Domenica, 16 Ottobre 11, 03:39 M.
Dell'ultimo Moratti abbiamo ammirato la grande capacità di cambiare il tecnico di turno, ovvio capro espiatorio di una situazione poco simpattica nell'insieme. E così, quando è giunta l'ora del predestinato Gasp, un pò anche i tifosi si erano illusi che fosse quella la strada obbligata.
Testardo nelle sue convinzioni tattiche ha commesso il clamoroso errore di non guardare alle reali possibilità della rosa, convinto di spuntarla. Allenatori integralisti che hanno bisogno di molto tempo per far assimilare il proprio credo calcistico e soprattutto di un ambiente societario che sappia difendere il loro operato a qualunque costo, nonostante i rovesci ed i risultati negativi. Non era ovviamente il caso dell'Inter. Dove tutti sono bravissimi, sanno fare le scelte giuste al momento giusto, metterebbero chiunque...
Leggi il Post »Mercoledì, 11 Maggio 11, 03:13 P.
Serata positiva per l'Inter, che ottiene l'accesso all'ennesima finale di Coppa Italia consecutiva, in una gara vivacizzatasi nel finale, soprattutto per merito delle solite burdissate.
Dopo un primo tempo di studio e dai ritmi lenti, una ripresa più vivace con la Roma alla ricerca di un gol che la rimetterebbe in corsa. Ma è l'Inter invece, con un gran gol di Etòo, ad indirizzare la gara secondo i suoi intenti, limitandosi poi a gestirla e rischiando solo nel finale, dopo aver comunque fallito un paio di occasioni in contropiede.
Un lampo il gol di Samuel, vero tocco da biliardo, che imbuca l'angolino soprendendo un ncolpevole Doni.
Sabato, 16 Aprile 11, 04:46 P.
La sconfitta di Parma, peraltro preventivabile causa la forte diversità di motivazioni fra le due squadre, è stata una vera e propria disfatta, la nostra Waterlo'o.
Il gol di Amauri nel finale ha sancito definitivamente la caduta degli dei. Sembra trascorso un secolo da quando si attraversavano vittoriosamente i campi di tutta Europa, da quando la squadra orgogliosamente mostrava trionfante i titoli meritatamente vinti.
Quella squadra non c'è più. Non è proprio più una squadra. Era una perfetta armonia di strumenti che suonavano all'unisono e ben orchestrati, sono diventati tanti piccoli solisti che suonano ciascuno per proprio conto. Non esiste più la squadra, ci sono undici giocatori che vanno in campo, variamente alternati, ed ognuno pensa di fare quello che gli passa per la testa in...
Leggi il Post »Lunedì, 14 Settembre 09, 06:28 M.
Ho deciso anche io di riformare: da quest'anno col calcio niente voti e niente giudizi plenari, basta con queste riunioni democratiche, aboliamo questi collegi giudicanti, largo al MAESTRO UNICO. Dall'alto della mia cultura carismatica non darò voti, solo bacchettate per i più negligenti, mi limiterò al silenzio su quelli bravi. Il mio potere di giudizio sarà assoluto e non guarderò in faccia a nessuno. Qualche piccolo vincolo ovviamente ce l'ho, inutile negarlo. Sono in un piccolo paese sperduto della mia regione, siamo negli anni trenta, due o tre personaggi potenti ci sono e, per i loro figli, dovrò avere un atteggiamento di riguardo: a parte la loro influenza, che potrebbe sempre farmi comodo, devo dire che li ritrovo ogni sera al circolo per la consueta partita a tressette, con il prete a fare da quarto giocatore. Meno male che lui non ha figli, anche se, per quello della colpa, in paese si vocifera anche il suo...
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On STIAMO LAVORANDO PER NOI (O PER LORO?)