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Milan - Chievo Verona 1 - 0

Domenica, 14 Marzo 10, 03:03 P.

Settimana dalle emozioni forti e contrastanti, dopo la clamorosa debacle di Manchester di martedi, con conseguente esclusione dalla Champions League, è arrivata venerdì sera l'inattesa ed inopinata debacle dell'Inter a Catania con l'apertura di scenari inimmaginabili fino a 4 settimane fa.

L'attesa è grande da parte dell'ambiente rossonero ma , ahinoi, lo stadio presenta tanti, troppi, vuoti, Leonardo sceglie Beckham e gioca con solo Borriello davanti e sceglie un Milan con un 4-3-1-2: Abbiati; Abate (46' pt Oddo), Thiago Silva, Favalli, Zambrotta; Gattuso (12' st F.Inzaghi), Pirlo (34' st Seedorf), Ambrosini; Beckham, Borriello, Ronaldinho. A disp.: Dida, Kaladze, Jankulovski, Flamini.

Di Carlo propone il Chievo con un 4-4-2 con: Sorrentino; Sardo, Mandelli (35' st Morero), Yepes, Mantovani; Luciano, Rigoni, Marcolini (35' st Bentivoglio); Pinzi; De Paula (28' st Ariatti), Pellissier A disposizione: Squizzi, Morero, Jokic, Bogdani, Granoche.

La batosta  inglese sembra aver lasciato parecchie tossine nelle gambe e nella testa dei rossoneri che faticano a carburare e si fanno irretire dal pressing alto e soffocante dei clivensi,  già al primo Pellissier viene ingiustamente fermato in offside, con Abbiati che si supera deviando di piede.

La manovra del Milan stenta, Beckham e Pirlo faticano a creare palle gol, Ronaldinho vivacchia sulla fascia, spesso raddoppiato e triplicato, incapace di uscire dal pressing finisce per non incidere mai,  il povero Borriello, abbandonato a sè stesso, deve venire a recuperare palloni lontano dall'area, con la conseguenza che poi non c'è nessuno nel cuore della difesa gialloblu.

Il Milan si fa vedere dalle parti di Sorrentino soltanto attorno al 20° con un colpo di testa in tuffo di Borriello che obbliga l'estremo difensore clivense ad un autentico miracolo in tuffo.

Il finale di tempo è per il Milan difficilissimo, le distanze tra i reparti vengono meno, complice la serataccia di Ambrosini ed un irriconoscibile Gattuso, ed il Chievo mette in ambasce la difesa rossonera,  prima è Mantovani a volare su Abate, che cadendo si infortuna e deve abbandonare il campo per Oddo,  e a colpire di testa, ne viene fuori una palombella che supera Abbiati e viene respinta dalla traversa, poi  è Yepes a ribadire in rete una corta respinta di Abbiati su un tiro dal limite, ma il segnalinee sbandiera un off side che pare non esserci.

La ripresa è una partita completamente diversa, il Chievo lentamente rincula, il pressing si fa meno asfissiante e continuo, il Milan sfonda ripetutamente sulle fasce dove Ronaldinho diventa imprendibile ed inventa perlead ogni tocco, e Beckham corre come un ossesso scodellando cross su cross, grandinano le occasioni da rete.

Sembra fatta quando, dopo un paio di tiri di Borriello, contrati in extremis dai difensori, Dinho si sistema la sfera e da dentro l'area inventa un tiro a giro che supera Sorrentino ma si schianta sul palo interno.

Il Chievo non sta comunque a guardare e riparte ogni volta che se ne presenta l'occasione, Pellissier lanciato a rete da solo supera anche Abbiati ma conclude debolmente in mezza rovesciata permettendo a Thiago Silva di salvare sulla linea.

L'attacco del Milan diventa un vero assedio, ci provano a turno un po' tutti, ma la porta sembra stregata, prima è Inzaghi, ottimo il suo spezzone di partita, a presentarsi da solo in area, ma a a cadere sul più bello dopo aver superato Sorrentino in uscita, poi è Ronaldinho tutto solo a sparare malamente a lato da posizione ottimale, infine è Beckham, pescato da solo in area, da un assist al bacio di Dinho, a sprecare tutto con un tiro debole deviato da Sorrentino, dopo un magistrale controllo.

grande chance per becks

Entra pure Seedorf per un Pirlo non propriamente convincente, ma a 5 minuti dal termine si accascia Beckham, portato via in lacrime, per lui rottura del tendine d'achille e mondiali addio....

dramma beckham

La partita si decide al primo dei 6 minuti di recupero quando Seedorf conquista centralmente palla sulla tre quarti, avanza, si allarga e, appena entrato in area esplode un terridicante missile terra-aria che spegne la sua traiettoria sotto l'incrocio del paolo opposto a quello di tiro.

Esplode San Siro, salto sul divano io che urlo GOLLLLLLLLLLLLLLLLLLLLL in tutte le lingue e le tonalità in un urlo liberatorio e sofferto.

la gioia di seedorf

Il Chievo si riversa nella metacampo rossonera, l'ultima occasione è sui piedi di Ariatti che impegna a terra Abbiati.

Finisce con una clamorosa, difficoltosa e soffertissima vittoria contro un grande Chievo che si è battuto da leone non regalando nulla all'avversario ed uscendo da San Siro a testa altissima.

Il Milan vince ma non convince, psicologicamente il match era durissimo, la pressione altissima, ma alla fine da grande squadra i rossoneri sono riusciti ad acchiappare la vittoria con i denti e con le unghie, con una squadra che sta perdendo, un pezzo dopo l'altro, le sue pedine più importanti,  le prospettive non sembrano più così rosee, anche perchè le seconde linee non sono così competitive.

dinho e seedorf

Comunque stasera il Milan è a un punto dall'Inter......

I migliori: nel Milan Seedorf e Ronaldinho, nel Chievo Marcolini e Luciano.

Ma giungono ora notizie da Appiano Gentile, è stato fatto a Sky un ordine cospicuo di televisori lcd full HD a condizioni privilegiate, quelli in dotazione alla struttura sono tutti volati fuori dalle finestre delle camere, fracassandosi.... 

gioia milan

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Postato da gfloriano | Commenti (44)

Bologna - Sampdoria 1 - 1

Domenica, 14 Marzo 10, 10:48 M.

Dopo la festa alla Virgin di sabato sera la sveglia di questa mattina è tutt'altro che antelucana, dalle fessure delle persiane penetrano soffici raggi di luce e quando spalanco le finestre un bel sole, finalmente primaverile, invade le stanze e porta un po' di calore.

Fatta colazione al bar e piazzate le solite scommesse, puntualmente perdenti, aspetto Fabio che sostituisce Luca, di turno in ospedale, alla mezza  partiamo alla volta del Dallara, con sosta rituale alla Langusta, io vado di polpo con patate e porri e di gnocchi ai frutti di mare, Fabio, bontà sua, di insalata di mare e grigliata mista.

Dopo il freddo e la neve della settimana passata, la giornata è finalmente calda ed un sole luminoso ci accoglie in un Dallara che, a parte un ridotto numero, di comunque caldi ed appassionati fans doriani, è tutto rossoblu, splendida e suggestiva è infatti la coreografia che accoglie l'ingresso in campo delle squadre.

la bulgarelli splendida

Le due squadre in grande salute, pienamente in linea per il raggiungimento dei rispettivi obiettivi stagionali, promettono un match a viso aperto.

Colomba schiera il BOLOGNA con un 4-4-1-1 con: Viviano; Raggi, Portanova, Britos, Lanna; Buscè, Guana, Mudingayi, Modesto (27’ st Casarini); Adailton (38’ st Gimenez); Zalayeta (33’ st Succi).

Del Neri risponde proponendo la SAMPDORIA con un 4-4-2 con: Storari; Zauri, Lucchini, Gastaldello, Ziegler; Semioli (31’ st Padalino), Palombo, Poli, Guberti (1’ st Mannini); Pozzi (27’ pt Cassano A.), Pazzini.

La Sampdoria parte bene e costruisce nei primi minuti una bella occasione con Pazzini, pescato in ottima posizione in area, che strozza però il tiro facilitando la liberazione rossoblu, il Bologna sale progressivamente di tono ed inizia a produrre interessanti trame di gioco, ben orchestrato da Guana che lancia a turno sulle fasce Modesto e Buscè, mentre le due punte conquistano abilmente la profondità mettendo in seria difficoltà la retroguardia doriana.

Il Bologna manca però nella cattiveria sottoporta e così è Zalayeta, per ben due volte a colpire i legni, prima la traversa, poi il palo, ma sempre fermato dalla bandierina del segnalinee per off sides millimetrici.

La Sampdoria perde presto Pozzi, sostituito dal rientrante Cassano, che inizialmente fatica ad entrare nel match con il conseguente inaridimento della manovra offensiva ospite.

Nel finale di tempo l'occasione più bella capita al Bologna sui piedi di Adailton, che, splendidamente imbeccato da Buscè dalla linea laterale, sotto misura, non centra incrediblimente lo specchio della porta.

La ripresa si apre come era finita la prima frazione di gioco con il Bologna che ci prova e la Sampdoria che resta sulle sue, molto guardinga, e neppure troppo interessata a proporsi in fase offensiva.

Al 52° splendida azione in velocità dei rossoblu con Buscè che fugge sulla fascia e, dal fondo, centra per l'accorrente Adailton che, incredibilmente a due passi da Storari, riesce a deviare con il corpo oltre la traversa.

una fase del gioco

La partita, forse per effetto del primo caldo primaverile, scende improvvisamente di tono, le squadre sembrano quasi paghe del pareggio, la manovra degli emiliani perde di fantasia e di intensità, le due punte lentamente escono dal match e la noia piomba sovrana sul Dallara.

Quando tutti ormai non aspettano altro che il fischio finale, all'85°, nell'unica sortita offensiva della Sampdoria di tutto il secondo tempo, Mannini, dal fondo, mette un cross radente che supera Viviano e che viene alzato, sulla linea di porta, da Lanna oltre la trasversale.

Cassano batte rapidamente per Mannini che, trovata la linea di fondo, scodella al centro dove Gastaldello, lasciato incredibilmente solo a centro area, non ha problemi a ribadire in rete in spaccata, 1 a 0 all'86°.

festa doriana

Una mazzata per l'intero stadio e per i giocatori rossoblu che si sentono quasi scippati, veemente la reazione emiliana che si concretizza in un paio di mischie nell'area ligure, sbrogliare in extremis dai difensori, ma proprio al 90°, un traversone dalla fascia sinistra di Lanna viene mancato da innumerevoli teste e piedi  e giunge all'altezza del secondo palo dove l'ex di turno, Raggi, indisturbato, non ha problemi a controllare e battere da due passi Storari con un tiro secco che si infila tra palo e portiere e gonfia la rete facendo esplodere d'entusiasmo il Dallara.

la gioia del tifo rossoblu

Finisce così con un pareggio giusto per quanto si è visto in campo con due squadre che si sono affrontate a viso aperto nel primo tempo e che invece hanno tirato i remi in barca, complice  un generale calo fisico, nella ripresa, ma che proprio nel momento più statico e noioso del match hanno saputo regalare 5 minuti di adrenalina pura ai 20.000 presenti.

I migliori: nel Bologna Buscè e Portanova, nella Sampdoria Palombo e Gastaldello. 

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Postato da gfloriano | Commenti (1)

Manchester United - Milan 4 - 0

Mercoledì, 10 Marzo 10, 02:14 P.

L'attesa per il ritorno degli ottavi di finale di Champions League all'Old Trafford è stata lunghissima, le dichiarazioni e i proponimenti della vigilia ultra-ottimistici, ma poi purtroppo è arrivata l'ora che tutto chiarisce e tutto definisce: quella in cui il campo è sommo giudice, senza appello, dei destini di squadre e giocatori.

All'annunciata assenza di Pato si sono aggiunte, nelle ore dell'immediata vigilia, quelle, inattese e, alla prova dei fatti, fondamentali, di Nesta ed Antonini, ogni milanista con un minimo di discernimento ha intuito immediatamente che non ci sarebbe stata trippa per gatti, e così è stato, anzi si è andati ben al di là di ogni più pessimistica previsione.

E' arrivato così un 4 a 0 umiliante che ha bocciato senza attenuanti un Milan inguardabile, uccidendo le timide speranze dei fans rossoneri e ponendo fine ad ogni velleità europea e ha suggerito il solito interrogativo su quanto valga davvero questa squadra, così bella spesso, così disarmante talora?

Fin qui il campionato e la Champions hanno restituito l'immagine di un Milan dalla doppia personalità, in più occasioni bello, spettacolare e capace di offrire momenti di grande calcio, divertendo divertendosi, ma in altre occasioni, e, purtoppo, sempre, nei match clou della stagione, timido, impacciato e privo di nerbo, come testimoniano le due nette sconfitte con l'Inter e le due più 'recenti' con il Manchester United, il che sembrerebbe testimoniare di un'incapacità nella gestione tecnica ed emotiva della pressione scaturente dalle partite da vincere assolutamente.....

Una batosta come quella di Manchester lascerà strascichi nel proseguio della stagione? è questo l'interrogativo che tormenta i tifosi rossoneri, in campionato l'Inter è sì ancora relativamente vicina, ma, tremendamente lontana, sotto tanti aspetti, e questo Milan, così fragile nei momenti che contano, non dà garanzie di successo.

Il match dell'Old Trafford è durato 12 minuti, tanti ne sono bastati a Rooney per battere di testa Abbiati, anticipando la improvvisata difesa centrale rossonera, dopo che Ronaldinho e Huntelaar avevano fallito due clamorose chances.

Poi, come al solito la squadra, ha iniziato ad uscire inesorabilmente dal match e a non crederci più e, nella ripresa, ha iniziato a grandinare con il secondo gol di Rooney al primo minuto e le reti di Park (?!) e Fletcher a chiudere la incredibile quaterna, in mezzo alcune importanti palle gol sprecate o sventate da Van der Saar, a sottolineare che proprio non era serata.

Dunque, per quest'anno, addio Champions, il 'povero' Milan di questi tempi esce a braccetto con il ricchissimo Real Madrid, estromesso a sorpresa dal Lione, ma non è che la cosa consoli più di tanto, mentre prosegue sicuro la sua corsa il Manchester, per adesso verso la finale di Madrid, in futuro chissà, magari verso l'estromissione dalle coppe, in considerazione dei suoi 600 milioni di debiti, che forse anche per loro stiano finendo i tempi delle vacche grasse?....

Comunque oggi, come ieri, e, come domani, FORZA MILAN  sempre!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!  

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Postato da gfloriano | Commenti (14)

Bologna - Napoli 2 - 1

Domenica, 07 Marzo 10, 09:34 M.

La sveglia, come al solito, la domenica mattina è staccata e sono le 11 quando mi affaccio al balcone e, con un po' di disappunto, vedo il cielo cupo e la pioggia scendere copiosa. Lentamente, e senza sprint, decido di sfidare la pioggia e andare a fare colazione al bar sotto casa, neppure il tempo di finire il mio  cappuccino bollente che il Doc, in anticipo sui tempi mi telefona lamentandosi che è già sotto casa ad aspettarmi sotto la pioggia.

Quattro chiacchiere in libertà e, dopo aver piazzato qualche scommessa, naturalmente perdente, prendiamo la direzione dello stadio, un giro nei dintorni basta a capire che è meglio lasciare la macchina nel parcheggio sotto piazzale della pace, ci avviamo dunque verso la Langusta, incontriamo per strada solo tifosi azzurri, accidenti quanti sono e tutti residenti in regione visto il solito divieto di trasferta dell'Osservatorio nazionale!

Stavolta niente fila al ristorante, basta arrivare dopo l'una, e pure dentro sono quasi tutti fans napoletani, compreso un cospicuo gruppo di ufficiali e sottufficiali della marina, mangiamo risotto alla pescatora e spiedini e fritto di gamberi e calamari, naturalmente ottimi.

Entriamo allo stadio giusto 10 minuti prima del fischio d'inizio, ci facciamo un caffè borghetti bollente per immagazzinare le ultime calorie per affrontare il freddo, ha per fortuna smesso di piovere, ma la temperatura è ferma sui 3 gradi.

Lo stadio non è pieno, complice il maltempo ed il divieto per gli ospiti, ma il colpo d'occhio è all'altezza con più di 5.000 fans partenopei.

la curva bulgarelli

Colomba, non ha tanti dubbi, la sua squadra vola e, fatti i conti con le assenze, sceglie un Bologna con il 4-4-1-1 con: Viviano, Raggi, Portanova, Britos, Lanna, Buscè, Guana, Mudingayi, Modesto (al 41' st. Mingazzini), Adailton (al 20' st. Gimenez), Zalayeta (al 32' st. Succi). A disp. Colombo, Moras, Zenoni, Cesarini.

Mazzarri, che nelle ultime settimane ha visto la sua macchina, quasi perfetta, incepparsi più volte e mancare l'appuntamento con la vittoria da ormai troppo tempo, risponde affidandosi ad un Napoli con il 3-4-2-1con: De Santics, Campagnaro, Cannavaro, Rinaudo (al 15' st. Dossena), Maggio, Gargano, Pazienza (al 4' st. Denis), Aronica, Lavezzi, Hamsik (al 33' st. Cigarini), Quagliarella. A disp. Gianello, Zuniga, Cigarini, Bogliacino, Hoffer.

Durano poco le fasi di studio, visto che i fuochi d'artificio sono concentrati nel primo quarto d'ora, già al 7° Buscè, conquistata palla sulla trequarti, si accentra ed esplode un gran tiro dai 20 metri su cui, a centro area, si avventa Zalayeta che ci mette la scarpa e batte imparabilmente De Sanctis per l'1 a 0 Bologna.

la festa per il primo gol

Il Napoli accusa il colpo e si riversa subito nella metacampo rossoblu, ci prova con un tiro da fuori  Gargano che trova la deviazione di un difensore in corner, ma al 12° il Bologna conquista una punizione vicino alla linea laterale, ad oltre 30 metri dalla porta, si incarica della battuta Adailton che indovina una traiettoria malandrina con la sfera, mancata da difensori ed attaccanti, che appena toccato terra a centro area, schizza velocissima verso l'angolo alto alla destra di un sorpreso De Sanctis regalando il secondo gol ai padroni di casa.

secondo gol

Nel tripudio del Dallara rossoblu, il Napoli, come un toro infuriato, si riversa nella metacampo rossoblu e un tiro sbagliato di Pazienza dal limite dell'area, si trasforma in un lancio per Lavezzi, che conquistata la linea di fondo, scodella un preciso cross verso il secondo palo dove Rinaudo è abilissimimo a colpire di testa e battere Viviano, per il 2 a 1 al 14°.

la gioia dei fans azzurri

La partita è davvero bella e vibrante, il Napoli prova a fare la partita affidandosi all'abile regia di Pazienza ed alla fantasia di Lavezzi, Quagliarella si batte quasi da solo con la munitissima ed attenta difesa di casa, Hamsik si vede invece pochissimo, va a taccuino solo  per un tiro dal limite controllato a terra senza fatica da Viviano.

Il Bologna controlla bene e riparte sempre con grande pericolosità con un centrocampo vivo grazie all'ottimo Buscè e al monumentale Mudingayi, mentre ben si muove la coppia Zalayeta e Adailton, con il brasiliano che sembra rinato, in rete per la nona volta in stagione, suo record da quando è in Italia, e che sfiora ancora il gol sul finale di tempo con un gran tiro da fuori che De sanctis, sul primo palo, devia in corner.

La ripresa si apre con un colpo di testa di Portanova, fuori d'un soffio, e con un gran tiro di Gargano dal limite che Viviano riesce a deviare in corner.

La partita è bellissima con frequenti capovolgimenti di fronte ed occasioni da una parte e dall'altra, peccato che l'arbitro Romeo assurga a protagonista fischiando a senso unico, pro-Napoli.

Ancora Portanova, sugli sviluppi di un corner, colpisce di testa a colpo sicuro, trovando però un difensore che sulla linea riesce a salvare, entra tra gli altri Gimenez che, con le sue giocate fantasiose, fa letteralmente impazzire i difensori partenopei ed esaltare i tifosi di casa.

Vicinissimo al gol il Napoli prima con una punizione dal limite di Quagliarella deviata d'istinto in corner da Viviano e poi con Denis che, sotto misura, manca la deviazione a colpo sicuro da due passi, subito imitato dall'altra parte da Succi, insufficiente il suo scorcio di match, che da 5 metri riesce a trovare la deviazione di un difensore sulla linea e quindi in corner.

Perdo il controllo e inizio a sacramentare anche io contro l'arbitro, quando fischia fallo a Gimenez che ruba regolarmente palla al limite dell'area ad un difensore e si presenta solo davanti al portiere.

Il finale è con il cuore in gola, con il Napoli che butta una miriade di palloni in area cercando di creare caos e mischie da cui far scaturire una deviazione vincente ed il Bologna abile a ripartire sempre, ma, ahimè, impreciso nell'ultimo passaggio, ci prova di testa anche Britos, con la sfera che si perde di un soffio a lato, poi, finalmente, arriva il triplice fischio, dopo 4 minuti di recupero che, nel tripudio del Dallara rossoblu, sancisce l'ennesima vittoria del Bologna che raggiunge 34 punti, 11 in più della terz'ultima.

Erano anni che non mi divertivo così a vedere una partita del Bologna, tra trepidazione ed attesa, timore ed esaltazione, questo è il calcio che piace e che diverte davvero, non c'è bisogno di invidiare la Premier League, anche in Italia se si vuole, si hanno giocatori, tecnici e tecnica per divertire il pubblico e regalare emozioni forti.

Onore al Bologna e complimenti a Colomba, che, e faccio mea culpa perchè ero tra gli scettici quando arrivò per sostituire Papadopulo, ha dato dignità a questa squadra trasformandola da compagine timorosa, insicura e tutubante, in un team coeso, conscio dei propri mezzi e vincente.

Il Napoli gioca bene ma oggi non è bastato, uomini e schemi ci sono, manca forse un po' di convinzione e cattiveria, la Champions non è comunque ancora così lontana, una sconfitta, certo giusta,  non può certo cancellare mesi di successi e grandi prestazioni.

I migliori: nel Bologna Raggi e Adailton, nel Napoli Pazienza e Maggio.     

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Postato da gfloriano | Commenti (0)

Roma - Milan 0 - 0

Sabato, 06 Marzo 10, 03:31 P.

Oltre 72.000 spettatori e più di due milioni di incasso all'Olimpico per il match verità che deve eleggere il contender all'Inter.

La grande attesa per la partita tra due delle squadre che in Italia esprimono il gioco migliore richiama il pienone dei tempi belli, il giorno del terzo scudetto romanista, regalando il grande calore che fa da suggestiva cornice  alla sfida.

Ranieri sceglie una ROMA con il 4-2-3-1 schierando: Julio Sergio; Cassetti, Burdisso, Juan, Riise; De Rossi, Pizarro; Taddei, Perrotta, Baptista (13’ s.t. Toni); Vucinic. (Doni, Mexes, Motta, Brighi, Cerci, Menez).

Risponde Leonardo proponendo un MILAN con l'usuale 4-3-3con: Abbiati; Bonera, Nesta, Thiago Silva, Antonini (dal 26’ s.t. Abate); Flamini (27’ s.t. Beckham), Pirlo, Ambrosini; Huntelaar, Borriello (dal 34’ s.t. Inzaghi), Ronaldinho. (Dida, Zambrotta, Jankulovski, Favalli).

L'inizio è tutto giallorosso, il Milan è sfilacciato e guardingo, ne approfitta la Roma che si riversa nella metacampo rossonera e sfiora il gol al 3° con una splendida iniziativa personale di De Rossi che penetra in area e tira appena a lato, e al 7° con Baptista che dal limite dell'area costringe Abbiati ad una difficile deviazione oltre la traversa.

E qui finisce la Roma e sale in cattedra un Milan sontuoso che delizia la platea con giocate spettacolari, utilizzando magistralmente le fasce, la destra dove imperversano i positivi Bonera e Flamini, meglio della sinistra dove comunque Antonini e Ronaldinho non fanno mancare il loro apporto alla manovra d'attacco.

gabbia su dinho

Il Milan gioca bene, la Roma si rintana tutta dietro e non riesce più a fare possesso palla e mai più riesce a farsi viva dalle parti di Abbiati, i rossoneri a fronte della gran mole di gioco prodotto, nonostante l'ottimo lavoro dei due attaccanti, non riescono a impensierire più di tanto Julio Sergio, vanno a taccuino, attorno alla mezz'ora, un tiro maldestro di Borriello, solo in area, finito a lato e un colpo di testa di Burdisso su un violentissimo cross dal fondo di Flamini, che mette i brividi al guardiano giallorosso.

La ripresa prosegue sulla stessa falsariga con la Roma tutta a difesa della propria porta ed il Milan a cercare di scardinare il bunker con le incursioni sulle fasce, spesso vanificate da pessimi cross, e le percussioni centrali ispirate dal solito spettacoloso Ronaldinho.

E' sempre il Milan a farsi pericoloso prima con una conclusione a lato da ottima posizione di Flamini, poi con un'occasionissima di Borriello, lanciato a rete da solo, abile a liberarsi di Juan, ma non letale nella conclusione, vanificata da un mezzo miracolo di Julio Sergio.

Anche i cambi non producono sostanziali cambiamenti sull'inerzia del match, l'apporto di Toni tuttavia permette ai giallorossi di  allentare la pressione

toni e thiago silva

e, addirittura, di sfiorare il vantaggio con un colpo di testa di Vucinic fuori di un soffio.

Il Milan non demorde e sfiora ancora il vantaggio prima con un colpo di testa di Ronaldinho appena fuori con Julio Sergio immobile

colpo di testa fuori

e, all'ultimo minuto, con Huntelaar che di testa da due passi devia sopra la traversa, a causa forse della scarpata in faccia presa da Burdisso.

la rabbia per il gol mangiato

Nell'ultimo minuto di recupero è la Roma a sfiorare il vantaggio con una bordata di Riise dai 30 metri spedita oltre la traversa da un attentissimo Abbiati e, sugli sviluppi del corner, con un colpo di testa di Juan in mischia, appena sopre la trasversale.

Finisce con l'unico risultato che entrambe non avrebbero firmato alla vigilia, un pari che allontana le due compagini dalla vetta e spiana la strade del titolo all'inter.

Il Match, nonostante lo zero a zero è stato bello ed appassionante, in verità per merito del Milan, che ha sciorinato una prestazione superlativa, ma che ha avuto l'unico torto di non buttarla dentro, che è poi quello che conta davvero nel calcio.

Ottima la scelta di Leonardo  di far giocare Huntelaar e Borriello insieme, i due si sono mossi bene e hanno tenuto costantemente in apprensione la retrogurdia romanista, una spanna sugli altri questa sera è stato Pirlo, autentico dominatore del centrocampo e mattatore sul proscenio dell'olimpico.

La Roma strappa un pari giusto per il numero di occasioni create, quattro o cinque a testa, ma che perde nettissimamente il confronto del gioco, dove è stata decisamente surclassata.

Speriamo che la prestazione sia un buon viatico per la trasferta di Manchester e che i gol non arrivati stasera arrivino copiosi all'Old Trafford.

I migliori: nella Roma De Rossi e Juan, nel Milan Pirlo e Thiago Silva.

beckham, de rossi e juan 

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Milan - Atalanta 3 - 1

Domenica, 28 Febbraio 10, 11:48 M.

Dopo i due successi esterni, autoritario quello di Bari, tra le polemiche viola quello di Firenze, il Milan, tornato in scia alla capolista Inter affronta un Atalanta in profonda crisi di risultati, ma decisa a vendere cara la pelle.

In una giornata di blocco del traffico, non sono comunque tantissimi i tifosi accorsi allo stadio a sfidare freddo e pioggia guardando i rossoneri e con l'occhio al tabellone per le notizie da Udine.

Leonardo sceglie un MILAN con il classico 4-3-3 con: Abbiati; Bonera, Nesta, Thiago Silva, Jankulovski; Beckham, Pirlo, Ambrosini (dal 21' st Gattuso); Pato (dal 34' st Abate), Borriello (dal 29' st Huntelaar), Ronaldinho. (Dida, Abate, Favalli, Inzaghi, Mancini).

Mutti risponde schierando l'ATALANTA con un 4-4-1-1 con: Consigli; Garics, Bianco, Manfredini, Bellini; Ferreira Pinto (dal 42' pt Ceravolo), De Ascentis (dal 21' st Volpi), Padoin, Valdes; Doni; Tiribocchi (dal 31' st Chevanton). (Coppola, Capelli, Peluso, Caserta).

Il Milan, distratto dalle notizie che giungono da Udine, illusorio vantaggio di Pepe, ribaltato immediatamente da Balotelli e Maicon, si lascia irretire dalla ragnatela nerazzurra e gioca a ritmi da bar contro bar, senza guizzi, quasi svogliato, offrendosi anzi a qualche bella ripartenza bergamasca, è bravissimo Nesta a salvare su Tiribocchi ben servito in area.

Bisogna aspettare oltre venti minuti per la prima occasione rossoneram merito di Ronaldinho ch,e sotto porta, si esibisce in una bella rovesciata sventata da una respinta d'istinto di Consigli, al 25° è invece clamoroso l'errore di Borriello che, lanciato a rete da solo, conclude malamente spedendo la sfera a lato.

Il gol è però maturo e arriva puntualmente alla mezzora a coronamento di una splendida ripartenza, Beckham serve Ronaldinho sulla fascia con una sventagliata di 40 metri, il gaucho controlla di petto e si accentra, si ferma un attimo e, sulla sovrapposizione di Ambrosini, lo libera con un pregevole colpo di tacco, il biondo pesarese arriva in area e serve con un cross, leggermente corretto dalla schiena di un difensore, pato solo all'altezza del secondo palo, il papero si coordina e colpisce di mezza volèe dall'alto in basso schiacciando la sfera al suolo, che scivola verso l'interno del palo e finisce alfine per gonfiare la rete.

lo splendido gol di pato

L'Atalanta subisce il colpo e non reagisce come si potrebbe pensare, ne approfitta il Milan che per un quarto d'ora diverte divertendosi ed arriva al raddoppio con l'eenesima invenzione di Ronaldinho che pesca Pato solo in area, l'attaccante supera Consigli in uscita, Manfredini in recupero gli spara addosso la sfera che si impenna e finisce ancora in gol.

La ripresa comincia a ritmi bassi con i rossoneri che cercano ormai solo di controllare il match senza disdegnare comunque qualche buona iniziativa.

L'Atalanta, quasi casualmente, rientra però in partita al 55° quando Valdes partye palla al piede, supera un paio di avversari, vince un contrasto con Bonera e, appena entrato in area, batte Abbiati con un bellissimo tiro a giro che si infila nei pressi del palo più lontano.

Il Milan si spaventa ed innesta nuovamente le marce alte, al 61° Bonera penetra in area e, affrontato da Manfredini e Bellini, vola a terra, Banti non ha esitazioni ed indica il dischetto.

Si incarica della trasformazione Ronaldinho, ma il suo tiro alla sinistra di Consiglio è centrale e fiacco, il portiere respinge ma il più veloce ad avventarsi sulla sfera è Borriello che insacca portando il Milan sul 3 a 1.

la gioia di borriello

La partita fin isce praticamente qui, la girandola di cambi non porta niente di interessante, c'è tempo solo per Abbiati per un paio di belle deviazioni su tiri da lontano di Doni e Bellini.

L'unica nota dolente è l'infortunio muscolare toccato a Pato nel finale di partita, lanciato in contropiede si è accasciato al suolo, purtroppo Roma e Manchester sembrano perdute....

pato ko

Il Milan mantiene la scia dell'Inter, vittoriosa ad Udine, e allunga sulla Roma, clamorosamente fermata a Napoli negli ultimi minuti, dopo il doppio vantaggio, in una partita interlocutoria, il classico compitino da svolgere, perchè lo propone il calendario, ma che non dà stimoli e non accende entusiasmi.

L'Atalanta fa la sua onesta figura, controlla bene nella prima parte ma poi è incapace di alzare i ritmi e mettere in ansia i rossoneri puntando sulla fisicità, la lotta per la salvezza rimane aperta, ma non sarà una passeggiata di salute.

I migliori: nel Milan Pato e Nesta, nell'Atalanta Valdes e Bellini.    

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Six Nations: Italia - Scozia 16 - 12

Sabato, 27 Febbraio 10, 09:59 M.

Al Flaminio è il giorno di Italia - Scozia, lo scontro, ormai classico, tra le due compagini che negli ultimi anni si sono spesso scambiate il cucchiaio di legno.

Entrambe sono reduci da due sconfitte nelle prime due uscite, pur se ottenute con prestazioni diverse, e oggi sono chiamate ad una vittoria che sollevi morale e che dia nuovo vigore all'intero movimento.

La giornata regala un anticipo di primavera, con un bel sole luminoso e caldo, lo stadio è un vero catino, ribollente di entusiasmo, tutto esaurito da settimane, con tanto colore, e tantissimo calore, l'entusiasmo è grande, sarebbe delittuoso non premiarlo con un successo.

Si parte subito con decisione, con la Scozia che cerca di giocare alla mano, secondo il credo imposto dal nuovo coach Robinson, gli azzurri accettano la sfida a viso aperto e, all'11°, un fallo in una ruck ai danni di Castrogiovanni, regala a Mirco Bergamasco la prima occasione di centrare i pali, il biondo non si lascia emozionare e realizza per l'entusiasmo dei 40.000.

La Scozia attacca a testa bassa, con troppa frenesia, e commette errori banali, l'Italia è attenta e molto più concreta, nelle prime fasi è stranamente anche disciplinatissima, e, al 15°, sugli sviluppi di una touche vinta, Geldenhuys tenta uno sfondamento centrale, arrestato fallosamente in un raggruppamento proprio sotto i pali, calcio da posizione facilissima che Bergamasco non sbaglia per il 6 a 0 Italia.

mirco esulta

Passata la buriana la Scozia si assesta meglio in campo e cambia strategia, inizia a sporcare tutte le touches a lancio italiano e a conquistarne alcune, sicchè la marea blu inizia a salire e ad affacciarsi con continuità e pericolosità nei nostri 22, al 20°, proprio da una touche rubata ai 5 metri, un fallo azzurro di Ghiraldini regala un calcio agli scozzesi che Parks trasforma accorciando le distanze.

Gli azzurri si scompongono e faticano a creare azioni pericolose, il gioco al piede funziona poco, la touche inizia a balbettare, la mischia fatica a reggere, gli ospiti ne approfittano e cominciano ad alternare gioco alla mano e gioco al piede, fatto con chirurgica precisione, l'ovale cambia spesso padrone per errori di handling e, al 32°, su un tenuto a terra, Parks ha l'opportunità di calciare e trovare i pali per il pareggio.

L'Italia trema e si salva per un avanti millimetrico su uno sfondamento di Cussiter, la difesa ai 5 metri è dura ma fallosa, l'arbitro assegna un piazzato che però Parks fallisce da posizione non impossibile.

La ripresa si apre con una bella incursione di Mirco Bergamasco, stoppata proprio ai 5 metri, ma gli azzurri non demordono ed ottengono una nuova punizione per un fuorigioco scozzese, Mirco trasforma ancora al 42° e riporta avanti l'Italia.

La Scozia, rabbiosa e furente, attacca da tutte le posizioni alla mano e ricaccia indietro gli azzurri con pedate precisissime di Parks, la difesa azzurra sulla linea di meta è eroica, ma, dopo vari tentativi, alla fine Parks centra un drop proprio sotto i pali al 52° per il nuovo pareggio sul 9 a 9.

Gli azzurri, stanchissimi, ora possono solo difendere, riuscendo ancora a salvarsi sulla linea di meta, che il TMO non assegna, perchè lo scozzese è tenuto alto e non riesce a schiacciare oltre la linea.

Gli azzurri si scuotono e disegnano una bella incursione, vanificata da un avanti di Garcia, ma la Scozia non cede di un millimetro e al 65°, per un discutibile mani in ruck dell'ottimo Gower, Parks può calciare in mezzo ai pali portando, per la prima volta i suoi in vantaggio.

L'Italia non ci sta e, sospinta dal supporto del Flaminio, si riversa finalmente in massa e con determinazione nella metacampo ospite e, in terza fase, l'ovale arriva a Masi che sfonda e lascia l'ovale a Canale che trova un buco e vi si butta guadagnando metri preziosi nel cuore dei 22 avversari, placcato, con un preciso offload, serve Canavosio che raccoglie e s'invola verso la linea fatale volando in mezzo ai pali: meta! E siamo 14-12. Mirco trasforma: 16-12 a 10 minuti dalla fine.

canavosio in mezzo ai pali

La Scozia, imbufalita, attacca disperatamente da ogni posizione, ma gli azzurri si difendono ancora da eroi sulla linea di meta, si immolano mettendo la faccia e le mani ovunque, il TMO dice no ad un nuovo tentativo scozzese, fermato a 20 cm dalla riga fatale.

Da brivido la successiva mischia ai 5 metri, con il Flaminio vero sedicesimo uomo in campo, che è miracolosamente salvata da Masi che scippa palla ai blu, e passa per la liberazione a Canavosio, il cui calcio è rimpallato, Gower raccoglie in area di meta e serve McLean che evita la caccia degli scozzesi e, con una gran pedata, libera in touche a metacampo.

Il finale è da cardiopalma, l'Italia riesce a tenere l'ovale in avanzamento con una serie di pick and roll per quasi 4 minuti, poi l'arbitro fischia fallo quando mancano appena 30 secondi dalla fine. La Scozia tenta disperatamente di avanzare, gli azzurri placcano tutti, dapertutto, Mauro Bergamasco conquista l'ovale e tenta di calciarlo fuori, ma non ci riesce, gli Scozzesi ripartono ma gli azzurri ed il Flaminio li bloccano al suolo fino ad un tenuto che ci regala ovale e vittoria.

Posso solo dire: Grazie ragazzi, era ora!

Vinciamo con il cuore, l'orgoglio, la volontà, certo la Scozia gioca magari un rugby più ortodosso e migliore, ma chissenefrega, oggi contava solo la vittoria, e quella è arrisa a noi....

Negli altri due match, partite emozionanti e bellissime, la Francia espugna il millennium di Cardiff per 26-20 ( primo tempo 20 a 0) con due mete in intercetto ed i rossi a sprecare nel secondo tempo l'occasione per impattare, le Bleues sempre più lanciati verso il titolo e il grande slam.

A Twickenham, sotto una pioggia battente, partita tiratissima e combattuta con l'Irlanda capace di vincere 20 a 16 ( primo tempo 8 a 6) che dà ottima impressione con una touche imbattibile ed una difesa arrembante da paura, eroe del match Tommy Bo autore della primea e della terza, decisiva meta verde a 7 minuti dal termine, dopo che un drop di Wilkinson, autore di 4 errori dalla piazzola, aveva portato avanti per la prima volta i bianchi, che vedono scendere le loro chances di vittoria finale. 

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Fiorentina - Milan 1 - 2

Mercoledì, 24 Febbraio 10, 01:58 P.

Dopo tante polemiche, liti ed accuse, a distanza di due mesi si gioca, al Franchi di Firenze, Fiorentina  - Milan, recupero della XVII giornata, rinviata per neve a dicembre.

Le due squadre sono reduci da un identico percorso, sconfitte con l'amaro in bocca in Champions League e vittoriose nell'ultima giornata di campionato, ma, mai come questa sera, i tre punti sono pesantissimi in funzione dei rispettivi obiettivi.

Prandelli schiera la FIORENTINA con un 4-2-3-1 con: Frey; De Silvestri, Natali (1' st Gobbi), Kroldrup, Felipe; Donadel, Montolivo; Marchionni, Jovetic (14' st Zanetti), Vargas; Gilardino (16' st Keirrison). (Avramov, Comotto, Bolatti, Ljajic).

Leonardo ripropone la medesima squadra uscita vittoriosa da Bari e schiera il MILAN con un 4-3-3 con: Abbiati; Abate, Nesta, Thiago Silva, Bonera (19' st Jankulovski); Gattuso (31' st Huntelaar), Pirlo, Ambrosini (32' pt Flamini); Pato, Borriello, Ronaldinho. (Dida, Favalli, Beckham, Inzaghi).

La partenza è di quelle che lasciano il segno, al 1° affondo di Borriello che conquista un corner, batte Ronaldinho, respinge proprio sulla riga di porta Donadel, la sfera arriva a Pirlo che tira a colpo sicuro, ancora sulla linea respinge Montolivo.

La risposta viola arriva al 5°, ancora su un corner, con Gilardino che di testa impegna Abbiati, i rossoneri si bloccano lì, complice forse l'infortunio che menoma da subito Ambrosini, i viola salgono di tono e martellano l'area rossonera, complice un pressing alto a tutto campo che soffoca le iniziative ospiti tagliando le fonti di rifornimento alle punte milaniste, Ronaldinho e Pirlo sono cancellati dal campo da una marcatura asfissiante e soffocante.

dinho in azione

Al 14° una sbavatura in copertura, l'unica di Abate, permette a Vargas di penetrare profondamente in area, pronto il passaggio smarcante per Jovetic che tira in modo fiacco , ma comunque vincente, tuttavia, da uomo che vive di gol, Gilardino, solo sul secondo palo, quasi si avvita e sospinge in rete per il vantaggio della Fiorentina.

la gioia di gila

Il Milan accusa il colpo e si eclissa completamente dalla partita, non basta l'ingresso in campo di un positivo Flamini a rivitalizzare i rossoneri brutti come non mai.

La Fiorentina ne approfitta cercando il gol del raddoppio che sfiora a metà tempo quando una bella incursione di De Silvestri in area è conclusa da un assist per l'accorrente Gilardino che vede il suo tiro a colpo sicuro respinto miracolosamente da Nesta.

L'ultimo squillo del primo tempo è comunque rossonero con Flamini che dal limite dell'area esplode un gran tiro che supera Frey ma finisce una spanna a lato del palo.

Quello che torna dagli spogliatoi è un Milan diverso, i viola, che hanno speso tantissimo, calano il ritmo e faticano a tenere il pressing alto, ne approfittano i rossoneri con Pirlo e soprattutto Ronaldinho che entrano in partita e si affidano alla verve ritrovata di Pato che assale il neo entrato Gobbi mettendolo in ambasce, prima lo punta e, appena entrato in area lascia partire un tirocross verso il secondo palo che, mancato da Borriello, si spegne appena a lato, poi, conquistata la linea di fondo, centra per Pirlo, che, tutto solo, sbaglia il controllo permettendo alla difesa di salvare, infine lanciato da solo verso Frey spara clamorosamente alle stelle.

Si placa un po' l'ardore rossonero, ne approfittano i toscani con una bella incursione di Marchionni che vede Abbiati salvare di giustezza sul tentativo del neo entrato Kerrison.

Leonardo le prova tutte, entra Huntelaar e, proprio lui all'81° regala ai rossoneri il pareggio, Pirlo ruba palla sulla trequarti ad un potitivo Donadel e serve Ronaldinho, pronto ad aprire per Huntelaar che gli ritorna palla, il gaucho tracheggia sul limite dell'area e infine appoggia ancora per il cacciatore olandese che controlla e batte Frey dai 10 metri.

festeggiato huntelaar

Il Milan con 4 punte in campo è squilibrato, ne approfitta la viola che lo chiude all'angolo e lo martella senza pause, i rossoneri non riescono più ad uscire dalla propria metacampo e perdono le distanze tra i reparti.

All'85° il fattaccio, Montolivo conquista la linea di fondo, contrastato da Thiago Silva, viene sospinto a terra, Rosetti non fischia il penalty, che pare nettissimo, la sfera arriva a Kerrison che si libera di forza di Nesta e da non più di tre metri esplode un tiro a colpo sicuro su cui Abbiati è strepitoso a rispondere d'istinto.

All'87° è Vargas a ricevere palla ai 30 metri, rapido il controllo, pronta la botta terrificante a scendere su cui Abbiati vola riuscendo miracolosamente ad alzare in corner.

Quando i giochi sembrano fatti e l'orologio è già nel secondo giro dei tre minuti di recupero assegnati, Ronaldinho riceve palla sulla fascia, entra in area, e, d'esterno, inventa una parabola stranissima su cui Borriello va a vuoto in rovesciata, Huntelaar non ci arriva di testa, e Pato, che è il più lontano, si vede recapitare sui piedi una specie di cioccolatino, il papero si avventa sulla sfera e colpisce forte e radente, la palla passa tra le gambe di Frey e gonfia la rete per il gol della vittoria rossonera.

pato al tiro

Vince dunque il Milan che si porta a 4 punti dalla capolista Inter, ma lo fa a coronamento di una prestazione non del tutto convincente, spesso in balia dell'avversario, fatica a costruire gioco e rendersi pericoloso, per lunghi tratti sembra spuntato ed incapace di farsi vedere dalle parti di Frey con i suoi uomini faro totalmente in ombra, salvo poi capitalizzare, proprio nel finale, con cinismo degno della miglior Inter.

la gioia di pirlo

Pesa come un macigno il rigore, apparso netto, non concesso ai viola, protagonisti di una partita generosa e volitiva che li ha a lungo visti dominare in lungo e in largo, anche se in verità le uniche occasioni sono arrivate in zona Cesarini.

Anche i Della Valle si accodano alla moda della protesta plateale contro gli arbitri, annunciando ed imponendo il silenzio stampa ai propri tesserati, proprio loro...ma va là....

I migliori: nella Fiorentina Vargas e Montolivo, nel Milan Abbiati e Huntelaar. 

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Bari - Milan 0 - 2

Domenica, 21 Febbraio 10, 01:41 P.

Dopo l'amara sconfitta di martedì in Champions League contro il Manchester United e le polemiche seguite alle sciagurate e, del tutto fuori luogo, dichiarazioni di Berlusconi, il Milan è chiamato al San Nicola di Bari ad una risposta forte sia ai detrattori interni sia ai cugini  nerazzurri, rallentati dal terzo pareggio consecutivo e in profonda crisi di nervi, per le boutades del loro inquieto tecnico. 

L'avversario della serata non è dei più abbordabili, il Bari, dell'ottimo Ventura, infatti in casa ha impartito autentiche lezioni di calcio a molti avversari, Juventus ed Inter compresi, anche se è un po' in crisi di risultati dopo le due ultime sconfitte.

All'ingresso in campo delle squadre fantastico è lo spettacolo dello stadio, pieno in ogni ordine di posti, che stasera fa segnare sia il record di spettatori che di incasso stagionale, strabordante è il calore e la passione dei 60.000 fans pugliesi.

Ventura sceglie di schierare il BARI con un 4-4-2 con: Gillet; Belmonte, A. Masiello, Bonucci, S. Masiello; Alvarez, Donati, Gazzi, Rivas (dal 17' s.t. Almiron); Barreto, Meggiorini (dal 34' p.t. Sforzini). (Padelli, Stellini, Diamoutene, Koman, Sestu).

Leonardo recupera Borriello e ripropone Gattuso e risponde schierando il MILAN con un 4-2-1-3 con: Abbiati; Abate, Nesta, T. Silva, Bonera (dal 23' s.t. Janulovski); Gattuso (dal 36' s.t. Beckham), Pirlo, Ambrosini; Pato, Borriello (dal 27' s.t. F. Inzaghi), Ronaldinho. (Dida, Oddo, Favalli, Huntelaar).

Tutti si aspettano la solita partenza razzo del Bari che aggredisce l'avversario e lo mette nell'angolo, niente di più sbagliato, è invece il Milan a prendere subito in mano le redini dell'incontro e a fare la partita affidandosi alle sue stars più propositive, Pirlo e Ronaldinho, ben coperti da Gattuso e Ambrosini.

Così il Bari si sistema nella propria metacampo e si limita ad osservare i palleggiatori rossoneri fare e disfare la tela, ci prova subito Ambrosini con un tiro dal limite alto di una spanna, poi è il turno di Pato, ma il suo tiro centrale è controllato agevolmente da Gillet, infine è Abate con un tiro cross a sfiorare l'incrocio dei pali.

Alla prima incursione pugliese, sugli sviluppi di un corner, Bonera cintura e strattona sotto porta Barreto, che finisce per le terre, gli estremi per il penalty ci sarebbero tutti, ma Gava lascia invece proseguire tra le proteste dei biancorossi.

Superato indenne questo episodio i rossoneri continuano ad annichilire i padroni di casa soffocando ogni loro velleità offensiva e tenendo palla per il doppio del tempo degli avversari, ed ispirati da un Pirlo redivivo e da un Ronaldinho sontuoso, creano occasioni in serie per il terminale offensivo preferito, Borriello, l'ariete rossonero prima in tuffo di testa spedisce appena a lato dal palo, poi, pescato da Pirlo oltre i difensori, controlla di petto, si gira, e tira a colpo sicuro, salva sulla riga Bonucci, infine, al 42°, servito splendidamente da Ronaldinho, si coordina e, in sforbiciata, la specialità della casa, batte Gillet sul primo palo, realizzando il gol del meritato vantaggio rossonero.

esulta borriello

La ripresa si apre con il Milan che continua a gestire con facilità la partita soffocando ogni velleità di reazione degli avversari, ci provano così da fuori prima Pato, con la palla che sfila a lato, e, poi, Ambrosini il cui tiro è contrato in extremis dalla difesa di casa.

Il Bari sembra scuotersi dal suo torpore e, per qualche minuto, sembra tornare quello volitivo ed arrembante che ben conosciamo, ma il 'momentum' positivo dura il breve attimo di un battito d'ali, ed è tutto racchiuso nella punizione dal limite di Barreto al 63° alzata oltre la traversa dall'attentissimo Abbiati.

Inevitabile, al 69°, arriva dunque il raddoppio rossonero, frutto di un'altra straordinaria invenzione di Ronaldinho, liberato in area da Jankulovsky, il gaucho arriva sulla linea di fondo e tira da due passi, si supera Gillet che respinge la sfera, Bonucci libera di testa proprio sui piedi di Pato che si coordina e, al volo, batte ancora Gillet infilando la sfera in una selva di gambe.

il gol di pato

Subito il raddoppio il Bari si scoraggia e alza bandiera bianca esponendosi al possesso palla pacato e spettacolare dei rossoneri con Ronaldinho a regalare perle alla platea.

Del tutto fuori dall'inerzia del match arriva per il Bari, all'87°, la grande occasione per riaprire il match, Pato in profondo ripiegamento difensivo si fa superare in dribbling da Masiello e lo stende, rigore netto, va sul dischetto Barreto e Abbiati, in splendido tuffo alla sua destra, respinge la sfera spegnendo in gola al popolo barese l'urlo del gol.

Vince il Milan e lo fa a coronamento di una partita superba in cui ha annientato il Bari e ha dato prova di essere determinato, unito e voglioso di dire ancora la sua sia in campionato, sia in coppa.

leo e borriello

Tutti hanno portato il loro prezioso mattoncino per il perseguimento della vittoria e lo hanno fatto impedendo all'avversario di esprimere il proprio gioco e riuscendo, invece, a controllare sempre l'incontro dettandone i ritmi e cercando di far valere la propria maggior tecnica ed il proprio superiore tasso tecnico.

Fantastica la prova di Ronaldinho che mette lo zampino in entrambi i gol e regala giocate di classe alla platea, efficace ed inostituibile Borriello, solidi e attenti Ambrosini e Gattuso, la difesa non va mai in affanno mentre Abbiati si chiama presente parando il rigore che poteva riaprire il match.

grande ronaldinho

Il Bari delude profondamente, mai entrato in partita, al cospetto di una squadra superiore tecnicamente, affonda lentamente, perso nelle sue insicurezze e nella propria incapacità di esprimere un gioco che ha deliziato le platee di tutta Italia, la morale è che, di fronte ad una squadra con lo stesso credo calcistico, la differenza la fanno i mezzi tecnici e le motivazioni, qualità in cui questa sera il Milan è stato assolutamente superiore.

I migliori: nel Bari Andrea Masiello e Bonucci, nel Milan Ronaldinho e Ambrosini.

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Bologna - Juventus 1 - 2

Domenica, 21 Febbraio 10, 10:04 M.

Dopo aver fatto le tre per vedere Fabris, naufragato nei 1500 metri di pattinaggio di velocità, e finito lontanissimo dal podio, la sveglia mattutina non è certo al canto del gallo, alle 11 i raggi del sole fanno capolino in camera per regalare, dopo due giorni di pioggia triste e fiita, una splendida giornata di sole, limpida e luminosa.

Il Doc arriva puntuale a mezzogiorno e, dopo la solita interminabile ricerca di un parcheggio, arriviamo al ristorante Langusta giusto per l'una, peccato che poi dobbiamo aspettare quaranta minuti per sederci, ma la lunga attesa è premiata dall'ottima mangiata di pesce, polipo con patate e passatelli di mare per Luca, strigoli ai frutti di mare e fritto di gamberi e calamari per me....

al telefono aspettando il cibo

La decisione dell'Osservatorio Nazionale tiene lontani dal Dallara i tifosi juventini non residenti in regione, pertante il colpo d'occhio del Dallara è certo accattivante, con calore e colore da grande partita, ma non c'è comunque il tutto esaurito.

la bella atmosfera iniziale

Colomba, privato dell'infortunato Di Vaio schiera il BOLOGNA con un 4-4-1-1 con: Viviano; Zenoni (28' s.t. Savio), Portanova, Moras, Raggi; Buscè, Mudingayi (38' s.t. Mingazzini), Guana, Casarini; Adailton (16' s.t. Gimenez); Zalayeta. (Colombo, Britos, Appiah, Succi).

Reduce dalle due vittorie in campionato ed in Europa League, Zaccheroni risponde schierando la JUVENTUS con un 4-3-1-2 con: Buffon; Grygera, Legrottaglie, Chiellini, De Ceglie; Salihamidzic, Felipe Melo, Marchisio (8' s.t. Sissoko); Diego (16' s.t. Candreva); Amauri, Del Piero (41' s.t. Camoranesi). (Manninger, Cannavaro, Grosso, Trezeguet).

Neppure il tempo di accomodarsi e studiare gli schieramenti che al 4° Diego si invola verso l'area, senza grande opposizione della difesa rossoblu invero, tira appena entrato in area, si difende di piede, forse un po' mollemente, Viviano, bravo poi, ancora di piede, ad impedire il tu-pin ad Amauri, ma impotente ad opporsi all'appoggio, nella porta sguarnita dello stesso Diego per il vantaggio Juventus e l'entusiasmo della curva San Luca, piena di Juventini residenti in regione.

esulta diego

Che il Bologna sia ora una squadra lo si intuisce dalla tranquillità con cui reagisce allo svantaggio, non si scompone più di tanto e lentamente cerca di costruire le sue occasioni affidandosi alle iniziative sulla fascia di un ispiratissimo Buscè e del generosissimo Mudingayi.

Tuttavia, dopo un'occasione sprecata sotto porta al 19° da Zalayeta che, di tacco, spedisce improvvidamente a lato,  è ancora la Juventus a sfiorare il raddoppio al 22° con Marchisio che tira dal limite e Viviano che respinge in tuffo, si avventa sulla sfera Diego che in scivolata colpisce il palo basso con Viviano che poi si salva in angolo.

La Juventus tiene bene il campo ma raramente riesce a ripartire con pericolosità, Del Piero prova a trascinare i suoi ma con poco costrutto.

Dopo un paio di mischie accesesi in area bianconera sugli sviluppi di due corner, al 33°, per un fallo di mani al limite dell'area di Melo, Adailton ha l'occasione di battere una punizione dai 16 metri, la traiettoria disegnata dal brasiliano è precisa, ma una deviazione in barriera alza di  quel tanto che fa schiantare la sfera contro la traversa a Buffon strabattuto.

la clamorosa traversa di adailton

Il tempo si chiude con un paio di incursioni rossoblu, chiuse da due tiracci di Mudingayi lontanissime dai pali, e, proprio al 45° con un tiro a colpo sicuro di Guana che di piatta conclude a lato sprecando uno splendido assist dal fondo di Buscè.

La ripresa si apre con il Bologna in avanti e la Juventus che arretra pericolosamente il suo baricentro e, al 49° arriva il meritato pareggio degli emiliani, cross tagliato di Casarini dalla fascia sinistra che taglia tutta la difesa juventina e giunge a Buscè che sotto misura colpisce indisturbato, la sfera picchia sul palo e poi finisce in rete sulla ribattuta, confesso che dalla nostra posizione immediatamente nessuno si era accorto del gol....

palla nel sacco e uno a uno

La Juventus, forse per la fatica della partita di Amsterdam accusa la stanchezza e quasi mai riesce ad uscire dalla propria metacampo, rendendosi pericolosa solo su corner.

ci prov ala juve

Iol Bologna crede nella grande impresa ed attacca a pieno organico, il neo entrato Gimenez manda in tilt i meccanismi difensivi ospiti e al 63°, splendidamente liberato in area da un colpo di tacco di Zalayeta, scarta Buffon e, da posizione decentrata, colpisce clamorosamente il palo, salva poi Grygera sulla linea.

Come spesso capita nel calcio a gol sbagliato segue il gol subito e, anche stavolta, succede proprio così, e, al 66°, il neo-entrato Candreva, liberato in area da un delizioso assist di Del Piero, tira prontamente, incrociando sul palo opposto, e batte Viviano, invano proteso in tuffo, per il 2 a 1 per la Juventus.

la gioia di candreva

Il Bologna non si scompone e prende d'assedio l'area ospite, si accendono mischie pericolose ma manca sempre la deviazione decisiva, ci provano invano in rovesciata Portanova e Zalayeta.

Nel finale è bravo Viviano su Candreva lanciato a rete da solo, mentre giustamente annullato è un gol di Melo per fuori gioco di Del Piero.

L'ultima occasione è pero ancora rossoblu con Portanova che sceglie bene il tempo su un corner ed impatta perfettamente di testa, peccato la sfera finisca centrale tra le braccia di Buffon.

Il Bologna finisce in 10 per l'espulsione di Raggi a tempo scaduto per un fallo di frustrazione a centrocampo.

ci prova portanova

Vince dunque la Juventus una partita piacevole e discretamente giocata da entrambe le squadre, anche se il risultato giusto sarebbe stato un pareggio, le squadre si sono affrontate a viso aperto concedendo e creando occasioni, colpendo legni e mancando occasioni clamorose, del resto il calcio non è scienza esatta e ha sempre ragione chi butta la palla dentro e la Juve lo ha fatto due volte....

I migliori in campo: nel Bologna Buscè e Guana, nella Juventus Del Piero e Candreva.   

Tuttle le mie foto sul match potete trovarle nel mio album su Facebook al seguente indirizzo

http://www.facebook.com/album.php?aid=51991&id=1344740638&l=f3f35c0984 

 

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