Tempo di mondiali per 'La Tribuna'

Mercoledì, 09 Giugno 10, 02:42 M.

Nel periodo dei Mondiali la Tribuna si sposta su

Sudafrica 2010: Emozioni Mundial 

http://betait.oleole.com/blogs/sud-africa-2010-emozioni-mundial-

Di tutto di più sulla prima edizione in Africa dei mondiali di calcio

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Postato da gfloriano | Commenti (0)

Inter - Bayern 2 - 0: il tris è servito, anche la Champions è dell'Inter

Sabato, 22 Maggio 10, 04:21 P.

Davanti ai 70.000 di Saint Denis, nel derby francese, la Heineken Cup 2009-10 finisce, per la quarta volta, nelle mani del favorito Stade Toulousenne che ha la meglio per 21 a 19 sul combattivo Biarritz, degno antagonista dei neo-campioni, che dopo l'iniziale tentativo di allungo e il 9 a 3 a metà del primo tempo, subisce la rimonta degli avversari e vede frustrato dal fischio finale il tentativo di disperato recupero.........

keller

.....Ehm ci ho provato a cambiare discorso, invece mi tocca, provo quindi a raccontare di questa incredibile notte madrilena, dove, davanti a 80.000 spettatori, l'Inter ha scritto una delle pagine più gloriose della sua storia già così onusta di gloria.

Dopo la lunga attesa, durata una sola settimana dalla fine del vittorioso campionato e due dal trionfale successo in Coppa Italia, ma ben 45 anni dall'ultima vittoria in Coppa dei Campioni, è finalmente giunta l'ora, così attesa e così sperata, che dovrà scrivere e marchiare con caratteri d'oro la più vincente stagione che mai una squadra italiana ha vissuto.

Lo stadio Santiago Bernabeu, così prodigo con i colori italiani, il Milan vi trionfò infatti in Coppa dei Campioni nel 1969 contro l'Ajax per 4 a 1 e gli azzurri divennero campioni del mondo nel 1982 grazie al 3 a 1 contro la Germania, è il teatro ideale  per accogliere Inter e Bayern, entrambe alla ricerca del 'triplete', dopo aver portato già a casa campionato e coppa nazionale, che si affrontano nella 55esima finale di Champions League.

i fans bavaresi

Van Gaal, che deve rinunciare allo squalificato Ribery, schiera il  BAYERN MONACO (4-4-1-1) con: Butt; Lahm, Van Buyten, Demichelis, Badstuber; Robben, Van Bommel, Schweinsteiger, Altintop (dal 18’ s.t. Klose); Mueller; Olic (dal 38’ s.t. Gomez). (Rensing, Contento, Gorlitz, Pranjic, Tymoshchuk).

il bayern

Mourinho, che a sua volta deve fare a meno dello squalificato Thiago Motta, risponde presentando l'INTER (4-2-3-1) con: Julio Cesar; Maicon, Lucio, Samuel, Chivu (dal 23’ s.t.Stankovic); Zanetti, Cambiasso; Eto’o, Sneijder, Pandev (dal 33’ s.t. Muntari); Milito (dal 46’ s.t. Materazzi) (Toldo, Cordoba, Mariga, Balotelli).

l'inter

Al fischio d'inizio dell'ottimo arbitro inglese Webb il colpo d'occhio, il calore ed il colore regalati dalle due tifoserie sono di quelli che metteno i brividi.

il calore dei supporters meneghini

I nerazzurri partono concentrati e molto propositivi prendendo subito in mano le redini dell'incontro, mentre i bavaresi sembrano più contratti ed impacciati, l'Inter si muove a suo agio dialogando in velocità e sorprendendo con le solite, puntuali e letali, ripartenze la lenta e un po' svagata retroguardia tedesca.

I primi bagliori li regala Milito, lanciato in una voragine, che però scivola proprio sul più bello al limite dell'area, dopo pochi istanti è Sneijder su punizione, deviata di testa da Altintop, a costringere Butt ad una deviazione in tuffo.

Attorno al quarto d'ora il Bayern si scuote di dosso l'emozione e mette finalmente il naso nella metacampo nerazzurra, sugli sviluppi di un corner un accidentale intervento di mano di Maicon fa gridare al rigore i tedeschi, la terna arbitrale opta invece per l'involontarietà.

Robben cerca di fare la differenza sulla fascia ma si trova ben presto preso nella morsa del raddoppio Chivu-Zanetti, solo una volta conquista la linea di fondo e centra per Olic che conclude lontano dai pali, e, sempre l'olandese, il più attivo dei suoi, ci prova da fuori area con egual cattiva sorte. 

L'Inter perde pericolosamente metri a centrocampo e si preoccupa pertanto di consolidare la barriera frangiflutti con Lucio e Samuel che cercano di mettere la museruola agli avanti biancorossi, cui concedono solo un paio di tentativi dal limite, di Mueller due tiri da fuori area terminati lontano dai pali.

Proprio nel momento peggiore, come talvolta accade, l'Inter passa, siamo al 35° quando un lungo rinvio di Julio Cesar diventa un assist per la testa di Milito che, sulla trequarti avversaria, tocca di testa per Sneijder, l'olandese tracheggia un attimo con la palla tra i piedi, poi, con precisione chirurgica, chiude il triangolo all'attaccante, 'el Principe', lascia sul posto un patetico De Michelis e, sul recupero di Badstuber, prima finta e poi scarica la sfera in rete alle spalle dell'impotente Butt, per il tripudio della parte di stadio nerazzurra.

il primo gol di milito

Il Bayern non perde la testa nè si scompome più di tanto, non si getta allo sbaraglio e continua con il suo monocorde possesso palla alla disperata ricerca del pertugio giusto per sorprendere la difesa meneghina, ma nè Altintop, ne' Robben riescono a trovare l'intuizione giusta, anzi è proprio l'Inter a sfiorare il raddoppio nel finale di tempo con Milito, fuggito ancora sulla fascia e poi accentratosi, a servire per Sneijder che, tutto solo a centro area, colpisce con precipitazione sparando la sfera addosso a Butt.

La ripresa si apre con i fuochi d'artificio, dopo un minuto, a coronamento della miglior azione d'attacco dell'intera partita dei bavaresi, Mueller si presenta da solo in area ma, da posizione favorevole, non sa far meglio che sparacchiare verso la porta permettendo a Julio Cesar di salvare di piede, sulla ripartenza successiva è ancora Milito a servire Pandev che, libero in area, spara un gran tiro su cui Butt si salva con una deviazione volante.

Il quarto d'ora successivo è un vero assedio del Bayern alla porta di Julio Cesar, con i nerazzurri che faticano a riconquistare palla e a riproporsi in avanti.

La Maginot nerazzurra è però concentrata, solida e coesa e ribatte colpo su colpo alle offensive tedesche, ci prova due volte Altintop, prima para facilmente Julio Cesar, poi la sfera si perde a lato di mezzo metro, ma il vero rischio è poco dopo quando Cambiasso riesce a salvare di testa, quasi sulla linea di porta, un tiro sporco del solito Mueller.     

Il Bayern va vicinissimo al pareggio attorno al 65° quando  Robben riesce a portar palla sulla fascia ea accentrarsi riuscendo infine a trovare lo spiraglio giusto per disegnare una parabola a giro destinata a spegnersi nell'angolo opposto a quello di tiro, si esalta però Julio Cesar che, con una parata prodigiosa, salva la propria porta ed il vantaggio.

La partita si chiude al 70°, Olic si libera in area e tira a colpo sicuro, si immola sulla traiettoria Samuel che respinge, ne nasce un lancio preciso, con tutto il Bayern proteso in avanti, per Milito, lanciato da solo verso l'area, per cui è un giochetto da ragazzi ubriacare con una finta l'ingenuo Van Buyten  e battere Butt in uscita per il 2 a 0 ed il delirio Inter.

super milito

Nonostante Van Gaal inserisca Klose e Gomez il risultato non cambia più, il Bayern attacca senza costrutto offrendo il fianco alle ripartenze nerazzurre che non si concretizzano per un nonnulla.

Quando, dopo 3 minuti di recupero, il perfetto arbitro Webb, fischia la fine può finalmente cominciare la grande festa nerazzurra, attesa per 45 anni è dunque giunta la terza Champions per l'Inter, che chiude la stagione con un leggendario tris di successi.

Onore alla squadra, mai così unita, convinta e forte, cinica e concreta, semplicemente letale, dove tutti hanno cantato e portato la croce, un monumento a Milito l'uomo dei gol pesanti, un gol in finale di Coppa Italia, uno a Siena e una doppietta stasera, 4 gol in 3 partite valsi tre titoli e che portano a 30 gol il suo bottino stagionale.

Onore a Mourinho che è riuscito a trasformare una macchina già perfetta in un'autentica schiacciasassi, possiamo anche perdonargli i suoi atteggiamenti polemici e l'antipatia, ma come tecnico non si discute, semplicemente perfetto, Adios Mou!!!

alza la è tua

Onore a Moratti un presidente mecenate che dopo una decina di anni di sofferenze e quattrini buttati al vento negli ultimi 5 anni sta raccogliendo i meritati successi.

sollev ala coppa moratti

Onore delle armi per un Bayern volitivo e sempre nel match, incapace però di tradurre il suo 65% di possesso palla in occasioni davvero pericolose.

I migliori: nell'Inter MIlito e JUlio Cesar, nel Bayern Robben e Mueller. 

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Postato da gfloriano | Commenti (18)

Tempo di pagelle per la serie A 2009/2010

Martedì, 18 Maggio 10, 04:44 M.

Eccoci all'abituale appuntamento di fine stagione con la raffica di voti e giudizi sulla stagione delle 20 protagoniste della serie A, capace, quest'anno di tenerci sul chi vive fino all'ultima giornata.

Il campionato appena andato in archivio ha dunque emesso i suoi verdetti definitivi: scudetto all'Inter, passaporto per l'Europa, dalla porta principale della Champions League, a Roma, Milan e Sampdoria, da quella, secondaria, dell'Europa League a Palermo, Napoli e Juventus, salutano invece mestamente il massimo torneo Atalanta, Siena e Livorno.

Inter, punti 82:  un'altra stagione da incorniciare per i nerazzurri, coronata dallo scudetto numero 18, il 5° di fila, arrivato però solo all'ultima giornata, dopo un duello sfibrante con avversari, a turno, diversi, prima la Juventus, poi il Milan, infine la Roma. La fantastica cavalcata in Champions League ha sottratto energie fisiche e mentali ai nerazzurri, che raramente hanno entusiasmato, ma sempre hanno dato prova di solidità granitica, accompagnata ad una mentalità vincente, inculcata dall'estroso Mourinho. Perso Ibrahimovic, i nuovi acquisti hanno dato una nuova dimensione al team che, per la prima volta, ha trasmesso l'idea di essere davvero una 'squadra' e, per giunta, fortissima. Decisamente fuori luogo invece il continuo teatrino gestito da Mou per allontanare pressione dai suoi spargendo veleni e zizzania a 360°.

I più: Sneijder, Milito, Eto'o, Lucio, Zanetti.

I meno: Santon, Balotelli, Julio Cesar, Materazzi.

Voto 9, per il double campionato coppa italia, se arriverà anche la Champions non potrà che essere 10.

l'antipatico per autonomasia

Roma, punti 80: partita ad handicap con due sconfitte consecutive nelle prime due uscite, costate le dimissioni di Spalletti, con l'arrivo di Ranieri la squadra si è compattata, ha privilegiato inizialmente la fase difensiva e pian piano è risalita, a metà stagione il ritardo dall'Inter era abissale: 42 punti contro 28, a 5 giornate dalla fine l'incredibile sorpasso ed il primo posto, conservato anche dopo il derby. Ma sul più bello, proprio come ai tempi di Eriksson contro il Lecce, è sopraggiunta l'inopinata ed immeritata sconfitta interna contro la Sampdoria che ha fatto svanire il sogno tricolore, ma non ha sporcato un bilancio più che positivo per una stagione a tratti esaltante, nobilitata da gioco d'alto livello e spettacolo regalato a destra e manca. L'arrivo di Toni ha dato profondità e peso in avanti, l'uso a singhiozzo di Totti ha tolto punti importanti, la pessima gestione di alcune partite dove è stato bruciato il doppio vantaggio (Cagliari, Livorno) hanno fatto il resto, peccato non sia arrivata neppure la Coppa Italia persa all'Olimpico contro l'Inter.

I più: Burdisso, Julio Sergio, Riise, Juan, Vucinic.

I meno: Doni, Mexes, Baptista, Brighi.

Voto: 8

ranieri e juan

Milan, punti 70: dopo il terrificante pre-campionato disseminato di sconfitte in giro per il mondo ed un pessimo inizio di campionato, Leonardo ha gettato alle ortiche tutte le paure e dismesso l'albero di Natale ed il gioco di Ancelotti, privilegiando un modulo iper offensivo, tutto attacco e poca difesa, con un equilibrio tra i reparti sempre estremamente sottile. E' così arrivata una lunga serie di risultati positivi, spesso nobilitati da spettacolo e gol, ma, al dunque, nel momento topico della stagione, complice la serie di infortuni, quasi contemporanei, di Nesta, Beckham e Pato, i nodi di una rosa ristretta e poco competitiva sono venuti tutti al pettine, e, mancato il sorpasso all'Inter a causa del pari interno con il Napoli, la squadra è franata miseramente, arrivando sulle ginocchia, ma conservando il terzo posto valido per la Champions diretta. Ciliegina sulla torta resta la vittoria a Madrid contro il Real per 3 a 2, mentre autentiche notti da incubo sono state quelle delle due sfide con l'Inter (0-6 complessivo) e con il Manchester United (2-7 complessivo). Promosso Leonardo, dopo le difficoltà iniziali, costretto purtroppo a lasciare da una dirigenza ottusa ed inconcludente.

I più: Borriello, Abate, Antonini, Ronaldinho, Thiago Silva. 

I meno: Zambrotta, Gattuso, Inzaghi, Kaladze.

Voto: 7

leonardo, galliani e berlusconi

Sampdoria, punti 67: Delneri regala, dopo oltre vent'anni, i preliminari di Champions League ai blucerchiati al termine di una stagione esaltante, iniziata e finita alla grande, con un solo passaggio a vuoto nella fase finale del girone d'andata. Con due stelle di livello assoluto (Cassano e Pazzini), i liguri giocano davvero di squadra, con una compattezza inimmaginabile alla vigilia, un controllo mentale inatteso e formando un gruppo solidissimo e coeso. Tra gli scalpi eccellenti la vittoria contro l'Inter che regalò addirittura un primo posto da sogno. Stupendo il duello finale contro il Palermo, coronato dal successo, che ha  però lasciato sulla strada i cocci del sogno-scudetto infranto alla Roma. Un monito per le società meno ricche, si può ancora competere ad alto livello a patto di avere staff tecnici e dirigenziali competenti, non a caso Marotta e Delneri andranno a Torino a cercare di mettere insieme i cocci della Juventus. Fiore all'occhiello aver conservato imbattuto il terreno amico.

I più: Pazzini, Cassano, Storari, Palombo, Gastaldello.

I meno: Castellazzi, Franceschini, Pozzi.

Voto: 8

garrone felice

Palermo, punti 65: Zenga in estate aveva vaticinato i rosanero in lotta per lo scudetto, si è sbagliato di poco perchè i siciliani hanno combattuto fino al 90° dell'ultima giornata, peccato che Lui avesse salutato mestamente la compagnia in autunno, sostituito da Delio Rossi. Il tecnico romagnolo ha trasmesso alla squadra tutto il suo sapere calcistico trasformandola in un team davvero quadrato, solido, spettacolare e concreto. Il Barbera, rimasto imbattuto per tutto il torneo, è stato un fortino inespugnabile per gli avversari e molto munifico per i rosanero, se però un appunto è da fare ai rosanero è stato proprio il rendimento esterno spesso non adeguato agli obiettivi. Alla fine il risultato lo fanno i dettagli e solo per un'inezia non è arrivato il quarto posto. Da premiare lo sforzo della società, da anni alla ricerca di giovani talenti italiani e stranieri, che sono poi lanciati con coraggio in prima squadra, e crediamo davvero che da questa squadra a breve usciranno stelle di valore mondiale (Pastore ed Hernandez).

I più: Miccoli, Pastore, Sirigu, Kjaer, Hernandez, Cassani.

I meno: Budan,  Blasi, Bertolo.

Voto: 7,5

zamparini

Napoli,  punti  59: dopo un inizio piuttosto scoraggiante e deludente che ha portato all'esonero di un poco 'vivo' Donadoni, è arrivato Mazzarri che, con la sua grinta ed il suo credo calcistico, ha rivoltato la squadra come un calzino, l'ha compattata e l'ha trascinata, inizialmente anche con più di un aiuto dalla buona sorte, verso la zona Champions. Ma proprio sul più bello i meccanismi, che parevano perfetti, si sono inceppati, sono arrivate alcune sconfiie e troppi pareggi che hanno tarpato le ali agli azzurri, qualche uomo importante non ha retto alla pressione, altri si sono 'seduti' e alla fine è arrivata 'solo' la qualificazione diretta all'Europa League. De Laurentis è un grande tifoso e ha promesso acquisti importanti, l'intelaiatura della squadra è peraltro già di ottimo livello, l'allenatore è senz'altro uno dei migliori nel panorama nazionale, e, siamo convinti, con pochi innesti azzeccati, i campani possono davvero diventare un'antagonista seria anche per l'Inter.

I più: De Sanctis, Cannavaro, Hamsik, Maggio, Lavezzi.

I meno: Dossena, Santacroce, Zuniga, Quagliarella.

Voto: 7

hamsik

Juventus, punti 55: partita con lo scomodo ruolo di anti-Inter designata, con tanto di benedizione di Lippi, che suscitò gli strali di un inviperito Mourinho, dopo l'onerosa e strombazzata campagna di rafforzamento estivo e l'iniziale partenza lanciata con le 4 vittorie consecutive (due vittorie addirittura in casa delle due romane), si è inspiegabilmente spenta la luce, sono sopraggiunti misteriosi timori e mali oscuri, oltre a quelli reali, a fine stagione saranno oltre 70 gli infortuni complessivi, che hanno spazzato via ogni certezza, sostituite da insicurezze su tutto che hanno infine portato all'esonero dell'esordiente, e non tutelatissimo dalla società, Ferrara. Dopo la clamorosa sconfitta interna per 4-1 con il Bayern, costata l'eliminazione dalla Champions, la squadra è letteralmente affondata, privata a vario titolo delle sue stars, tutte irriconoscibili, inanellando figuracce una dietro l'altra. A fronte dell'unico sorriso in stagione, la vittoria nel match d'andata contro l'Inter, sono arrivate ben 15 sconfitte e subiti qualcosa come 56 gol, eguaglian in entrambi i casi eguagliati i record negativi della stagione 1961/62. L'arrivo di Zaccheroni, non adiuvato a dovere dalla società, e abbandonato dai giocatori ha fatto il resto, prima escludendo i bianconeri dalla corsa Champions, poi costringendola addirittura ad un doppio preliminare per accedere in Europa League. Un'annata da incubo che ha lasciato solo macerie, dura ora dover ricostruire per chi arriverà....

I più: Chiellini, Marchisio.

I meno: Diego, Felipe Melo, Amauri, Cannavaro, Grosso.

Voto: 4.

buffon se l' è cavata

Parma, punti 52: da neopromossa la squadra di Ghiraldi, dopo la sontuosa campagna aquisti estiva ha mantenuto fede alle premesse della vigilia, ottimamente guidati dall'esperto Guidolin i ducali si sono distinti per un gioco armonioso, dove la fase difensiva è stata particolarmente curata, e quella offensiva ha saputo capitalizzare con puntualità quanto creato. Un passaggio a vuoto, a cavallo di fine anno, ha precluso il raggiungimento di un posto utile per l'Europa. Il materiale umano e l'entusiasmo ci sono tutti per ricostruire un team di ottimo livello che competa per l'Europa, peccato per l'abbandono di Guidolin, sostituito comunque dall'ottimo Marino.

I più: Mirante, Zaccardo, Lanzafame, Biabiany, Bojinov.

I meno: Crespo, Gimenez, Dzemaili.

Voto: 7

un gol di lanzafame

Genoa, punti 51: la rivoluzione della scorsa estate, in seguito al fallimento d'un soffio dell'obiettivo Champions League, cui hanno fatto seguito le cessioni eccellenti di Milito e di Thiago Motta, se ha portato certo un copioso gruzzolo nelle casse della società, sul campo non ha prodotto risultati in linea con le aspettative della calorosa tifoseria del grifone. Dopo un incoraggiante inizio, nella scia del bel gioco e dei risultati, la squadra si è però ben presto inceppata, incanalandosi su una brutta china. Il rendimento esterno è stato assolutamente scadente, mentre solo le grandi prestazioni a Marassi hanno continuato ad essere all'altezza delle potenzialità. Gasperini ha provato a perseguire il risultato con un modulo decisamente offensivo, ottenendo invece solo un clamoroso sbilanciamento della squadra che è spesso andata incontro a debacles clamorose, pur mantenendo, grazie al tridente, una più che discreta produzione offensiva. Urge cambiare modulo, idee e giocatori, Preziosi è presidente vulcanico, siamo sicuri che qualcosa inventerà.

I più: Sculli, Palladino, Mesto, Marco Rossi, Bocchetti.

I meno: Amelia, Suazo, Acquafresca, Juric.

Voto: 5

festa rossoblu

Bari, punti 50: per il neopromosso Bari, dopo le dimissioni choc di Antonio Conte, poco prima dell'inizio della stagione, e la interminabile vicenda sviluppatasi attorno alle trattative per la cessione della società agli americani,  l'arrivo di Ventura ha rappresentato la quadratura del cerchio. Il tecnico ligure ha plasmato la squadra secondo il suo credo calcistico, fatto di pressing a tutto campo, di possesso palla prolungato, preciso e veloce, di ripartenze letali con attaccanti velocissimi. Risultato di tutto questo il miglior campionato di sempre del Bari in serie A e, per lunghi tratti della stagione i galletti sono usciti tra gli applausi in casa e fuori, tanto da essere definiti il 'piccolo Barcellona'. Fiore all'occhiello della stagione il doppio pareggio imposto all'Inter e tanti scalpi illustri. Annata da incorniciare con il lancio di tanti prospetti di assoluto valore in ottica nazionale.

I più: Ranocchia, Bonucci, Barreto, Alvarez, Gazzi.

I meno: Langella, Diamoutene, Parisi.

Voto: 7,5

festa barese

Fiorentina, punti 47: dopo 4 qualificazioni consecutive alla Champions league, proprio nell'anno del cammino più lungo in Europa, stoppato solo dalla criminale direzione arbitrale di Orebro a Monaco, si materalizza la stagione più grigia e deludente dell'era Della Valle-Prandelli. Il feeling tra squadra, società e tifosi si è più volte spezzato, le polemiche hanno finito spesso per prevalere sul fatto tecnico. La viola, partita bene, trascinata dai gol di Gilardino e dalle invenzioni di Jovetic, ha iniziato a vacillare dopo l'esplosione del caso Mutu, trovato positivo ad un controllo antidoping, il crollo è invece arrivato dopo l'eliminazione in coppa ad opera del Bayern, tanto che, a fine campionato, si conteranno ben 17 sconfitte! Ci sono oggi a Firenze grandi macerie, ma sarà davvero ancora Prandelli chi dovrà ricostruire?

I più: Frey, Jovetic, Montolivo, De Silvestri, Marchionni.

I meno: Mutu, Kerrison, Gamberini, Natali.

Voto: 5

montolivo

Lazio, punti 46: la vittoria della supercoppa italiana a Pechino contro l'Inter aveva illuso tutto l'ambiente biancoazzurro, così pure le prime due partite di campionato, poi, improvvisamente ed inopinatamente, si è spenta la luce che non si è più accesa. Al resto ci ha pensato Lotito con la sua assurda querelle con Pandev e Ledesma, coinvolgendo il povero Ballardini in una situazione ingestibile che ne ha provocato l'esonero quando la lazio era ormai avviata alla lotta per la salvezza. L'arrivo di Reja e il ritorno in campo di Ledesma hanno dato respiro e sprint alla squadra che ha finito poi per raggiungere una salvezza, comunque difficile. Dulcis in fundo la figuraccia in diretta mondiale per la partita farsa contro l'Inter, una vera offesa allo sport! Anche qui cumuli di macerie che Lotito e company in qualche modo devono rimuovere....

I più: Floccari, Muslera, Kolarov, Dias, Brocchi.

I meno: Dabo, Cruz, Foggia, Zarate.

Voto: 4,5.

reja e brocchi

Catania, punti 45: dopo l'annata boom della scorsa stagione, con Zenga che aveva guidato gli etnei al loro miglior campionato in A, tenendoli sempre lontani dalle secche della bassa classifica, quest'anno, dopo l'inizio deludente nei risultati, ma non nel gioco, costato il posto all'esordiente Atzori, l'arrivo di Mihajlovic ha segnato uno spartiacque ben preciso, da quel momento il Catania ha iniziato a volare, forte di un complesso ben amalgamato, giusto mix di fantasia sudamericana e concretezza italiana, i rossoazzurri sono diventati squadra difficilissima da superare, ne sa qualcosa l'Inter, distrutta al Massimino, esaltata dalle giocate e dai gol a grappoli del fenomenale Maxy Lopez, prestito di lusso dal Barcellona. Con 45 punti il coach serbo ha riscritto il libro dei record dei siciliani.

I più: Maxy Lopez, Andujar, Silvestre, Biagianti, Martinez, Mascara.

I meno: Terlizzi, Del Vecchio, Plasmati.

Voto: 7

lopez e ricchiuti

Chievo, punti 44: i clivensi scrivono un'altra pagina memorabile nel loro libro dell'onore, Mister Di Carlo consolida quanto di buono fatto l'anno scorso, la sua è una di quelle squadre rognosissime da affrntare, sempre molto fisica, che si concede pochi fronzoli e capitalizza al meglio quanto costruisce. L'iniziale sbandamento è ben presto lasciato alle spalle e la squadra riprende a macinare il suo gioco fatto di intensità e densità a tutto campo che il 'sempreverde' Pellissier provvede poi a tradurre in gol pesanti. Mai davvero in lotta per salvarsi i gialloblu mantengono alto il nome di Verona nel calcio che conta.

I più: Pellissier, Sorrentino, Yepes, Luciano, Pinzi

I meno: Bogdani, Granoche, Abbruscato.

Voto: 6,5

festa clivense

Udinese, punti 44: annus horribilis quello dell'Udinese, questa volta il rituale ricambio non funziona, i nuovi prospetti non sono all'altezza di quelli precedenti, Marino soffre e perde il posto, l'interregno di De Biasi è disastroso, il ritorno di Marino è invece la medicina giusta, la squadra, anche se a fatica, esce pian piano dalla zona calda ed ottiene alla fine una salvezza risicata. Il tridente è l'unica cosa che funziona davvero, Sanchez continua la sua crescita, senza però esplodere compiutamente, Floro Flores finalmente segna con continuità, Di Natale, da prima punta, è invece mostruoso: 29 gol e titolo di capocannoniere assoluto del campionato, speriamo che il suo stato di grazia continui anche in Sud Africa. Il centrocampo e la difesa naufragano invece miseramente, l'anno prossimo si riparte con la solita politica e un nuovo Mister: Guidolin!

I più: Di Natale, Floro Flores, Sanchez, Pepe

I meno: Handanovic, Inler, D'Agostino, Quadrado.

Voto: 5,5

di natale capocannoniere

Cagliari, punti 44: la solita squadra di Allegri, inizio in sordina, per non dire disastroso, poi, dopo il primo mese di campionato, la macchina parte alla grande e tritura avversari su avversari esprimendo gioco piacevole, redditizio e, a tratti, anche spettacolare. Cellino però, con il suo tentativo di acquistare il West Ham, turba l'ambiente, risultato ne è che i rossoblu, arrivati prestissimo alla quota salvezza, smettono inopinatamente di giocare, raccogliendo sconfitte e figuracce in serie, e, alla fine ci rimette proprio Allegri, allontanato a sorpresa dal vulcanico presidente. Peccato una stagione che finisce con un gusto davvero insipido....

I più: Matri, Cossu, Marchetti, Biondini, Astori, Lazzari

I meno: Larrivey, Parola, Barone, Ariaudo.

Voto: 5,5

gioa matri

Bologna, punti 42: dopo la tempestosa estate e le voci societarie più disparate, la stagione rossoblu si apre male e Papadopulo, artefice della miracolosa salvezza dell'anno precedente, lascia il posto a Colomba che, lentamente, e grazie a qualche intervento oculato e proficuo nel mercato di riparazione, riesce a rimettere in carreggiata la squadra e a costruire una salvezza tranquilla nel periodo che va da fine andata a metà del girone di ritorno. La serie di 5 sconfitte consecutive, nel finale di stagione, spaventa gli emiliani che riescono a rasserenarsi con qualche fortunoso pareggio ed una vittoria con il Parma. La cosa triste è che quest'estate si ricomincia tutto daccapo, già si rincorrono le voci più disparate....

I più: Adailton, Viviano, Di Vaio, Mudingayi, Buscè, Portanova.

I meno: Succi, Zenoni, Britos, Vigiani.

Voto: 6

adailton batte

Atalanta, punti 35: gli orobici hanno abituato i propri sostenitori a questo saliscendi tra A e B, dopo 5 anni, di cui quello passato, veramente esaltante, i nerazzurri partono malissimo con Gregucci, l'arrivo di Conte sembra stabilire il feeling giusto, ma dura troppo poco, infatti tenere Doni, il beniamino della tifoseria, lontano dal campo gli costa l'astio della curva ed il posto. Ci prova Mutti, bergamasco doc, che riesce a recuperare la convinzione perduta e a macinare risultati positivi, ma, dopo 4 vittorie interne consecutive, il pareggio nel match chiave contro il Bologna, frutto di una prestazione sfortunatissima, segna il de profundis delle speranze di salvezza. L'anno prossimo si riparte dalla B, come spesso capita, ma questa volta c'è maretta contro la dirigenza....

I più: Guarente, Tiribocchi, Padoin, Manfredini, Valdes

I meno: Caserta, Acquafresca, Prado, Talamonti.

Voto: 5

esulta il tir

Siena, punti 31: finisce per il momento qui la favola dei toscani in serie A, l'ennesima rivoluzione estiva, questa volta non porta l'abituale sofferta salvezza, il feeling con Giampaolo è ormai perso, lo scambio Portanova-Terzi regala al Bologna punti importanti. La squadra sembra allo sbando, senza consistenza, pur con qualche buona individualità, ci prova in extremis Malesani a risollevarne le sorti, ma la salvezza, nonostante alcune buone prestazioni e qualche bella vittoria, resta una chimera. L'arrivo di Mezzaroma e la vicinanza del Monte Paschi dovrebbe garantire una ricostruzione oculata e l'immediata caccia alla risalita nella massima divisione.

I più: Maccarone, Curci, Ghezzal, Vergassola, Jajalo.

I meno: Calaiò, Reginaldo, Terzi, Fini.

Voto: 5

un gol di maccarone

Livorno, punti 29: gli amaranto, al ritorno in A, proprio non riescono ad approcciare la categoria superiore, la squadra allestita da Spinelli, pare mal assortita, senza punti fermi e con troppe incognite. La compagine toscana fa la classica figura del vaso di coccio in mezzo a quelli di ferro, va in frantumi ai primi scontri, e neppure la serie di cambi di panchina, con Cosmi che regala un po' di speranza e qualche vittoria, ma anche troppe litigate ed incomprensioni con il presidente, riesce ad evitare un destino intuito già dopo le prime uscite. Unica consolazione, ben magra invero, quella di aver portato via 2 punti al Milan  e ben 4 alla Roma, risultati poi decisivi in chiave scudetto. Pare giunta al capolinea anche la storia in amaranto di Lucarelli, super bomber amatissimo e chiacchieratissimo a Livorno....

I più: Pulzetti, Candreva, Rivas.

I meno: Tavano, Mozart.

Voto: 4

si dispera lucarelli

A Voi ora esprimere le Vostre opinioni ed i Vostri voti, conscio che tutte le mie valutazioni sono personalissime ed opinabili.

Arrivederci alla prossima edizione della serie A dopo la pausa dedicata ai Mondiali in Sud Africa.

Buon calcio a tutti!!!    

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Postato da gfloriano | Commenti (43)

Caro Silvio....

Lunedì, 17 Maggio 10, 01:57 M.

Caro Silvio,

immagino che questa lettera aperta non la leggerà mai, ma da buon milanista mi sembra comunque opportuno scriverla ugualmente.

Ricordo con malcelata malinconia il cupo momento in cui Si avvicinò alla nostra squadra, erano gli anni tutt'altro che esaltanti della disastrosa presidenza Farina, la società, in balia dei creditori, era sull'orlo del fallimento e tutti noi fans rossoneri trepidavamo davanti alla tv e leggendo i giornali quando si ventilava il Suo nome come futuro presidente, Lei, imprenditore di successo che aveva costruito un impero grazie all'edilizia e alle televisioni commerciali, rappresentaVa nel nostro immaginario l'uomo della provvidenza, quel mecenate, tanto agognato, che poteva tornare a regalarci la gioia per successi, che oramai erano persi nella memoria, lontani di decenni com'erano.

Il Suo ingresso nel mondo del calcio italiano fu una ventata d'aria fresca in un ambiente chiuso e refrattario ad ogni novità, ricordo ancora, tanto per dirne una, la polemica con il compianto, grandissimo, Nils Liedholm, sulle crostate da consumare nella merenda prima delle partite, o le grandi polemiche per il licenziamento dello stesso svedese, sostituito con un illustre sconosciuto, dopo il brevissimo interregno di Capello, che conquistò, in un epico spareggio a Torino contro la Sampdoria, l'ingresso in Coppa UEFA, la porta a quell'Europa che da sempre è stato il Suo chiodo fisso e che sarebbe da lì a poco il campo dell'onore del nostro Milan.

Non aveva paura di azzardare e di guardare avanti, libero com'era dai vacui legacci della consuetudine, e, tra lo stupore generale, scelse un omino sconosciuto ai più, tal Arrigo Sacchi da Fusignano, ex mediocre calciatore nelle divisioni dilettantistiche romagnole, che Le avrebbe regalato il Mondo con due coppe dei campioni ed una coppa intercontinale, illustrando il nome Suo e del Milan in tutto l'orbe terrestre, ma soprattutto non badaVa a spese acquistando a destra e manca i migliori giocatori e prospetti del mondo, spendendo cifre talvolta scandalose, vedi il caso Lentini.

Il Suo tocco magico proseguì con Capello che Le fece dominare in Italia, e che Lei catapultò, nello scetticismo generale, da una scrivania del Suo gruppo industriale alla panchina più ambita dell'epoca, e arrivarano scudetti in serie ed un'altra Champions League.

Nel 1994, sull'onda lunga dei successi imprenditoriali e sportivi, Lei decise di 'scendere' in politica ed il Milan, poco alla volta, ma irrimediabilmente, è sceso nelle Sue priorità, anche se grazie ad una rosa, comunque di ottimo livello, dopo una serie di allenatori bocciati, Tabarez, Terim, e le sfortunate minestre riscaldate Sacchi bis e Capello bis, con il da Lei mai amato Zaccheroni arrivò un altro scudetto, imprevisto e casuale, che non lo salvò però da frecciate sempre più dolorose e da un esonero in diretta tv.

Con Ancelotti e le ultime spese davvero 'importanti' ha inaugurato l'ultimo glorioso ciclo vincente che ci ha regalato tutte le possibili vittorie in Italia ed all'estero.

Riuscendo a sopravvivere in qualche modo a calciopoli e cavalcando l'onda degli ultimi trionfi, frutto però più di momenti magici che di programmazione e scelte ponderate, siamo alfine giunti ai giorni nostri.

Con la conquista dell'ultimo scudetto, che data ormai 2004, abbiamo raggiunto il, pare proprio, sfortunato traguardo dei 17 scudetti, portando a ben 4 i titoli di vantaggio sui cugini nerazzurri, ma, ahinoi, ieri sera con la conquista del 18° alloro nazionale l'Inter ha operato un sorpasso ritenuto quasi impossibile in così breve tempo.

Eccoci al punto dolente assai, presidente, ogni tifoso rossonero oggi è stupito, avvilito, quasi incredulo di fronte a questa situazione, l'umiliazione e gli sfottò che dobbiamo mandare giù ovunque ci siano degli interisti hanno ormai raggiunto il limite della sopportazione.

Ci chiediamo tutti com'è possibile tutto questo? Lei è ancora, prima che Presidente, un tifoso del Milan?

Se si come può Lei gioire così ad animo leggero dei successi dei cugini, cui non fa mai mancare complimenti ed attestati di stima, e brillare invece per la Sua assenza su tutto quanto riguarda il mondo Milan, salvo uscirSene ogni tanto con salaci battutine e, ultimamente, con una serie di accuse, del tutto fuori luogo e senza plausibili appigli  alla realtà, all'operato di Mister Leonardo, peraltro una Sua scelta non molto dissimile da quelle coraggiose che negli anni felici amava fare e supportare?!

Oggi siamo nuovamente al punto zero, speriamo non ad un punto di non ritorno, infatti, dopo aver costretto, dopo 13 anni di onorata milizia rossonera, Leonardo ad andarsene, nonostante che con il materiale umano a disposizione, abbia fatto anche più di quel che ci si poteva aspettare, regalandoci un terzo posto meritato e tenendoci in lotta per il titolo fino a sei giornate dalla fine, ci resta una squadra arrivata ormai al capolinea, con troppi over 30, onusti di gloria e vuoti di energie, e pochissimi giovani capaci di garantirci un futuro luminoso.

Il tifoso milanista non nasce vincente e vittorioso, abbiamo dovuto patire umiliazioni e periodi bui lunghissimi, 44 anni senza vincere un titolo, due retrocessioni in serie B, scandali e beffe d'ogni tipo, quindi abbiamo spalle forti e capacità di sopportazione comprovate, ma non siamo allocchi da prendere in giro con parole affabulanti, non siamo elettori ma tifosi, non se lo scordi Caro Presidente!

Vogliamo semplicemente chiarezza, che poi si esplica in poche chiare parole e tanti fatti concreti, non è più tempo di tentare di tenerci buoni con la 'solita solfa' del 'siamo il club più titolato al mondo quindi....', il passato glorioso, che Lei ha grandemente contribuito a costruire, è però ormai, o purtoppo, faccia Lei, alle spalle, perchè, purtroppo il calcio non è un'azienda, ma uno sport, e soprattutto è grande passione e vive perciò solo di presente e futuro e, ad oggi, il primo è decisamente NERO, il secondo è preoccupantemente OSCURO.

Dopo gli anni delle spese senza ritegno Lei ha scelto la via dell'austerity, cavalcando la strada della moralizzazione economica in tempi di crisi economica globale, lodevole intento che però sembra un tantino controcorrente ed azzardato, almeno nel mondo del calcio attuale, laddove i naturali competitors, pur tra le difficoltà, continuano ad investire e...a vincere.

Ora ci diTe che la strada maesta è questa, che bisogna investire sui giovani e ridurre drasticamente le spese, bene, però questa politica va attuata sul campo e non sventoalata verbalmente alla bisogna, inutile promettere campionati d'avanguardia, quando è chiaro ed evidente che così non è.

Caro Presidente, Le chiedo dunque, dando per scontato  che Lei continui ad essere un grande innamorato del Milan, di essere chiaro con la sua gente, di spiegare per bene le sue ragioni e di esporre i suoi progetti e piani a lungo termine, noi, per carità, aspetteremo, anche se a denti stretti, con grande fiducia che maturino i tempi per nuovi successi, ma la smetta di prenderci per il naso, non lo meritiamo, nè tanto meno si indigni se, civilmente, il popolo rossonero La contesta cercando di focalizzare la sua attenzione su una situazione ormai chiara anche ad un non vedente.... 

RingraziandoLa per l'attenzione e, soprattutto, per tutti i trionfi e le gioie che ci ha regalato in 24 anni di Presidenza, La saluto cordialmente, sperando che le nubi di tempesta, che incombono nerissime sul futuro del Nostro Milan, POSSANO ESSERE PRESTO SPAZZATE VIA da nuovi venti di successi!!!

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Postato da gfloriano | Commenti (5)

F.A. Cup Final: Chelsea - Portsmouth 1 - 0

Sabato, 15 Maggio 10, 11:25 M.

Nella sempre suggestiva e magica cornice del nuovo Wembley va in scena l'ultimo atto della lunghissima e logorante stagione inglese, la finale di F.A Cup numero 129, di fronte il Chelsea di Carlo Ancelotti, laureatosi appena una settimana fa campione d'Inghilterra a suon di gol e spettacolo, ed il Portsmouth di Avram Grant, club indebitato fino al collo, in amministrazione controllata da mesi e retrocesso con l'ultimo posto in Premiership.

La storia della Coppa d'Inghilterra è ricca di aneddoti e racconti fantastici, ai limiti dell'incredibile, che hanno contribuito a scriverne la leggenda, tanto che ancora oggi quando dici calcio pensi alla F.A., ricordo infatti che fin da piccolissimo non mi perdevo una finale e l'appuntamento di maggio con il colore ed il calore di Wembley era uno di quelli che cercavo in tutti i modi di non perdere mai.

Oggi dunque se ne va a scrivere un nuovo, ennesimo, capitolo, proprio grazie ad uno di quegli scontri impossibili che spesso hanno regalato epiloghi impensabili ed imprevedibili, la bella e la bestia, davide e golia, scegliete Voi quale metafora Vi sembra più calzante, i primi della classe contro gli ultimi (è la sesta volta nella storia che un club retrocesso approda in finale, l'ultimo fu il Middlesborough contro lo stesso, vittorioso, Chelsea nel 1997) si affrontano davanti a 90.000 spettatori e al Principe William per la gioia di qualche miliardo di telespettatori.

Ancelotti sceglie Cech in porta, difesa con A.Cole, Terry, Ivanovic e Alex, a centrocampo Ballack (dal 44° Belletti), Lampard e Malouda, in avanti Kalou (dal 71° J.Cole), Drogba e Anelka (dal 90° Sturridge).

Avram Grant risponde con James tra i pali, Finnan, Mullins (dall'82° Beladji), Rocha e Mokoena in difesa, sulla mediana Djop (dall'81° Kanu), Boateng (dal 74° Utaka),Brown, Dindane e O'Hara, in attacco Piquionne.

Dopo poche battute già si capisce che il confronto è impari con i Pompeys tutti raccolti indietro a difendere il fortino e l'armata Blues a manovrare a proprio piacimento costruendo azioni da gol in quantità industriale, ci prova al 4° e al 14° Lampard con due tiri dal limite, la prima volta la sfera si perde a lato d'un soffio, la seconda è il palo alla sinistra del portiere a negargli il gol, un minuto dopo è Anelka a liberarsi in area e a sparare verso il primo palo, si salva James con una difficile deviazione in corner.

Drogba svaria su tutto il fronte d'attacco, imprendibile per i difensori avversari, al 21° è Mokoena, per due volte, a respingere, a corpo morto, due conclusioni consecutive dell'ivoriano,

salva mokoena

ma, come capita spesso nel calcio, al primo contropiede, al 23°, solo un mostruoso Cech impedisce la capitolazione ai blues deviando d'istinto una deviazione ravvicinata di Piquionne su un tiro al volo scentrato di Boateng.

Ma la prima parte del match passerà alla storia come la partita dei legni, infatti, dopo quello colpito in avvio da Lampard, ne arriveranno addirittura altri 4, al 27° quando lo sciagurato Kalou, solo, e a porta vuota, colpisce di stinco un assist perfetto di Cole spedendo la sfera contro la traversa,

la traversa di kalou

al 31° è invece capitan Terry a staccare, con tempismo perfetto, e a deviare di testa un tiro piazzato dalla trequarti, James è battuto ma la palla si infrange ancora contro la traversa.

Il finale è invece tutto di Drogba, prima al 39° esplode una terrificante punizione dai 25 metri su cui James è superbo a metterci la mano, la sfera picchia contro la parte inferiore della traversa e cade sulla linea, senza varcarla completamente,

la traversa di drogba

poi al 42°, approfittando di un pasticcio di due difensori, anticipa l'uscita alla disperata di James con un tocco di giustezza ma il palo gli dice ancora di no.

Mai visto nulla di simile, 5 pali, un salvataggio sulla linea e tante occasioni prodotte dal Chelsea ed il tabellino dice ancora zero a zero, in questi casi si inizia a pensare che le stelle forse preparano qualcosa di luminoso.

La ripresa parte con il Chelsea sotto ritmo che concede campo ed iniziativa al Portsmouth, che manovra con maggiore tranquillità e con più coraggio tant'è che, al 55°, Dindane si invola sulla fascia, entra in area e viene affrontato fallosamente da Belletti, rigore solare che l'arbitro concede senza indugio.

Sul dischetto va Boateng, già autore di una trasformazione dagli 11 metri nella vittoriosa semifinale contro il Tottenham, ma il tedesco calcia malissimo tirando lento e centrale consentendo a Cech, pur spiazzato, di respingere di piede.

cech e boateng dopo il penalty fallito

E' il classico momento che cambia la storia di un match e di una stagione, gli dei del calcio, fin lì benevoli e propizi ai Pompeys, indignati per questo inopinato sgarbo alla buona sorte, si girano dall'altra parte e, sul capovolgimento di fronte, Drogba viene atterrato a 25 metri dalla porta, lo stesso ivoriano si incarica della trasformazione del calcio piazzato e, questa volta,

il gol di drogba

il suo tiro, forte e a scendere, evita la mano, invano protesa, di James, picchia contro la base interna del palo e rotola, finalmente, in rete per il gol del meritato vantaggio del Chelsea, 37° centro stagionale del fantastico centrunavanti londinese.

esulta drogba

La reazione del Portsmouth è generosa e volitiva, ma la maggior classe e la solidità dei Blues sono un ostacolo insormontabile, anzi, scoprendosi nel disperato tentativo di pareggiare, i Pompeys offrono invitanti spazi per le ripartenze degli uomini di Ancelotti che vanno ripetutamente vicini al gol, clamorose le occasioni di Drogba che, solo in area, spara addosso a James

james salva su drogba

e di Kalou che, al culmine di una triangolazione perfetta, spedisce la sfera ad un palmo dal palo più lontano.

L'ultima grande emozione la regala Lampard all'86°, il centrocampista della nazionale di Capello si procura, grazie ad una percussione in area, un rigore, un magari po' generoso, ma, incredibilmente, al momento di calciare si lascia schiacciare dalla tensione e spedisce la sfera a lato.

I 3 minuti di recupero non regalano altre emozioni ed al fischio finale la festa è tutta biancoblu, encomiabile è infatti l'affetto e l'entusiasmo dimostrato ai propri beniamini dai fans del Portsmouth,

i fans pompeys

ma il titolo e la coppa sono del Chelsea, che, sotto la guida di Ancelotti, centrano il primo double della loro storia, conquistando per la sesta volta la prestigiosa F.A. Cup, neppure l'adorato Mourinho aveva saputo fare altrettanto in casa Blues.

I migliori: nel Chelsea Drogba e Cech, nel Portsmouth Dindane e James.

festa per il double

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Yahoo penalty

Venerdì, 14 Maggio 10, 02:13 M.

Non perdetevi Yahoo! Penalty

Yahoo! organizzerà un fantastico evento
sabato 15 maggio, dalle 12.30 alle 15.00, a Milano, Castello Sforzesco, Piazza Cannone: Yahoo! Penalty.

Questo evento, organizzato per i Mondiali, sarà un’occasione unica per gli
appassionati di calcio. Vi sarà la possibilità di affrontare un grande portiere italiano in una sessione di rigori, tante sorprese e molto ancora.
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Lippi's List

Mercoledì, 12 Maggio 10, 04:48 M.

Ieri il Commissario Tecnico dei Campioni del Mondo, Marcello Lippi, ha comunicato la lista dei 30 giocatori che si contenderanno i 23 posti utili per andare a difendere il titolo in Sud Africa.

Questa la lista dei 30 preconvocati. Portieri: Buffon, De Sanctis, Marchetti, Sirigu. Difensori: Bocchetti, Bonucci, Cannavaro, Cassani, Chiellini, Criscito, Grosso, Maggio, Zambrotta. Centrocampisti: Camoranesi, Candreva, Cossu, De Rossi, Gattuso, Marchisio, Montolivo, Palombo, Pepe, Pirlo. Attaccanti: Borriello, Di Natale, Gilardino, Iaquinta, Pazzini, Quagliarella, Rossi.

Chi si aspettava la sorpresa dell'ultimo momento è rimasto deluso, l'unica novità, peraltro lasciata già trapelare negli ultimi giorni, è infatti l'esclusione di Legrottaglie a favore di Giuseppe Rossi, dunque i 'desiderata', dei mass media e del pubblico, Totti, Toni, Miccoli, Cassano e Balotelli, resteranno a casa, come tutti noi, a vedersi i mondiali in tv.

giuseppe rossi

Il biennio di qualificazioni, utilizzato dal C.T. per far esordire in azzurro e provare decine di giocatori, ed il campionato di quest'anno, con le sue tante e chiare indicazioni, non hanno costituito elementi sufficienti a far maturare nel Mister scelte coraggiose ed innovative, Lippi è rimasto ancorato al suo credo calcistico e punta decisamente tutto sul gruppo piuttosto che sui valori tecnici.

L'indimenticabile cavalcata vincente di 4 anni fa è nata intorno ad un gruppo granitico in cui tutti hanno remato nella stessa direzione, senza abbandonarsi a polemiche d'alcun tipo, e hanno seguito ciecamente il nocchiero viareggino accettandone con convinzione tutte le scelte, fermo restando che i valori tecnici ed atletici erano comunque elevati, anche se non di primissimo piano.

il c.t. e la coppa

Dei 23 campioni del mondo ne sono sopravvissuti 10, ma la cosa preoccupante è che i superstiti, oltre ad avere 4 anni in più nelle gambre e nella testa, sono quasi tutti reduci da una involuzione, più o meno marcata, che li ha trascinati, in gran parte, ai margini anche nelle rispettive squadre di appartenenza, pertanto pensare oggi, che, improvvisamente, quasi per effetto del tocco di una bacchetta magica, ritornino quelli d'un tempo è sfidare al di là del lecito lo stellone....

Da più parti si sostiene che le condizioni climatiche sudafricane, con temperature fresche, se non fredde, dovrebbero favorire le squadre fisiche e muscolari a danno di quelle tecniche, ebbene anche questo punto di vista  sembrerebbe dar torto al nostro Mister, con tutti quegli over 30, per di più non certo in gran spolvero 'atleticamente'.

L'iniezione di gioventù, per carità, c'è stata, ma, d'acchito, i nuovi non sembrano poter aspirare al ruolo di titolari e questo aumenta le perplessità dei più.

Certo è consuetudine che le convocazioni per i mondiali suscitino scontento e perplessità in buona parte dei critici e del pubblico, ma questa volta sembra che tutti, compatti, siano rimasti sconcertati da scelte che paiono dettate solo dalla convinzione di voler dimostrare a tutti i costi di essere nel giusto e di voler stupire a scanso dei santi, il che sa molto più di arrogante presupponenza che di ragionevole saggezza.

Gli illustri esclusi, reduci da una stagione convincente, hanno però tutti in comune un grave difetto: avere un carattere 'difficile' che attira da sempre le polemiche dei media, pensare però che portarseli in Sud Africa avrebbe esposto il gruppo a pressioni eccessive ed ulteriori se, da una parte può essere in parte vero, dall'altra non è però motivo sufficiente ed accettabile per depauperare di valori tecnici e di personalità una squadra chiamata a difendere comunque il titolo più importante del mondo pallonaro!

Il 18 maggio verrà diramata la lista dei 23 convocati e delle quattro riserve, che diventerà definitiva il 1 giugno con la comunicazione alla Fifa.

In previsione della scrematura ai definitivi 23, che voleranno in Sud Africa, questo è il mio personale borsino sui 30 preconvocati:

Buffon: coinvolto nella stagione orrenda della Juventus, resta sempre uno dei 3 migliori portieri del mondo....da portare!

Marchetti: dopo le iniziali difficoltà, in questa che per lui doveva essere la stagione della conferma, ritorna a livelli di eccellenza da metà stagione in avanti....da portare!

Sirigu: scoperto da Zenga, alla prima stagione da titolare, stupisce per continuità e forza mentale, la giovane età e la necessità di iniziare a fare importanti esperienze d'alto livello me lo fa preferire a De Sanctis....da portare!

De Sanctis: tornato in Italia dopo esperienze all'estero, Spagna e Turchia, non proprio esaltanti, si ritrova e disputa una stagione da assoluto protagonista, solo l'età ed il ruolo (terzo portiere) me lo fa scartare....da tagliare.

Bocchetti: pur coinvolto nella stagione di luci ed ombre del Genoa, conferma le sue doti di combattività e solidità...da portare!

Bonucci: una delle grandi novità espresse dal Bari dei miracoli di Ventura, una stagione da incorniciare....da portare!

Cannavaro: il ritorno alla Juventus non ha dato solidità alla retroguardia bianconera, la più battuta tra le grandi, dopo un inizio disastroso si è ripreso e si simenta nel tentativo di ritornare ad essere il solito, anche se un po' diroccato, muro di Berlino, poi è pure il nostro capitano...da portare!

Chiellini: una stagione che, infortuni a parte, lo ha sempre visto protagonista assoluto, anche in fase offensiva, maturo e pronto per essere il nuovo leader della difesa....da portare!

Cassani: un'altra stagione di ascesa per il rosanero, ormai maturo per le grandi ribalte, è il suo momento, atleticamente solido e vivo...da portare!

Criscito: luci ed ombre ma giovinezza, duttilità, autorevolezza e personalità sono doti che non gli mancano...da portare!

Maggio: sicuramente l'uomo in più del Napoli di Mazzarri, forse non attentissimo e sicuro in fase difensiva, ma fondamentale, con i suoi inserimenti, per sorprendere le retroguardie avversarie....da portare!    

Grosso: l'eroe di Germania 2006 è appassito in Francia, il ritorno a Torino non lo ha riportato agli antichi fasti, assente in fase difensiva, ottimo davanti, ma qualcuno deve purtroppo rimanere a casa....da tagliare.

Zambrotta: uno dei fedelissimi di Lippi, a Milano nessuno ha mai visto quello splendido laterale che incantò in azzurro e nella Juventus, in difesa copre con sicurezza ma in avanti chi lo vede più, gioca sempre da sei, ma forse ci vuole qualcosa di più, se si considera poi che nel Milan al suo posto ha giocato Antonini......da tagliare. 

alcuni juventini in azzurro

Camoranesi: chi l'ha visto quest'anno in bianconero? certo se è in forma il suo apporto è imprescindibile, ma se non lo fosse? non vorremmo scoprirlo in Sud Africa però....da tagliare.

Candreva: ha dimostrato di avere dei numeri, il passaggio da Livorno a Torino non lo ha sconvolto più di tanto, è una scommessa, ma perchè non giocarsela?...da portare!

Cossu: stagione super per il tamburino sardo, ha numeri per stupire, credere in lui, vista l'assenza di Totti, mi sembrerebbe coerente....da portare!

De Rossi: leader conclamato della Roma e punto fermo del centrocampo azzurro, se poi ci regalasse pure qualche gol....da portare!

Gattuso: un incubo la sua stagione, l'infortunio della scorsa annata lo ha debilitato nel fisico e nella testa, le continue esclusioni di Leonardo hanno fatto il resto, ma è un leader carismatico.....da portare!

Marchisio: una stagione strana la sua, gli infortuni lo hanno bersagliato, i mezzi e la sostanza, uniti alla sua duttilità ne fanno un giocatore utile e di prospettiva, è forse un azzardo ma....da portare!

Montolivo: dopo una pessima partenza, ha regalato alcune perle e qualche partita di sostanza, i mezzi tecnici li ha, la personalità e la continuità un po' meno, sono incerto ma alla fine, pollice verso....da tagliare.

Palombo: uno dei gladiatori del miracolo Sampdoria, quantità, aggressività e sostanza non gli mancano, è uno di quelli che fanno legna e qualche volta fa pure gol....da portare! 

Pepe: l'inizio disastroso lo aveva fatto finire ai margini, il finale sontuoso lo ha riportato ai suoi livelli, giocatore generoso e tatticamente duttile....da portare!

Pirlo: il faro della nazionale, tra alti e bassi, è l'unico in grado di inventare sempre qualcosa....da portare!

di natale e pazzini

Borriello: annata da protagonista nel Milan, si batte da gladiatore su ogni pallone, il suo tallone d'achille è la mancanza del killer instinct (quello che ha Inzaghi per intenderci)....da portare!

Di Natale: capocannoniere del campionato, giocando da prima punta ha iniziato a segnare alla prima giornata e non ha più smesso, speriamo che il suo stato di grazia continui pure in Africa, ripercorrendo così la strada dell'altro Totò nazionale (Schillaci)....da portare!

Pazzini: la sua miglior stagione da marcatore, imbeccato da Cassano ha colpito e punito tutte le difese, ormai maturo per le ribalte più importanti....da portare!

Gilardino: un inizio stagione incoraggiante, poi l'involuzione ed il decadimento, non ha sempre convinto in azzurro, certo quasi mai nei match importanti....da tagliare.

Quagliarella: arrivato, lui napoletano, al Napoli, ha in parte deluso le grandi aspettative che lo circondavano, ha segnato qualche gol, ma non quelli necessari ed attesi dalla squadra, nel suo piede ci sono gol straordinari, ma non la continuità ad alto livello...da tagliare.

Giuseppe Rossi: dopo l'oblio in cui era sprofondato, complice pure il pessimo avvio di stagione del Villareal, riconquista la fiducia del Mister a suon di gol e belle prestazioni, ha le stimmate del suo omonimo predecessore, a lui l'onere di riscriverne le gesta....da portare!

Iaquinta: guarda caso appena si è infortunato è scesa la notte a Torino, l'incognita è rappresentata dalle sue condizioni fisiche, se è a posto è giocatore utilissimo tatticamente, anche se segna pochino, comunque....da portare!

In attesa dei futuri sviluppi, questi sono i nostri eroi, non ci resta che sostenerli come e più di sempre: FORZA AZZURRI!!!!!!   

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Bologna - Catania 1 - 1

Domenica, 09 Maggio 10, 12:35 P.

Il forfait dell'ultimo momento del Doc mi scombussola i piani rendendo più stressante l'avvicinamento al match decisivo per la salvezza del Bologna.

Infatti è una lunga tirata senza pause il ritorno a Bologna da Rimini, un'ora e mezzo di treno, poi corsa a prendere l'autobus, a casa per lasciare la borsa e cambiare abbigliamento visto che anzichè il sole riminese trovo una dispettosa pioggia, e po di nuovo  a prendere bus verso lo stadio, naturalmente stretti come sardine, che quasi non si respira. 

In zona stadio un attimo di break con un trancio di pizza e una birra, consumate quasi al volo, e poi finalmente mi accomodo sul mio seggiolino 25 quando mancano appena 5 minuti alle tre.

Lo stadio offre uno spendido colpo d'occhio con l'ennesima colorata coreografia regalata dalla curva Bulgarelli.

la bulgarelli colorata

Colomba, dopo il fortunoso pareggio di Bergamo, cerca la matematica salvezza schierando il Bologna con un 4-3-1-2 con: Viviano; Raggi, Moras, Britos, Lanna; Buscè, Guana, Casarini (35’p.t. Modesto); Adailton (12’s.t. Succi); Di Vaio, Zalayeta (1’s.t. Appiah).

Mihajlovic, che non ha più nulla da chiedere allo splendido campionato degli etnei risponde proponendo un Catania con un 4-3-3 con: Andujar; Potenza, Silvestre, Spolli, Capuano; Ledesma, Carboni, Biagianti (23’s.t. Moretti); Izco (17’s.t. Barrientos), Maxi Lopez (10’s.t. Martinez), Mascara.

Dopo le iniziali fasi di studio il Bologna pigia sull'acceleratore e sfiora ripetutamente il gol prima con una punizione dal limite di Di Vaio, sventata da Andujar,

poi con un pregevole tiro secco di Casarini che esalta le doti acrobatiche di Andujar, infine con Zalayeta che si vede deviata all'ultimo istante la girata a colpo sicuro.

Il gol arriva puntuale al 15° quando Di Vaio, servito da un passaggio filtrante, si inserisce tra due difensori rossoazzurri, invero piuttosto impacciati, e batte con un tiro preciso ma non irresistibile un sorpreso Andujar, accendendo d'entusiasmo il Dallara.

La risposta del Catania che giochicchia senza particolare cattiveria e decisione si concretizza in un  tiro di Mascara appena a lato e in un tiro debole di Biagianti, bloccato a terra da Viviano.

Il Bologna si vede in avanti solo una volta con Lanna che scodella al centro un assist al bacio che Zalayeta non riesce ad impattare lasciandosi anticipare da un difensore.

Proprio al 43° il tabellone segnala il vantaggio del Napoli contro l'Atalanta, proprio questo risultato scrive il successivo story-book del match.

Infatti ad inizio ripresa il Catania, con irrisoria facilità, si presenta due vole nell'area rossoblu con Maxi lopez che, sempre solissimo,  al 48° mette a lato, mentre al 50° batte facile facile Viviano con un tiro che lo spiazza fissando il punteggio sul definitivo 1 a 1.

Mancano 40 minuti alla fine ma non succede veramente più nulla fino alla fine, le squadre infatti si limitano ad uno stucchevole e prolungato inoffensivo titic titoc che finisce per annoiare tutti e rendere anche meno piacevole la festa finale, in verità piuttosto soft.

Finisce così con la salvezza del Bologna che coglie con una giornata d'anticipo il premio ai suo sforzi, dopo aver regalato ai propri sostenitori qualche gioia, ma anche fin troppe delusioni.

Dov'è il Bologna che faceva divertire e che si giocava tutte le partite con l'aspettativa di giocarsela alla pari con chiunque? Come cantavano gli Ulltà: 'meritiamo di meglio'.....

colore

I migliori: nel Bologna Di Vaio e Casarini, nel Catania Maxi Lopez e Baiocco. 

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Inter - Roma 1 - 0 : primo 'titulo' per l'Inter

Mercoledì, 05 Maggio 10, 04:17 P.

In un Olimpico che, per motivi di sicurezza (sigh!), presenta un intero settore in curva nord deserto, per meglio separare le due tifoserie, va in scena la finale di Coppa Italia, formalmente in campo neutro, praticamente in casa dei giallorossi, vista la netta preponderanza del tifo romano.

Finalmente, dopo le futili e stucchevoli polemiche seguite alla farsa di Lazio-Inter, si torna a giocare una partita vera con gli interisti, che cercano di inaugurare la serie di successi che dovrà portarli a realizzare una tripletta da leggenda, e i romanisti, che, di contro, provano a prendersi la 'solita' rivincita sugli eterni rivali della più gettonata finale degli ultimi anni, mancata soltanto l'anno scorso.....

A sorpresa Snejider ce la fa e scende regolarmente in campo, salvo uscirne dopo neppure 5 minuti per uno scontro con Burdisso, mentre dall'altra parte Totti si accomoda in panchina per Toni.

Mourinho propone dunque un'INTER con il 4-3-1-2 con: Julio Cesar; Maicon, Cordoba (dal 38’ p.t. Samuel), Materazzi, Chivu; Zanetti, Cambiasso, Motta; Sneijder (dal 5’ p.t Balotelli, dal 47’ s.t. Muntari); Milito, Eto’o (Toldo, Mariga, Stankovic, Pandev).

Ranieri risponde schierando la ROMA con un 4-2-3-1 con: Julio Sergio; Burdisso (dal 1’ s.t. Motta), Mexes, Juan, Riise; De Rossi; Pizarro (dal 1’ s.t. Totti); Taddei, Perrotta, Vucinic; Toni (dal 17’ s.t. Menez) (Lobont, Tonetto, Brighi, Baptista).

La partita inizia con la Roma che non ti aspetti, confusa, lenta e nervosa, troppo prevedibile nella sua manovra, farraginosa e con il solo sbocco verso la testa di Toni, duramente marcato da Materazzi, è pertanto fin troppo semplice per l'Inter, carica e concentratissima, controllare agevolmente le offensive giallorosse e ripartire a tutta velocità con trame fatte di sottili e velocissimi ricami, con Eto'o e Milito costanti pericoli per la retroguardia di casa e Balotelli, autentica spina nel fianco sulla fascia destra.

La prima occasione è proprio per Mario il cui tiro a colpo sicuro è deviato in extremis da Burdisso, che subito dopo si becca un giallo per un fallaccio sullo stesso super Mario e rischia ripetutamente il rosso che evita solo per l'incomprensibile bonismo di Rizzoli.

Dopo un'altra azione da manuale in ripartenza dell'Inter, vanificata dalla pessima rifinitura di Thiago Motta, risponde la Roma con due veloci contropiede, sul primo è Julio Cesar a superarsi anticipando di giustezza Toni, sul secondo è Perrotta a mancare d'un soffio lo specchio della porta con un colpo di testa che lascia il portiere ospite immobile.

julio cesar salva su toni

Sale la tensione e con essa i colpi proibiti, ne fa le spese Materazzi colpito due volte da Mexes, in ciascuna delle due aree, se la cava il francese con un semplice giallo, ma il secondo intervento era da rosso diretto.

La sorte punisce però il francese al 40° quando perde scioccamente palla in ripartenza, aprendo un'autentica autostada in cui si invola Milito, che resiste al recupero di Juan e, appena entrato in area, fulmina Julio Sergio con un tiro preciso ed irresistibile che si insacca sotto il sette opposto rispetto a quello di tiro.

gioia milito

La reazione rabbiosa della Roma frutta un paio di mischie e un caso da moviola con Samuel che trattiene per la maglia, e poi ribalta, Toni nella più assoluta indifferenza di Rizzoli.

La ripresa vede Totti in campo e la Roma sembra più compatta e decisa, certo più ordinata e razionale, proprio il capitano su punizione, al 52°, costringe Julio Cesar ad una parata maldestra, si avventa sulla sfera Juan che, a colpo sicuro, incredibilmente mette, a porta vuota, appena alto sulla traversa.

L'Inter arretra a difendere il vantaggio e riparte con meno pericolosità e fantasia rispetto al primo tempo, ancora una volta però emerge la capacità di sacrificio di Eto' e Milito, semplicemente eroici ed encomiabili, mentre Balotelli fa letteralmente impazzire i sempre più nervosi difensori giallorossi sfiorando il raddoppio con un tiro secco ed improvviso, dopo un controllo non irreprensibile, che obbliga Julio Sergio ad una difficile respinta  a terra.

Quando già le forze stanno scemando ed i nervi saltano un po' a tutti i giallorossi, Totti e Perrotta su tutti che ripetutamente rischiano il rosso, una preziosa intuizione di Motta libera Vucinic solo davanti a Julio Cesar, ma il montenegrino, inopinatamente, sciabatta tirando a lato.

La Roma capisce che è finita ed esce completamente dal match, sale invece la tensione, Taddei stende Thiago Motta 3 volte in 5 minuti, cavandosela a buon mercato con un semplice giallo, mentre va peggio a Totti, precedentemente ammonito, che si va a cercare il rosso diretto con un indegno calcione di frustrazione ai danni del povero Balotelli, con tanto di ulteriore calcetto alla testa di Mario a terra.... 

Dopo tre minuti di recupero, contrassegnati da nuovi falli ed accenni di rissa, scatenati dai giallorossi frustrati, arriva il triplice fischio di Rizzoli che sancisce il trionfo dell'Inter, meritatissimo, frutto di una partita tatticamente perfetta, condotta con certosina disciplina e sacrificio, sublimata dalla ventiseiesima prodezza in stagione del regale Milito, mai come stasera autentico Principe.

la festa è solo nerazzurra

Certo niente di eclatante, per carità, ma le forze ormai sono ridotte al lumicino e l'Inter gioca da par suo quando serve, pungente e letale in attacco, concentrata ed insuperabile in difesa, tosta e aggressiva a centrocampo, una menzione particolare va a Balotelli, tornato assoluto titolare della fascia di competenza, devastante ed imprendibile per i giallorossi.

incontenibile balotelli

La Roma toppa clamorosamnete, tormentata dalle solite paure di grandezza, incapace di reggere la insostenibile pressione che il calore dell'ambiente inevitabilmente crea, la scelta di Toni al fianco di Vucinic rende troppo prevedibile la manovra offensiva, mentre con l'ingresso di Totti in campo la squadra si è risistemata e per una ventina di minuti ha dato la sensazione di poter impensierire l'Inter.

Finalmente a fine partita le dichiarazioni di Mourinho sono state da persona intelligente e non banale qual è, basta poco a non rendersi inviso, mi è risultato addirittura simpatico!

mourinho bacia la coppa

E ora sotto con gli altri due obiettivi......

I migliori: nell'Inter Milito ed Eto', nella Roma Riise e Taddei.

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Postato da gfloriano | Commenti (9)

Atalanta - Bologna 1 - 1

Domenica, 02 Maggio 10, 01:16 P.

Il grande pubblico, i mass media e l'attenzione di tutti è da sempre rivolta ai big match, quelli con in palio scudetti e champions, ma a tutte le latitudini esiste anche un altro calcio, che interessa milioni di sportivi, anche se rappresenta realtà più piccole e meno nobili, e si conquista le prime pagine dei giornali negli scontri diretti che il calendario regala a fine campionato.

Oggi Bergamo è teatro proprio di uno di quei match da ultima spiaggia, quelli pomposamente definiti 'senza domani', che fermano e raccolgono intorno alle squadre protagoniste intere città e regioni.

Di fronte Atalanta e Bologna, divise da 5 punti, con gli orobici chiamati alla partita dell'anno, una vittoria per continuare a sperare, per rimanere ancora in vita, anche se il calendario non promette poi incontri facili, per il felsinei invece meno pressione e anche la possibilità di sbagliare, senza per questo compromettere le possibilità di salvezza.

Mutti, che deve fare a meno degli squalificati Manfredini e Bianco e schiera l'ATALANTA con un 4-4-2 con: Consigli; Bellini, Capelli, Pellegrino, Peluso; Ferreira Pinto (38’ st Chevanton), Padoin, Guarente, Valdes (24’ st Doni); Amoruso, Tiribocchi (1’ st Radovanovic).

Colomba che deve rinunciare a Lanna squalificato e a Mudingayi infortunato, risponde schierando il BOLOGNA con un 5-3-2 con: Viviano; Raggi (25’ st Gimenez), Moras, Portanova (6’ st Adailton), Britos, Modesto; Buscè, Guana, Mutarelli (1’ st Casarini); Di Vaio, Zalayeta.


Il tifo orobico caldo ed appassionato spinge i propri beniamini che si installano decisamente nella metacampo ospite e sciorinano manovre rapide e piacevoli che mettono in grosse difficoltà un Bologna, troppo teso ed impacciato, incapace di proporre alcuna risposta offensiva.

La prima svolta del match è datata 15° minuto quando Portanova, in grave ritardo, abbatte in area Guarente, per Tagliavento non ci sono dubbi ed assegna il penalty, lo specialista Valdes spiazza Viviano ma tira troppo centralmente e debolmente permettendo al portiere di respingere con i piedi.

Il rigore fallito potrebbe abbattere chiunque, non è invece così per i nerazzurri che continuano imperterriti ad attaccare, senza mai rischiare nulla in difesa per la latitanza assoluta di ripartenze felsinee.

Al 23° ecco il secondo episodio chiave, dai 30 metri Guarente calcia una punizione violenta e precisa che sorprende nettamente Viviano, che si aspettava lo spiovente in area, e si infila sotto la traversa facendo esplodere l'Atleti azzurri d'Italia.

Il Bologna prova ad alzare i ritmi e a conquistare campo, ma non riesce proprio mai a rendersi pericoloso, di contro gli orobici non si limitano a controllare ma appena possono, con Tiribocchi ed Amoruso, tengono sempre sul chi vive la timorosa difesa rossoblu.

Il terzo episodio chiave data 43° quando Modesto batte un corner, a centro area Portanova viene strattonato e buttato a terra da Pellegrino, Tagliavento fischia il penalty ed ammonisce il difensore che si lascia scappare una parola di troppo beccandosi il rosso. Tra le proteste generali si intromette il segnalinee che segnala che la sfera, nella sua traiettoria, ha oltrepassato la linea di fondo, l'arbitro ritorna perciò sui suoi passi e ritira l'assegnazione del rigore ma non l'espulsione.

il rosso a pellegrino

In superiorità numerica, nella ripresa, il Bologna è quasi costretto ad uscire dal suo guscio e ad attaccare, lo fa però sempre lentamente e con poche idee e ben confuse, con l'aggravante di lasciare autentiche autostrade per le ripartenze nerazzurre che hanno il solo torto di mancare della necessaria incisività.

Colomba le tenta tutte, prima inserisce Casarin, poi Adailton, ma il cambio decisivo è proprio l'ultimo, quello di Gimenez, che con la sua vivacità e la sua velocità mette in crisi la stremata e statica difesa di casa, dopo un paio di opportunità sbagliate d'un soffio, quando mancano appena 10 minuti al termine, Gimenez, da dentro l'area, calcia cadendo, Consigli si oppone deviando in tuffo, ma la sfera finisce sui piedi di Peluso che, sorpreso ed impacciato, colpisce sciaguratamente infilando beffardamente la sfera nella propria porta, regalando un pareggio, quasi insperato, ai rossoblu.

La reazione dell'Atalanta è veemente, ma sfortunata, quando Amoruso colpisce di testa, su una punizione calciata da Guarente, con la sfera che si perde a lato d'un soffio.

Ma è proprio il Bologna a vedersi negata l'opportunità del gol-vittoria nel tempo di recupero quando la terna arbitrale ferma Di Vaio lanciato a rete da solo, dopo aver superato anche Consigli,  per un fuorigioco inesistente.

Il pareggio stride con l'impegno e la grande volontà profusa dall'Atalanta che ha disputato un grande incontro, regalando a tratti anche scampoli di bel gioco, avendo il solo torto di sprecare alcune ripartenze importanti, il resto, in chiave negativa, la hanno fatta l'inferiorità numerica e la sfortuna che hanno forse messo definitivamente fine ai sogni di salvezza.

festa rossoblu

Il Bologna, di contro, con il minimo sforzo e con una prestazione tutt'altro che convincente e propositiva, si porta a casa un punto che vale la salvezza senza aver fatto poi così tanto per meritarselo, ma così è il calcio, nel bene e nel male, un giorno ti dà, un altro ti prende, e il Bologna è passato oggi alla cassa a riscuotere qualche credito pregresso.

I migliori: nell'Atalanta Bellini e Amoruso, nel Bologna Gimenez e Buscè. 

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Postato da gfloriano | Commenti (2)