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La vergogna di Monaco

Mercoledì, 17 Febbraio 10, 01:46 P.

All'Allianz Arena di Monaco di Baviera, in occasione dell'andata degli ottavi di finale di Champions League tra Bayern Monaco e Fiorentina, è andata in scena una partita che ha scandalizzato l'intera platea planetaria.

Bayern: Butt; Badstuder, Demichelis, Van Buyten, Lahm; Ribery, Van Bommel, Schweinsteiger, Robben; Muller, Gomez (Klose 65)
Fiorentina: Frey; Gobbi, Kroldrup, Natali, De Silvestri; Vargas, Bolatti, Montolivo (Donadel 83), Marchionni; Jovetic (Felipe 75); Gilardino

Una partita equilibrata ed appassionante con la Fiorentina che non ti aspetti, compatta, concentrata e determinata che ribatte colpo su colpo ad un Bayern deludente, prevedibile e confusionario, che si accende solo per le iniziative di un Robben davvero straordinario ed incontenibile.

Il Bayern fa la partita ma la Fiorentina ribatte colpo su colpo, il primo tempo equilibrato vive su molti capovolgimenti di fronte con Frey bravo in un paio di circostanze e i viola che sprecano alcune interessanti ripartenze.

Al terzo minuto di recupero Kroldrup stende Robben, la palla schizza sui piedi di Gomez che tocca in rete, ma l'arbitro norvegese Orebro, ignorando il vantaggio decreta il penalty, trasformato da Robben che spiazza Frey.

Subito in avvio di ripresa, sugli sviluppi di un corner, la sfera arriva all'altezza del secondo palo dove Kroldrup la spedisce in rete per il pari viola.

il gol di kroldrup

La ripresa segue il copione prevedibile con i bavaresi a cercare di sfondare sulle fasce con Robben e Ribery e la viola a fare buona guardia, Frey si  disimpegna con bravura in più di una circostanza, mentre la Fiorentina  fatica a rendersi pericolosa in avanti come nel primo tempo.

Ma la partita viene decisa sul finale da chi non avrebbe dovuto farlo, cioè dalla terna arbitrale, Al 74° ,su indicazione del segnalinee, Ovrebo  espelle Gobbi per un intervento a gomito alto che sarebbe stato ben punito da un semplice cartellino giallo.

I viola in dieci si chiudono in difesa e soffrono terribilmente, ma, al 79°, un intervento con il piede a martello di Klose ai danni di Felipe, anzichè essere punito con il giustissimo rosso vede l'ineffabile  Ovrebo sventolare soltanto il giallo.

Ma il capolavoro della terna arbitrale arriva  all'89° quando un tiro da fuori area di Robben viene respinto da Frey, si avventa sulla sfera Olic che in tuffo di testa serve Klose che, a sua volta di testa, batte Frey, peccato che il bomber della nazionale tedesca fosse in fuori gioco di due metri.

klose in gol

Dopo le nefandezze dell'anno scorso quando Ovrebo rischiò il linciaggio dopo la scandalosa direzione arbitrale di Chelsea-Barcellona, dunque l'arbitro norvegese ha colpito ancora.

ineffabile e scandaloso ovrebo

Di fronte a questi fatti si resta sconcertati e scandalizzati, già il calcio italiano è in sofferenza, se dobbiamo subire anche questi vergognosi furti c'è da pensare male, molto male..... 

 

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Postato da gfloriano | Commenti (8)

Milan - Manchester United 2 - 3

Martedì, 16 Febbraio 10, 02:59 P.

Dopo la pausa invernale torna la Champions League con le partite degli ottavi di finale, a San Siro va in scena uno degli scontri più attesi ed affascinanti, di fronte Milan e Manchester United che nelle loro bacheche hanno ben 101 trofei.

Non ce la fa nel Milan Borriello mentre recupera Thiago Silva, Leonardo preferisce l'ex piu' atteso, Beckham, a Seedorf e punta su Huntelaar, galvanizzato dalla doppietta contro l'Udinese, mentre lascia a sorpresa fuori Abate per Bonera, recupera all'ultimo anche Antonini.

beckham e rooney

Sir Alex Ferguson deve fare a meno di Vidic e rinuncia a Berbatov scegliendo uno schieramento molto abbottonato con il solo Rooney, ancora a secco in questa edizione di Champions, a fare il guastatore davanti.

MILAN: (4-3-3): Dida; Bonera, Nesta, Thiago Silva, Antonini (Favalli dal 37' p.t.); Beckham (Seedorf dal 27' s.t.), Ambrosini, Pirlo; Pato, Huntelaar (Inzaghi dal 32' s.t.), Ronaldinho. (Abbiati, Abate, Gattuso, Flamini).

MANCHESTER UNITED (4-5-1): Van der Sar; Rafael (Brown dal 48' s.t.), Ferdinand, Evans, Evra; Nani (Valencia dal 21' s.t.) Fletcher, Scholes, Carrick, Park; Rooney. (Kusczak, Neville, Gibson, Owen, Berbatov).

Neppure il tempo di accomodarsi davanti ai teleschermi che il Milan è già in vantaggio, al 3° Pato dalla fascia destra mette al centro dove Evra in sforbiciata serve Ronaldinho, pronto il tiro del brasiliano che incoccia nella gamba di Carrick e spiazza Van der Saar, infilandosi in rete per il delirio del Meazza.

segna dinho

Il Milan, sulle ali del vantaggio, insiste pressando ed annichilendo gli avversari, sorpresi ed impacciati, i red devils faticano infatti a mettere il naso nella metacampo rossonera, mentre i meneghini martellano l'area avversaria, gli inglesi provano a spaventare il Milan con spioventi dalle fasce che mettono un po' d'ansia ad un timoroso Dida, ma è ancora il Milan ad avvicinare il raddoppio con due tentativi di Ronaldinho, sul primo il brasiliano dal dischetto tira troppo centrale permettendo al portiere ospite di bloccare a terra, sul secondo il gaucho si beve un paio di avversari e, dal limite dell'area, esplode un gran tiro che Van der Saar riesce a respingere fortunosamente, cioè in modo tutt'altro che ortodosso, in mezzo alle due ccasioni di Dinho una grande opportunità capita sui piedi di Antonini che, servito in area, da Thiago Silva, tira ad una spanna dal palo con il portiere immobile.

La partita gira a cavallo della mezzora, al 32° Huntelaar, splendidamente lanciato nel cuore della difesa ospite, calcia in precario equilibrio, la sfera supera Van der Saar, invano proteso in tuffo, e muore beffarda ad una spanna dal palo destro.

HUNTELAAR SI MANGIA IL RADDOPPIO

Come spesso capita, anzichè il meritatissimo raddoppio rossonero, arriva il fortunoso pareggio ospite, con Antonini fuori dal terreno di gioco per un infortunio che lo costringerà a lasciare il campo, sostituito da Favalli, Fletcher trae profitto dalla fascia non presidiata e, dal fondo, mette al centro, Scholes va alla deviazione volante di destro ma cicca maldestramente la sfera che lo colpisce sullo stico sinistro e prende una traiettoria malefica che termina la sua corsa contro il palo e poi in rete, gol rocambolesco, pareggio in controtendenza rispetto all'andamento della partita.

IL GOL DI SCHOLES

Il Milan accusa il colpo e cala ritmi e determinazione, il Manchester riesce così a guadagnare venti metri e a fare possesso di palla, del tutto improduttivo fino alla fine della prima frazione di gioco.

La ripresa si apre ancora con il Milan tutto proteso in avanti, al 48°, su una pennellata di Dinho dalla fascia, Pato anticipa tutti di testa ma spedisce appena alto, al 54° ci prova su punizione dai 25 metri Pirlo, la sfera è indirizzata verso il sette, ma Van Der Saar ci arriva in volo plastico e devia in corner, infine, al 59°, strepitosa azione personale di Ronaldinho che, appena entrato in area, piazza la sfera sul palo opposto, il portierone olandese sfrutta tutti i sui 2 metri e con la punta delle dita devia ancora il corner.

Lo United gigioneggia, attende sornione, rallentando ad arte i ritmi, pronto a ripartire appena possibile, Sir Alex pare un epigono del Trap, una squadra che gioca all'italiana, altro che calcio inglese innovativo e scintillante, questo è un sano vecchio catenaccio, ci prova solo Rooney con un tiraccio dal limite che Dida blocca a terra.

E, come da copione, al secondo affondo del match, al 66°, Valencia trova la linea di fondo e scodella sul secondo palo un cross che Dida si limita ad osservare, lasciandosi scavalcare dalla traiettoria malandrina, Bonera resta ancorato al suolo e Rooney di testa cerca e trova il palo opposto con una precisa palombella, gol di pregevole fattura e Manchester inopinatamente in vantaggio.

IL GOL CHE ROONEY REALIZZA A METà TEMPO

Come tutti noi tifosi rossoneri anche ai giocatori scende la catena e per una decina di minuti escono completamente dal match permettendo al Manchester di spadroneggiare a suo piacimento, non c'è più opposizione a centrocampo, la difesa abbandonata a sè stessa e non più protetta, va in affanno e, puntuale e letale, al 74°, arriva il terzo gol ospite ancora con Rooney che elude la trappola del fuori gioco e batte di testa da pochi passi un immobile Dida.

IL TRE A UNO

Il Milan, con Seedorf in campo al posto di un insufficiente Beckham, riparte lancia in resta e trova un fantastico gol grazie allo stesso olandese che, all'85°, sotto misura, devia di tacco un cross dal fondo per il 3 a 2 che riapre i giochi.

LA SPLENDIDA RETE DI SEEDORF

Neppure un paio di minuti ed Inzaghi, lanciato verso l'area, da ottima posizione, spara sopra la traversa un pallone che avrebbe meritato miglior fortuna.

Il finale è l'emblema della partita, ci prova Ambrosini a centro area, un inglese si immola deviando in extremis in corner, sugli sviluppi del quale si ostacolano Thiago Silva e Nesta, con questt'ultimo che a colpo sicuro mette appena a lato di testa.

L'espulsione di Carrick per doppio giallo chiude il match.

Vince il Manchester, onore al MIlan.

La classica partita della presunta grande, il Manchester, che dà l'idea di giocare al gatto col topo, rallenta i ritmi, si difende con 10 uomini dietro la palla, aspetta l'errore altrui o la zampata del campione che la tiri fuori dall'impasse, cosa che puntualmente accade ribaltando l'inerzia di un match in mano ai red devils per soli 10 minuti quelli a cavallo tra il secondo ed il terzo gol.

Il Milan gioca con il cuore e con grande determinazione, il primo tempo è quasi perfetto, gli equilibri tra i reparti reggono bene, mai in affanno, nessuna occasione concessa agli avversari, poi basta uniimprovvida ciccata e tutto va a carte quarantotto.

La ripresa un po' più farragginosa è comunque sulla stessa falsariga del primo tempo, le occasioni sono quasi tutte rossonere, i gol invece inglesi.

Questo purtroppo è il calcio, ha ragione chi butta la palla dentro, il resto sono solo canzonette, ma per cortesia che Mauro e Marianella facciano meno gli anglofili e abbiano il coraggio di dire che il Manchester ha vinto con tre azioni fortuite.......

Passerà il Manchester ed il Milan si avvia verso un'altra, l'ennesima, stagione perdente, ma non fischiano mai le orecchie ai nostri dirigenti?!

LEONARDO PERPLESSO

I migliori: nel Milan Ronaldinho ed Ambrosini, nel Manchester United Rooney e Van der Saar. 

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Postato da gfloriano | Commenti (26)

Six Nations 2010: Italia - Inghilterra 12 - 17

Domenica, 14 Febbraio 10, 12:01 P.

In un Flaminio, ampliato con nuove tribune, c'è l'ennesimo tutto esaurito per il secondo match del Sei Nazioni 2010, di fronte Italia ed Inghilterra, uscite con risultati e prestazioni opposte dal primo turno.

Gli azzurri sono usciti nettamente sconfitti da Croke Park dopo una sconcertante prestazione nel primo tempo ed una più confortante nella ripresa, i bianchi hanno superato nettamente il Galles  con una partita difensivamente perfetta ed offensivamente utilitaristica.

Dopo i momenti di pathos regalati dagli inni si parte con i bianchi subito in attacco e gli azzurri a placcare tutto quello che passa dalle loro parti, la touche italiana sembra funzionare, anche se la mischia sembra ancora lontana parente di quella dominante vista contro Nuova Zelanda e Sud Africa.

Dopo un ping pong di calci a saggiare l'attenzione degli estremi all'8° fallo azzurro e Wilkinson mette i primi tre punti sul tabellone, poco male, la reazione azzurra è veemente e dopo due minuti un uso illecito delle mani in ruck regala a Mirco Bergamasco l'opportunità di impattare, il biondo non si fa impressionare e calcia in mezzo ai pali per il 3 a 3.

Segue un lungo periodo in cui gli inglesi cercano di sfondare di forza con tanti raccogli e vai, mentre quasi dimenticano il loro usuale e letale gioco al piede, gli italiani si difendono bene, placcando duro e cercando sempre di avanzare difendendo, purtroppo in avanti mancano ancora le idee necessarie a scardinare le munite difese avversarie.

una touche

La touche perde un paio di rimesse ma poi non solo non ne perderà più, anzi arriverà anche a rubarne alcune con lancio inglese, le squadre sono un po' indisciplinate e l'arbitro francese Berdoz fischia molti falli, incredibilmente Wilkinson tradisce la sua fama di cecchino infallibile e sbaglia addirittura due calci, per lui, semplicissimi, lo imita Bergamasco da posizione decentrata.

Al 34° gli inglesi  si fanno pizzicare in fallo sotto i pali, facile per Bergamasco centrare i pali e regalare agli azzurri il primo vantaggio in questa edizione del sei nazioni.

preciso

La reazione inglese è confusa e trova un'attenta difesa, purtroppo proprio al 41° un fallo azzurro a terra regala a Wilkinson l'ennesimo calcio, il biondo fromboliere, seppur d'un soffio, centra i pali e fissa il punteggio all'intervallo sul 6 a 6.

La ripresa si apre subito con un opportunità per gli azzurri con una punizione decentrata dai 40 metri che Gowar non riesce a piazzare in mezzo ai pali.

La partita diventa più complicata per gli azzurri un po' in debito d'ossigeno e sull'unico errore grave di tutto il match al 50° i vicecampioni del mondo vanno in meta, Monye sfonda la linea azzurra, Masi manca clamorosamente il placcaggio a centro campo, l'ovale finisce ad Armitage che smista per Taith che, nonostante il disperato tentativo di Tebaldi, schiaccia in meta, incredibilmente Wilkinson sbaglia anche la trasformazione successiva.

Al 58° il match sembra diventare un Everest per gli azzurri, per un mani in ruck Castrogiovanni si becca il giallo e lascia gli azzurri in 14 per dieci minuti, Wilkinson mette a referto altri tre punti e porta i suoi sul 14 a 6.

wilkinson a segno

Si fa dura ma il Flaminio spinge gli azzurri, li conforta, li sostiene, li spinge, al 64° un offside inglese regala un'opportunità a Mirco che, dai trenta metre, centra i pali ed accorcia ancora.

Gli azzurri si esaltano, i bianchi sono titubanti e nervosi, l'ennesimo placcaggio alto su McLean, come a Dublino, non viene punito con il giallo, ma  al 72° un altro calcio di Bergamasco ci porta al 12-14.

Il Flaminio è una bolgia, gli avversari d'albione non sono mai stati così vicini a così poco dal termine, ma non è questo il giorno che regalerà la prima vittoria azzurra sui sudditi di sua maestà perche', al 76°, Wilkinson si ricorda di essere il re dei frombolieri e dai venti metri chiude il match con un dropo perfetto che si infila in mezzo ai pali e fissa il punteggio sul 17- 12 finale.

Una bella Italia sfiora l'impresa, il lavoro di Mallet sta finalmente dando i suoi risultati nella fase difensiva, 2 mete concesse all'Irlanda, una sola agli inglesi, la touche ha funzionato benissimo, la mischia si è difesa, il gioco al piede ed i piazzati hanno funzionato, cosa ci ha dunque punito? un dannato piccolo errore, un placcaggio mancato a centrocampo che ha aperto un'autostrada per Monyes, impedendo che si registrasse il risultato giusto per questo match, il pareggio, vista l'insipienza degli inglesi, incapaci di costruire azioni armoniche e di sfondare di potenza, per giunta traditi ripetutamente dal loro leader Wilkinson, mai così impreciso dalla piazzola.

zanni in azione

Certo ci manca ancora tanto, soprattutto un più fantasioso e vario gioco d'attacco, ma la strada sembra adesso quella giusta, se si concedono pochi punti agli avversari, aumentano le possibilità di evitare le sconfitte....

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Postato da gfloriano | Commenti (0)

Six Nations: Galles - Scozia e Francia - Irlanda

Sabato, 13 Febbraio 10, 04:00 P.

A Cardiff e Parigi sono andati in scena i match della seconda giornata del six nations 2010 che non hanno tradito le attese regalando grande rugby, spettacolo e suspence.

Galles - Scozia

A Cardiff, con il Millenium scoperto, le due sconfitte della prima giornata regalano agli Dei del rugby un match semplicemente fantastico, giocando rugby offensivo spettacolare nonostante difese agguerrite ed attente.

Parte benissimo la Scozia, lontana parente di quella sciatta e povera di idee e campioni di qualche anno fa, subito in meta al 9° con una bella percussione di potenza di Barclay, trasformata da Paterson, cui il Galles risponde al 15° con un piazzato di Stephen Jones.

la prima meta scozzese

Gli scozzesi sono in giornata di grazia ed attaccano alla mano da tutte le posizione usando il piede con maestria esattamente come il Galles, ma con maggior precisone e tempismo, dopo un preciso drop di Parks al 18° è bellissima al 20° la meta di Evans, abile a schiacciare in tuffo proprio in fondo all'area di meta, un passaggio rimbalzante dal piede di Parks.

Ancora Jones al 23° centra i pali per il Galles che pasticcia troppo nel gioco alla mano,  facile per i blu difendere e ripartire, sempre Parks al 25° realizza su punizione altri tre punti che tengono la Scozia avanti, fino al 40° quando dopo aver fallito una buona opportunità Jones realizza un'altra punizione fissando sul 9 a 18 il punteggio all'intervallo.

stephen jones al calcio

La ripresa si apre al 41° con un'altra punizione   di Parks per il massimo vantaggio Scozia sul 21 a 9, ma i dragoni non demordono e continuano co il loro solito gioco asfissiante ad attaccare prima sbattendo sul munito muro avversario, poi iniziando ad aprire alcune breccie, e, a conclusione di una splendida azione avviata dalla solita ubriacante serpentina di Shane Williams, tocca a Byrne al 56° schiacciare in meta.

azione di roberts

La Scozia inizia a soffrire in difesa e fatica a rendersi pericolosa in avanti, ci pensa però ancora Parks al 66° ad inventare un precisissimo drop da più di 40 metri con cui regala ai suoi il 24 a 14, che non spaventa nè ferma la marea rossa che continua a montare inesorabile, con l'aiuto del giallo al 72° affibbiato a Scott Lawson per un fallo a terra.

Il Galles decide di non piazzare un facile calcio e sciupa la rimessa laterale scelta per cercare la meta, poco male al 77°, dopo aver rifiutato ancora il calcio di punizione facile, giocano alla mano e regalano ad Halpenny un ovale che con potenza e classe il centro gallese porta oltre la linea di meta, con la trasformazione di Jones siamo al 21 a 24.

Il tempo corre veloce per il Galles, lentissimo per la Scozia e all'80° Roberts sfonda la prima linea di difesa e viene arrestato sui 22 metri da uno sgambetto, che costa il rosso a Phil Godman  e regala a Jones il facile calcio di punizione del pareggio.

A  tempo scaduto la Scozia riprende malissimo il gioco regalando la palla al Galles sui 22 metri in posizione centrale, i rossi di potenza e determinazione risalgono progressivamente il campo e al 42° permettonono a Shane Williams di andare a schiacciare intoccato in mezzo ai pali per la meta, trasformata da Jones, che fissa il punteggio finale sul 31 a 24 nel delirio del Millennium.

esulta il galle

 

Francia - Irlanda

A Saint Denis di fronte le due favorite al titolo 2010, vicenti nel primo turno, si affrontano inizialmente a viso aperto mettendo in mostra il meglio del proprio reportorio, la FRancia gioca alla mano non disdegnando il gioco al piede e puntando forte sulla mischia, l'Irlanda parte benissimo al piede e in touche dove pare aver ancora di fronte gli sciagurati azzurri, ma dopo aver fallito d'un nonnulla la meta con D'Arcy al 16° restano in 14 per un placcaggio a Parra senza ovale di Cian Healey, e vanno subito sotto per la punizione dello stesso Parra.

I verdi resistono stoicamente ma proprio pochi secondi prima del temine dell'inferiorità dopo varie mischie giocate sotto i pali si fanno sorprendere da Servat che schiaccia proprio sotto il palo, facile la trasformazione di Parra per il 10 a 0.

Qui l'Irlanda si scompone perdendo le fila del proprio gioco e continuando a difendere troppo morbidamente perde pericolosità anche davanti e dopo un calcio di O'gara che riduce lo svantaggio subisce al 32 la seconda splendida meta francese con Jauzion, al termine di un'incisiva combinazione di Bastareaud e Parra, che trasforma agevolmente fissando il punteggio all'intervallo sul 17 a 3.

schiaccia in meta jauzion

Il copione non cambia neppure nella ripresa con l'Irlanda incapace di alzare i ritmi e di conquistare ovali puliti, troppi gli errori dei verdi, gioca sul velluto la Francia che si diverte, forte in mischia, fantasiosa alla mano e letale al piede con un preciso Parra.

parra in azione

La terza meta francese vede ancora protagonista Bastareaud che con un preciso off load serve Poitrenaud che con un'accelerazione al fulmicotone batte la difesa dei verdi e schiaccia in meta.

o'driscoll in azione

L'onore di giornata lo salva Wallace abile a schiacciare in mezzo ai pali un preziosismo di O'Driscoll, O'Gara trasforma per il 27 a 10.

L'Irlanda è senza idee e senza forze, la Francia può controllare agevolmente e chiudere i conti con due drop, il primo di Parra, il suo primo con le blues, imitato più tardi anche dal neo-entrato Michalak.

Finisce con Saint Denis in festa e la Francia vittoriosa 33 a 10 contro un'irriconoscibile Irlanda, mezzo six nations è già dei transalpini, vediamo che ne pensano i bianchi di sua maestà.... 

 

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Milan - Udinese 3 - 2

Venerdì, 12 Febbraio 10, 02:30 P.

Dopo il periodo disastroso conseguente alla sconfitta nel derby che ha portato i rossoneri a ben 11 lunghezze dai cugini, il Milan anticipa, in previsione del difficile incontro di Champions League contro il Manchester United di martedì prossimo, il suo impegno di campionato, avversario di turno quella stessa Udinese, capace 20 giorni fa di espugnare San Siro ed estromettere i milanesi dalla Coppa Italia.

Tra assenze e scelte Leonardo sceglie un Milan con un 4-3-3: Dida; Abate, Nesta, T.Silva (dal 40' p.t. Bonera), Favalli; Gattuso, Pirlo, Ambrosini; Mancini (dal 13' p.t. Pato), Huntelaar, Ronaldinho (dal 32' s.t. Beckham). (Abbiati, Jankulovski, Flamini, F.Inzaghi).

De Biasi, dopo le due vittorie che hanno ridato respiro e tranquillità all'ambiente friulano, schiera l'UDINESE con un 4-3-3: Handanovic; Isla, Coda, Zapata, Pasquale; Sammarco (dal 27' s.t. Pepe), Inler (dal 16' s.t. Lodi), Asamoah; Sanchez, Floro Flores (dal 27' s.t. Geijo), Di Natale. (Belardi, Cuadrado, Badu, Lukovic).

Il match è subito interessante con i rossoneri che partono bene, vogliosi di scrollarsi di dosso la negatività  e la mancanza di vittorie e già al 7° passano in vantaggio sugli sviluppi di un corner, Gattuso a centro area serve Ronaldinho che conquista la linea di fondo e pennella un cross al bacio su cui Huntelaar si fa trovare pronto sul primo palo, troppo facile per il cacciatore fare centro da due metri.

gioia huntelaar

L'Udinese, per nulla scossa, gioca bene, difende forse troppo schiacciata dietro, ma riparte abilmente con veloci azioni dove facilmente riesce a creare la superiorità sulle fasce, in rapida successione vanno al tiro Isla, Sanchez e Di Natale che però non trovano lo specchio della porta.

Il Milan risponde trascinato da un siderale Ronaldinho, che prima serve Ambrosini il cui traversone al centro è salvato in extremis da Coda, poi disegna con Huntelaar un preciso triangolo lanciando Pato, subentrato all'acciaccato Mancini già al 13°, solo davanti ad Handanovic, il papero supera il portiere e segna, il segnalinee lo pizzica però in offside millimetrico, infine, ricevuta palla a centrocampo, senza guardare, sventaglia un lancio di 30 metri per lo scatto di Pato che arriva davanti al portiere, viene contrato dal recupero di un difensore, ma è veloce a buttarsi sulla palla vagante e a depositarla nella rete sguarnita al 39° per il 2 a 0 Milan.

il gol di pato

Nel finale di tempo molte cose da annotare, si ferma per un problema muscolare Thiago Silva, sostituito da Bonera,  quindi ci prova Pirlo su punizione dal limite che Handanovic devia in corner e, proprio al 47°, su una rapida ripartenza ospite Di Natale supera Favalli e disegna una traiettoria precisa verso il centro dell'area dove Floro Flores anticipa di testa Gattuso indirizzando verso centro porta, Dida combina uno dei suoi soliti pasticci e anzichè respingere comodamente, abbozza un'improbabile presa con il risultato di accompagnare la sfera in rete per il 2 a1 che chiude il tempo.

Il Milan esce contratto dagli spogliatoi e l'Udinese ne approfitta per prendere in mano il pallino del gioco, soffrono i rossoneri dietro ma i friulani si rendono pericolosi solo con due tiri da fuori di Asamoah che non impensieriscono Dida.

La partita sembra in ghiaccio al  57° quando, sugli sviluppi di una punizione dalla fascia di Ronaldinho, la sfera deviata da Ambrosini, giunge a centro area dove Huntelaar è rapidissimo a girarsi e a fulminare Handanovic per il suo secondo gol personale e terzo dei rossoneri.

Gli ospiti accusano il colpo ed il Milan sfiora ancora il gol con Huntelaar che servito da Pirlo colpisce di ginocchio spedendo la sfera a lato e con Gattuso, pescato da Dinho solo in area, che si fa respingere il tiro da distanza ravvicinata da un mezzo miracolo di Handanovic.

Risponde l'Udinese con Di Natale che prima, di testa, obbliga Dida ad un intervento plastico in tuffo, poi, lanciato verso l'area da uno sciagurato retropassaggio di Beckham, supera anche Dida in uscita ma si allarga troppo permettendo alla difesa di salvare.

Il finale è tutto un brivido, prima è Pato da buona posizione a tirare in diagonale, Handanovic si salva alla belle e meglio con la sfera che danza pericolosamente sulla linea di porta, poi, all'87° è Di Natale ad eludere la trappola dell'off side e a battere Dida con un bel tiro a giro per il gol numero 17 del suo campionato.

Il Milan teme la beffa e fatica a contenere l'assalto finale degli ospiti ma, con il triplice fischio di Cieli, arriva la meritata vittoria dei rossoneri che tornano al successo dopo quasi un mese.

I rossoneri danno confortanti segnali di ripresa, l'approccio al match è quello giusto, la voglia di fare tanta, ma ancora troppe le amnesie difensive e la perdita di contatto dal match è sempre dietro l'angolo, giocando con questa eggerezza si possono anche segnare tanti gol, ma si concedono agli avversari troppe occasioni facili.

i tre protagonisti rossoneri

Importanti i ritorni di Nesta, più che discreta la sua prova, di Pato subito in gol anche se palesemente ancora lontano dai suoi standard, confortante la prova di Huntelaar, bravo e letae sotto rete, anche se meno al servizio della squadra rispetto all'acciaccato Borriello, sontuosa la prestazione di Ronaldinho che ha dispensato perle calcistiche ogni volta che ha toccato palla.

il sorriso di dinho

L'Udinese gioca la sua onesta partita senza accorgimenti tattici particolari, crea molto, ma concretizza poco, non riesce a tradurre in nitide occasioni le innumerovoli superiorità numeriche create e subisce gol per gravi mancanze di reattività dei suoi difensori.

I migliori: nel Milan Ronaldinho ed Huntelaar, nell'Udinese Di Natale ed Isla. 

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Bari - Palermo 4 - 2

Sabato, 30 Gennaio 10, 10:56 M.

Al San Nicola, nel primo anticipo del sabato, va in scena uno dei match più interessanti e suggestivi della giornata, di fronte due delle squadre più spettacolari e calde della serie A: Bari e Palermo.

I padroni di casa, pur sciorinando un bel calcio, da tutti ammirato ed esaltato, con accostamenti irriverenti al Barcellona, sono tuttavia reduci da un periodo non troppo positivo dal punto di vista dei risultati con 2 pareggi e 2 sconfitte nelle ultime 4 uscite, di contro i rosanero sono in serie positiva da sette partite, lanciatissimi verso un posto utile in chiave Champions League.

Ventura schiera il BARI con un 4-4-2: Gillet; A.Masiello, Diamoutene, Bonucci, S.Masiello; Alvarez, Almiron (dal 29' st Donati), Gazzi, Allegretti (dal 21' st Koman); Castillo (dal 12' st Sforzini), Barreto. (A disp.: Padelli, Belmonte, Stellini, Kamata). 

Delio Rossi risponde schierando il PALERMO con un 4-3-1-2: Sirigu; Cassani, Kjaer, Bovo, Balzaretti (dal 33' pt Melinte); Migliaccio (dal 39' st Simplicio), Liverani, Nocerino; Pastore; Miccoli (dal 21' st Hernandez), Cavani. (A disp.: Brichetto, Goian, Bertolo, Budan). 

Si comincia subito di gran carriera con i padroni di casa che mettono alle corde un Palermo, impaurito e sorpreso, grazie alle solite manovre fatte di precise triangolazioni veloci, e se, nel primo affondo è Kjaer a salvare in extremis su Castillo, al 5° sugli sviluppi di un corner, Allegretti mette a centro area dove Bonucci si coordina e, cadendo, batte Sirigu con un preciso tiro a giro sul palo lontano.

il gol di bonucci

Il Palermo accusa il colpo e, al 7°, Liiverani, aggredito sulla linea mediana, perde palla, Allegretti è lestssimo e preciso nel servire Alvarez che si invola tutto solo verso l'area, e, appena entrato nei 16 metri, batte ancora Sirigu con un tiro a giro verso il secondo palo, 2 a 0 e stadio in delirio.

il bel gol di bonucci

Pochi istanti appena e Barreto, pescato tutto solo in area, sbaglia il controllo e, anzichè battere a rete, eccede in altruismo servendo Castillo che conclude debolmente.

Passata la buriana si svegliano i rosanero che, prima, impegnano Gillet con un colpo di testa di Migliaccio e poi con Miccoli colpiscono un clamoroso incrocio dei pali su punizione dai 20 metri.

La partita è ora bellissima, il Palermo gioca con determinazione ed efficacia obbligando sulla difensiva il Bari, si mettono in evidenza un Pastore semplicemente sontuoso, e Balzaretti e Cassani che spingono con decisione sulle fasce, e, inevitabile, al termine di una bella percussione di Pastore che libera Balzaretti sul fondo, arriva il gol di Cavani, abile, in scivolata, a depositare in rete il preciso assist del laterale siciliano, l'orologio segna appena il 28°.

esulta cavani

L'uscita dal campo per infortunio di Balzaretti ed Almiron toglie due protagonisti importanti al match che però prosegue piacevole con il Palermo ad attaccare ed il Bari a difendersi con ordine tentando di ripartire appena se ne presenta l'occasione.

La ripresa segue lo stessa falsariga del finale di primo tempo con la pressione rosanero che continua a salire ed il Bari sempre più in difficoltà che non riesce più ad offendere, il calcio non è scienza esatta, ma in questo caso si smentisce e al 54° arriva il meritato pareggio degli ospiti con Pastore, bravo a liberarsi in area, e precisissimo nel tiro che beffa Gillet per il gol del 2 a 2.

il gol di pastore

Sull'abbrivio del pareggio il Palermo continua ad attaccare ma, proprio sul più bello, Liverani commette un fallo stupido a centrocampo che gli costa il secondo giallo e la conseguente espulsione, Palermo in 10 ed inerzia del match che torna nelle mani del Bari.

Ancora una bella giocata in ripartenza libera Masiello in ara, il difensore cerca la linea di fondo ma viene affrontato da Melinte che affonda il tackle trovando solo le gambe del biancorosso, rigore netto che Barreto realizza, non proprio agevolmente, per il suo gol numero 11 in campionato, realizzando per l'ottava partita consecutiva, 3 a 2 per il Bari al 62°.

barreto gol

Il Palermo, pur in inferiorità numerica, prova a cercare il pari, mentre il Bari si limita a controllare, soffrendo forse anche troppo.

Nel finale, all'85°, dopo che Sirigu aveva detto di no ad un gran tiro di Alvarez, partito in off side non segnalato dal guardialinee, arriva il sigillo definitivo per i padroni di casa, ancora Alvarez si beve un incerto Melinte e centra per Barreto geniale a far scorrere, di tacco, la sfera per Koman che, di piatto, insacca per il suo primo gol in carriera in serie A.

Gli ultimi applausi sono tutti di Gillet che, prima, blocca a terra un tiro di  Cavani, liberato da Hernandez in area, poi si supera deviando oltre la trasversale un gran tiro di Pastore.

Meritata la vittoria del Bari che ha regalato alcuni momenti di calcio sublime, palesando però qualche difficoltà di troppo nella gestione del vantaggio, dovuta forse ad un calo di tensione sul doppio vantaggio e non riuscendo a gestire al meglio la superiorità numerica, ma, a parte queste piccole pecche, i biancorossi confermano di essere una delle squadre che pratica il miglior calcio in Italia.

Il Palermo gioca una partita dai due volti, troppo timoroso e remissivo all'inizio, poi reattivo e determinato tanto da raggiungere la parità nonostante il doppio svantaggio iniziale, prima di soccombere nuovamente dopo l'espulsione di Liverani, nota stonata la brutta prestazione di Miccoli, da sottolineare invece la prestazione-monstre di un Pastore a tratti incontenibile.

I migliori: nel Bari Alvarez e Barreto, nel Palermo Pastore e Cavani.

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La vicenda Mutu

Giovedì, 28 Gennaio 10, 09:21 M.

La notizia della positività di Mutu ad un controllo anti-doping ‘mirato’, in occasione dell’incontro Fiorentina – Bari del 10 gennaio scorso, mi lascia sconcertato e sorpreso.

Da tempo il calciatore sta vivendo un periodo travagliato e, per i ricorrenti infortuni, e, per la vicenda della condanna del Tas, attualmente sospesa, a rifondere al club londinese 17 milioni di euro per l’irregolarità nel passaggio dal Chelsea alla Juventus.

Ma, in questo caso, la positività alla sibutramina, uno stimolante che annulla gli effetti della fame, giunge dopo la squalifica di 7 mesi, nel 2004,  per positività alla cocaina ai tempi della sua militanza nei ‘blues’, dunque saremmo, il condizionale è d’obbligo, di fronte ad un caso di recidiva.

La recidiva per la Wada, l’organismo internazionale che presiede i controlli anti-doping, comporta una squalifica che può oscillare tra 1 e 4 anni, per il calcio italiano, dopo il recente caso Flachi , è una nuova tegola che ne mina la credibilità.

L'uomo della strada si chiede dunque perchè questi personaggi, cui nulla manca, finiscono per ricorrere al doping e alla droga? Tante possono essere le risposte, ma nessuna definitiva ed assoluta.

Prima di essere atleti i calciatori sono giovani del loro tempo, che vivono in una società che nulla dà senza pretendere qualcosa in cambio, e che propone modelli e comportamenti dove l'apparenza e 'l'avere' sono  in cima alla scala dei valori.

Gli atleti, e i calciatori in particolare, spesso poco più che adolescenti, sono subito ricoperti di danaro, vezzeggiati e viziati da un’ambiente in cui la moralità è spesso tradita, trascinati facilmente a vivere 'sopra le righe'...

Le belle donne, le auto di lusso, i gadget più costosi, diventano così simbolo di un raggiunto ruolo nella società che conta, da ostentare con 'innocente' nonchalance.

Ma il successo ha comunque un rovescio della medaglia, sintetizzato dai sacrifici richiesti per rimanere al vertice in un mondo in cui la concorrenza è feroce ed agguerrita, dove anche un banale scadimento di forma o, un infortunio, possono far perdere il ruolo da primattore, faticosamente conquistato, con tutta una serie di ricadute a cascata.

Perdere il posto da titolare significa avere minore visibilità che, a lungo termine, può tradursi in perdita di potere contrattuale con la società.

Tuttavia l'atleta resta sempre un uomo, con tutte le sue piccole e grandi debolezze, con la sua educazione e con i valori inculcati dalla famiglia, e talvolta certe tentazioni sono davvero difficili da contrastare.

Il mondo del calcio è chiamato ancora una volta ad interrogare se stesso e a dare una risposta forte a queste tematiche, ma siamo sicuri che lo possa o lo voglia fare davvero?

La ricetta di uno sportivo 'da bar dello sport' come me è una grande ma romantica utopia: perchè non provare a restituire al calcio il suo antico carattere ludico, anche a costo di sacrificarne gli aspetti più spiccatamente commerciali,  ma soprattutto perchè non iniziare una vera crociata di moralizzazione dei vertici dirigenziali?

Forse sono un sognatore?

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Milan - Udinese 0 - 1

Mercoledì, 27 Gennaio 10, 12:50 P.

Nella gelida notte milanese si affrontano in un Meazza, desolatamente deserto, Milan e Udinese per un match valido per i quarti di finale di Coppa Italia.

Agli uomini di Leonardo, dopo la batosta di domenica sera nel derby contro l'Inter, è subito offerta l'occasione di rifarsi conquistando l'accesso alle semifinali dove aspetta la Roma, qualificatasi ieri sera grazie alla vittoria contro il Catania, l'Udinese, di contro, reduce da una serie di due sconfitte e due pareggi, e impelagata nelle zone basse della classifica, cerca, almeno in Coppa, di ritrovare gli antichi automatismi ed il sorriso.

Leonardo ricorre ad un robusto turnover schierando il rientrante Abbiati in porta, sulla linea dei difensori Zambrotta,Kaladze, Bonera ed Antonini, a centrocampo Flamini, Gattuso (dal 60° Verdi), Jankulovsky, in avanti  Di Gennaro (dal 54° Pirlo), Inzaghi ed Huntelaar (dal 60° Borriello).

De Biasi risponde schierando l'Udinese con la squadra tipo con Handanovic tra i pali, , in difesa Zapata, Coda, Isla e Pasquale, sulla linea mediana D'agostino (dal 60° Lodi),  Inler e Sammarco, in avanti Di Natale (dall'88° Zimling), Floro Flores (dal 78° Pepe) e Sanchez.

Fin dalle prime battute si nota subito la difficoltà dei rossoneri a stare in campo, i troppi cambi stravolgono i già precari equilibri, togliendo personalità e creatività alla squadra, che arretra fin troppo a difesa dei propri 22 metri, faticando a stare corta, mentre le punte restano desolatamente abbandonate a sè stesse, con pochi o nulli rifornimenti.

le due punte

Così è fin troppo facile per i friulani orchestrare a proprio piacimento a tutto campo liberando, con facilità imbarazzante, le punte davanti ad Abbiati chiamato ripetutamente a rispondere a tiri che arrivano da tutte le posizioni.

Dopo una lunga fase senza emozioni, il match si riscalda dopo il 20° con l'Udinese che va vicino al gol con Di Natale che costringe Abbiati ad una difficile respinta, sul corner conseguente comico scontro tra Flores e Zapata, soli davanti ad Abbiati, ma subito dopo è Pasquale, quasi dalla linea di fondo, a costringere, con un insidioso tirocross, al grande intervento Abbiati.

Al 26° risponde il Milan con un tiro dai 20 metri di Jankulovski su cui Handanovic devia in plastico tuffo, un attimo appena e Sanchez, dopo aver fallosamente abbattutto Antonini, si presenta tutto solo davanti ad Abbiati ma calcia clamorosamente contro il palo lungo, al 28° tocca a Flamini, con un bolide dai trenta metri, chiamare Handanovic ad una difficile deviazione.

Il finale del tempo, con il Milan che continua a non pungere, con il trio d'attacco inconcludente e poco propositivo, è ancora dell'Udinese che ci prova con un bel tiro di Di Natale, parato con qualche difficoltà da Abbiati, e infine, al 36°, con Floro Flores che si libera agevolmente di uno stranito e distratto Kaladze e costringe Abbiati ad una difficile respinta di piede.

La ripresa si apre con l'unico lampo di Di Gennaro che serve Huntelaar, anticipato d'un soffio dall'uscita tempestiva di Handanovic, prima del meritatissimo vantaggio ospite, al 55° Antonini perde banalmente palla in area dopo un contrasto con Sanchez, il cileno serve prontamente l'accorrente Inler che, di piatto, beffa Abbiati trovando l'angolino più lontano.

il gol di inler

Il Milan sbanda ed in 5 minuti l'Udinese butta alle ortiche tre palle gol clamorose con Di Natale, Floro Flores e Isla che, soli in area, calciano sempre a lato d'un soffio.

Leonardo ci prova inserendo Pirlo, Borriello e Verdi ma la musica non cambia, la squadra è troppo lenta ed inconcludente, quasi inerme di fronte alle ripartenze avversarie e inoffensiva nelle puntate offensive, sicchè l'unico tema tattico diventa la prevedibile imbucata di Pirlo per Borriello, che la concentrata ed attenta difesa centrale bianconera non ha problemi ad arginare.

L'unica occasione rossonera arriva al 90° con un tiro da ottima posizione di Jankulovsky che si spegne ad un  metro dal palo, mentre l'Udinese sfiora ancora un paio di volte il gol del ko con l'ispiratissimo Isla.

Finisce così con la meritata vittoria dell'Udinese che approda in semifinale, in totale controtendenza con il campionato i friulani appaiono tonici, pimpanti, attenti e propositivi, giocano a ritmi alti per tutti i 90 minuti, ottimamente guidati da un ritrovato D'agostino e trascinati da un'incontenibile Di Natale che delizia la platea con giocate sublimi, a Totò questa sera è mancato solo il gol.

gioia inler

Inattesa e deludente la prestazione dei rossoneri, ai limiti della decenza l'impegno, inesistente la cattiveria agonistica, clamorose le lacune a centrocampo ed in difesa, non pervenuto l'attacco, unica nota lieta e positiva la grande prestazione di Abbiati che, spero, abbia così convinto Leonardo a riconsegnargli la maglia da titolare.

La partita ha detto anche una cosa molto importante, la rosa del Milan è assolutamente inadeguata per una stagione densa di impegni,con le seconde linee che si sono dimostrate non all'altezza di obiettivi di primo livello.

I migliori: nel Milan Abbiati e Verdi, nell'udinese Di Natale e Coda. 

verdi e coda

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Inter - Milan 2 - 0

Domenica, 24 Gennaio 10, 12:37 P.

L'attesa è finita, davanti a 80.000 spettatori entusiasti, la notte milanese fa da teatro alla partita delle partite, il derby di Milano, di fronte l'Inter, chiamata a conservare la sua pluriennale leadership italiana, ed il Milan che lancia la sua sfida in chiave scudetto.

Gli ultimi provini del pomeriggio escludono dalla super sfida Nesta, sostituito da Favalli, e Stankovic, ce la fanno invece Muntari e Sneijder, gioca sin dall'inizio Santon, Balotelli è invece escluso a favore di Pandev.

Mourinho schiera l'Inter con un 4-3-1-2 con: 12 Julio Cesar; 13 Maicon, 6 Lucio, 25 Samuel, 39 Santon; 4 Zanetti, 19 Cambiasso, 11 Muntari (42’s.t. Cordoba); 10 Sneijder; 27 Pandev (21’s.t. Thiago Motta), 22 Milito (36’s.t. Balotelli). A disposizione: 1 Toldo, 23 Materazzi, 30 Mancini, 89 Arnautovic.


Leonardo risponde con il 4-3-3 solito del Milan con: 1 Dida; 20 Abate, 19 Favalli, 33 Thiago Silva, 77 Antonini (32′ s.t. Jankulovski); 8 Gattuso (1’s.t. Seedorf), 21 Pirlo, 23 Ambrosini (35’s.t. Huntelaar); 32 Beckham, 22 Borriello, 80 Ronaldinho. A disposizione: 12 Abbiati, 4 Kaladze, 9 Inzaghi, 25 Bonera.

La sfida parte ai 100 all'ora e la partita la fa da subito l'Inter che aggredisce  altissima i portatori di palla rossoneri impedendo loro di ragionare e di costruire le consuete trame offensive, volano calcioni da parte rossonera, se la cava Ronaldinho, si becca invece il giallo Beckham.

Neppure due giri d'orologio e Sneijder si libera al limite dell'area e lascia partire una bordata che si stampa sul palo esterno alla destra di Dida, i rossoneri rispondono con una triangolazione Ronaldinho-Antonini-Borriello, conclusa dal centravanti con una girata altissima.

Il Milan attacca in modo sbilanciato e ogni palla persa si trasforma in un'invitante e letale ripartenza dell'Inter, al 6° ancora Sneijder viene pescato solo in area, pronto il controllo e rapido il tiro, Dida si supera deviando di piede.

Meritato ed inevitabile arriva, al 9°, il vantaggio interista, il Milan perde banalmente palla a centrocampo, Pandev è abilissimo ad imbeccare sulla corsa Milito, Abate pecca di ingenuità e tocca indietro di testa servendo il principe che controlla, entra in area e trafigge Dida con un preciso tiro che si infila nell'angolino opposto a quello di tiro.

la rete di milito

Il Milan accusa il colpo e concede ancora altre ripartenze agli avversari, ancora Milito, servito all'altezza del vertice dell'area, costringe Dida ad una non semplice deviazione sul primo palo.

La partita cambia al 23° quando Rocchi ammonisce per una discutibile simulazione a centrocampo Lucio, la reazione di Sneijder è sconsiderata e gratuita, applaude infatti ironicamente e lungamente l'arbitro, inevitabile il rosso per l'olandese.

il rosso a sneijder

La partita sfugge di mano a Rocchi, si susseguono gli scontri, le cattiverie, i calcioni in tutte le zone del campo, protesta il Milan per un netto, ma forse non del tutto volontario, fallo di mano in area di Maicon, ma l'unica occasione per i rossoneri, che pian piano prendono in mano le redini dell'incontro,  è una punizione dal limite di Pirlo deviata sopra la traversa dalla barriera con Julio Cesar immobile.

Il Milan torna in campo con il recuperato Seedorf al posto di un opaco e molle Gattuso, i primi quindici minuti della ripresa sono un vero assalto alla porta nerazzurra, i rossoneri, forti della superiorità numerica, giocano in velocità allargando il gioco sulle fasce e chiudendo l'Inter nella sua area ma hanno il,non piccolo, torto di sciupare occasioni su occasioni.

Sembra fatta già al 46° quando, su angolo di Beckham, Seedorf, a centro area, colpisce di testa a colpo sicuro, si supera Julio Cesar che salva miracolosamente, al 47° è Ronaldinho in mezza girata volante a spedire la sfera appena a lato, si accendono mischie spaventose in cui giganteggiano Lucio e Samuel, ben supportati da un attentissimo ed efficace Julio Cesar.

Dopo due colpi di testa di Borriello, il primo parato dal portiere, il secondo appena alto, l'Inter rivede la metacampo rossonera prima con Milito che conclude debolmente, poi con Pandev che, sull'uscita di Dida, colpisce un palo clamoroso con un delizioso colpo sotto.

Quando Mourinho ha già deciso di sostituirlo, al 65°, Pandev pennella una punizione dal limite che sorvola la barriera e batte un Dida in versione paracarro.

il gol di pandev

Sul 2 a 0 il Milan accusa il colpo e ci mette un po' di tempo a riprendere in mano la partita, continua a cercare la superiorità sulle fasce da cui riversare cross per le torri, la retroguardia nerazzurra è però ammirevole, quasi eroica, e riesce a chiudere tutti i varchi.

Gli ultimi fuochi rossoneri, dopo una serie di tiracci dal limite, finiti in curva, di Pirlo, Seedorf e Ronaldinho, li accende Huntelaar che, prima tira a botta sicura in mezza girata da due passi, esaltando i riflessi di un Julio Cesar in  versione muro di gomma, poi, trovando la mano di Lucio su un tiro ravvicinato, secondo giallo e, quindi, rosso per Lucio e rigore per il Milan, va sul dischetto Ronaldinho, autore comunque di una discreta partita, che calcia fiaccamente facendo fare bella figura a Julio Cesar che si inarca in tuffo e devia ancora in corner.

gioia e delusione

Finisce con l'Inter che conferma la sua leadership nazionale e chiude la porta in faccia alle aspirazioni del Milan, dimostrandosi squadra rocciosa, unita, compatta, fortissima, fisicamente, e, mentalmente, nonostante un arbitraggio penalizzante, ma anche un pochino fortunata in alcuni episodi chiave.

Che dire del Milan? L'assenza di Nesta ha forse incrinato la sicurezza della squadra e l'approccio iniziale non è stato all'altezza delle attese e della forza della squadra, solo l'espulsione stupida di Sneijder ha riequilibrato il match rimettendo in partita i rossoneri, da quel momento però la squadra rossonera ha giocato ai suoi livelli creando tantissime occasioni da rete, tutte, regolarmente, buttate alle ortiche per imprecisione degli avanti, per i miracoli di Julio Cesar e per un briciolo di sfortuna.

Il Milan non esce tuttavia ridimensionato dalla sconfitta ma viene decisamente bocciato in chiave scudetto, del resto se incontri l'Inter tre volte in stagione e subisci 8 reti senza realizzarne nessuna, qualcosa vorrà anche dire no?

I migliori: nell'Inter Zanetti e Pandev, nel Milan Thiago Silva e Pirlo. 

zanetti, il migliore in campo

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Bologna - Bari 2 - 1

Domenica, 24 Gennaio 10, 09:41 M.

La giornata è grigia e la temperatura fredda, ma ben più sopportabile del turno infrasettimanale, ma il calore dei fans biancorossi giunti in gran numero contribuisce a creare l'atmosfera giusta e ad accendere il Dallara.

Dopo i grandi elogi ricevuti dal Bari per la straordinaria prestazione contro l'Inter ben diverso è il match che aspetta i pugliesi contro un Bologna alla ricerca della sua vera dimensione, dopo l'esaltante impresa di Firenze ed il pareggio inquietante contro l'Atalanta nel recupero infrasettiminale.

Colomba lancia subito in campo il neo acquisto Modesto e schiera il Bologna con Colombo, Moras, Lanna, Portanova, Raggi, Guana, Mudingayi, Valiani (49' Gimenez), Adailton, Di Vaio. A disp.: Spitoni, Britos, Zenoni, Casarini, Nsereko, Zalayeta.

Ventura risponde schierando il Bari con: Gillet, Belmonte, Bonucci, A. Masiello, Almiron (75' Stellini), Alvarez Reyes, S. Masiello, Koman, Donati, Barreto (59' Greco), Meggiorini. A disp.: Padelli, Diamoutene, , Allegretti, Gazzi, Kamatà. 

Si comincia con le inevitabili fasi di studio che già danno idea di quel che il match proporrà, Bologna che prova a saltare il centrocampo per innescare subito le punte e Bari che, raccolto in 30 metri, palleggia come di consueto con precisione e velocità, senza dare alcun riferimento alla difesa avversaria.

di vaio in azione

La prima occasione è per i padroni di casa al 9° con Di Vaio che prima vede rimpallato da un difensore il suo tentativo da fuori area, poi, sulla ribattuta, è Gillet ad opporsi con una deviazione in tuffo, la risposta del Bari arriva sugli sviluppi di un corner con Almiron che colpisce di testa spedendo la sfera alta sulla traversa.

Poi la partita si addormenta con il Bologna che perde smalto e non riesce più a presentarsi con pericolosità dalle parti di Gillet ed il Bari che si limita a fare possesso palla con fraseggi belli avedersi ma del tutto sterili.

molto gioco a centrocampo

Dopo la mezzora succede di tutto, al 33° una bella azione in velocità degli ospiti è chiusa da Barreto con un tiro insidioso che si spegne a lato d'un soffio, al 35° è un'azione personale di Di Vaio ad insidiare la porta di Gillet con un tiro a giro che finisce largo sul secondo palo, infine al 39° arriva il vantaggio del Bari con una bella e fortunata azione insistita di Meggiorini che riesce a trovare un buco centrale e a servire Barreto che controlla e scarica un terrificante fendente che picchia sotto la traversa e poi gonfia la rete, decimo gol per il brasiliano in forma smagliante.

Il resto del tempo è ancora targato Bari con due tiri dal limite di Almiron che al 42° e al 45° costringono Colombo prima a smanacciare in angolo e poi ad una parata bassa.

Al 49° la decisione che gira l'inerzia del match, Colomba sostituisce uno spento ed inconcludente Valiani con il giovane uruguianao Gimenez che entra subito in partita ed al 52°, sugli sviluppi di un corner, impatta di testa e con una splendida traiettoria a scendere supera Gillet e regala al Bologna il pareggio.

La partita è bella e veloce, le due squadre sembrano due pugili che a centro ring se le suonano di santa ragione senza badare troppo alla difesa.

Ma è l'intraprendenza e la capacità di proporsi e di saltare sistematicamente l'uomo di Gimenez che scardina i meccanismi perfetti della banda di Ventura, dopo una bella occasione dei biancorossi al 65° con Meggiorini che, di testa, spedisce oltre la traversa un bel cross di Donati, al 70° Modesto pesca solo in area Gimenez, l'uruguiano stoppa di petto ed esplode un gran tiro su cui si supera Gillet deviando in corner.

Sugli sviluppi del calcio d'angolo Raggi colpisce di testa sul primo palo spedendo la sfera a schiantarsi sul palo opposto, irrompe ancora Gimenez che di coscia accompagna la sfera in rete per il 2 a 1 Bologna al 73°.   

sciarpata barese 

Il vantaggio rossoblu taglia le gambe ai giocatori ospiti e spegne anche l'incitamento, fin lì incessante e calorosissimo dei fans biancorossi, il resto del tempo trascorre in un tentativo confuso e poco lucido dei pugliesi di raggiungere la parità, senza mai neppure sfiorarla, e in una serie di ripartenze pericolosissime non concretizzate per un nonnulla dagli emiliani, clamorosa al 90° la ciccata sotto porta di Di Vaio.

Vince così il Bologna e lo fa con pieno merito risalendo dallo svantaggio iniziale ,e dopo un primo tempo di sofferenza, con una ripresa volitiva e convincente, sciorinando a tratti anche delle belle giocate, grazie soprattutto alla verve di un Gimenez incontenibile, ci si chiede cosa abbia convinto, prima Papadopulo, e poi lo stesso Colomba,  a tenerlo fin qui ad ammuffire in panchina o in tribuna.

I tre punti regalano ai rossoblu una classifica un po' più confortante e che fa ben sperare per il proseguio del campionato, da sottolinaeare la prova di uno straripante Mudingayi, parso quello dell'anno passato, e dell'esordiente Modesto che si è ben disimpegnato sulla fascia sinistra proponendosi con continuità.

Il Bari forse ha risentito dei tanti meritati elogi per il match contro l'Inter ed ha finito per specchiarsi troppo in se stesso perdendo la presa sulla partita proprio dopo essere passato in vantaggio.

I migliori: nel Bologna Gimenez e Mudingayi, nel Bari Barreto e Masiello.

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