Venerdì, 25 Settembre 09, 12:00 M.
Ok, il mio antijuventinismo mi fa scegliere questo titolo ma "Centravanti Nato", il documentario del 2007 sulle vicende sportive e personali di Carlo Petrini e trasmesso in TV da Current TV (canale 130 pacchetto Sky) non è solo questo. Certo, sentire dalla sua voce e non leggere nei suoi libri della combine organizzata con Bettega in quel Bologna-Juve del 1980 fa un certo effetto. Per non parlare poi della sparizione dall'aula di Massimo Cruciani, il teste chiave, organizzatore del giro di scommesse, a cui la Juve avrebbe dato 70 milioni di lire per non parlare, con lo stesso Petrini a fare da messaggero e intermediario.
La storia di Petrini però comincia dal doping, da siringhe di vetro con aghi che pungevano le chiappe di diversi giocatori senza essere sterilizzati e una bava verde che gli usciva alla fine della partita, tutto questo per correre dall'inizio della partita alla fine... della giornata, fino alle due o alle tre di notte. Si barava con delle provette con dentro la pipì dei compagni non convocati, nascosti in una tasca a doppio fondo degli accappatoi, con medici distratti e compiacenti che non facevano il loro dovere e un'opinione pubblica che non vedeva e non sentiva nulla. Ma ci sono uomini che si sono ammalati e sono morti prima dei 50 anni, con Petrini che a poco più di sessanta è praticamente cieco ed è stato operato di tumore al cervello.
Se la storia del doping è triste, più interessante quella del calcioscommesse del 1980, con Cruciani fruttivendolo conosciuto a Roma che mette in piedi un giro di scommesse miliardario, che paga i giocatori per combinare i risultati. Nel documentario si spiega che tutti gli anni si aggiustavano le partite delle ultime 5-6 giornate, quell'anno invece si tarocca l'intero campionato. Senonché, Cruciani e soprattutto l'altro bookmaker, Alvaro Trinca, fanno saltare tutto: troppo inaffidabili i giocatori, troppe combine saltate, col Bologna di Petrini stesso che vince con l'Avellino dopo aver combinato il pareggio con gli irpini. La Juve si salva, ma ci restano in mezzo Milan e Lazio, poi anche il Bologna con l'Avellino per quella partita non combinata. Il calcio si dimostra marcio, un po' meno l'Italia che lo circonda, un'Italia più ingenua che si indigna perché la Juve la passa liscia e si infuria perché il processo penale non si può fare: c'è un vuoto normativo, il reato di frode sportiva viene introdotto solo dopo lo scandalo del Totonero.
Gli eventi pubblici però si mescolano al Petrini privato, persona che ha vissuto pericolosamente e che spesso ha tenuto comportamenti discutibili, ma non per questo la persona semicieca, con la sigaretta perennemente accesa che racconta oggi, è meno credibile. Certo, si sono usate le sue vicende personali per screditarlo, i suoi libri editi da Kaos sono stati recensiti pochissimo, ma Petrini decide di raccontare tutto per autocatarsi, per credere di essere una persona migliore di quella che, fuori dal calcio per squalifica, diventa usuraio e deve scappare in Francia in un tragico esilio: il terzogenito Diego si ammala di tumore al cervello, chiede pubblicamente di vederlo prima di morire ma Carlo Petrini, centravanti nato, stavolta gioca in difesa e non rientra a casa, per paura dell'arresto. Diego muore senza aver rivisto il padre e Carlo, ormai malato, si ritira dalla madre al suo paese natale, Monticiano (che, ironia della sorte, è anche il paese di Luciano Moggi) per iniziare a raccontare.
Si può dire che tutto è nato dalla vicenda personale, la commozione dell'ex romanista quando parla del figlio è palpabile, specie quando legge con la sua voce cavernosa e inconfondibile una poesia a lui dedicata. Ma non per questo, come abbiamo detto, le cose da lui raccontate non vanno oltre la vicenda personale. Nonostante oggi il paese e il calcio siano peggiorati rispetto ai tempi in cui Petrini giocava, le sue storie hanno ottenuto un notevole successo. O forse proprio per questo, quelle vicende vengono storicizzate e anche per uno juventino (come testimoniano gli attori della piece teatrale tratta dal primo libro di Petrini, "Nel fango del dio pallone") fa meno male sapere che anche nel 1980 la sua squadra avrebbe meritato la retrocessione a tavolino, piuttosto che toccare le ferite ancora aperte di Calciopoli.
Domenica, 16 Marzo 08, 11:02 M.
L'Inter ottiene tre punti prezionissimi nella corsa scudetto, ricacciando in gola l'urlo romanista dopo la vittoria sul Milan ieri sera (particolare, sono uscito di casa sullo 0-1 a 15' dalla fine per andare al cinema a piedi - sono 5 minuti da casa. Scendo in strada, boato, a metà strada tra casa e cinema, altro boato).
Un ottimo primo tempo, intenso, con un grande pressing, un bellissimo gol dell'1-0 con una pregevole combinazione Vieira-Ibra-Vieira che ha portato al gol del francese. Il pareggio con la sfortunata autorete di Materazzi è venuto in un momento in cui l'Inter stava premendo molto. Non si sono fatti prendere dal panico, i nerazzurri, ed ecco il bel gol di Jimenez che si era visto annullare giustamente un tap-in sul tiro di Vieira finito sulla traversa. Un secondo tempo di controllo, con pochi pericoli, meglio l'Inter come occasioni ma con prevalenza di possesso del Palermo. Finisce 2-1, vittoria meritata, Roma ricacciata a +6.
Poi, le polemiche per il 'caso Ibra', in una delle poche occasioni in cui Mancini l'ha sostituito. Sconsolato, Ibra non ha dato la mano al coach e non ha reagito allo 'schiaffetto affettuoso' del Mancio, poi ha smoccolato un po' in svedese e, sedendosi in panchina, ha detto 'Speriamo va via...', poi s'è girato. Ecco, in pratica s'è trovato il caso domenicale per non parlare di cose ben più importanti (c'è persino chi dice 'Se l'Inter vince lo scudetto è un mezzo miracolo', ma lavora per Tuttosport...) come il Milan a -4 dal quarto posto e la Roma che (non è la prima volta) è stata favorita dall'arbitro.
Facciamo un passo indietro, a ieri. Il Milan stava vincendo 1-0, a 12' dalla fine. Un'azione concitata e a un certo punto la palla arriva a Perrotta che è in netta posizione di off-side; sarà lo stesso Perrotta a servire Giuly che andrà in gol. Torniamo al primo tempo, con la pantomima del calcio d'angolo battuto sì o no. Il signor 'devo ghiedere ar miste' ne dice di ogni a Rizzoli, molto più di Vieira con l'Empoli, ma non viene nemmeno ammonito. Stessa cosa nella ripresa, quando tocca il pallone con le mani volontariamente e intenzionalmente. Per non parlare dei rotolamenti a fallo subito in stile Nedved. Insomma, diciamolo chiaramente: Totti è diventato intoccabile, può fare quel che vuole, in campo comanda lui. Perché dico tutto ciò? Non per rosicare, credo che quello di ieri sia in effetti un errore del guardalinee che ci può stare, non facilissimo da vedere. Tuttavia, se gli errori ci possono stare, non mi sta bene come vengano trattati diversamente un po' da tutti. Scandalo se a favore dell'Inter, nemmeno se ne parla se a favore della Roma. E oggi il Cagliari ha ricevuto un rigore per fallo di mani dove il giocatore del Torino non solo non la tocca di mano, ma la tocca appena con l'anca, ma nessuno che parla di aiutoni, di lotta salvezza falsata. Ecco, vorrei che quando Totti e De Rossi la prossima volta farneticheranno di aiutini e aiutoni e diranno che sarebbero primi senza, qualcuno ricordi loro che ogni tanto anche loro sono favoriti. Ma ne dubitiamo e, francamente, ci siamo abbastanza rotti le palle.
Domenica, 02 Marzo 08, 01:23 P.
Sembrerà facile dirlo oggi, ma se c'è una squadra con cui non mi spiace che l'Inter abbia perso è il bel Napoli di questa sera, in uno stadio pieno di 60.000 tifosi festanti, contro un'Inter in piena emergenza ma comunque con in campo 11 uomini che potevano competere con gli 11 azzurri. Il gol è stato un errore dell'uomo che poi è stato il migliore in campo, quindi nulla si può rimproverare a Julio Cesar. Molto ci sarebbe da dire sul centrocampo, aggredito per 45', incapace di costruire e far girare velocemente palla e in sofferenza se aggredito, forse anche Mancini avrebbe potuto mettere una formazione più equililbrata con Zanetti subito, ma va detto che altre volte abbiamo criticato l'allenatore per l'atteggiamento troppo prudente. Il centrocampo dell'Inter che io conosco sa far girare palla, si muove con più dinamismo, non può arrivare molle su tutti i palloni. Male portoghesi, stasera, tutti e tre. Direi poi che Balotelli dietro non può pungere come saprebbe fare se più avanzato, lui è bravo a saltare l'uomo e liberare il tiro.
La vittoria del Napoli è stata meritata, sono contento per i tifosi (vado controcorrente rispetto al tifo interista solitamente anti-napoletano, e me ne frego) e credo che il Napoli sia stato sfortunato e discontinuo nel suo cammino ma che in casa, spinta dal pubblico e al completo, può battere chiunque. Non voglio fare il facile profeta, ma ho gioito tanto al pareggio di Zanetti mercoledì perché sapevo deli problemi che avremmo avuto, il turno poteva essere favorevole solo perché c'era la coppa per la Roma e non per noi, non certo per il grado di difficoltà del match.
Per l'Inter il vantaggio ora è di 6.5, visto che alla Roma non basterebbe recuperare 6 punti per vincere lo scudetto (e, detto tra noi... no, non lo dico). Non siamo piagnoni come i romanisti, e allora parliamo, senza però recriminare tanto sui fatti, quanto piuttosto come sono trattati dai media. Due gialli non dati all'inizio a giocatori del Napoli, Chivu invece ammonito subito. Il rigore non c'era, ma non sono stati questi errori che hanno fatto perdere l'Inter, solo ci piacerebbe che gli errori arbitrali venissero sempre evidenziati allo stesso modo, ma capiamo che i media vogliano spingere la Roma e vogliano un campionato più combattuto. Ma qui ci sarebbe da scrivere un libro, più che un post.*
M'è piaciuto il fair-play a fine partita e la battuta di Santacroce, che alla domanda "Avete riaperto il campionato?" ha risposto "Speriamo di richiuderlo". Lo spero anche io...
*fantastica la Gazzetta: Crisi Inter, con una squadra che perde in campionato dopo 32 partite utili consecutive, non c'è male, complimenti al titolista
Venerdì, 29 Febbraio 08, 01:15 P.
Ragazzi, quant'è dura la vita dell'interista a Roma. Basta non accendere la radio, direte voi. Stavolta, nonostante le moviole concordanti su come i cartellini fossero giusti, subito dopo la partita è montata una protesta che ai miei occhi sembra pretestuosa, artificiale, costruita da chi aveva lo spumante in mano a 3 minuti dalla fine. Niente da dire se Mexes andava ammonito nel primo tempo, insieme a Totti l'impunito e a Pizarro, niente da dire dopo avere visto il fallo di Juan ai danno di Crespo che, se Zanetti non avesse segnato, avrebbe avuto del clamoroso! Se poi ci si mettono i sobillatori di rosiconi alla Marione, gente che tra calcio, politica e disagio sociale è interessata solo a fare casino e a proteggere gli accoltellatori che non vengono quasi mai fermati dall'Osservatorio che forse ha sede a Trigoria, tranne una volta in Coppa Italia a Genova (sai che sforzo).
E se il Pupone ragiona meglio coi piedi che con la testa, al punto da farsi sconfessare persino da Rosella Sensi, Spalletti un giorno dice una cosa e il giorno dopo si contraddice, se Vocalelli fa il capo Ultras (anche se è tifoso della Lazio, noi abbiamo cercato di mettere insieme i fatti salienti dei due scontri tra Inter e Roma, in modo forse un po' naif, a mo' di elenco. Eccoli:
Fatti dell'andata: Giuly espulso per aver parato sulla linea di porta, Roma in 10 e rigore segnato. Ibra costretto a uscire per un pestone non ricordo da chi (ma ricordo che non fu fischiato nemmeno fallo), Perrotta pareggia, palo di Cruz, gol di crespo, netto fallo da rigore di Tonetto su Figo, gol di Cruz, gol di Cordoba, Mancini che dice a cambiasso di fermarsi. Inter che, se non avesse vinto 4-1, avrebbe avuto di che lamentarsi, critica che giustifica il risultato con la superiorità numerica soltanto.
Fatti del ritorno: falli da ammonizione non sanzionati nel primo tempo a De Rossi e Pizarro per falli su Figo, l'impunito Totti rifila due schiaffetti a Maxwell per reazione,
palo di Crespo, gol di Totti, colpo di testa di Burdisso di poco fuori, infortunio di Cambiasso, infortunio di Maxwell, Inter in dieci, errori di Taddei e Aquilani che mancano il raddoppio,
mancata espulsione di Burdisso, giusta espulsione di Mexes, parata di Doni su Crespo, fallo da rigore di Juan su Crespo, subito dopo il gol di zanetti.
Nel mezzo, l'Oscar del calcio eroe dei Due Mondi ha tolto il giocatore più in palla della sua squadra, Vucinic.
Ora, chi parla di furti è palesemente in mala fede. Gente che sarebbe da espellere (e parlo degli "opinionisti") dal mondo del calcio.
Venerdì, 23 Novembre 07, 06:53 M.
E così, dopo tanto discutere e tanta nazionale, tornano Serie a e Champions League che sono, ammettiamolo, le competizioni che più ci interessano ed entusiasmano. Domani Roma e Inter anticipano, i giallorossi col Genoa a Marassi, l'Inter in casa con l'Atalanta, senza tifosi ospiti ma con tanti bambini nel settore che li avrebbe dovuti ospitare. Continuano i divieti di trasferta, che hanno fatto imbufalire gli juventini, i quali non potranno occupare il settore ospiti con il Milan il 2 dicembre. Misura quanto mai idiota, essendo gli juentini la terza, sostanziosa tifoseria di Milano, con i tifosi che comunque andranno a occupare gli altri settori mescolandosi coi milanisti. Non che possa esserci grande pericolo, anche se la tifoseria biancorossonera oscilla da un'accesa rivalità a una sorta di gemellaggio in chiave anti-interista.
Tornando al prossimo weekend di campionato, la Roma deve fare attenzione. Non ci sarà Totti e nemmeno Perrotta, De Rossi in dubbio. Se la Roma ha qualche problema, l'Inter ne ha molti. Però, se fino a qualche giorno fa si pensava che Mancini dovesse travasare il centrocampo della Primavera in prima squadra, oppure fare delle "audizioni" in stile "Amici di Maria" per trovare qualche outsider, la lista dei convocati fa tirare un sospiro di sollievo. A parte Toldo, Figo, Cesar, Vieira e Adriano, ci sono tutti. La novità graditissima è il ritorno di Matrix, che manca dal 19 agosto, niente meno! Cinque assenze non sono le dieci preventivate. E allora il Mancio ha convocato JC e Orlandoni in porta; Cordoba, Zanetti, Maicon, Burdisso, Samuel, Chivu e appunto Materazzi in difesa; Stankovic, Jimenez, Dacourt, Cambiasso, Solari e Pelé in mezzo al campo e in attacco Ibra, Crespo, Cruz e Suazo. Da segnalare la polemica a distanza tra Roberto Mancini e Ronaldo. Stanco di essere criticato per avere mandato Adriano a recuperare la forma in Brasile da sedicenti amici dell'Imperatore (o sarebbe meglio dire compagni di sbronza?), il coach nerazzurro ha dichiarato: "Prima della sua partenza abbiamo parlato a quattr'occhi. Lui sa che gli voglio bene, lo aspettiamo qui a gennaio. Le parole di Ronaldo? I veri amici si vedono nelle difficoltà e io penso di essere un vero amico".
Continuando nel weekend calcistico, c'è il derby delle decadute Lazio-Parma, squadre che prima dei crac di Cirio e Parmalat si giocavano lo scudetto o le piazze d'onore, c'è forse Ronaldo in Cagliar-Milan, e un interessante Juventus-Palermo. Qui trovate un interessante contributo di Salvatore Laganà per "La grande storia del calcio", su un doppio ex del passato, Franco Causio. O,ggi non ci sono ex, ma tra le due squadre c'è un doppio filo legato al passato. Se pensiamo che la prima maglia juventina era rosa e nera... Sarà, quella dell'Olimpico una partita combattuta. Empoli-Torino, Livorno-Sampdoria, Napoli-Catania, Reggina-Fiorentina e Udinese-Siena.
Domenica, 04 Novembre 07, 01:39 P.
L'Italia calcistica esulta, il campionato non finisce il 4 novembre. L'Inter spreca quattro match point e viene punita da un rocambolesco gol di Camoranesi a un quarto d'ora dalla fine. Un pareggio che non scandalizza, l'Inter ha fatto qualcosa di più della Juve, ma -ci ripetiamo- se sbagli il gol del 2-0 capita di pareggiare su uno scivolone di Chivu e un rimpallo su Samuel (Julio l'avrebbe presa). Partita all'insegna del fair play, Ranieri gran signore, tranne qualche scintilla tra Ibra e Chiellini e il solito Nedved a fare entrate assassine. Tutto sommato i "veleni" di un anno e mezzo in campo non si sono sentiti, e nemmeno sugli spalti. E' bello vedere uno Juventus-Inter non deciso da errori arbitrali (l'ultimo "Derby d'Italia" era stato deciso da una punizione per fallo su Del Piero partito in netto fuorigioco, ultimo errore di una lunga serie pluridecennale). Molto sollecitata la terna per una tattica esasperata del fuorigioco fatta da Ranieri, non ha mai sbagliato nemmeno nel millimetrico fuorigioco di Cambiasso. Insomma, il campionato tira un sospiro di sollievo, la Juve perde il podio ma esulta per un pareggio insperato, almeno per come era andata la partita. Inspiegabile il cambio Figo-Burdisso, visto che poi Dacourt è entrato comunque e quindi sarà stato non bene ma nemmeno malissimo. Comunque, il centrocampo dell'Inter già non è il reparto più forte, se ci mettiamo gli infortuni che lo hanno reso a pezzi, bisognerebbe fare un piccolo monumento al Cuchu, migliore in campo e senza il secondo gol consecutivo per una questione di centimetri. E' lui, insieme a Samuel e Cruz, il migliore dell'Inter stasera. Nella Juve, bene Buffon e Palladino.
Juve-Inter 1-1 41' Cruz, 77'
Juventus: Buffon 7,5 Grygera 5 (78' Zebina sv), Legrottaglie 5,5, Chiellini 6,5, Molinaro 6; Palladino 7, Nocerino 6, C. Zanetti 6,5, Nedved 5 (61' Iaquinta 6); Del Piero 5,5 (70' Camoranesi 7), Trezeguet 5. All. Ranieri 6,5
Inter; Julio Cesar 6,5; Maicon 6, Cordoba 6, Samuel 7, Chivu 6; Figo 6 (62' Burdisso 5), J. Zanetti 6,5 (86' Dacourt sv), Cambiasso 7,5, Cesar 6,5; Ibrahimovic 5,5, Cruz 7 (65' Suazo 6). All. Mancini 5,5.
Arbitro: Rocchi di Firenze 7
Chiudo con due note sul resto del gruppo: Giovinco ricaccia in gola l'urlo della Roma e la presunzione di Totti (che dopo il derby aveva detto che lo scudetto si vince con le piccole per irridere la Lazio), continuano le brutte prestazioni del Milan in casa, con Galliani a cercare l'alibi degli errori arbitrali, quelli che fino a due anni fa non commentava mai. La Juve che festeggia per aver pareggiato in casa con l'Inter, il Milan che si lamenta degli arbitri: com'è cambiato il mondo!
Giovedì, 01 Novembre 07, 02:33 P.
Il Milan ha fatto richiesta di disputare le gare interne al "Ferraris"
di Genova, visto che ha totalizzato 6 punti in 2 trasferte contro i 3 ottenuti in 5 partite a San Siro.
Con chi fare cambio però? Dopo ieri sera, né la Sampdoria né il Genoa vorrebbero andare a San Siro, visto che entrambe hanno preso una bella sveglia dall'Inter.
Nel 1945-46, c'erano tre squadre genovesi in Serie A, Genova, Sampierdarenese e Andrea Doria. Queste ultime due l'anno dopo si fusero, ma per un anno dovettero giocare alternativamente il sabato.
Totti irride la Lazio ("lo scudetto si vince battendo le piccole), non mi è sembrato invece così baldanzoso quando ne ha prese 2 dalla Juve, 4 (a uno) dall'Inter e 4 dal Napoli, sempre all'Olimpico. Come il 90% delle volte che apre bocca, Er Pupone ha perso un'occasione per stare zitto.
La Lazio sta pagando la doppia competizione, non supportata da una campagna acquisti adeguata, come il Chievo l'anno scorso, ma probabilmente con esiti diversi, la Lazio non rischia la B ma certo potrebbe buttare via un anno, tra polemiche interne e veleni (vedi Ammorbidopoli).
La Juve è forte, ma se a Trezeguet si incanta un capello sono problemi. Lo stesso per il Milan con Kakà. E poi sarebbe l'Inter Ibra-dipendente? Ieri senza lui, Julio, Samuel, Vieira, Stankovic, Dacourt, con Adriano (ah, il caso Adriano) scappato da San siro, si è vinto 4-1 con una squadra in forma. Una prova di forza, da dimenticare subito perché c'è la Juve all'Olimpico.
Il turn over volontario (Mancini) e quasi-volontario (Ranieri) ha dato ragione agli allenatori, con vittorie larghe. Juventini che a Napoli hanno ottenuto il quarto giallo che porta alla squalifica, interisti diffidati in panchina. Domenica sera ci sono tutti, tranne quei 50.000 che, con un impianto adeguato sarebbero andati a vedere la partita. Invece, tutti davanti alle TV...
Sabato, 20 Ottobre 07, 03:32 P.
Se la Roma è un discreto champagne, che fa tante bollicine ma a volte fa bruciare lo stomaco, l'Inter è un Brunello d'annata: corposo, intenso, solido.
Stasera bisognava soffrire, era scritto nella storia della settimana: giocatori acciaccati, giocatori di ritorno da un viaggio intercontinenale, giocatori al rientro da infortunio, giocatori da preservare per la trasferta di Mosca. Di fronte, una Reggina con un'assenza pesante, quella di Nick Amoruso, ma combattiva e in cerca della prima vittoria. Soprattutto, cosa importantissima, si è scesi in campo sapendo che con una vittoria saremmo andati a +5 dalla Roma, cosa che in passato (per capirci, ai tempi di Cùper) ci procurava il cagotto e si finiva per perdere. Invece, non è stato così: la Reggina ci ha provato, ci è andata vicina due o tre volte, ma le è andata male. Gli amaranto hanno cominciato male il campionato, ma se Foti ha fiducia nel progetto di Ficcadenti potrebbe risalire presto verso posizioni più tranquille.
Anche l'Inter, a dire la verità, ha avuto più o meno le stesse occasioni per andare sul 2-0, ma non sottilizziamo. Sono arrivati tre punti d'oro, di quelli che nella contabilità di un campionato si fanno sentire. Julio Cesar, Zanetti e Ibra partiranno dalla panchina in pochissime altre occasioni. Tutti e tre contemporaneamente non capiterà mai più. Ci metto anche Samuel, dai. Mi sono piaciuti Cambiasso e Toldo, benissimo Luigi Figo, non male Cruz. E poi, Adriano: ha segnato, s'è fatto vedere qualche altra volta, non ha dato la mano a Mancini uscendo dal campo, e via le polemiche e le discussioni. Ci può stare, anche perché nel dopo partita Adriano ha ammesso di avere sbagliato. Ma si parlerà più di lui che di altri casi, per esempio quello del giocatore più pagato nel mercato di una squadra, ma che già chiede di essere ceduto a gennaio. Invece, mi preme sottolineare l'ottima prova dell'arbitro, che (Pistocchi dixit), le ha azzeccate tutte. Il simbolo è stato quel tocco di coscia di Cordoba in area, e gli interisti capiranno perché: è IDENTICO a quello di Perugia stagione 2002-2003, dove però fu fischiato il rigore contro l'Inter (partita falsata anche da un gol di mano di Vryzas). Ma lì non c'era Bergonzi, c'era uno che in comune con lui ha solo le prime tre lettere del cognome: Bertini di Arezzo. Mister 42 telefonate. Male stasera invece gli assistenti, che hanno fermato Cruz e Suazo lanciati a rete, ma è sempre questione di centimetri (per Cruz, per Suazo era questione di metri).
Nel pomeriggio lo champagne discreto aveva buttato via una vittoria, non che il pareggio ci stesse male, anzi il Napoli forse avrebbe meritato di più. Ma il 4-4 del Napoli è arrivato quasi in zona Cesarini. Ci ha messo del suo Iezzo in due gol romanisti, Gargano ha fatto un gol tanto bello quanto lui è brutto, Hamsik è l'affare del mercato e ha un futuro da (vera) plusvalenza. Male l'arbitro: possibile che da quando gli hanno rotto la gamba, a Totti fischiano proprio tutto a favore, anche i sospiri? La punizione del 4-3, guardatevela, è emblematica: Totti sfiorato, cade, l'arbitro fischia. In Roma-Inter, Rizzoli gli ha fischiato tutto, bastava che Totti si fermasse e sembrava quasi una di quelle partite da bambini senza arbitro, dove il fallo lo chiama chi lo subisce. E va bene così, noi andiamo a Mosca, il CSKA ha vinto a Tomsk 1-0, proprio come noi, gol di Maznov. Intanto, domani ci mettiamo davanti alla TV. Comunque vada, salutate la capolista.
Venerdì, 19 Ottobre 07, 08:03 M.
E noi, finché ce lo lasciano fare, ne parliamo sui blog.
Domani Roma-Napoli e Reggina-Inter, partite condizionate dall'assenza di settori di pubblico e di giocatori arrivati oggi dal Sud America (non mi stancherò mai di criticare una formula a girone unico con 18 partite che qualificano sempre le stesse squadre, non erano meglio due gruppi da cinque o due da 3 e uno da 4 squadre? E va beh...). Partite che, con le squadre con un occhio dietro alle nazionali e uno davanti alla Champions, potrebbero riservare sorprese. In casa nerazzurra la notizia è la convocazione di Patrick Vieira. Con le tante assenze (ma i reduci delle nazionali sono tutti convocati tranne Stankovic) l'Inter potrebbe chiamare un giovane di belle speranze.
Si parla di Adriano dal primo minuto, vedremo. Nella Roma torna Cassetti e Doni e Juan, arrivati oggi da Rio, potrebbero riposare. Intanto, il Milan cercherà di ripetersi con l'Empoli, possibile che giochi a due punte in attesa di ricevere lo Shakthar di Lucarelli: dentro Inzaghi e Gilardino? Novellino non dovrebbe rischiare Recoba, in casa dell'Atalanta senza Talamonti (ne avrà per molto) e Costinha. Cagliari e Catania giocano per stare fuori dalla zona calda, al Franchi di Firenze arriva il Siena.
Fa sempre paura per l'ordine pubblico Livorno-Lazio, mentre calcisticamente sembra che Muslera dopo le topiche col Milan abbia perso il posto in favore di Ballotta. Arriverà mai Carrizo? Interessanti Samp-Parma e Udinese-Palermo. Poi, domenica sera, le matricole terribili Juve e Genoa daranno vita al posticipo. Tra i bianconeri non giocherà Iaquinta, mentre dopo la soluzione del caso Del Piero ne esce un altro spinoso, quello di Thiago. In forse Di Vaio per il Genoa. Come tutte le giornate di campionato che precedono la Champions, ne vedremo delle belle. Per gli scommettitori, la quota più bassa della settimana è la vittoria del Milan, data a 1.20, conseguentemente la più alta è la vittoria dei toscani a 12.50.
Lunedì, 08 Ottobre 07, 08:31 M.
Ecco, come l'impiegato che ha appena terminato un lavoro rognoso anche se non determinante per la riuscita di un progetto, l'Inter si prende la pausa dopo aver battuto il Napoli. Che poi, vien quasi da ridere a chiamarla pausa: non ci sono solo le quali europee ma comincia il lungo torneo sudamericano per la qualificazione a Sudafrica 2010, la cosa più inutile che ci sia: farebbero prima a qualificare d'ufficio Brasile e Argentina, lasciare fuori Bolivia e Venezuela e fare un torneino tra Ecuador, Paraguay, Uruguay, Cile e Perù.
Scherzi a parte, dicevamo dell'Inter: due domeniche fa era data per mezza morta, sconfitta e umiliata ben oltre lo 0-1 dal Fenerbahce do Brazil, e dopo un 2-2 col Livorno in cui il gioco s'era visto a sprazzi ma in cui si era pareggiato con l'ultima, ci squalificavano per tre giornate Maicon, in più mancavano sempre Materazzi e Vieira (quest'ultimo 3 presenze con la Francia e una con l'Inter). Disastro, si pensava, e invece sono arrivati 9 punti in 9 giorni, più i tre di Champions col PSV.
La pausa viene comunque ben accetta, Materazzi forse rivedrà il campo e Vieira stavolta non va in nazionale, la diplomazia (Branca a parte) ha pagato. Ci sono solo 3 punti di vantaggio, ma era impensabile dopo Livorno-Inter, quindi lo prendiamo come un buon auspicio per il futuro. Intanto, dietro si muove di nuovo la Roma, ma che strano che nessuno abbia fatto notare la vittoria in dieci degli uomini di Spalletti: vale solo quando in 10 restano loro? E la Juve sta a 14, un punto sopra la Fiorentina. Ieri avevo predetto il risultato (sarà la vicinanza, ho scritto il post in provincia di Firenze), alla fine giusto perché, se la Juve è stata favorita da qualche decisione arbitrale, dall'altro ha giocato meglio di una Fiorentina stanca. Scoppia la grana Del Piero: io che non sono coinvolto nei sentimentalismi (ad esempio mi dispiacque vedere Bergomi accantonato dall'Inter ma forse fu la decisione giusta) e cerco di giudicare dal lato sportivo e atletico, sto con la Juve e con Ranieri.
Il Milan si è detto che è risorto, peccato che gli stessi commentatori prima di darlo per morto avevano atteso cinque partite di fila senza vittorie. E Gilardino? Segna una doppietta quando si è già sul 3-1, me lo voglio vedere segnare un gol decisivo, prima o poi. Su Muslera niente da dire: vuoi vedere che aveva ragione Cesarone Previti (è la prima e sarà l'ultima volta che scrivo "Previti" e "ragione" nello stesso periodo, cercate di capirmi). Intanto, da simpatizzante genoano saluto il quinto posto del Vecchio Grifone: dopo lo 0-3 iniziale col Milan, non avrei pensato che si riprendesse così bene e che alla settima fosse due punti avanti a chi l'aveva sconfitto all'esordio.
Chiudo con un'osservazione sull'Osservatorio (del Viminale, perdonate il gioco di parole). E' inutile chiudere i settori ospiti se poi 4000 napoletani vanno a San Siro in mezzo agli interisti e rischiano di succedere tafferugli. E va bene che gli striscioni sono beceri, ma i tifosi napoletani sono tra i più scalmanati in trasferta, la decisione non è sembrata molto felice. Forse Amato stava ancora pensando ai lavavetri...
On Doping Juve: un po' di chiarezza per i disinformati