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Doping (e non solo): il calcio impari dal Tour

Venerdì, 08 Giugno 07, 01:17 M.


Certo, Bjarne Riis non ha milioni di tifosi che ancora oggi esultano al pensiero del suo Tour vinto nel 1996, per cui nessuno ha protestato alla notizia -peraltro data da molti ma passata inosservata- che l'organizzazione del Tour ha deciso di cancellare il suo nome dall'Albo d'oro dopo che il danese ha confessato di avere assunto EPO negli anni in cui vinse la maglia gialla. Tuttavia, la decisione dei francesi è significativa perché sancisce per la prima volta che chi sbaglia paga in qualche modo, anche a distanza di 11 anni. Qui da noi, invece, si esulta per una prescrizione dal lato penale e gli organismi del calcio hanno stabilito in modo abbastanza vergognoso dei termini prescrittivi ridicoli, per cui ogni malefatta dei nostri club non viene praticamente mai punita, a meno che non si scopra -quasi- in flagrante.

I tifosi, dicevamo. Quelli che non devono pagare per le malefatte dei dirigenti della squadra per cui tifano, si dice. Tifosi che sono, però, gli stessi che hanno gioito per vittorie farlocche a scapito di altri fans, a cui è stata tolta -almeno in quell'occasione- la possibilità di gioire. Con questo discorso da tifosi non si va da nessuna parte: ci si continua a scannare e il mondo del calcio sarà sempre più sporco. Non parliamo, questa volta, solo di doping e solo di Juve, di cui abbiamo scritto qui e qui . Intanto, è vero che tirare in ballo altri club non rende Agricola e Giraudo meno colpevoli, ma di certo non possiamo mettere la testa sotto la sabbia e pensare che certe cose accadessero solo in via Galileo Ferraris. Lì hanno fatto scalpore perché la Juve in quegli anni, come Riis, ha vinto tutto. Però Cannavaro era al Parma quando si filmò mentre si faceva iniettare il Neoton.

Cannavaro diceva in napoletano stretto, durante il video, che stava facendo 'na schifezza, ma allora si parlò più della privacy del calciatore e di come la Rai fosse venuta in possesso del video che non del contenuto dello stesso. Le coscienze ormai sono anestetizzate. Abbiamo già dimenticato la figuraccia di Gattuso e Pancaro all'Olimpico, quando rifiutarono un controllo (facoltativo, per carità) incrociato sangue-urina accampando scuse ridicole tipo che dovevano prendere il charter, di scarsa igiene e di non voler ancora (ancora?) vedere siringhe. Dichiarazioni che suscitarono una replica dura del dottor Capua dell'antidoping CONI, il quale disse anche che Gattuso era presente alle riunioni tra i medici e calciatori ed era a conoscenza delle procedure. E chi si ricorda ancora che ai tempi del 'miracolo Chievo' si cominciò a parlare di farmacia? Per non parlare di quel giocatore tanto veloce che venne comprato da una 'grande' e dopo due giorni andò dai medici con una lista di medicinali dicendo 'Io senza questi non sto in piedi' e, manco a dirlo, a fine anno tornò al mittente.

E non c'è solo il doping. Un anno fa -giustamente, con quello che uscì fuori- l'ufficio indagini, la procura federale, i giudici erano tutto un fervore. Oggi, sembra non succeda nulla: dove sono i processi (o meglio, i deferimenti) per le plusvalenze, per i falsi in bilancio, la GEA, Calciopoli 2, i pedinamenti? Inchieste che coinvolgono Inter, Milan, Juventus, e altre squadre minori. Sembra che stiano ad aspettare la prescrizione, invece bisogna assolutamente non far scadere i termini. Da interista voglio che giudichino anche sulla mia squadra, non voglio che si salvi per prescrizione, e spero che anche gli altri tifosi la pensino come me. Purtroppo, la situazione fa pensare a una conferma dello status quo: il calcio ha aperto indagini soltanto a ruota di inchieste penali roboanti e non per autonoma scelta, l'ha fatto quando proprio non poteva farne a meno; inoltre da allora non si è dato delle regole per fare in modo che il sistema espella le mele marce, anzi la restaurazione è stata portata a termine e al potere ci sono le stesse facce di 20 anni fa.

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Postato da oleole_GP | Commenti (13)

Doping Juve: un po' di chiarezza per i disinformati

Mercoledì, 06 Giugno 07, 02:32 M.

Dopo tutto quel che si è scritto in questi giorni della sentenza della Cassazione, leggo sulla blogosfera ancora troppe inesattezze per non dover tornare sull'accaduto. Intanto, faccio una premessa: qui si parla sempre di somministrazione illecita di farmaci, non di EPO la cui assunzione da parte dei giocatori della Juve non è mai stata provata. La Cassazione, organo di legittimità e non di merito, ha respinto su questo punto il ricorso di Guariniello.

Innanzitutto, la Cassazione -come dicono alcuni juventini- non ha condannato Agricola e Giraudo, nessuno lo sostiene, però ha annullato un appello che li assolveva, dicendo che erano colpevoli e punibili, contrariamente a quanto stabilito dalla corte territoriale, in base alla legge 401/89. Il fatto che la Cassazione dica che fossero colpevoli non contrasta col fatto che la Cassazione non decide nel merito, dal momento che può annullare un'assoluzione per mancata applicazione di una legge. Inoltre, al contrario di quanto detto da alcuni tifosi avvocaticchi, nessuno ha detto che fosse da applicare in alcun modo la legge del 2000 in modo retroattivo. Queste, permettetecelo, sono balle.

Anzi, scrive la Cassazione nella sentenza che "i fatti commessi prima dell'entrata in vigore della nuova legge, concernenti somministrazione di sostanze dopanti espressamente vietate dal decreto ministeriale ‑ e che sono oggi punibili a norma dell'art. 9 della legge n. 376 del 2000 ‑rimangono puniti dalle disposizioni dell'art. 1 della legge n. 401 del 1989, in virtù del disposto dell'art. 2, comma 3, cod. pen. (legge più favorevole): mentre la condotta di somministrazione di sostanze non ricomprese nell'elenco ministeriale, resta sanzionata dall'art. 1, comma 1 della legge n. 401 del 1989, non potendo essere accolta la tesi della intervenuta abrogazione"

Allora, se la legge del 2000 fosse stata più favorevole si sarebbe applicata quella al caso "doping-Juventus", mentre si applica quella del 1989 sia per fatti antecendenti al 2000, sia per fatti successivi al 2000 in cui vengono somministrate sostanze non dopanti secondo il ministero e quindi non punite dalla legge 376. Altra cosa importante: nonostante dal 2000 ci sia una legge e un elenco ministeriale di sostanze ritenute dopanti, ancora oggi dare medicine non considerate doping a un atleta sano, per la Cassazione, è reato!

Andiamo avanti. La stessa Cassazione dice che "la Corte territoriale ha affermato che «non vi è dubbio che la condotta contestata, con riferimento alle specialità medicinali non espressamente vietate, venne posta in essere nel confronti dei giocatori della Juventus. Invero risulta ampiamente provato agli atti del processo che dal 1994 al 1998 la somministrazione dei farmaci in questione avvenne realmente e fu realizzata spesso con modalità off label, ossia al di fuori del contesto autorizzativo individuato dal Ministero della salute ovvero in forme non consentite». «Di conseguenza», proseguiva la Corte territoriale, «in relazione a tale aspetto dell'imputazione sub à, non può esservi spazio per una formula di proscioglimento diversa da quella derivante dalla impossibilità di applicare al caso di specie la normativa di cui alla legge n. 401 del 1989». Questo collegio, viceversa, ha ritenuto che la condotta degli imputati integra il delitto di cui all'art. 1 della legge n. 401 del 1989: apparendo condivisibili, quanto al resto, le affermazioni della Corte territoriale, coli specifico riferimento alla ritenuta equiparazione della posizione degli imputati, la sentenza impugnata va annullata in parte qua e, segnatamente, nella parte in cui ha mandato assolto Agricola Riccardo e, per effetto estensivo, Giraudo Antonio, «dai residui fatti addebitati nel capo o), perché il fatto non è previsto dalla legge come reato».

Tradotto: la Corte d'appello ha accertato la somministrazione off-label (fatto provato, come qui abbiamo già scritto) e proscioglie perché non considera applicabile la 401/89. La Cassazione invece la considera applicabile, annulla l'assoluzione e dichiara intervenuta la prescrizione. Ovvio che, se in secondo grado l'unico motivo di assoluzione è la non applicabilità della legge 401, e se la Cassazione è inetrvenuta stabilendone l'applicabilità, Giraudo e Agricola sono colpevoli di frode sportiva. Prescritti, non condannati, ma riconosciuti colpevoli. Possono rinunciare alla prescrizione, se vogliono essere assolti del tutto ma, come dice Travaglio, conviene essere innocenti.

L'art. 1 della legge 401/89 è la chiave, è una legge a forma libera come dice la Cassazione e parla di frode. La Cassazione ha ritenuto che anche la somministrazione di farmaci in modalità off-label sia reato in base a quella legge, e questo è l'unico punto su cui si può obiettare. L'art. 1 della legge 401 recita: "Chiunque offre o promette denaro o altra utilità o vantaggio a taluno dei partecipanti ad una competizione sportiva organizzata dalle federazioni riconosciute dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), dall'Unione italiana per l'incremento delle razze equine (UNIRE) o da altri enti sportivi riconosciuti dallo Stato e dalle associazioni ad essi aderenti, al fine di raggiungere un risultato diverso da quello conseguente al corretto e leale svolgimento della competizione, ovvero compie altri atti fraudolenti volti al medesimo scopo, è punito con la reclusione da un mese ad un anno e con la multa da lire cinquecentomila a lire due milioni. Nei casi di lieve entità si applica la sola pena della multa."

In conlusione: Agricola e Giraudo sono colpevoli di frode sportiva, Agricola è ancora il responsabile medico della Juve, entrambi non rinunciano alla prescrizione, e i giocatori non sono vittime. Spero si sia fatta chiarezza, a fronte delle tante inesattezze che si leggono da giorni.

 

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Postato da oleole_GP | Commenti (42)

PER LA CASSAZIONE LA JUVE SI DOPAVA

Venerdì, 01 Giugno 07, 05:42 M.

Solo chi aveva la vista annebbiata dal tifo lo negava, ma se fino a che la Cassazione parlava soltanto di ricorso del PM Guariniello "astrattamente condivisibile" si poteva anche capire che qualche juventino poco informato, o semplicemente arrabbiato, si arrampicasse sugli specchi, da ieri le motivazioni della Cassazione sembrano togliere ogni dubbio. A tutti? No, a quasi tutti.

Sgombriamo subito ogni equivoco: la Cassazione è un giudice di legittimità, non può formalmente condannare nessuno. Ma se la Corte Suprema annulla una sentenza assolutoria definendola ERRATA, c'è poco da dire: gli imputati erano colpevoli, andrebbero riprocessati, ma non c'è più tempo: prescrizione. Che per alcuni , stavolta non più con la vista annebbiata, ma proprio accecati dal tifo, diventa assoluzione.

"La Juventus è stata assolta dall'accusa di EPO -scrive Christian SBRocca- Usava, invece, farmaci legali che, essendo legali, non erano illegali. Questo, perlomeno, aveva stabilito il giudice di merito e il buon senso. La Cassazione, invece, ha detto che l'uso fraudolento di farmaci legali costituisce doping e che una legge successiva si sarebbe dovuta applicare retroattivamente. La Juve su questo punto, sul punto che usasse fraudolentemente farmaci legali, avrebbe dovuto subire un altro processo. Ma è intervenuta la prescrizione, quindi è finita qui."

Mai visto un cumulo di inesattezze così grande, il problema è che qualcuno gli crede pure. Sinteticamente, che cosa è successo? Che un fatto (somministrazione di antidepressivi e altri farmaci a persone sane, giocatori a cui venivano dati per migliorarne le prestazioni sportive) viene provato. In primo grado si riconosce applicabile la legge dell'89 sulla frode sportiva, c.d. sul calcio scommesse, e gli imputati (Riccardo Agricola, ANCORA OGGI responsabile del settore medico juventino, e l'ex AD Antonio Giraudo) vengono condannati. L'appello li assolve, stabilendo che i fatti sono esistiti e provati ma ritenendo la legge dell'89 non applicabile ai fatti in questione. La Cassazione non è giudice di merito, ma ha annullato la sentenza di secondo grado per mancata applicazione di una legge, proprio quella del 1989, che era invece applicabile. Facendo due più due, se i fatti sono appurati, e c'è una legge che li punisce anche al momento in cui il fatto è commesso (altro che retroattività, caro il mio disattento Rocca), è praticamente impossibile che un rinvio possa portare ad un'assoluzione.

Fatto sta che, come paventato dal giornalista Marco Travaglio, arriva la prescrizione, a cui peraltro gli imputati potrebbero rinunciare per avere piena assoluzione (cosa di cui dubitiamo), per cui l'appello non si rifà, non essendoci tempo. Salvi dalla condanna Agricola (ripetiamolo, attuale responsabile medico della Juve) e Giraudo, resta una nuova macchia nella storia pluricentenaria della Juventus, l'ennesima. E oggi, invece di ritirarsi di buon ordine, molti juventini divenuti improvvisamente tutti avvocati (io li definirei azzeccagarbugli) continuano ad arrampicarsi sugli specchi. Dicono che non c'è stato uso di EPO (e questo è vero) e che la parola abuso di farmaci è sbagliata. Certo, è un termine giornalistico, visto che "somministrazione di farmaci legali a persone non per curarle ma per alterarne le prestazioni" pare un po' lungo da mettere negli articoli. Il concetto però è chiaro: si davano psicofarmaci e altre medicine a persone completamente sane per farli vincere.

Qualcuno mi ha scritto che tutto ciò non è vero, e che esistono solo somministrazioni dichiarate all'antidoping, della Juve e di tutte le squadre. Certo, come no? Quelle sono le somministrazioni fatte quando davvero c'è da curare qualcuno, ma poi ci sono anche quelle illecite. Inoltre, la difesa è debole, sarebbe come se dei medici si facessero con la morfina presente nell'ospedale e la dichiarassero somministrata a malati terminali, e una volta pizzicati si difendessero dicendo che la morfina ce l'hanno anche gli altri ospedali. Un altro juventino ha detto che questo processo non tutela gli atleti (a proposito, la Cassazione ha anche stabilito che gli atleti non possono essere vittime inconsapevoli del doping) perché ha buttato tutto sul tifo. Beh, visto che ormai da un anno i tifosi juventini sono diventati tutti avvocati ed esperti in petizioni , se vi sta così a cuore la salute degli atleti, perché non fate una petizione perché venga cacciato il signore della foto, che la Juve tiene ancora in organico? Già, voi siete talmente impegnati a contestare un passaporto o qualche rolex, che non avete tempo di realizzare che la maggior parte dei successi della vostra squadra sono farlocchi.

Altro che il signor Del Piero, che si infastidisce quando gli altri cantano "Vinciamo senza rubare". Basta, adesso, lo diciamo noi a voi.

 

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Postato da oleole_GP | Commenti (73)