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Six Nations 2009: Scozia - Italia 26 - 6

Domenica, 01 Marzo 09, 04:44 M. · Commenti (1)

Naufragio degli azzurri a Murrayfield, dopo le disastrose batoste subite nei primi due match contro le corazzate Inghilterra e Irlanda, arriva il terzo disastro consecutivo, quello più doloroso ed umiliante, contro gli avversari più alla nostra portata, gli scozzesi che avevamo sconfitto nei due anni precedenti.

Una sconfitta senza recriminazioni, senza scuse, senza appello, che solleva il triste dubbio se attualmente il nostro movimento sia degno di parteipare al più antico torneo del mondo.

Un paio di assenze, per infortunio di Ongaro, per squalifica Masi, sono rimediate dai rientri di Bortolami e Ghiraldini, il MIster Mallet però anche questa volta si diverte a mischiare le carte e a proporre giocatori fuori dal loro ruolo, ecco l'idea McLein all'apertura e Marcato estremo, esattamente il contrario dei ruoli che occupano nel loro club.

L'inizio sembra incoraggiante con gli azzurri che stazionano stabilmente nella metacampo avversaria ed addirittura un paio di volte arrivano a 5 metri dalla linea di meta, prima con Canale che trova una bella percussione sulla fascia, arrestata in extremis, l'altra addirittura con un intercetto di Zanni che non riesce a percorrere i 25 metri che lo separano dalla meta, facendosi arrestare da 3 difensori.

canale tra i migliori

Ma se gli azzurri premono è la Scozia a passare due volte al 5° e al 13° con Paterson, segno del destino, entrato a sostituire temporaneamente Godman, 6-0 al quarto d'ora ed è già, come sempre partita in salita.

Piove sul bagnato perchè già al 4° Garcia deve uscire, groggy dopo un devastante impatto, finendo direttamente in ospedale per accertamenti.

Al termine di una bella azione arrembante al 22° è capitan Parisse a mettere a segno il primo drop della sua carriera nel Six nations, ma forse sarebbe stato più opportuno cercare la meta.

Ma ancora l'indisciplina ci fa pagare dazio, 6 punizioni contro nei primi 40 minuti, e questa volta è Godman a mettere a segno il calcio del 9-3 al 31°, dopo averne sbagliato un altro.

Gli azzurri sbandano e, ancora su una touche, nasce l'azione di sfondamento degli scozzesi che vanno in meta con irrisoria facilità con Dainelli al 35°, che si infila, come una lama nel burro, in una difesa azzurra mal piazzata,  e schiaccia in mezzo ai pali, facile la trasformazione di Godman per il 16-3, il replay rivela il passaggio in avanti di Morrison  per Dainelli, della serie piove sul bagnato.

Il tempo finisce con un calcio dai 45 metri tentato da Marcato e finito mezzo metro a lato.

parisse salta in touche

La ripresa vede l'Italia partire a testa bassa e insediarsi nei 22 dei padroni di casa, per ben due volte anzichè piazzare due punizioni non impossibili, andiamo in touche, ma senza costrutto perche' ancora una volta a 3 metri dalla linea di meta ci areniamo in azioni arruffate e poco incisive tanto da perdere l'ovale.

Finalmente al 15° , da posizione troppo invitante per declinare l'invito, McLein piazza in mezzo ai pali per il 16-6. Qui gli azzurri finiscono la benzina e cedono di schianto offrendosi ancora, quasi inermi, ad una travolgente incursione scozzese chiusa in mezzo ai pali da Gray, elementare la trasformazione di Paterson al 23° per il 23-3

Il resto è una serie di stucchevoli tentativi azzurri, condotti senza determinazione e senza costrutto, da un'armata ormai stanca e sconfitta su tutta la linea.

Arrotonda solo il bottino l'ultimo calcio di Paterson al 28° che fissa il punteggio sul definitivo 26-6, venti punti di scarto e tutti a casa, ancora umiliati e delusi  i giogatori, ma soprattutto i 6.000 tifosi al seguito.

In due anni di gestione Mallet sono stati azzerati i progressi di un lustro, la squadra è scarsamente motivata, priva di idee in attacco, molle e fallosa in difesa, ma quel che è peggio senza anima e spirito pugnace, gli appassionati accettano le sconfitte ma non sopportano di vedere una squadra arrendersi senza combattere, i fischi del Flaminio sono replicati a Murrayfield.

Ci aspettano ancora due partite proibitive, entrambe al Flaminio, con Galles e Francia, con l'unica speranza di vender cara la pelle, in questo momento siamo 2 gradini sotto  le altre, e uno sotto gli scozzesi, fortuna che gli interessi economici in gioco impediscono di cacciarci dal torneo, perchè oggi non siamo neppure un valido sparring partner per gli altri, un vaso di coccio in mezzo a vasi di ferro.

Intanto allo Stade de France, con una certa sorpresa, venerdi sera, una Francia, giovane e coraggiosa, ferma a 8 la striscia vincente del Galles, superando i rossi 21-16 al termine di una match equilibrato e combattuto chiuso con una eroica difesa sulla linea di meta della difesa dei Blues durata 5 minuti, i transalpini rientrano in corsa per il successo finale, spento il sogno di secondo Grande Slam consecutivo per il Galles.

Sabato pomeriggio, nella incredibile atmosfera di Croke Park, partita durissima e poco spettacolare tra Irlanda e Inghilterra, finisce 14-13 per i verdi che restano imbattuti ed in corsa per il Grande Slam, i bianchi della rosa, puniti invece dalla mancanza di disciplina, dope i due cartellini rossi con Italia e Galles, sono riusciti a fare ancora peggio con 3 espulsioni temporanee, e giocare 30 minuti su 80 in 14 contro avversari forti come l'Irlanda è tutt'altro che facile. 

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Argomenti: Italia, Scozia
Postato da gfloriano | Commenti (1)

1 Commenti · Commenta

marcoerob
marcoerob Ha scritto: 11.53CET | Mar 6, 2009

Che disfatta
peccato perchè un articolo
cosi bello in caso di vittoria
a parti inverse avrebbe trovato
di sicuro una 50ina di commentatori.
Invece sta qui solo e desolato, io lo
ho letto e ti faccio i complimenti.
Ti ho lasciato un msg privato, leggilo.
Ciao Marco.

marcoerob
marcoerob Ha scritto: 11.53CET | Mar 6, 2009

Che disfatta
peccato perchè un articolo
cosi bello in caso di vittoria
a parti inverse avrebbe trovato
di sicuro una 50ina di commentatori.
Invece sta qui solo e desolato, io lo
ho letto e ti faccio i complimenti.
Ti ho lasciato un msg privato, leggilo.
Ciao Marco.

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