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MANCIO: CALCETTO,AFFARI,AMICI E SARDEGNA

Lunedì, 07 Luglio 08, 08:48 M. · Commenti (329)

fonte:gazzetta.it e leggo.it

L' imprenditore Roberto Mancini, ex allenatore dell' Inter afferma di star bene: «Sì, sto bene». Lo ripete altre due volte - «sto bene, sto bene» - sdraiato sul lettino nel suo quartier generale estivo, la spiaggia della Celvia a Porto Cervo dove è rientrato giovedì sera da una missione nelle Marche. L' acquisto di una nuova barca: il usi, in che senso?Matesinho. Gli affari vanno bene e, male che vada, farà  l' albergatore: sono in fase avanzata i lavori dell' hotel Villarey a Costa Rei, dopo Villasimius, un hotel a 5 stelle che Mancini ha preso con un colpo d' astuzia ( 200mila euro in un'asta fallimentare ). Potrebbe aprire nel 2009.
Relax, affari ok, ma la botta è stata tremenda. Il Mancio sembra averla superata brillantemente. Di calcio non parla, giornali ne sfoglia pochi.

«Li guardo poco. Faccio le cose di sempre, sono rilassato: mare, calcetto con gli amici (ogni sera alle 19 alla Punga scatta la partita, giocano anche i figli e si vede spesso Angelo Gregucci, allenatore del Vicenza ndr), mi godo la famiglia, vado a cercare qualche buon ristorante (giovedì cena pantagruelica a base di pesce alla Taverna a Palau, gestito da interisti, quello che ha ospitato Cristiano Ronaldo, ma il preferito resta Gianni Pedrinelli a Porto Cervo e una puntata allo Spinnaker si può fare ndr). Potrei rimanere qui fino a fine agosto ». Ma dai... Prima o poi la vedremo commentatore a SkySport: «Questo proprio no». Ma prima o poi dovrà  rientrare. Dove? «A Milano, i figli fanno la scuola lì». E per chi farà  il tifo? «Per il Monza allenato da Dario Marcolin, sarò il suo primo tifoso ».
Fine delle trasmissioni, stop alle parole. Mancini mangia un' insalata dalla vaschetta, sì quell' uomo che tutti credono non possa essere triste perchà© è ricco. Assaggia un pezzetto di torrone che la moglie offre a tutti. Stessa spiaggia, stesso mare, stessi amici. Gruppo I suoi compagni sono i soliti, da più di 10 anni: Dario Marcolin, Sinisa Mihajlovic, Fausto Salsano, Angelo Domenghini, osservatore nerazzurro. Tutti con le famiglie. Tutti a ripeterti che «il Mancio sta bene, che il peggio è passato, anche se la botta è stata forte». «Magari il brutto verrà  adesso quando vedrà  le squadre che vanno in ritiro e lui è al mare in Costa Smeralda» aggiunge il Domingo. «Io con lui di calcio continuo a parlare. Lo sfotto sempre e sa come lo chiamo? Mourinho. Lui ride». Il gruppo è con lui. A loro il Mancio ha confessato gli stati d' animo, la fine del rapporto con l' Inter che gli è rimasta nel cuore. Loro sanno bene che quelle dichiarazioni dopo l' eliminazione dalla Champions col Liverpool, «non so se resterò alla guida dell' Inter» volevano far intendere che lui aveva capito che la società  aveva contattato un altro. «Ma in pochi hanno capito o hanno voluto capire», si lascia sfuggire Fausto Salsano. I suoi fidati collaboratori sanno che il Mancio è andato all' appuntamento con Moratti, quello fatale, convinto di poter parlare di mercato e di strategie future. E lì c' è stata la mazzata. Noi, nonostante tutto, lo abbiamo trovato gentile, educato, pacato e introverso. Come sempre. Ma ogni sera quando gioca a calcetto indossa i pantaloncini d' allenamento dell' Inter. Come è difficile cancellare il piacere che ora è diventato un grande dolore.

INTERVISTA A GIORGIO DE GIORGIS, AMICO CONSIGLIERE DI ROBERTO MANCINI

Roby si è accordato per una buona uscita con il suo ex presidente Massimo Moratti?
«Affatto, non mi risultano accordi».
Mancini farà  un passo indietro?
«Perchà© dovrebbe?».
Per giungere ad una soluzione bonaria?
«Lui di passi non ne ha mai fatti nemmeno in avanti, visto che tutto è stato deciso dall'Inter come società  e, quindi, dal presidente Moratti. Lui ha fatto vincere l'Inter come mai nessun altro allenatore ha fatto negli ultimi anni ed è stato mandato via. Non spetta a lui fare il primo passo».
Contatti, comunque, tra i due ce ne sono stati in queste settimane?
«Sì, si sono sentiti. Ma mi sembra non ci sia la volontà  da parte dell'Inter di giungere a una soluzione».
Quando vedremo nuovamente Roberto Mancini nel ruolo di allenatore?
«A breve sicuramente non lo farà . Nessuna squadra si è fatta avanti, per il momento non ci sono i presupposti».
Scusi, in che senso?
«Nel senso che manca la materia prima. Una panchina su cui sedersi».
Secondo lei è più facile che torni ad allenare in Italia oppure all'estero?
«Lui è un grandissimo allenatore e, ripeto, lo ha ampiamente dimostrato in queste stagioni, in particolare durante l'esperienza avuta all'Inter, per cui potrà  allenare dovunque. Italia o estero che sia, non farà  differenza».
Da quanto le risulta, Mancini ha dei rimpianti per come è andata a finire l'avventura nerazzurra?
«No, assolutamente. Almeno credo...».
E se un giorno Moratti lo richiamasse sulla panchina interista?
«Lui ha ancora quattro anni di contratto con la società  di via Durini per cui potrebbe anche succedere. Roberto è un professionista e lo sarà  sino in fondo».

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Tags: Inter
Argomenti: Inter
Postato da SimoneNicoletti | Commenti (329)