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SKY INTERACTIVE: FAI UNA PETIZIONE E TI SCEGLI I TELECRONISTI

Giovedì, 01 Ottobre 09, 06:02 M.

Chiedo scusa se, mentre una parte dei tifosi interisti chiede a gran voce la testa di José Mourinho, io mi metto ad analizzare i media che si occupano di calcio. E chiedo scusa se qualcuno ci vede un tentativo di sviare il discorso dalle vicende della nostra Inter, ma ho già detto ieri quello che avevo da dire sulla partita e sul momento della squadra. Ribadisco, visto che qualcuno mi ha preso in giro per questo, che non perdiamo o vinciamo o pareggiamo per la diversa esultanza dei telecronisti, cosa di cui da tifoso mi frega meno di nulla: mi interessa come persona che si diletta a studiare questi fenomeni.

Per questo ho messo insieme tre partite trasmesse e commentate da SKY e ho analizzato come venivano commentati i gol dai telecronisti, quelli delle italiane e quelli dei nostri avversari. La materia dovrebbe essere neutra dal punto di vista delle diatribe tra tifosi, nel senso che non siamo di fronte a uno scontro diretto ma a una partita per la quale al telecronista è concessa un po' di partigianeria. Invece guardate il video e capirete, non paragonate i gol delle italiane tra loro, non è questo che mi importa, cercate di paragonare la differenza nell'esultanza tra un gol fatto e uno subito dalle squadre del Bel Paese:

 

Come dicevano a Sky a inizio decennio? Giudicate voi... Ma non è solo di questo video che voglio parlarvi, questa è soltanto la conseguenza di quanto accade intorno ai media sportivi negli ultimi, non a caso, tre anni. All'inizio erano richieste di boicottaggio a chiunque osasse dire che c'era stata una Calciopoli nel calcio italiano, poi si sono spinti oltre. Chiariamoci: quante volte avete sentito anche noi interisti lamentarci del telecronista? Del resto, è quel che sto facendo pacatamente in questo post. Tuttavia, a parte che noi ci siamo abituati, lo diciamo sul momento (l'ho fatto anche io a caldo, appena il Rubin ha segnato) ma poi, morta lì. Sento molti interisti lamentarsi per esempio di Beppe Bergomi (che, vedrete, è protagonista dei fatti che vi andiamo a raccontare) ma sono influenzati perché è il recordman di presenze in maglia interista e a volte, secondo me sbagliando, da lui ci si aspetta che difenda l'Inter sempre e comunque. E forse non è nemmeno vero che, come dice qualcuno, va contro l'Inter per non farsi criticare. Anche perché le critiche gli arrivano comunque.

Insomma, noi ce lo diciamo tra noi, ci ridiamo anche, e sappiamo di non essere benvoluti. Al Milan invece mandano un Marianella in versione finale di Atene anche se, chiaramente, non è tifoso milanista mentre ieri, al termine della partita il romanista Fabio Caressa ha commentato il fischio finale di Milan-Zurigo 0-1 (l'edizione europea del Milan-Cavese 1-2, per capirci) con un bel "Il Milan sta giocando male, ma certo non gliene va bene una!" Ecco, ti chiedi perché tanta deferenza versi i campioni delle galassie e lo capisci quando vedi Alessandro Alciato affantozzato, lingua felpata e un bel "Com'è umano lei" al Geom. Lup. Mannar. Grand. Mascalzon. Pezz. di Merd. Adriano Galliani che gli fa notare che gli spettatori non erano 10000 come aveva detto Fantozzato, erano 32000 perché c'erano gli abbonati. Ora, a parte che per Milan-Cavese ce n'erano di più, i milanisti possono stare tranquilli: se non guardando le loro partite, almeno con le telecronache.

Il massimo però sono i "gobbi". Sì, perché loro a livello di società oggi, col trio Blancobolli Secco al comando non hanno la potenza intimidatoria di Moggi, e gli Agnelli son diventati Elkann... Quindi cosa succede? Che loro, "i juventini", sono comunque una grossa fetta di mercato e hanno i loro forum e newsgroup fegatosi sempre all'attacco. Succede che iniziano bene il campionato, ma poi a Genova pareggiano 2-2 col vecchio Grifone, telecronaca Sky di Fabio Caressa (e Beppe Bergomi). Succede anche che lo Zio, in una partita che la Juve ha raddrizzato a tre minuti dal 90', dica in un paio di occasioni non parole di fuoco verso la squadra di Ciruzzo, ma cose inenarrabili tipo "Fabio, la Juve sta soffrendo". Insomma, non so se avete capito, ma questi signori non si sono lamentati perché è stata detta qualche falsità in malafede verso i loro colori, non c'è stata diffamazione, niente, soltanto i telecronisti non hanno giudicato, da commentatori neutrali (qui è Serie A, mica la Champions), la partita con gli stessi occhi loro, dei tifosi.

Apriti cielo! Fatto sta che si sono riuniti nei forum e hanno mandato i loro messaggi incazzosi contro il povero Beppe a Sky. "Petizione! Disdetta dell'abbonamento! Alla forca!" Insomma, questi non sono dei mollaccioni come noi che 5 minuti dopo il fischio finale avremmo già cominciato a parlare di prestazione scadente della nostra squadra, questi vogliono andare fino in fondo! E trovano sponda nel loro "house organ", quello che, quando Mourinho disse che era "il giornale della Juve", De Paola si indignò: Tuttosport. Che raccoglie tutte le lamentele, costringendo Caressa a ribattere: "Ma come, se abbiamo fatto vedere che il gol di Iaquinta annullato era valido!". L'ingenuo crede che basti per farsi perdonare (tra l'altro le tv straniere lo hanno fatto vedere il gol, ma in modo diverso) ma i valorosi guerrieri juventini scrivono a Sky di telecronache squallide che loro seguono anche da Malta, Francia e Messico (cosa su cui Sky chiude un occhio ma che è illegale, ma sono juventini, è chiaro), con la conclusione scontata di una minaccia di disdetta dell'abbonamento. 

Non so se è un caso, Caressa e Bergomi sono una (la?) coppia di punta di commentatori Sky, ma ieri sera sono stati appunto mandati a fare Milan-Zurigo, partita decisamente meno importante di Bayern-Juventus affidata al "bundesligologo" Riccardo Gentile insieme a Massimo Mauro. Probabilmente stiamo facendo dietrologia spicciola, ma speriamo di vedere al più presto Caressa e Bergomi commentare le partite della Juve nel modo pù obiettivo possibile, e non come vogliono questi violenti della tastiera.

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Postato da oleole_GP | Commenti (13)

RUBIN-INTER 1-1: TRA LEGITTIMA PREOCCUPAZIONE E DELETERIO PERDENTISMO

Mercoledì, 30 Settembre 09, 08:29 M.

Il pareggio dell'Inter, acciuffato ieri con fatica dopo il forcing finale del Rubin, va preso come oro colato ma solo perché se fosse il pallone calciato dal capitano e nazionale russo Semak fosse entrato anziché colpire il palo la situazione qualificazione sarebbe davvero complicata, con Barça a 4, le due ex URSS a 3 e l'Inter a 1 punto. La partita ha attirato dure e giuste critiche, probabilmente amplificate dalla scarsa conoscenza che il pubblico (scusato) e i giornalisti (non scusabili) italiani hanno della squadra che da due anni è in testa al campionato russo. Anche le facili ironie con cui si risponde ad affermazioni come questa fanno capire che c'è grande frustrazione per un pareggio risicato, contro una squadra inferiore come organico ma in condizioni fisiche nettamente migliori e con l'entusiasmo di chi esordiva. 

L'Inter aveva problemi di formazione (fermi Milito e Muntari all'ultimo), due portieri in panchina, ma queste sono solo attenuanti. Non alibi, e c'è una bella differenza: gli alibi permettono di essere assolti, le attenuanti vengono dopo una condanna e permettono di mitigare la pena. In poche parola: Inter rimandata al doppio confronto con la Dinamo Kiev per il quale, per essere sicuri, bisogna riuscire nell'impresa di fare bottino pieno. Mourinho ha delle colpe ma non mi piace mettermi a dare i numeri, dicendo che doveva mettere il 4-4-2 o il rombo e invece ha messo il 4-3-2-1 o forse il 4-3-3. Ha sbagliato a far giocare un Amantino Mancini imbolsito e decisamente sovrappeso, che ha azzeccato una cosa in tutta la sua partita (un passaggio filtrante di prima per Maicon il cui cross è stato respinto in corner) e ha spesso costretto Chivu ad affrontare due avversari, tra cui l'indemoniato Karadeniz, facendo il possibile per arginarne le discese. Non credo ci sarebbero state grandi differenze se avesse messo un 4-4-2 puro che di solito non usa Mourinho, il vero problema sono state le famose "distanze" che hanno causato il gol dei russi, con un enorme buco che ha permesso al Rubin, con un solo passaggio, di mandare Bukharov e Dominguez in due contro due con Samuel e Lucio.

Dicevamo delle "distanze": l'Inter non ha mai brillato fisicamente nell'inizio delle ultime stagioni, quest'anno i fattori perché sia anche peggio sono molti: ritiro in America con passaggio in Italia prima di andare in Cina, giocatori brasiliani impegnati in Confederations e l'infortunio muscolare di  Maicon, il tardo arrivo di Sneijder, Eto'o che ha iniziato tardi. Tutte cose che possono essere capite il 30 di settembre ma che non dovranno più esistere il 20 ottobre e il 4 novembre, quando arriverà la Dinamo Kiev di Shevchenko e Milevski. Deve assolutamente essere un'altra Inter a giocare quelle due partite, le premesse ci sono ma è importantissimo continuare a mantenere il contatto con la vetta in campionato. Non è il momento di sottilizzare molto sul bel gioco, purtroppo dobbiamo affidare le chiavi del centrocampo a giocatori fuori forma, che si fanno surclassare in velocità dagli avversari e che sembrano bloccati psicologicamente, con poca qualità, con poche linee di passaggio disponibili, con Eto'o che ieri per la prima volta s'è stancato di venirsi a prendere i palloni a centrocampo e s'è visto. C'è poi il capitolo Mario, ingenuo a non capire che non avrebbe dovuto cercare il fallo, anche minimo, lontano dalla palla perché l'arbitro l'avrebbe punito. Un arbitro che è stato indulgente con altri interisti che già ammoniti hanno fatto interventi anche più duri dei suoi compagni ma che, come detto, non erano fatti a palla lontana. Ingenuo lui, eccessivamente duro Mourinho, si spera non venga messo in tribuna perché se tutti i giocatori che hanno subito un rosso dovessero essere ostracizzati, le tribune sarebbero piene di "epurati".

Chiudo con una postilla sui tifosi: la mancanza di risultati crea malcontento, ma nel caso dell'Inter il malcontento è forse esagerato. Come per la squadra, anche per loro ci sono molte attenuanti (44 anni senza vittoria in Champions, 7 partite senza vittorie) mi è capitato di leggere commenti di critica ma anche, specie nel dopo partita ma non solo, deliranti richieste di esonero di Mourinho condite da insulti vari e ironia in chi cercasse di parlare della partita senza per forza dover scadere nel dileggio della squadra per cui tifano. Che si debba aspettare la fine della stagione per discutere mi sembra ridicolo, ma le somme vanno tirate a maggio, che secondo me questa squadra vive troppo in tensione la Champions: non si spiega altrimenti come mai la squadre di Cùper e del primo Mancini giocassero, creassero e vincessero giocando anche belle partite in Europa. Dimenticavo: dal momento che è l'allenatore dell'Inter, chi attacca Mourinho attacca l'Inter, su questo non si discute. Il "perdentismo" ci è derivato da anni di vacche magre, ma deve lasciare il posto alla razionalità.

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I SILENZI DI ULIVIERI

Lunedì, 28 Settembre 09, 08:33 M.

Dice che oggi il signor Renzo Ulivieri, professione allenatore e presidente Assoallenatori, abbia detto stizzito che avrebbe pensato a una risposta istituzionale ma che poi ha preferito il silenzio. Infatti, José Mourinho incalzato da un giornalista che gli parlava di Delneri bestia nera (dopo 3 scontri diretti, 2 vinti e 1 perso) ha menzionato il fatto che, una volta andato via lui dal Porto, arrivò Delneri e durò 15 giorni. Maleducato, poco rispettoso del collega, ha colpito lui per una domanda che definire maliziosa è dire poco. Ma c'è un ma... si può criticare Mourinho per l'uscita infelice, ma non fare una nota ufficiale quando uno, benché con lo scopo di denigrare un altra persona, riferisce fatti veri e realmente accaduti. Del resto, se domani un allenatori dovesse "offendere" Mourinho dicendo che in Champions con l'Inter ha fatto schifo, cosa dirà Ulivieri?

Il "toscanaccio" preferisce tacere, ma non è l'unico caso in cui lo fa. Oggi Zeman, per promuovere meglio un documentario sulla sua vita di allenatore, ha definito Mourinho un "allenatore mediocre", che in questo caso è un giudizio di merito. Non mi pare di avere sentito della reazione indignata di Ulivieri, inoltre Mourinho ha risposto che ha detto di non conoscere Zeman (che può voler dire ancora mancanza di rispetto, ma anche mancanza di voglia di portare avanti la polemica). Ma sì, Mourinho può essere definito mediocre, ma non si può dire che Delneri ha fallito al Porto. Il mondo al contrario. 

Ma Ulivieri è anche colui che ha brillato per il suo silenzio in un'altra occasione, che se fossimo giornalisti definiremmo "Caso Ferrara". Riassumendo, Ferrara si è seduto illegalmente sulla panchina juventina nelle ultime due partite dello scorso campionato come spiegato da una lettera aperta che proprio un gruppo di allenatori ha scritto (senza risposta) proprio al capo dell'AIC. Era la stessa casistica di Roberto Mancini, vale a dire il regolamento impedisce di sedere su due diverse panchine italiane nella stessa stagione. Mancini lo fece come vice della Fiorentina e allenatore della Lazio, in quel caso l'AIC protestò e arrivò la deroga di Petrucci e del CONI. Con Ferrara, invece, Ulivieri non ha detto nulla e non risulta Ciro abbia avuto delle deroghe. A fine campionato è anche andato in Sudafrica con Lippi, alla Confederations Cup. Ma Ulivieri, in questo caso, ha soltanto elogiato Ferrara per il brillante esordio sulla panchina bianconera. Guai a chi tocca il Guardiola italiano, no?

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Postato da oleole_GP | Commenti (4)

SENZA MOURINHO NON SANNO PIU' COSA DIRE!

Venerdì, 25 Settembre 09, 08:30 M.

Quando parla, tutti - tranne buona parte degli interisti -  lo criticano. Quando tace, pure. José Mourinho è destinato ad attirarsi gli strali del mondo del calcio italiano, che Alberto Di Vita nel "Manuale di Prostituzione Intellectuale" definisce mondo paludato ma che ormai è mediaticamente arrivato a livello di sabbie mobili. Peccato, perché appena qualcuno è andato oltre le solite banalità che molti addetti ai lavori dicono davanti ai microfoni- spesso perché non hanno altro da dire, e del resto non pensano di essere obbligati a saper parlare - il circo del calcio è insorto. Mou ha reinventato il ruolo dell'allenatore, ma forse ce ne accorgeremo quando non sarà più in Italia. Purtroppo, con le quintalate di stronzaggini che gli vengono vomitate addosso quotidianamente per questo suo non fare sconti a nessuno, ma anche per la sua cura maniacale nel preparare conferenze stampa, interviste e dichiarazioni, gran parte dei tifosi avversi gli danno addosso.

Infatti, dopo la conferenza di Cambiasso, le apparizioni di Branca nei dopo-partita di Cagliari e Inter-Napoli e la conferenza di Lucio di oggi, nell'universo del tifo italiano sono spuntati due partiti: chi è contento che "quello sbruffone" stia zitto e chi pensa, oltre al fatto che Mourinho deve far vincere l'Inter, che questo (parziale, chiaramente) mutismo di José Mourinho sia la rovina dei giornalisti sportivi. Che infatti hanno messo in vista gli articoli che trattano il silenzio stampa del portoghese, pur di parlare di lui. 

Chiaramente faccio parte di quelli che pensano che i media, senza lo Special One, dovranno adeguarsi alle frasi fatte degli altri. Anche dei giocatori interisti, che certo non hanno la verve del loro allenatore. Ma un segnale andava dato, specie a chi pensava di essere stato chiaro mentre diceva di non volere più Branca. E adesso viene il bello. Se si presenta ancora il Direttore dell'area tecnica (ma domani ci saranno Bonan, Vialli e Boban, insomma la faccia più presentabile di Sky al contrario di Ciofeca Mauro e può darsi che Mourinho si presenti) sbroccano, anche perché in alternativa hanno:

- Ranieri che si fa le battute e ride da solo (le capisce solo lui) tra lo sconforto di chi lo sta intervistando, di chi è in studio e di chi è a casa;

- il povero Leonardo che dopo avere perso a Udine dice che la manovra della squadra c'è e quando Sconcerti gli fa notare che il Milan non ha mai segnato 3 soli gol nelle prime 5 giornate risponde "Sì, si, certo, l'ho detto, manca il gol" come se stesse parlando di particolari;

-  Ciro Danone che in italiano zoppicante cerca di lamentarsi per un gol annullato, ma non ha nemmeno un milionesimo della forza comunicativa di Mourinho, e comunque loro devono dargli ragione, a costo di spostare la linea del fuorigioco;

- il parrucchino di Conte, Delneri per cui ci vorrebbero i sottotitoli, e non vado oltre perché non voglio offendere tutti gli allenatori della Serie A, del resto non è colpa loro se il sistema dei media li/ci ha abituati a una serie di dichiarazioni sconcertanti per quanto sono banali e scontate. Ci sarà da ridere in previsione del dopo Mourinho. Forse, per loro, ci sarà da piangere.

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THE MASSIMO MAURO HORROR SHOW

Giovedì, 24 Settembre 09, 02:22 M.

Avevamo parlato ieri dei pronostici "wishful" di Massimo Mauro, l'opinionista un tanto al chilo di SKY, che allieta le serate di chi preferisce il calcio parlato a quello giocato. Devo dire che di solito preferisco le partite ai numeri di Sconcerti, ma ieri sera terminate le partite di Serie A e visti i gol, volevo vedere Getafe-Valencia ma non la stavano trasmettendo. Allora ho visto un pezzo di Sky "come si chiama il post-partita" (calcio-show?).

Prima figuraccia. In studio, come sempre, Mauro con Ilaria D'Amico e Sconcertone. C'è Prandelli, che ha vinto contro la capolista Samp 2-0. Interviene Mauro, che per la cronaca aveva pronosticato secca la vittoria dei blucerchiati. "Senta Prandelli, io avevo detto che la Fiorentina era depressa e la Samp galvanizzata e ho detto che forse poteva vincere la Samp". E qui interviene Ilariona, che lo sputtana. "No no, dillo che cosa avevi detto, 2 fisso". Massimino nostro la guarda male e dice "Sì, sì" e poi fa un'insulsa domanda a Prandelli: "Cesare, ho sbagliato pronostico, ma forse tu che sei l'allenatore sei più adatto a fare pronostici di me..." Il povero Prandelli guarda l'intervistatrice e non sa cosa dire...

Rosica con Branca. Dopo una serie di interviste in cui effettivamente il trio in studio cerca di incalzare i "poveri" Leonardo e Donadoni (forti coi deboli e deboli coi forti) e scherza con Ranieri, arriva il momento di San Siro, sponda nerazzurra. E come domenica a Cagliari, ecco che appare Marco Branca. Sconforto e gelo in studio. Mauro sarcastico commenta: "Quelli dell'Inter sono dei burloni" e si lamenta che gli hanno mandato quello che fa mercato ("Vuoi che ti faccia i complimenti per Milito?"), quando Marco Branca è, da organigramma societario, il Direttore dell'area tecnica. Forse lo ha confuso con Oriali...

Mi occupo di calcio, non di tennis. Dopo aver sottolineato in modo livoroso che Baresi motiva meglio la squadra di Mourinho (e Branca sorridente conferma che l'Inter ha due grandi allenatori), il nostro Mauro, in questo supportato dagli altri due, teorizza l'obbligo di presenza di chi ha condotto i 90 minuti in campo. E siccome non possono/vogliono dire che l'obbligo deriva dai soldi che Sky dà all'Inter (ma non è che Sky ci perde), tirano in ballo i tifosi. Che danno un sacco di soldi a Sky, anche 800 e passa euro l'anno. Ecco, credo che i tifosi dell'Inter ieri abbiano apprezzato un Branca che sorridente dice al terzetto che Baresi è già sulla via di casa, e Mourinho pure. È la goccia che fa traboccare il vaso. Mauro sottolinea il gol in fuorigioco di Milito, ma siccome non era facile da vedere non può colpevolizzare più di tanto la terna arbitrale, sposta il tiro sul fatto che dalla panchina del Napoli non ci fossero state scene isteriche (sottintendendo "al contrario di Mourinho a Cagliari"). E quando Branca dice che il fuorigioco era così difficile che nessuno era sicuro ci fosse, giustificando in questo le mancate proteste dei napoletani, Mauro si trasforma in un bambino di terza elementare e dice "Beh, se per te non è evidente il fuorigioco, per me non era evidente il fallo da ammonizione del giocatore del Cagliari". Bambinesco, livoroso, e in mala fede. E gli abbonati Sky, anche quelli interisti, devono pagargli l'ingaggio... Per fortuna, della serata resterà la stilettata di Branca quando, di fronte alle lamentele in studio per la sua presenza, dice: "Se volete farmi domande, non mi occupo di tennis, mi occupo di calcio..."

PS: dopo Branca, è arrivato parrucchino Conte fresco di espulsione a Bergamo, dopo un deludente 0-0 con il Catania, ma nessuno gli ha dato dell'isterico, anzi con lui hanno scherzato...

(nella foto, Marco Branca: ieri sera non era così serio...)

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Postato da oleole_GP | Commenti (6)

NUOVO TARIFFARIO DEL GIUDICE SPORTIVO

Lunedì, 21 Settembre 09, 08:27 M.

Egregi signori,

la presente per comunicarvi che è in corso un aggiornamento del tariffario dell'Ill.mo Giudice Sportivo, in virtù del fatto che noi non ci facciamo condizionare dall'opinione pubblica.

Innanzitutto, dalla prossima gara gli speaker dello stadio nel quale si stanno verificando cori razzisti dovranno aggiungere la parola "forse". Infatti, non è assolutamente detto che il reiterarsi delle ingiurie razziste porti alla sospensione della partita. Questo per chiarezza onde evitare spiacevoli equivoci come quello accaduto allo Stadio Sant'Elia di Cagliari.

A integrazione del tariffario precedentemente in vigore, l'insulto razzista dei tifosi interisti vale sempre EUR 25.000, mentre l'insulto razzista a un giocatore interista passa da EUR 8.000 (2.000 in meno rispetto al valore di un insulto di un affine di secondo grado di un giocatore della Roma, 10.000 euro mentre quello a un familiare di primo grado di giocatore interista è gratuito) a EUR 0, specialmente se i giocatori vittima di insulti sono due, e comunque entrambi brutti e soprattutto scuri di carnagione. Uno poi, di solito "simula, provoca e offende" per cui ci vorrebbe il Daspo, e quando si comporta in modo irreprensibile come ieri si vede chiaramente dalla sua espressione facciale che fa molta fatica a trattenersi. Che dire poi dell'altro, che pare nel passato abbia fatto il gesto della scimmia dopo un gol? Quello reiterato passa dalla squalifica del campo juventino quindi a niente, come mi suggerisce l'amico Antonio... perché la squalifica scatta se gli insulti partono prima della partita, e non dal primo minuto.

A parziale modifica del tariffario, il lancio di 17 bombe carta all'Olimpico costa EUR 15.000 (senza squalifica del campo, che noi giudici viviamo a Roma e teniamo alla carrozzeria delle nostre macchine) mentre a Napoli 7 bombe carta sono costate un turno di squalifica, ma che diamine! Quella era Serie B e poi i napoletani, su, i napoletani...

Alla presente farà seguito modifica della Guida AIA che eliminerà il requisito n. 2 che identifica la chiara occasione da rete, cioè "la probabilità di controllare il pallone: il calciatore deve essere in possesso delpallone o deve poterlo controllare facilmente" affinché i signori Ziliani e Beccantini possano dire a ragione che il signor Maicon andava espulso.

Grazie dell'attenzione, a lunedì prossimo.

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UEFA CHAMPIONS LEAGUE: INTER, ILLUSI E PROSTITUTE

Giovedì, 17 Settembre 09, 05:22 M.

L'immenso Xavi, i granatieri Keita e Yaya Touré, i ripiegamenti a turno di Messi e Henry da una parte, Thiago Motta fuori ruolo, Javier Zanetti agli sgoccioli, piedistorti Muntari e uno Sneijder sfiatato dall'altra. La chiave della sofferenza dell'Inter nel secondo tempo sta tutta lì. La soluzione del pressing continuo e asfissiante per 90' è dispendiosa e pericolosa, un po' come nel basket se la palla arriva comunque a chi deve finalizzare, spesso è gol. Pressarli a tutto campo era impossibile, ma oltre a ciò è mancata la parte costruttiva del centrocampo, tra appoggi sbagliati e mancate ripartenze, queste ultime, va detto, bloccate anche dai fuorigioco inesistenti e da falli tattici quasi mai puniti con il giallo (cit. ADV). Quanto il possesso palla doppio del Barca sia frutto di scelta o di palese inferiorità non lo so con certezza, ma posso ipotizzare che Mourinho, visto il centrocampo già di per sé inferiore e in calo fisico, abbia deciso di arretrare contando sulle ripartenze. 

Tutto sommato, ci è anche capitato di perdere con Sporting e Fenerbahçe, all'esordio in Champions, ci sta di pareggiare con il Barcellona.  Senza prendere gol poi, da una squadra che nello scorso campionato ha realizzato la bellezza di 105 gol, 2,7 di media, non so se mi spiego. Posso capire la delusione ma poi non mi ritrovo in certi aggettivi estremi come "scandaloso", "vergognoso", mi urticano le frasi fatte come "il gioco latita" (che poi quando chiedi cosa sia questo fantomatico gioco, non ti sanno rispondere o tutt'al più lo confondono con lo spettacolo). Alla fine mi passa anche la voglia di fare quelle due critiche che mi verrebbero in mente, i cambi tardivi è una di queste, e scatta in me un meccanismo come dire, di autodifesa. 

Forse qualcuno si è illuso troppo, sicuramente NON ha mai ascoltato le parole prudenti di Mourinho. Sono tra quelli che sarebbero (ancora) molto delusi di vedere un'Inter giocare così nei turni a eliminazione diretta e al completo. Mai ho pensato che si potesse mettere sotto per 90 minuti il Barcellona, e al contrario mai avrei pensato che il Barcellona non ruscisse a trasformare in gol il predominio di ieri sera. Insomma, se il centrocampo dell'Inter ha straperso, la difesa ha stravinto contro l'attacco Blaugrana. Guardiola dice che non era facile giocare contro chi si difende in nove? Se lo avesse detto Mourinho dopo uno 0-0, l'avremmo massacrato. Insomma, delusione per la grossa illusione, per non avere ascoltato Mourinho e per avere visto che l'Inter può fare punti col Barca, oggi, solo col pragmatismo e non giocando una partita simil-derby. Che poi, non abbiamo l'anello al naso e alle frasi tipo "avrei accettato di perdere pur di vedere l'Inter giocarsela come nel derby" non crediamo assolutamente. Oppure l'altra obiezione, "in uno scontro a eliminazione diretta saremmo usciti". Sicuri? L'Italia nel 2006 ha vinto un mondiale con partite come questa...

Se i tifosi sono scusabili, meno lo sono certi giornalisti. Stavolta sul mio personale banco degli imputati ci sono gli amici di colui che all'esordio soccombeva al José Alvalade e al Şükrü Saracoğlu, Ivan Zazzaroni e Franco Rossi. Entrambi sbugiardati, il primo insieme a Bartoletti ha fatto una lunga prosopopea sull'Inter che gioca col Barcellona come il Parma con l'Inter, e alla fine ha chiesto il parere di Mou che gli ha risposto (per la nostra gioia) "Lei è pagato per commentare, io non sono pagato per commentare il suo commento, mi pagano tra le altre cose per rispondere alle domande". Il ballerino fa una pessima figura quando poi si mette a criticare lo Special One dopo che quest'ultimo ha terminato l'intervista, facendo sarcasmo intriso di livore sull'azione di Santon: "Questa sarebbe la grande occasione da rete?", il tutto mentre Tombolini diceva che il fallo sul "Bambino" era da chiara occasione da rete, quindi da rosso. Franco Rossi, vale a dire colui che giustificava con la pochezza dei giocatori i fallimenti europei del suo "cocco", cerca di attaccare Mourinho dicendo che i giocatori che hanno sbagliato sono stati da lui scelti, venendo sbugiardato dall'ottimo Enzo Gambaro. Il fatto è che tutta questa acredine verso Mourinho prima che verso l'Inter non è nemmeno giustificata da precedenti proclami del mister, che ha definito la Champions "competizione dei dettagli", difficile da vincere, per non parlare del recente "chi scrive che l'Inter DEVE vincere la Champions non capisce niente di calcio".

Il tutto, il giorno dopo in cui quelli che... "Dai, vinciamo la Champions!" (Diego, Tuttosport del 30 luglio), "Noi siamo più squadra del Real" (Del Piero, Tuttosport 2 agosto), "Vogliamo tutto" (Diego, Tuttosport del 17 agosto), "Non abbiamo limiti" (ancora Diego il 22 agosto), e una serie di vinciamo scudetto e Champions vari sono stati quasi elogiati dopo un 1-1 casalingo contro il Bordeaux.

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UEFA CHAMPIONS LEAGUE: OVREBO E LA "PRIMA" DEL CORSPORT

Mercoledì, 16 Settembre 09, 05:22 M.

Ieri sera non ho visto la "battaglia dei fari" reloaded, ho preferito guardare la grande capolista del campionato scontrarsi con i campioni di Francia degli ex "italiani" Blanc, Gourcuff e Fernando Menegazzo. Quando trova una squadra che corre e ha qualche elemento buono tecnicamente, la Juve inevitabilmente soffre. Fantastico il Tuttosport, che parla di squadra che deve assolutamente recuperare Diego. E così, scopriamo che la "dipendenza" per la Juve non esiste, giacché in passato il fatto che un solo giocatore facesse vincere una squadra (facciamo l'esempio di Ibra) veniva etichettato negativamente in quel modo. Priva di idee, priva di fonti di gioco, con un Giovinco fermato da un monumentale Diarra (uno dei tanti Diarra, Alou) e Buffon migliore in campo come mestamente sottolineato nel dopopartita dal presidente Cobolli, ha avuto il risultato che meritava.

Il gol di Plasil (un giocatore che si chiama come un farmaco che aiuta anche nel periodo mestruale, ovvio che la Signora non poteva non prenderlo) tra le altre cose era in fuorigioco. Purtroppo, sia Tuttosport che il Corriere dello Sport hanno bellamente ignorato l'invito di Fratel Nicola Lefrattaglie, secondo il quale fare polemica arbitrale alle prime giornate non si fa. E invece il Corrierone che liscia il pelo degli juventini del sud parla di scandalo-Ovrebo, sempre contro le italiane. Citando però i due episodi in cui non è l'arbitro, ma il suo assistente a sbagliare, e dimenticando invece il vero, grosso furto del norvegese a una squadra del Bel Paese: l'assurda doppia ammonizione a Burdisso contro il Liverpool. Per non dire del fatto che oggi Ovrebo, visti i falli da dietro e quelli a piedi uniti (rispettivamente Giovinco e Tiago) che ha tollerato senza estrarre il cartellino giallo, ha decisamente cambiato il metro di giudizio rispetto a due anni fa.


Contraddittoria poi la prima pagina del giornale romano qui sopra riportata, che sotto si lamenta per un gol in fuorigioco e sopra esalta uno che ha segnato in fuorigioco. Capisco il nazionalismo calcistico ma a tutto c'è un limite, che sarebbe l'obiettività. Sparisce il fallo killer di Flamini, forse perché l'ha fatto nella sua Marsiglia. Anche Sky ormai deve vendere il prodotto alle tre "grandi strisciate" del nord, ma riesce a fare sempre di più con Milan e Juve: Marianella a Marsiglia credeva di essere alla finale di Champions (ovviamente non ha urlato allo stesso modo con il gol francese, in realtà l'unica volta che il buon Massimo si è esaltato per un gol di un'avversaria delle italiane fu col gol del pareggio di Aiman, in Valencia-Inter 1-5), invece "Reeeeeeeeeeeete", al secolo Maurizio Compagnoni, come ha scritto l'amico Rubinho, al gol del Bordeaux sembrava avesse appena avuto l'annunciodella scomparsa di un familiare. Vedremo stasera all'opera il duo Caressa&Bergomi per fare un confronto.

A proposito di confronti,  impietoso è quello tra la fase a gironi degli anni scorsi e quella odierna. Del resto è una decisione politica del presidente Platini che, insieme con l'assegnazione di Euro 2012 a Polonia e Ucraina deve far contenti i" grandi elettori" dell'Est. Atletico-Apoel, Zurigo-Real, Arsenal-Debreceni,  Maccabi Haifa-Bayern e Siviglia-Unirea Urziceni non sono sfide da Champions. A confronto, Inter-Barcellona sembra la finale interplanetaria di tutti i tempi. A proposito di paragoni, visto che molti (tutti coloro che criticano Mourinho a prescindere) hanno difeso Capello e la sua frase "l'Inter DEVE vincere la Champions", qualcuno di voi sa dirmi se esiste un verbo più forte? Grazie, in caso lo userei per Pellegrini...

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LE CHAMPIONS DI CARTAVELINA, LA VERGOGNA DI MARSIGLIA

Martedì, 15 Settembre 09, 03:32 M.

Oggi, finalmente, ricomincia la Champions League ad allietarci le serate infrasettimanali d'autunno, con gran gioia di mogli e fidanzate che già non amano il weekend impegnato da 22 ragazzi che inseguono una palla (cit.)

Ricomincia con Milan e Juventus a braccetto, nello stesso giorno contro la Francia (stessa cosa domani per la Fiorentina, l'Inter è l'unica a non avere una francese nel girone, per forza, sono tre). Galliani a Marsiglia ironizza sull'impianto di illuminazione, e non un cane che gli dica "O cretino, hai poco da fare autoironia su quella che è stata la figura di merda più grande del calcio mondiale"*, il presidente del consiglio va da vespa (tutto minuscolo eh) a fare il gradasso con le case pagate da altri per i cittadini di un paesino che il governo aveva bellamente dimenticato, ma se dovesse spegnersi un lampione al Velodrome è pronto ad assentarsi un momento per una telefonata.

Dall'altra parte, all'Olimpico di Torino la Juventus ospita i campioni di Francia del Bordeaux e il Tuttosport, mentre la Gazzetta fa una prima pagina che fa rabbrividire Pessotto, ci delizia con un titolo da "Oggi le comiche":

Prima pagina comica non solo se raffrontata alle reali possibilità di vittoria della Juventus in Champion (ma almeno loro non "devono" vincerla come l'Inter, se non la vincono una scusa è sempre pronta). La comicità è anche nel verbo "rivincere". Pare che, per i signori di Tuttosport, l'Albo d'oro conti quando fa comodo a loro: se al termine del campionato 2007-2008 questi signori hanno potuto scrivere che i 16 scudetti interisti erano per loro 15, se danno spazio a chi ogni giorno ciancia di 29 scudetti bianconeri, e a chi parla di scudetti di cartone, pare davvero strano che prendano in considerazione le due Coppe vinte dai bianconeri. Ci pare quasi sforzo inutile dire che, con il metro tifoso di Tuttosport, chiunque non sia juventino potrebbe cancellare dal suo personalissimo Albo d'oro una coppa fasulla vinta con un rigore inesistente e 39 morti nell'antistadio, con il vergognoso giro di campo, protagonista anche l'attuale presidente UEFA, e la seconda con giocatori che da usignoli si sono presto tramutati in aquile, Del Piepo in primis. Champions di cartavelina, insomma.

Per il resto, le partite delle due italiane sono tra le poche interessanti del primo turno. Complice la riforma voluta da Le Roi Michel, nei gironi ci sono molte squadre di paesi di seconda fascia. E così, stasera vedremo il Bayern di scena ad Haifa, il Real Madrid a Zurigo, l'Atletico ospitare l'Apoel Nicosia. C'è però un interessante scontro tra le due ex mourinhane Chelsea e Porto, lo United va a Istanbul in casa del Beşiktaş. Chiude il programma il Wolfsburg, all'esordio assoluto con il CSKA di Juande Ramos, fresco sostituto di Zico sulla pancina moscovita.

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THROUGH THE BARRICADES

Lunedì, 14 Settembre 09, 02:22 M.

In mezzo alle barricate del catenacciaro Guidolin, ieri è uscita l'Inter. E se il tifoso interista è esigente all'inverosimile, vorrei fare un piccolo elenco delle tante cose per le quali, dopo la partita di ieri, c'è da essere ottimisti.

Samuel Eto'o. Ma non dicevate che era giocatore d'area, capace di segnare solo al termine di un'azione manovrata, non in grado di risolvere le partite rognose?

Mario Balotelli. Il suo ingresso è stato determinante per allargare il fronte d'attacco e indurre il Parma allo stesso tempo ad allargare le maglie della difesa. Ma non basta: condisce la sua prestazione di assist, giocate strepitose (fantastico quando supera due avversari in girata, ricordando Ibra in Inter-Samp di due anni fa), va spesso a prendere palla a centrocampo ma stavolta si accentra di più, come vuole Mourinho. Unico neo i due gol sbagliati, uno però sul 2-0, nel recupero.

Il centrocampo rimaneggiato. Si vince senza due titolari a centrocampo, e che titolari: Deki e il Cuchu non c'erano, abbiamo sofferto un po' nel primo tempo, Vieira si sa ha buon tocco ma dinamismo zero, Sneijder ha fatto più di quanto ci si aspettasse dopo le partite e gli infortuni con la nazionale, Zanetti fa il suo e il solo Thiago Motta ha deluso, ma anche lui reduce dal pizzico alla coscia del derby. Meglio col 4-3-3, ma insomma non capiterà spesso di avere due titolari di centrocampo KO

La tenuta. Abbiamo giocato 90' nonostante la presenza in campo di otto undicesimi reduci dalle nazionali (grazie a Lippi e Maradona, altrimenti sarebbero stati dieci), trovato il gol a venti dalla fine e, come preventivabile, sono andati sul 2-0 con un Parma ormai proiettato alla ricerca di un pareggio

Linea verde. I giovani nel finale in campo insieme Mario (1990), Davide (1991) e Rene (1990), anche se con impatto diverso, Mario che ha cambiato la partita, Santon da 5,5 e Krhin che ha giocato il finale con partecipazione nel secondo gol sono una soddisfazione per Piero Ausilio e tutto il settore giovanile.

La compattezza del gruppo. La reazione di Maicon per fischi (e penso insulti) rivolti non a lui ma a Milito che aveva sbagliato un passaggio verso di lui fa capire come il gruppo sia compatto. Il pubblico paga (anche se spesso quelli che insultano di più non hanno pagato il biglietto) e ha il diritto di protestare. Ma non critico il giocatore che, stanco di ricevere fischi e insulti, reagisce

E ora, sotto con il Barcellona. Trarre conclusioni su come finirà dalla partita di ieri è da incompetenti, così come lo sarebbe dire che il Barca le prenderà perché ha faticato nel primo tempo contro il Getafe. E' una frase fatta, che "ogni partita fa storia a sè", ma non è sbagliata. L'Inter che in sei giorni pareggia col Bari e ne rifila 4 al Milan dovrebbe averlo fatto capire. Sotto col Barca e sotto con Ibra!

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