoi. Non l'hanno, SI E' :-)
Mercoledì, 19 Dicembre 07, 06:46 M.
Danilo Nucini è l'arbitro "pentito" che già nel 2003 rivelò a Facchetti di essere stato avvicinato da Moggi, che voleva dargli una SIM straniera. Le rivelazioni dei verbali di Moratti fanno capire perché l'Inter ai tempi non avesse voluto dare seguito alle rivelazioni dell'arbitro. Condotta discutibile, ma che fa capire come Moratti e Facchetti non fossero le ani me nere di Calciopoli (e anche le intercettazioni di Moggi 2006-07 non fanno pensare a ciò).
Tornando a Nucini, oggi il Corriere dello Sport ha pubblicato i suoi appunti coi commenti dei designatori per l'anno 2001-2002, in cui ci fu il 5 maggio e il sorpasso finale della Juve. L'elenco di errori arbitrali favorevoli ai bianconeri è impressionante, così come impressiona il giudizio completamente sballato che i vertici arbitrali davano ai direttori di gara. In pratica, arrivavano elogi se sbagliavano pro-Juve, venivano retrocessi se favorivano l'Inter o se sfavorivano la Juve, ricevendo giudizi negativi. Sgombrando il campo da ogni polemica, avendo l'Inter buttato via all'ultima giornata uno scudetto già vinto, posso dire che la Roma, giunta seconda a un punto dai bianconeri, meritasse lo scudetto come l'Inter. Di certo, non lo meritava la Juventus lippiana. Ecco l'elenco, non penso ci sia bisogno di aggiungere altro:
Juventus-Chievo (Arbitro Bolognino) - Rigore inesistente concesso alla Juventus: giudizio positivo.
Juventus-Perugia (Gabriele) - Dopo 20’ espulso giocatore del Perugia per somma di ammonizioni: giudizio positivo.
Venezia-Juventus (Gabriele) - Non concesso rigore a favore del Venezia: giudizio positivo.
Chievo-Juventus (De Santis) - Rigore inesistente concesso alla Juventus: non giudicato un errore.
Roma-Juventus (Cesari) - Giusta l’espulsione di Iuliano per somma di ammonizioni nel primo tempo. Irruzione di Moggi e Giraudo negli spogliatoi:
Cesari non ha più arbitrato la Juventus.
Torino-Juventus (Paparesta) - Doveva essere espulso Zambrotta per un volontario fallo da tergo, ma non è stato espulso:
Pairetto dice all’arbitro: "Hai fatto bene".
Milan-Juventus (Paparesta) - Rigore inesistente concesso alla Juventus: giudizio positivo.
Juventus-Bologna (Braschi) - Ammonito Ferrara diffidato, salta la gara successiva (Inter-Juventus). Moggi contesta il provvedimento a fine gara.
Braschi non ha più arbitrato la Juventus.
Parma-Inter (De Santis) - Gol irregolare convalidato al Parma:
giudizio positivo.
Venezia-Inter (Rodomonti) - Rigore inesistente concesso al Venezia: giudizio positivo, criticata la sincerità di
Maniero sull’episodio.
Udinese-Inter (Trentalange) - Rigore inesistente concesso all’Udinese: giudizio positivo.
Parma-Juventus (Bertini) - Rigore non concesso al Parma e mancata conseguente espulsione di Buffon: non giudicato un errore,
premiato con immediate designazioni: Empoli-Modena e Bologna-Piacenza.
Perugia-Juventus (Gabriele) - Dopo 3’ di gioco allontanato dalla panchina Cosmi: giudizio positivo.
Bologna-Piacenza (Bertini) - Vince il Piacenza con tre giocatori ammoniti in diffida,
squalificati per la gara successiva Piacenza- Juventus.
Chievo-Inter (De Santis) - Rigore non concesso all’Inter: non giudicato un errore. Gol annullato a Ronaldo per fuorigioco: episodio non commentato. L’assistente Stevanato successivamente è stato impegnato in Udinese-Juventus e nel ritorno della finale di Coppa Italia Parma-Juventus.
Verona-Inter (Farina) - Non concesso un rigore al Verona: giudizio negativo. Farina non ha più arbitrato la Juventus o
partite di vertice.
Roma-Venezia (Bolognino) - Espulsione di Aldair per presunta chiara occasione da gol, episodio verificatosi a 40 metri dalla porta: giudizio
positivo.
Inter-Brescia (Rosetti) - Rigore inesistente concesso al Brescia: giudizio positivo.
Bologna-Lazio (Treossi) - Mancata espulsione di Pancaro per fallo da tergo ai danni di Signori, il quale sarebbe stato squalificato nell’ultima gara decisiva per
lo scudetto Lazio-Inter. L’episodio non è stato preso in considerazione e l’arbitro è stato impegnato la domenica successiva in
Torino-Roma.
Lecce-Udinese (Saccani) - Rigore inesistente concesso all’Udinese al 90’: episodio non preso in considerazione. L’Udinese affronta la
Juventus nella gara decisiva per l’assegnazione dello scudetto con la matematica salvezza acquisita grazie al rigore concesso.
Lecce-Juventus (De Santis) - Non viene applicata la prova televisiva ai danni di Trezeguet che doveva essere squalificato per la gara successiva
Juventus-Roma.
Lazio-Juventus (assistente Contente) - Non viene applicata la prova televisiva ai danni di Trezeguet, l’assistente smentendo Collina dichiara di aver valutato l’episodio e di non averlo ritenuto da sanzionare. L’assistente Contente nelle successive tre giornate di campionato viene premiato con Milan-Chievo, Milan-Juventus e Inter-Chievo.
Martedì, 30 Ottobre 07, 02:49 M.
Carlo Petrini è un ex calciatore, ora scrittore di diversi libri sul calcio. Chiariamo subito: non è né un moralista
né un santo. Come si può leggere nel suo primo libro, è stato latitante all'estero e non è rientrato in Italia nemmeno con un figlio che stava per morire, pur di non farsi catturare. Coinvolto nel
calcioscommesse del 1980, è finito in mezzo al marcio del calcio e, da un certo punto in poi della sua vita, ha deciso di raccontarlo.
"Nel fango del dio pallone", "I pallonari", "Senza maglia e senza bandiera", "Scudetti dopati" sono solo alcune delle sue fatiche letterarie, quelle dedicate a Calciopoli e dintorni; quelle che, quando uscivano, gli regalavano la nomea del pazzo visionario. Di questi giorni è invece l'uscita di "Calcio nei coglioni", che ha un sottotitolo eloquente: "Porcate, imbrogli e fregnacce: cronache pallonare senza censura". In un periodo in cui molti leggono altri calci, nel cuore, in cui non si dice niente di nuovo e niente di eclatante, forse conviene invece leggere Petrini.
Questa non è una recensione, il libro ancora non l'ho letto ma lo comprerò il prima possibile, perché promette rivelazioni ineressanti da parte di molti protagonisti e vittime di Calciopoli. Qui il video di un documentario della TSI (Televisione della Svizzera Italiana, sia mai che queste cose le trasmettano su un canale italiano), di circa un anno fa, in cui Petrini viene seguito mentre incontra alcuni personaggi che hanno vissuto Calciopoli anche da vittime, preparando l'uscita del libro. Si parla di Moggi, ironia della sorte compaesano di Petrini, ma Big Luciano sfugge a qualsiasi dichiarazione, preferisce raccontare la sua verità invece che rispondere alle domande scomode.
"Calcio nei coglioni" è da poco in libreria, ma ha rischiato di non uscire o di uscire postumo. Petrini infatti è affetto da un tumore maligno al cervello, contro cui sta combattendo da qualche anno. A suo modo di vedere, sarebbe il frutto degli anni di carriera in cui ha assunto il doping. Comunque, Petrini resiste e continua a testimoniare e a riportare le testimonianze altrui. Fa una scelta scomoda, di uscire praticamente un anno dopo Calciopoli, quando ormai tutti ne hanno scritto, colpevolisti e innocentisti. Ieri sera ero ospite di "Fallo da dietro" un talk show della Web TV N3TV, per parlare di OleOle e della Tokyo Contest, ma all'inizio di puntata c'è un collegamento telefonico con Petrini, intervistato da Diego Bianchi. Al momento in cui vi scrivo la puntata #4, trasmessa in diretta ieri sera, ancora non è online, ma presto la troverete qui. Non perdetevi l'intervista di Petrini.
Carlo Petrini, "Calcio nei coglioni", Kaos Edizioni, 2007.
Venerdì, 26 Ottobre 07, 02:54 P.
Tutti a volere il calcio spettacolo, ma tutti pronti a stigmatizzare qualsiasi esultanza fuori dal normale. Non sopporto chi non esulta quando segna contro una propria ex, e davvero non capisco cosa potesse esserci di male nell'esultanza di Samuel a Mosca. Lì per lì, guardando la partita in TV, non avevo nemmeno pensato alla papera e anche adesso che lo rivedo non mi dice nulla. Chi sperava in una squalifica di Samuel (che avrebbe così subito lo stesso provvedimento inflitto a Dida per la sceneggiata di Glasgow), parlava del precedente di Roberto Carlos a Monaco, nel 2004 contro il Bayern. Non mi sembrano uguali, e anche se fossero, beh il fatto che il caso Samuel non sia stato nemmeno discusso alla disciplinare dell'UEFA fa ben sperare nel fatto che finalmente si puniscano gioco violento, reazioni e comportamento veramente antisportivo.
Per chi volesse rivedere (la qualità non è eccelsa), ecco la sintesi di quel Bayern-Real, occhio a quando mancano 1' 15":
e il gol di Samuel con esultanza:
PS: in merito al ritorno in Federcalcio di certi personaggi legati al periodo di Calciopoli, un'interrogazione parlamentare del senatore Fernando Rossi.
Venerdì, 12 Ottobre 07, 07:16 M.
Vivo a Roma da quasi sette anni, sono
nato nell'Oltrepo Pavese e ci ho vissuto fino a 10 anni fa. Ho una famiglia normale (si fa per dire...), sono interista visto che ho seguito la passione per i colori nerazzurri di mio nonno e dei
miei zii materni. Da parte di padre ho un cugino milanista e, soprattutto, mio padre stesso è juventino. Sapete che la Lombardia è più o meno equamente divisa in tre tra interisti, milanisti e
juventini, e la mia famiglia ne è ben rappresentata. Ho un cugino tifoso della Fiorentina, ma insomma le eccezioni ci sono sempre.
Dopo qualche tempo sono stato, nei giorni scorsi, a trovare i miei. Era una delle prime volte che andavo dopo Calciopoli, tra il mio matrimonio e altre cose le ultime volte erano stati loro a Roma. E ho trovato le cose in pessimo stato, ormai al punto di non ritorno, per quanto riguarda mio padre. Settantacinquenne, dopo 35 anni in fabbrica va ancora a lavorare nei vigneti, ma se fosse per questo andrebbe tutto bene. No, mio padre ha dei problemi.
Insomma, prima di tutto mi ha detto che non riesce a guardare più una partita di calcio intera. Beh, anche perché i miei non hanno SKY o Mediaset Premium, e ormai vedere calcio in diretta è impossibile in chiaro, ma ve beh. Non segue più il calcio? Macché! Ha detto che non guarda le partite, ma è fisso sul divano, gambe allungate sulla sedia messa lì davanti, la Settimana Enigmistica in mano e la Tv accesa. Su Antenna 3, o Telelombardia, oppure Telenova o ancora Italia 7 Gold.
Risultato? Ho un anziano padre che parla come un utente del forum J1897, anche se non sa nemmeno accendere il computer, e fino a due anni fa era lo juventino
meno fazioso che avessi mai conosciuto. Ecco, io pensavo che Morattitronchettiguidorossi, lo scudetto di cartone, il presidente dentone, Moggi fatto fuori perché contrario ai poteri forti, fossero
solo cose dette o scritte in malafede da chi voleva fare soldi o almeno accessi sul web, da avvocaticchi e azzeccagarbugli di provincia in cerca di soldi per creare associazioni, di giornalisti
senza più il proprio referente. Invece, visto mio padre, devo dire che il lavaggio del cervello è più ampio e arriva anche dalle TV.
Anni di sconfitte (e di ruberie subite) dell'Inter hanno prodotto ironia a quintali, se pensiamo ai vari Settore e Interistiorg, da loro invece Calciopoli ha prodotto solo fegati marci (altro che i denti di Moratti) e livore a quintalate. Dopo avere visto anche il video del tipaccio che insulta e aggredisce un anziano signore come Cannavò, lo devo proprio dire: ragazzi, state male! Andate da uno bravo!
(nella foto, un idolo degli avvocati)Mercoledì, 12 Settembre 07, 07:51 M.
Luca Cordero di Montezemolo oggi: "Vincere il mondiale a tavolino sarebbe comunque una vittoria meritata. Se fossero riscontrati i presupposti per una nostra vittoria a tavolino, ce la saremmo meritata perché partirebbe dal presupposto che chi ha vinto lo ha fatto in modo non corretto, illegale e non sportivo. E allora sarebbe una vittoria meritata. La Spy Story? È una vicenda che fa male alla F.1 e meno se ne parla e meglio è. Ci interessa che questa brutta storia si chiuda in fretta e soprattutto che si chiuda con la verità"
Luca Cordero di Montezemolo un anno fa, su Moratti: "Sono suo amico e gli voglio bene. È una persona perbene, ma si è messo uno scudetto che io non avrei messo".
Che dire, gli inglesi direbbero che c'è "lack of consistency". E i tifosi, intanto, litigano. Chi dice, da juventino, che Montezemolo ha detto una scemenza, e magari lo fa a denti stretti perché è anche ferrarista e in cuor suo spererebbe McLaren, e gli interisti che invece ne fanno risaltare la poca coerenza ma magari sono sempre stati antiferraristi, identificando Juve e Ferrari con la stessa proprietà. Sinceramente credo che nello SPORT, che può anche essere un business, un'industria, ma rimane sempre sport, chi bara è giusto che paghi. Sempre.
In attesa del calcio giocato stasera, tengono ancora banco i casi di Ronaldo e Vieira, con diverso risalto, guarda caso la vicenda del francese assume toni polemici molto più di quella del brasiliano. E ancora l'eco dei fischi beceri di sabato scorso, e qualche problema di ordine pubblico, stavolta a Kiev.
Chi gioca stasera? Fuori Oddo e dentro Panucci? Chi al posto di Gattuso, Ambrosini? Lo sapremo presto, prestissimo. Volete un mio pronostico? Pareggio, e la Francia batte 3-0 gli scozzesi. Mi espongo al vostro ludibrio...
Lunedì, 03 Settembre 07, 08:16 M.
Dopo due giornate si può fare un piccolo, parzialissimo bilancio su come sono
andate le cose sia sul fronte arbitrale, con l'arrivo di Collina un anno dopo Calciopoli, sia sul fronte dei media.
Osservata speciale non poteva che essere la Juventus, che ha cambiato l'assetto societario, non ha cambiato la proprietà ma pur con dirigenti al di sopra di ogni sospetto può essere sempre favorita per il nome e per il blasone (come del resto le altre grandi storiche) la cosiddetta "sudditanza psicologica". Poteva anche, secondo alcuni pareri autorevoli, subire anche l'effetto contrario, con gli arbitri che avrebbero potuto essere particolarmente severi per evitare maldicenze.
Ebbene, il nostro parere è che la Juve nelle prime due uscite ha avuto degli arbitraggi pienamente sufficienti, checcé ne dicano gli anti-juventini (per Juve-Livorno) o gli stessi tifosi bianconeri (per la partita di ieri a Cagliari). A Livorno, arbitro Gava, ci potevano stare un fallo su Del Piero, un mani di Galante e un fallo sullo stesso difensore livornese, mentre il rigore su Iaquinta non pareva nettissimo, ma Collina si è raccomandato coi direttori di gara: punire di più le trattenute.
In questo nuovo corso i due rigori assegnati ieri al Cagliari, dall'arbitro Tagliavento, appaiono sacrosanti. Ottimo esempio di collaborazione tra arbitro e guardalinee invece nel tramutare in corner il rigore inzialmente assegnato sempre al Cagliari per un contatto tra Chiellini e Conti: giusta decisione, il difensore bianconero tocca la palla. Bene Tagliavento anche nelle espulsioni. Errori invece ci sono stati a Empoli sabato (rigore nettissimo per fallo di Cordoba su Saudati e, meno grave di un rigore ma evidente, mancata concessione di una punizione a due in area all'Inter per gioco pericoloso di Giacomazzi su Stankovic), e a Genova la scorsa settimana, con un rigore che Saccani ha inspiegabilmente concesso al Milan. Insomma, la sudditanza verso le grandi un po' rimane: non era meglio il sorteggio arbitrale totale, visto che gli arbitri sono tutti giovani e nessuno svetta nel gruppo? Si sarebbe risparmiato anche il mezzo milione dato a Collina. Ad ogni modo, vedremo nel corso del campionato come andrà.
Se il dopo Calciopoli sembra ok per gli arbitri, un po' meno lo è dal punto di vista dei media, che per questioni di proprietà o di vecchie amicizie, sono rimasti a qualche anno fa, quando si colpiva solo chi non avrebbe potuto dare problemi o effettuare ritorsioni. Se poi aggiungiamo che i commentatori "tecnici" sono quasi tutti biancorossoneri (con l'aggiunta quest'anno dei "big" Lippi -che commenterà solo la Champions- e Capello) si capisce come si tenda sempre a minimizzare dove c'è da minimizzare e ad acuire dove c'è da acuire. Il caso Adriano, un giocatore che ha raggiunto gli eccessi di Maradona e Best senza avere nemmeno un decimo delle loro qualità tecniche, sta per diventare quello di un martire messo fuori ingiustamente da un allenatore aguzzino. Ovvio che, per certi media, il brasiliano a Milanello rinascerebbe. Come Vieri? Padovan invece invoca i rigori contro l'Inter dimenticando, a causa di un singolo episodio, la storia degli ultimi venti anni di Serie A con uno stile che gli juventini ai bei tempi avrebbero definito da "piangina".
Dall'altra parte, scene isteriche come quelle di Cagliari fanno ricordare Valencia, ma chissà perché Zebina, che ha tentato di colpire un addetto del Cagliari, sarebbe colpevole soltanto di aver tentato un buffetto. A "Controcampo", Altobelli ha addirittura cercato di colpevolizzare l'addetto dicendo che non deve fare il tifoso. Beh, nemmeno Zebina è pagato milioni di euro per applaudire ironicamente il suo ex pubblico dicendo "Andate affanculo tutti". Ci fosse stato Materazzi al suo posto, sarebbe partito un processo a reti unificate. Per non dire che, quando Chiellini deve essere trattenuto a fatica da Buffon mentre si scaglia contro l'arbitro, per i media non siamo di fronte a scene di isteria collettiva, ma a "grinta". Mentre l'Inter è "salvata da Ibra e Toldo", i bianconeri non sono "salvati da Buffon", ma vincono per il grande carattere . Due pesi e due misure, come ai bei tempi.
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