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Bologna - Catania 1 - 1

Domenica, 09 Maggio 10, 10:35 M.

Il forfait dell'ultimo momento del Doc mi scombussola i piani rendendo più stressante l'avvicinamento al match decisivo per la salvezza del Bologna.

Infatti è una lunga tirata senza pause il ritorno a Bologna da Rimini, un'ora e mezzo di treno, poi corsa a prendere l'autobus, a casa per lasciare la borsa e cambiare abbigliamento visto che anzichè il sole riminese trovo una dispettosa pioggia, e po di nuovo  a prendere bus verso lo stadio, naturalmente stretti come sardine, che quasi non si respira. 

In zona stadio un attimo di break con un trancio di pizza e una birra, consumate quasi al volo, e poi finalmente mi accomodo sul mio seggiolino 25 quando mancano appena 5 minuti alle tre.

Lo stadio offre uno spendido colpo d'occhio con l'ennesima colorata coreografia regalata dalla curva Bulgarelli.

la bulgarelli colorata

Colomba, dopo il fortunoso pareggio di Bergamo, cerca la matematica salvezza schierando il Bologna con un 4-3-1-2 con: Viviano; Raggi, Moras, Britos, Lanna; Buscè, Guana, Casarini (35’p.t. Modesto); Adailton (12’s.t. Succi); Di Vaio, Zalayeta (1’s.t. Appiah).

Mihajlovic, che non ha più nulla da chiedere allo splendido campionato degli etnei risponde proponendo un Catania con un 4-3-3 con: Andujar; Potenza, Silvestre, Spolli, Capuano; Ledesma, Carboni, Biagianti (23’s.t. Moretti); Izco (17’s.t. Barrientos), Maxi Lopez (10’s.t. Martinez), Mascara.

Dopo le iniziali fasi di studio il Bologna pigia sull'acceleratore e sfiora ripetutamente il gol prima con una punizione dal limite di Di Vaio, sventata da Andujar,

poi con un pregevole tiro secco di Casarini che esalta le doti acrobatiche di Andujar, infine con Zalayeta che si vede deviata all'ultimo istante la girata a colpo sicuro.

Il gol arriva puntuale al 15° quando Di Vaio, servito da un passaggio filtrante, si inserisce tra due difensori rossoazzurri, invero piuttosto impacciati, e batte con un tiro preciso ma non irresistibile un sorpreso Andujar, accendendo d'entusiasmo il Dallara.

La risposta del Catania che giochicchia senza particolare cattiveria e decisione si concretizza in un  tiro di Mascara appena a lato e in un tiro debole di Biagianti, bloccato a terra da Viviano.

Il Bologna si vede in avanti solo una volta con Lanna che scodella al centro un assist al bacio che Zalayeta non riesce ad impattare lasciandosi anticipare da un difensore.

Proprio al 43° il tabellone segnala il vantaggio del Napoli contro l'Atalanta, proprio questo risultato scrive il successivo story-book del match.

Infatti ad inizio ripresa il Catania, con irrisoria facilità, si presenta due vole nell'area rossoblu con Maxi lopez che, sempre solissimo,  al 48° mette a lato, mentre al 50° batte facile facile Viviano con un tiro che lo spiazza fissando il punteggio sul definitivo 1 a 1.

Mancano 40 minuti alla fine ma non succede veramente più nulla fino alla fine, le squadre infatti si limitano ad uno stucchevole e prolungato inoffensivo titic titoc che finisce per annoiare tutti e rendere anche meno piacevole la festa finale, in verità piuttosto soft.

Finisce così con la salvezza del Bologna che coglie con una giornata d'anticipo il premio ai suo sforzi, dopo aver regalato ai propri sostenitori qualche gioia, ma anche fin troppe delusioni.

Dov'è il Bologna che faceva divertire e che si giocava tutte le partite con l'aspettativa di giocarsela alla pari con chiunque? Come cantavano gli Ulltà: 'meritiamo di meglio'.....

colore

I migliori: nel Bologna Di Vaio e Casarini, nel Catania Maxi Lopez e Baiocco. 

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Postato da gfloriano | Commenti (8)

Atalanta - Bologna 1 - 1

Domenica, 02 Maggio 10, 11:16 M.

Il grande pubblico, i mass media e l'attenzione di tutti è da sempre rivolta ai big match, quelli con in palio scudetti e champions, ma a tutte le latitudini esiste anche un altro calcio, che interessa milioni di sportivi, anche se rappresenta realtà più piccole e meno nobili, e si conquista le prime pagine dei giornali negli scontri diretti che il calendario regala a fine campionato.

Oggi Bergamo è teatro proprio di uno di quei match da ultima spiaggia, quelli pomposamente definiti 'senza domani', che fermano e raccolgono intorno alle squadre protagoniste intere città e regioni.

Di fronte Atalanta e Bologna, divise da 5 punti, con gli orobici chiamati alla partita dell'anno, una vittoria per continuare a sperare, per rimanere ancora in vita, anche se il calendario non promette poi incontri facili, per il felsinei invece meno pressione e anche la possibilità di sbagliare, senza per questo compromettere le possibilità di salvezza.

Mutti, che deve fare a meno degli squalificati Manfredini e Bianco e schiera l'ATALANTA con un 4-4-2 con: Consigli; Bellini, Capelli, Pellegrino, Peluso; Ferreira Pinto (38’ st Chevanton), Padoin, Guarente, Valdes (24’ st Doni); Amoruso, Tiribocchi (1’ st Radovanovic).

Colomba che deve rinunciare a Lanna squalificato e a Mudingayi infortunato, risponde schierando il BOLOGNA con un 5-3-2 con: Viviano; Raggi (25’ st Gimenez), Moras, Portanova (6’ st Adailton), Britos, Modesto; Buscè, Guana, Mutarelli (1’ st Casarini); Di Vaio, Zalayeta.


Il tifo orobico caldo ed appassionato spinge i propri beniamini che si installano decisamente nella metacampo ospite e sciorinano manovre rapide e piacevoli che mettono in grosse difficoltà un Bologna, troppo teso ed impacciato, incapace di proporre alcuna risposta offensiva.

La prima svolta del match è datata 15° minuto quando Portanova, in grave ritardo, abbatte in area Guarente, per Tagliavento non ci sono dubbi ed assegna il penalty, lo specialista Valdes spiazza Viviano ma tira troppo centralmente e debolmente permettendo al portiere di respingere con i piedi.

Il rigore fallito potrebbe abbattere chiunque, non è invece così per i nerazzurri che continuano imperterriti ad attaccare, senza mai rischiare nulla in difesa per la latitanza assoluta di ripartenze felsinee.

Al 23° ecco il secondo episodio chiave, dai 30 metri Guarente calcia una punizione violenta e precisa che sorprende nettamente Viviano, che si aspettava lo spiovente in area, e si infila sotto la traversa facendo esplodere l'Atleti azzurri d'Italia.

Il Bologna prova ad alzare i ritmi e a conquistare campo, ma non riesce proprio mai a rendersi pericoloso, di contro gli orobici non si limitano a controllare ma appena possono, con Tiribocchi ed Amoruso, tengono sempre sul chi vive la timorosa difesa rossoblu.

Il terzo episodio chiave data 43° quando Modesto batte un corner, a centro area Portanova viene strattonato e buttato a terra da Pellegrino, Tagliavento fischia il penalty ed ammonisce il difensore che si lascia scappare una parola di troppo beccandosi il rosso. Tra le proteste generali si intromette il segnalinee che segnala che la sfera, nella sua traiettoria, ha oltrepassato la linea di fondo, l'arbitro ritorna perciò sui suoi passi e ritira l'assegnazione del rigore ma non l'espulsione.

il rosso a pellegrino

In superiorità numerica, nella ripresa, il Bologna è quasi costretto ad uscire dal suo guscio e ad attaccare, lo fa però sempre lentamente e con poche idee e ben confuse, con l'aggravante di lasciare autentiche autostrade per le ripartenze nerazzurre che hanno il solo torto di mancare della necessaria incisività.

Colomba le tenta tutte, prima inserisce Casarin, poi Adailton, ma il cambio decisivo è proprio l'ultimo, quello di Gimenez, che con la sua vivacità e la sua velocità mette in crisi la stremata e statica difesa di casa, dopo un paio di opportunità sbagliate d'un soffio, quando mancano appena 10 minuti al termine, Gimenez, da dentro l'area, calcia cadendo, Consigli si oppone deviando in tuffo, ma la sfera finisce sui piedi di Peluso che, sorpreso ed impacciato, colpisce sciaguratamente infilando beffardamente la sfera nella propria porta, regalando un pareggio, quasi insperato, ai rossoblu.

La reazione dell'Atalanta è veemente, ma sfortunata, quando Amoruso colpisce di testa, su una punizione calciata da Guarente, con la sfera che si perde a lato d'un soffio.

Ma è proprio il Bologna a vedersi negata l'opportunità del gol-vittoria nel tempo di recupero quando la terna arbitrale ferma Di Vaio lanciato a rete da solo, dopo aver superato anche Consigli,  per un fuorigioco inesistente.

Il pareggio stride con l'impegno e la grande volontà profusa dall'Atalanta che ha disputato un grande incontro, regalando a tratti anche scampoli di bel gioco, avendo il solo torto di sprecare alcune ripartenze importanti, il resto, in chiave negativa, la hanno fatta l'inferiorità numerica e la sfortuna che hanno forse messo definitivamente fine ai sogni di salvezza.

festa rossoblu

Il Bologna, di contro, con il minimo sforzo e con una prestazione tutt'altro che convincente e propositiva, si porta a casa un punto che vale la salvezza senza aver fatto poi così tanto per meritarselo, ma così è il calcio, nel bene e nel male, un giorno ti dà, un altro ti prende, e il Bologna è passato oggi alla cassa a riscuotere qualche credito pregresso.

I migliori: nell'Atalanta Bellini e Amoruso, nel Bologna Gimenez e Buscè. 

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Postato da gfloriano | Commenti (2)

Milan - Fiorentina 1 - 0

Sabato, 01 Maggio 10, 02:31 P.

L'immediata vigilia in casa rossonera e viola è stata occupata più dalle dichiarazioni forti di giocatori (Gilardino) e allenatori (Leonardo) e delle rispettive proprietà, che dalla preparazione del match, importante solo in ottica Champions League per il Milan.

Le due squadre, reduci da due pesanti scoppole nelle ultime due uscite, sembrano arrivate a fine campionato con la luce della riserva (fisica e psicologica) preoccupantemente accesa, dopo il fallimento di tutti gli obiettivi dell'annata sportiva, l'unica speranza che accomuna le due compagini è la ricerca del passaporto per la prossima campagna europea.

Leonardo sceglie un MILAN con il 4-2-1-3 con: Dida; Zambrotta, Thiago Silva, Favalli, Antonini; Pirlo, Ambrosini; Seedorf (Mancini dal 30' s.t.); Huntelaar (Inzaghi dal 30' s.t.), Borriello, Ronaldinho (Flamini deal 37' s.t.) (Abbiati, Albertazzi, Jankulovski, Gattuso).

Risponde Prandelli schierando la FIORENTINA con un 4-2-3-1 con
: Frey; De Silvestri, Kroldrup, Natali, Gobbi; Bolatti, Montolivo; Marchionni (Vargas dal 12' s.t.), Jovetic (Liajc dal 14' s.t.), C. Zanetti (Keirrison dal 23' s.t.); Gilardino (Avramov, Aya, Donadel, Carraro).

Iniziano meglio i viola che pressano alto e sembrano più vivi e determinati tanto da sfiorare il vantaggio con un gran tiro dal limite di Montolivo, su cui si supera Dida con una difficilissima deviazione in corner, e con una mezza girata di Gilardino facile preda di Dida.

Passata la buriana i rossoneri conquistano metri e riescono a diventare padroni del campo e del gioco grazie alle giocate di Ronaldinho, in serata di gran vena, al sacrificio di Huntelaar che si sbatte su tutto il fronte d'attacco, impegnandosi anche in profondi ripiegamenti difensivi, e alle intuizoni di Pirlo e Seedorf che funzionano a corrente alternata, ma che tengono sempre desta l'attenzione della retroguardia ospite.

I rossoneri sfiorano ripetutamente il gol grazie ad un tiro di Huntelaar che si spegne sull'esterno della rete, ad un colpo di testa di Thiago Silva, respinto sulla linea da Zanetti,  ad un paio di iniziative di Ronaldinho che costringono Frey ad interventi non semplicissimi e a Borriello che ci prova prima di testa, poi in scivolata senza riuscire però a trovare il pertugio giusto.

borriello in scivolata

La ripresa segue lo stesso canovaccio del finale di primo tempo con la Fiorentina troppo schiacciata dietro e piuttosto rinunciataria ed il Milan alla ricerca della rete passando dai piedi e dalle giocate geniali di Ronaldinho che regala sprazzi di gran classe e inventa giocate che strappano applausi senza comunque riuscire a  determinare il gol, un paio di volte è Seedorf a sprecare da facile posizione il cioccolatino confezionato dal brasiliano, un'altra è Huntelaar ad arrivare un soffio in ritardo sul delizioso assist di Dinho, infine è Frey a respingere in volo plastico una punizione magistralmente pennellata dal gaucho.

dinho in azione

Il tempo passa ed il risultato non si sblocca, Leonardo decide per un doppio cambio nel tentativo di aumentare ulteriormente il peso offensivo della squadra sostituendo Huntelaar e Seedorf con Inzaghi e Mancini.

Proprio per fermare Inzaghi in area, Kroldrup è costretto ad un'entrata scomposta su Borriello, colpisce infatti palla e gambe dell'ariete rossonero, l'arbitro Russo propende per il fallo ed indica il dischetto e, al 33°, Ronaldinho corona la sua splendida serata trasformando il penalty con un tiro violento e angolatissimo che non dà scampo a Frey, che pure aveva scelto l'angolo giusto.

il rigore di dinho

Il finale restituisce voglia e vigore ai ragazzi di Prandelli che prendono d'assalto l'area milanista creando una serie di mischie pericolose e conquistando un paio di punizioni dal limite che Vargas non riesce però a trasformare.

Il Milan finisce in 10 a causa dell'espulsione per doppio cartellino giallo di Ambrosini ma riesce a portare faticosamente a casa i 3 punti, fondamentali in chiave terzo posto, e a regalare a Leonardo una vittoria che da troppo tempo mancava a San Siro.

Da sottolineare l'affetto mostrato dai ragazzi in campo e fuori al Mister a testimonianza dell'ottimo lavoro svolto da Leo e della solidità del gruppo da Lui plasmato.

A questo punto della stagione aspettarsi grande calcio è purtroppo una pia illusione, le squadre hanno infatti dato ormai il loro meglio, forse stasera la Fiorentina è un po' mancata in presenza e continuità, giocando solo a sprazzi e concentrando il meglio di sè solo nei primi 20 minuti e negli ultimi 10.

Il Milan ha fatto quel che ha potuto confermando che solo Ronaldinho, quando è in serata di vena, può togliere, in questo momento, le castagne dal fuoco ad una squadra stremata e a pezzi.

La chiosa finale è la mia solidarietà completa ed assoluta a Leonardo, un grande uomo, magari domani anche un ottimo allenatore, fatto oggetto di immotivate critiche dalla proprietà.

la gioia di leonardo

Pollice verso invece alla dirigenza, nella persona del suo presidente Berlusconi, troppo assente dalle vicende del campo (ma le vedrà poi davvero le partite almeno?) per potersi permettere certe dichiarazioni che paiono davvero inaccettabili idiozie......

I migliori: nel Milan Ronaldinho ed Huntelaar, nella Fiorentina Frey e Kroldrup.

festa a dinho

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Postato da gfloriano | Commenti (4)

Bologna - Parma 2 - 1

Domenica, 25 Aprile 10, 11:49 P.

Dopo due giorni grigi e carichi di pioggia, che sembravano aver riportato l'autunno, la domenica mattina ci accoglie con un pallido sole, anche se il vento che mi accarezza il volto quando vado a fare colazione, come al solito tardissimo la domenica, è più che frizzante.

Il Doc, libero dai suoi sfibranti turni di lavoro in ospedale, arriva puntuale verso la mezza e, con tutta la calma del caso, partiamo alla volta del Dallara. Che sia una domenica speciale e diversa dalle altre lo si intuisce subito vedendo la tanta gente che si muove nei pressi dell'impianto onusto di gloria.

In occasione della partita contro il Parma, fondamentale, in chiave salvezza, la Bulgarelli ha proclamato la giornata della maglia, e migliaia di tifosi hanno tirato fuori dal profondo dei propri cassetti maglie rossoblu di annate diverse regalando un caleidoscopio di modelli disparati, diversi per motivi, sponsor sul petto e nomi sulla schiena, una piacevole nostalgia mi assale a leggere nomi come Baggio, Nervo, Fontolan, Andersson, Signori.....io non ho, nella mia ampia collezione di maglie calcistiche, nessuna maglia rossoblu, rimedio con una biancorossa, più consona però ad una partita del Rimini!

io al dallara

Consumiamo una rapida pizza alla Langouste, annaffiata dall'immancabile birra, e poi allo stadio, in pochi minuti il Dallara si riempie regalando un bel colpo d'occhio e tantissimo colore in ogni settore dello stadio, anche gli ospiti, giunti in circa un migliaio, contribuiscono con la loro spruzzata di gialloblu.  

la curva san luca

Colomba, dopo il beffardo punto conquistato ad Udine, per questa sfida fondamentale sulla strada che porta alla salvezza, sceglie uno schieramento offensivo e presenta il BOLOGNA con un 4-3-1-2 con: Viviano; Raggi, Portanova, Moras (33' st Britos), Lanna; Buscé, Mudingayi, Casarini (17' st Guana); Adailton (16' st Pisanu); Zalayeta, Di Vaio. A disp. Colombo, Modesto, Gimenez, Succi.

Dall'altra parte l'ex, non certo molto amato nella città felsinea, Guidolin sceglie un Parma propositivo proponendo un 3-5-2 con: Mirante; Dellafiore, Paci (43' pt Lunardini), Zaccardo; Biabiany, Valiani, Galloppa (40' st Lanzafame), Antonelli, Castellini; Crespo, Bojinov (44' pt Gigli). A disp. Pavarini, Dzemaili, Pasi, Baccolo.

Il sole, finalmente caldo, illumina e riscalda un match vivo e combattuto fin dalle primissime battute, il Bologna ci prova subito e già all'8° con Zalayeta andrebbe in rete, ma la bandierina alzata del segnalinee spegne l'urlo del Dallara, il Parma risponde colpo su colpo e Bojinov si ritrova una palla invitante a centro area che il bulgaro scarica prontamente verso la porta, Viviano è attento e respinge di piede.

Dopo un paio di occasioni rossoblu, prima con Zalayeta che di testa costringe Mirante ad una difficile deviazione a terra, poi con un tiro dal limite di Adailton che il portiere controlla a fatica in due tempi, il Parma, a sorpresa, al 23°, passa in vantaggio, una sventagliata dalla fascia sinistra viene involontariamente corretta da Casarini verso l'accorrente Biabiany che mette in moto le sue velocissime leve liberandosi sulla corsa di un pur ottimo Lanna, e, entrato in area, dopo aver resistito al contrasto, forse non troppo deciso di Moras, batte in diagonale Viviano invano proteso in tuffo.

festa del parma   

I felsinei non accusano il colpo e, sospinti dal roboante sostegno dello stadio intero, si riversano nella metacampo ospite e già al 29° girano a proprio favore il match grazie all'espulsione decretata da Bergonzi ai danni di Zaccardo che ferma, da ultimo uomo, Zalayeta lanciato a rete da solo.

Sulla punizione successiva Portanova anticipa un difensore ed il portiere e di  testa serve Di Vaio che, sotto porta, non ha difficoltà a battere a rete, ma anche questa volta l'urlo del Dallara viene spento dall'inopinato annullamento per presunto off side del centrale rossoblu.

Poco male, il Bologna insiste e, appofittando del buco sulla fascia destra lasciato da Zaccardo, Buscè ha modo di impazzare a suo piacimento e, all'ennesimo affondo, al 38°, trovata la linea di fondo, il laterale centra un cross perfetto su cui si avventa come un falco Di Vaio che, anticipato il suo marcatore, beffa Mirante con un delizioso tocco di tacco gonfiando la rete ed accendendo d'entusiasmo il Dallara.

Il tempo si chiude con l'infortunio di Paci che obbliga Guidolin a due cambi per riassettare, in chiave più difensiva il proprio schieramento, fuori Bojinov e Paci per Lunardini e l'esordiente primavera Gilli.

La ripresa comincia con il Bologna determinatissimo che assalta fin dal fischio iniziale l'area avversaria e, al 50°, quando Gilli tenta di servire Mirante, con un tocco troppo morbido di testa, a Di Vaio non par vero di vedersi servito su un piatto d'argento un simile invito e, con la rapidità ed il fiuto del gol del più provato goleador, si inserisce sulla traiettoria e infila la porta con un delizioso pallonetto che fa letteralmente vibrare di gioia lo stadio.

Il Parma non dà segni di reazione ed il Bologna prova a chiudere il match premendo sull'acceleratore, bellissima di lì a poco una giocata di Adailton che, chiude un triangolo preciso con Zalayeta, e si presenta solo davanti a Mirante che però si supera deviando oltre la traversa.

Recuperato a tempo di record Guana entra in campo e si trova la palla del comodo 3 a 1 ma , da non più di 5 metri, riesce a tirare contro l'esterno della rete.

L'ultima occasione di arrotondare il bottino capita a neo-entrato Pisanu, uno dei tanti ex della partita, che, ricevuta la sfera dal solito preciso assist dal fondo di Buscè, colpisce, lui pure,  di tacco e quando la palla sembra già nel sacco ci arriva la mano prodigiosa di Mirante a respingerla oltre la linea di fondo in corner.

Il finale regala un minimo di sofferenza allorchè, dopo il terzo cambio operato da Colomba, Mudingayi è costretto a lasciare  il terreno di gioco per un infortunio muscolare, ristabilendo così la parità numerica.

Guidolin intravvede la possibilità di rimonta ed inserisce Lanzafame ma non succede proprio nulla fino al triplice fischio di Bergonzi che decreta la meritata vittoria del Bologna.

la bulgarelli splendida

Tre punti d'oro per il Bologna, al termine di una partita ben giocata e meglio gestita, impreziosita dai due gol del bomber Di Vaio, che interrompe così la sua prolungata astinenza che durava dal match vittorioso di Livorno, e che mette un cuscinetto di ben 5 punti tra i felsinei e l'Atalanta prima del match di domenica prossima contro gli orobici, ormai disperati e all'ultima chiamata in ottica salvezza.

Poco da dire sul Parma che gioca la sua onesta partita senza regalare nulla, ma senza neppure dare l'impressione di dannarsi l'anima, incapace di gestire un subitaneo vantaggio e danneggiato senz'altro dalla inferiorità numerica.

I migliori: nel Bologna Buscè e Di Vaio, nel Parma MIrante e Biabiany.

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Postato da gfloriano | Commenti (9)

Meno quattro

Lunedì, 19 Aprile 10, 05:30 M.

Nel week end appena trascorso è andata in archivio la XXXIV giornata di campionato che se da una parte ha fatto registrare alcuni verdetti definitivi, dall'altra ha lasciato apertissimi i giochi in tutte le zone della classifica.

La partita di Marassi ha posto la parola fine ai sogni di scudetto del Milan, sconfitto da una Sampdoria viva e pimpante, ma tutt'altro che irresistibile, palesando tutti i pregi e i difetti della stagione dei rossoneri, troppo altalenanti per rimanere al vertice, sospesi perennemente tra giocate spettacolari ed amnesie inaccettabili, figlie della rosa scarna, sbilanciata ed inadeguata regalata, al pur bravo Leonardo, da una dirigenza troppo parsimoniosa e chiaramente alla deriva.

LA CURVA SUD

La lotta per il titolo resta dunque un 'private affaire' tra la Roma e l'Inter, opposte a Lazio e Juventus nel derby di Roma e in quello d'Italia, le due regine della stagione hanno portato a casa i tre punti con prestazioni simili nella sostanza, ma differenti negli sviluppi, riuscendo dopo le iniziali difficoltà a girare la partita dalla loro parte grazie ad una ferrea determinazione e ad una capacità di cambiare l'inerzia del match in corsa, frutto della capacità dei due nocchieri in panchina, quanti avrebbero scelto di sostituire De Rossi e Totti dopo il primo tempo?!

MOURINHO E RANIERI

Le due squadre sono in salute e fisicamente e mentalmente, certo sull'Inter potrebbero pesare nei prossimi dieci giorni anche le tossine del doppio confronto con il Barcellona, ma la rosa dei nerazzurri e il carisma di Mourinho sono garanzia di lotta senza quartiere alla corazzata giallorossa, che, dopo aver rischiato l'affondamento al momento del rigore parato da Julio Sergio a Floccari, ha saputo cambiare marcia, traendone forza ed energia, per ribaltare clamorosamente l'esito di un derby che pareva essergli sfuggito dalle mani.

il pareggio di vucinic

Diventano a questo punto determinanti le prossime due giornate con impegni di eguale difficoltà per entrambe (Sampdoria e Parma per la Roma e Atalanta e Lazio per l'Inter), mentre sembrano in chiara discesa le ultime due giornate con impegni molto abbordabili.

Il confronto promette dunque ancora suspence e spettacolo in una corsa al titolo così incerta ed equilibrata che mancava in serie A da tanti anni, peccato soltanto per i veleni, le polemiche gratuite e le violenze che stanno gettando un'ombra cupa su una sfida bellissima.

l'esultanza irriverente di totti

Lotta dura anche in zona Champions dove Sampdoria, Palermo, Napoli e Juventus sono racchiuse in 6 punti e, complici calendari difficili, con tanto di scontri diretti, promettono un'arrivo al fotofinish, la mia favorita resta, nonostante il ritardo attuale il Napoli, che mi pare la più completa e competitiva del lotto.

Anche la zona caldissima regala agli appassionati incertezza e suspence, dopo la retrocessione, cui manca solo il crisma dell'ufficialità matematica, del Livorno, con il Siena che ancora lotta fieramente, ma che pare ormai spacciato, la sfida vera e forte è quella lanciata dall'Atalanta, sicuramente la più in forma del lotto, a Bologna e Lazio che per vari motivi sembrano le sue antagoniste più indiziate, sempre che l'Udinese non sbandi inopinatamente e clamorosamente.

Il Bologna con il beffardo pareggio di Udine ha posto fine all'emoragia di 5 sconfitte di fila, e, prima di andare in visita a Bergamo, deve necessariamente tornare al successo con il Parma se non vuole vedere bruciare sul filo di lana le sue prospettive di salvezza.

La Lazio è decisamente più attrezzata e, derby a parte, sta attraversando un ottimo momento di forma, l'unica incognita è sul come verrà metabolizzato il rocambolesco ko nel derby, anche perchè la trasferta contro il Genoa e la partita con l'Inter potrebbero regalare ben poche gioie ai biancocelesti.

LA PARATA CHIAVE

Buon campionato a tutti e, ricordate, che è sempre e solo un gioco.....   

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Postato da gfloriano | Commenti (12)

Bologna - Lazio 2 - 3

Domenica, 11 Aprile 10, 10:38 M.

La sveglia è più difficile e problematica del solito dopo le ore piccole fatte al Matis per la festa della Virgin....

Apro le finestre e penetra un'aria frizzante, la pioggia notturna ha abbassato di una decina di gradi la temperatura primaverile di ieri, vado a fare colazione al bar di fronte in un atmosfera festaiola per il carnevale della Cirenaica.

Fabio si presenta quasi puntuale, che evento! all'una meno un quarto, grazie al suo solito intuito troviamo parcheggio relativamente vicino al Dallara e ci concediamo l'usuale pranzo alla Langusta, per antipasto ci deliziamo con una Catalana, poi spiedini misti.

Il cielo coperto di nuvole nere regala qualche fastidiosa goccia di pioggia che per fortuna lascia presto il passo ad un bel sole caldo.

Il Dallara offre uno splendido colpo d'occhio e regala un grande colore e calore non solo nella curva rossoblu ma anche nella San Luca, gremita da oltre 4.000 fans laziali, calorosissimi e indiavolati.

 

Per questo match delicatissimo per entrambe le compagini, divise da appena un punto, Colomba deve fare a meno di Zalayeta che si infortuna nel riscaldamento e schiera il Bologna con un 4-4-1-1 con: Viviano; Raggi, Portanova, Santos, Lanna; Buscé, Guana (26' st Casarini), Mudingayi, Modesto (29' st Giménez); Adailton; Di Vaio (37' st Succi). A disp. Colombo, C. Zenoni, Bassoli, Mutarelli.

Edy Reya, che sta portando i biancocelesti fuori dalle sabbie mobili della bassa classifica, risponde schierando la LAZIO con un iniziale 3-4-2-1 con: Muslera; André Dias, Stendardo, Radu; Biava (38' pt Rocchi), Brocchi, Ledesma, Kolarov; Mauri, Zarate; Floccari (33' st Cruz). A disp. Berni, Diakité, Baronio, Firmani, Del Nero.

Si parte guardinghi, vista l'importanza della posta in gioco, e solo dopo la segnalazione del vantaggio giallorosso ai danni dell'altra contendente per la salvezza l'Atalanta, la partita si scioglie regalando emozioni a gogò.

Una bella azione sulla fascia di Buscè è chiusa con un cross ciccato a centroarea da Di Vaio, Biava improvvidamente scaglia il rinvio addosso a Modesto, pronto a controllare e a servire l'accorrente Guana che, dalla linea dell'area grande, impatta il cuoio con precisione e violenza spedendolo alle spalle di un incolpevole Muslera per il vantaggio rossoblu al 12°.

gioia rossoblu

La Lazio, colpita quasi a sorpresa, fatica a ritrovarsi ed arretra favorendo il pressing degli emiliani che al 16° trovano addirittura il gol del 2 a 0 grazie a Portanova che, sugli sviluppi di un corner, anticipa tutti sul primo palo girando con precisione alle spalle di Muslera.

secondo gol

La Lazio sbanda paurosamente e si fa vedere solo per un paio di tiri dal limite di Zarate e Ledesma nettamente fuori dallo specchio della porta, ma qui il Bologna commette l'errore più grande, anzichè pigiare sull'acceleratore e cercare di assestare il colpo del ko si accontenta ed inizia a giochicchiare con poco mordente e senza cattiveria e determinazione e dopo un bel colpo di testa dell'esordiente Santos, finito di poco a lato, sparisce dal campo consegnando le chiavi del match alla Lazio di Reya che opera il cambio vincendo sostituendo Biava con Rocchi.

Al 40° Zarate si beve mezza difesa rossoblu ed esplode un gran tiro che picchia contro il palo e poi si perde a lato, ma al 44° ancora un iniziativa del fuoriclasse argentino regala una palla d'oro a Mauri che, tutto solo a centro area, ha il tempo di controllare, mirare e calciare fuori dalla portata di Viviano per il gol del 2 a 1 che riaccende le speranze laziali e riapre il match.

palla a centro per il 2 a 1

La ripresa si apre con i capitolini che attaccano a pieno organico e mettono alle corde un Bologna stralunato, impacciato ed incapace di reagire, si deve superare un efficace Viviano nel respingere con due mezzi prodigi prima un tiro di Zarate sugli sviluppi di un'azione personale, poi una botta da centro area di un caparbio Rocchi.

Il Bologna sembra una scialuppa in balia di marosi sempre più minacciosi e l'inevitabile arriva rocambolescamente al 63° quando, sugli sviluppi di una punizione dalla trequarti di Ledesma, Dias colpisce di testa, la sfera si impenna e, in ricaduta, picchia sulla parte alta della traversa, Viviano, colto da un vero raptus di follia lascia i pali in cerca di farfalle, mentre la sfera viene indirizzata verso la porta dove Raggi la rinvia giusto sul petto di Dias che, involontariamente, realizza il meritatissimo gol del pareggio laziale.

festa per il pari

Il Bologna non dà segni di reazione e continua a permanere nel suo stato comatoso, incapace di fornire alcun segno di vitalità, la Lazio, galvanizzata dal pareggio e struggentemente sospinta dal boato costante dei suoi splendidi tifosi, continua a caricare a testa bassa e riesce, quasi per forza d'inerzia, a completare la rimonta al 68° con il suo uomo più importante, capitan Rocchi, abile a trasformare in gol, con un tiro in controtempo, un prezioso assist di tacco di Brocchi.

apoteosi lazio

I cambi di un Colomba, pavido ed in stato confusionario, producono finalmente un po' di reazione nei felsinei che sfiorano il pareggio al 79° con Buscè che, pescato solo sul secondo palo, controlla bene ma, da posizione comunque non facile, spara alto sulla traversa.

Giuste sono invece, poco dopo, le lagnanze dei padroni di casa per un fallo nettissimo in area di Dias che, se prima interviene correttamente sulla palla, poi sul proseguimento dell'azione fa letteralmente volare Gimenez con una mossa degna di Wrestlemania.

Nelle praterie che si aprono nella metacampo rossoblu si gettano i guastatori laziali che sfiorano ancora il gol con Zarate che si presenta solo davanti a Viviano che si supera nel respingergli la sfera in corner.

Finisce con la meritata vittoria della Lazio, capace di passare dall'inferno del primo quarto d'ora al paradiso del novantesimo minuto, grazie alle mosse di Reya in panchina e alle giocate dei suoi campioni in campo guidati in regia dall'ottimo Ledesma, trascinati da uno Zarate a completo servizio della squadra e sublimati dalla concretezza del vecchio bomber Rocchi che permetteno ai 4.000 fans venuti da Roma il giusto tripudio in attesa del derby di domenica prossima.

la san luca biancoceleste

Il Bologna prosegue la sua striscia negativa, arrivata alla quinta sconfitta di fila,  con una prestazione sconcertante, una partenza di raro cinismo, due gol su due tiri in porta, aveva illuso tutti noi sugli spalti su una facile vittoria mentre ha stranamente spento la luce nelle menti dei giocatori, letteralmente spariti dal campo con il passare dei minuti.

La sconfitta è di quelle gravi, e per le conseguenze sul morale, e, per le ripercussioni sulla classifica, i punti di vantaggio sull'Atalanta restano comunque ancora 4 ma il calendario è, a questo punto, molto delicato a causa delle due trasferte ad Udine e Bergamo, nulla è perduto per carità, ma urgono correttivi rapidi e decisi.

I migliori: nel Bologna: Guana e Portanova, nella Lazio Zarate e Rocchi.

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Inter - Bologna 3 - 0

Sabato, 03 Aprile 10, 08:29 M.

Dopo la facile e netta vittoriacontro il modestissimo CSKA Mosca nell'andata dei quarti di Champions, un Inter rimaneggiatissima, causa le assenze per squalifica di Eto'o, Lucio, Zanetti e Maicon, e di Sneijder per turnover, affronta il Bologna, reduce da tre sconfitte consecutive, con il ritorno in campo dal primo minuto del figliol prodigo Balotelli, costretto a scusarsi pubblicamente con Mourinho per essere nuovamente convocato.

Piove a dirotto su San Siro in questo sabato Santo che obbliga l'Inter a vincere per tenere a distanza le inseguitrici Roma e Milan, entrambe in trasferta rispettivamente a Bari e Cagliari.

Mourinho fa di necessità virtù e schiera l'Inter con : 12 Julio Cesar; 39 Santon, 2 Cordoba, 25 Samuel, 26 Chivu; 5 Stankovic, 19 Cambiasso (42′ Krhin), 8 Thiago Motta; 45 Balotelli, 22 Milito (42′ st Muntari), 27 Pandev (24′ st Sneijder). A disposizione: 1 Toldo, 23 Materazzi, 11 Muntari, 7 Quaresma, 17 Mariga.
Risponde Colomba, che deve rinunciare a centrocampo a Mudingayi squalificato, schierando il  Bologna
con: 1 Viviano; 84 Raggi, 13 Portanova, 6 Britos, 23 Lanna; 24 Buscé, 8 Mingazzini (27′ pt Casarini), 14 Guana, 30 Modesto (1′ st Zalayeta); 85 Adailton, 9 Di Vaio (35′ st Gimenez). A disposizione: 15 Colombo, 3 Santos, 21 Zenoni, 11 Succi.

Subito dopo una bella girata di Milito appena alta sulla trasversale, grande spavento per i padroni di casa al 4° quando con una punizione, decentrata sulla fascia, Adailton colpisce il palo con Julio Cesar invano proteso in volo.

Il resto del match è un monologo nerazzurro, la squadra gioca in velocità con le tre punte che si trovano a meraviglia mentre i difensori rossoblu sono sempre in affanno ed in inferiorità, Balotelli senza strafare fa la differenza in ogni parte del campo, la prima palla gol capita sui piedi di Milito che, approfittando di un disimpegno errato della difesa emiliana, si presenta da solo davanti a Viviano che è bravo a respingere di piede.

Dopo che la pressione diventa sempre più insopportabile l'Inter passa al 28° con Thiago Motta che indovina dai 20 metri un tiro che passa tra molte gambe e si infila vicino al palo opposto a quello di tiro con Viviano in colpevole ritardo, si capisce che il match è già finito.

Il Bologna accusa il colpo e rischia più volte di subire il secondo gol, dapprima e' Milito che si libera con un fallo di Raggi e arrivato sul fondo mette al centro dove arriva appena in ritardo Balotelli, è proprio il bomber dal cuore rossonero a sfiorare il gol prima con uno splendido tiro a giro che si perde fuori di un soffio, poi, liberato da solo in area, in leggero offside, trova ancora Viviano pronto a respingere di piede.

Proprio all'ultimo minuto grande palla gol per Modesto che pescato solo in area da Buscè uccide le speranze rossoblu con un tiraccio osceno.   

La ripresa con Zalayeta in campo per un opaco Modesto vede il Bologna più ben disposto e manovriero, ma spostando il baricentro 20 metri in vanti si aprono autentiche voragini dietro, tant'è che, in azione di ripartenza per una palla stupidamente persa a centrocampo da Guana,  Milito si invola sulla fascia e disegna un delizioso assist al bacio per Balotelli, pronto sul secondo palo, che chiude al volo battendo imparabilmente Viviano, imbarazzante la figura di Lanna in chiusura, 2 a 0 al  52°.

balotelli in azione

Il Bologna continua a giochicchiare in modo scolastico, titi titoc, ma al dunque tutte le azioni si perdono e si esauriscono nel momento in cui dovrebbero decollare.

All'Inter non pare vero di potersi permettere di controllare la partita con così grande facilità e senza neppure un impegno fisico e mentale da campionato, la ripresa sembra un allenamento molto soft.

All'85° una prepotente percussione centrale di Stankovic regala a Thiago Motta l'opportunità di fare doppietta personale con un tiro forte e preciso di sinistro che non dà scampo a Viviano.

festa nerazzurra per il terzo gol

Finisce senza neppure recupero con un 3 a 0 che rispecchia fedelmente l'andamento del match, tanta Inter e poco Bologna, è ora che i ragazzi di Colomba si sveglino, l'Atalanta è a soli 4 punti, e dopo 5 match con un 1 solo punto all'attivo la classifica sta ricominciando a piangere....

L'Inter ha dato, se ce ne fosse bisogno, ulteriore prova di forza e di concretezza grazie alla sua rosa sterminata e competitiva, ma le altre hanno pure vinto e le prossime partite, Champions a parte, sono con Fiorentina e Juventus, non proprio due passeggiate di salute!

Encomio particolare per Balotelli che gioca con sagacia, non strfà ma fa le cose giuste al momento giusto, lasciando da parte anche certi comportamenti in passato tanto criticati, tanto da sembrare quasi anestetizzato, decisivo in ogni caso alla faccia del vate di Setubal che ha dovuto inserirlo in campo contro la sua spocchiosa arroganza....

I migliori: nell'Inter Balotelli e Milito, nel Bologna Adailton e Raggi.

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Milan - Lazio 1 - 1

Domenica, 28 Marzo 10, 10:59 M.

Il Milan, dopo aver fallito il sorpasso contro il Napoli ed essere miseramente naufragato a Parma, si vede concessa, grazie all'impresa di ieri della Roma, capace di battere la capolista Inter, una nuova, forse l'ultima, chance di rientrare in corsa per partecipare a quella che si preannuncia un'appassionante ed incertissima volata-scudetto.

I rossoneri di Leonardo arrivano però a questo incrocio fondamentale della stagione con una formazione rimaneggiatissima, ai cronici assenti per infortunio Nesta, Pato, Beckham, si aggiungono i forfaits, per squalifica, di Ronaldinho e Pirlo, e, per un inaspettato malanno, di Abbiati.

L'avversario di turno al Meazza è la Lazio di Edy Reja, reduce da due vittorie consecutive, ma ancora  invischiata, con forse qualche patema in meno,  nella lotta per la salvezza.

Leonardo vara pertanto un Milan tutto nuovo con un 4-4-2 con : Dida; Zambrotta (dal 76° Jankulovsli), Thiago Silva, Favalli, Antonini; Abate, Flamini, Ambrosini; Seedorf, Borriello, Inzaghi (dal 76° Zigoni).
Reja risponde schierando una Lazio con il 3-5-2 con: Muslera; Dias, Stendardo, Radu; Lichtsteiner (dall'88° Biava), Brocchi, Ledesma, Mauri, Kolarov; Rocchi (dal 54° Cruz), Zarate (dall'83° Foggia).

Il Milan parte dando l'impressione di crederci, la Lazio, forse un po' troppo guardinga, facilita le prime incursioni dei padroni di casa che nei primi 10 minuti crea tre belle occasioni: prima un bel taglio di Abate concluso con un tiro che non impensierisce Muslera, poi una gran intuizione di Seedorf per Borriello che, in area, si fa respingere il tiro da un difensore, infine con una bella iniziativa personale di Seedorf chiusa con un tiro che si perde a lato.

La Lazio finalmente si sveglia dal suo torpore e si fa vedere dalle parti di Dida prima con una punizione di Zarate respinta dalla barriera e poi da due tiri da fuori di Zarate e Mauri che si perdono a lato.

Al quarto d'ora bella azione in velocità del Milan chiusa da Seedorf con un bel tiro a giro su cui è bravo Muslera a respingere in tuffo, al 18° Flamini entra in area e si scontra con Kolarov, Tagliavento indica il dischetto e Borriello riesce a trasformare nonostante Muslera intuisca e riesca a toccare la sfera.

la rete di borriello 

Ottenuto il vantaggio il Milan però fa l'errore di sedersi, incalzato da una Lazio che si butta alle spalle tutti i timori iniziali, dalle parti di Dida iniziano ad accendersi mischie e situazioni rischiose che il portiere brasiliano riesce affannosamente a salvare.

Dopo un bel tiro al volo di Mauri che Dida salva in due tempi la Lazio perviene al meritato pareggio al 32° quando Ledesma fa spiovere un traversone a centro area, Antonini in affanno respinge maldestramente colpendo in pieno Mauri, Lichsteiner è abilissimo ad avventarsi sulla sfera e a  toccare sotto misura traffiggendo un goffo Dida. 

esulta lichtsteiner

Il Milan accusa il colpo e perde contatto con il match, la Lazio invece sale in cattedra e ci crede sfiorando il gol ripetutamente, prima è Dida a volare a centro area mentre sulla ribattuta Dias si fa bloccare da un difensore, poi è Zarate, al termine di una bella serpentina in area, a costringere Dida ad una difficile parata a terra, infine è Kolarov, leggermente decentrato, a sfiorare la traversa con un tiro violento ma impreciso.

Il Milan rientra dagli spogliatoi con maggiore determinazione e cerca di chiudere la Lazio nella sua area, la volontà è grande le idee però non sono quelle giuste per sfondare la munitissima linea difensiva biancazzurra.

seedorf in azione

Le occasioni, grazie al coraggio e alla grinta, arrivano prima sui piedi di Antonini che strappa la palla ad un difensore, vince un rimpallo e, dal limite, spara un bolide che si stampa sulla traversa, poi  sui piedi di Borriello, splendidamente servito dal fondo da Inzaghi,  ma l'ariete rossonero controlla male e si gira tentando la solita acrobazia, la sfera finisce però alta.

inzaghi in azione

La Lazio si scuote e va vicino al gol con Lichtsteiner che colpisce la parte esterna del palo con Dida sorpreso che si limita a controllare pregando, ancor più clamorosa la palla capitata sui piedi di Dias che, tutto solo, calcia al volo spedendo la sfera altissima sulla traversa.

Il tempo passa, il nervosismo aumenta, le forze e la lucidità vengono meno, Leonardo prova a mettere forze fresche per schiodare il pari, la Lazio riparte sempre mettendo apprensione ai rossoneri, ma l'ultima occasione è ancora rossonera con Abate che si inserisce su un retropassaggio molle di Kolarov a Muslera, ma poi spreca spedendo alta la girata a porta vuota.

Sterili ma encomiabili gli ultimi minuti con i rossoneri che le provano tutte, più per forza d'inerzia che per reale forza, ma il risultato non cambia più, finisce così 1 a 1, un  risultato giusto che premia una Lazio attenta e concreta, che pare aver superato la fase più acuta della sua lunghissima crisi e che sembra ben avviata verso posizioni di classifica più consone al suo lignaggio.

Per il Milan il sogno scudetto finisce qui: 3 partite e 2 soli punti mettono la parola fine ad ogni velleità dei rossoneri, del resto stasera non c'è proprio nulla da addebitare ai Leonardo boys, senza 10 titolari era impossibile chiedere e sperare di più, l'unico rammarico è quello di non essere riusciti a mantenere il vantaggio, ma tant'è...

La società vede, la società sa di chi sono le colpe di questa serata e di tante altre da qualche anno a questa parte!!!!

I migliori: nel Milan Thiago Silva e Favalli, nella Lazio Mauri e Lichtsteiner.

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Roma - Inter 2 - 1

Sabato, 27 Marzo 10, 12:00 P.

L'Olimpico di Roma è pieno come nelle notti magiche di 20 anni fa, solo i colori sugli spalti sono diversi, non il tricolore ma giallorosso ovunque, i 5000 interisti sono soverchiati in tutto, nel numero, nel colore e nel calore.

Siamo finalmente alla 'partita', il redde rationem di questo campionato, l'Inter capoclassifica, attesa mercoledì dal CSKA Mosca nei quarti di finale di Champions, è chiamata a tenere a distanza una Roma in avvicinamento costante, dai meno 14 di fine andata, oggi sono solo 4 i punti di distacco tra le due compagini.

Ranieri porta Totti in panchina e schiera la ROMA con un 4-3-1-2 con: Julio Sergio; Cassetti, Juan, Burdisso, Riise; Perrotta, Pizarro, De Rossi (29’s.t. Brighi); Menez (23’s.t. Taddei); Vucinic (41’s.t. Totti), Toni. A disp.: Doni, Totti, Mexes, Baptista, Motta, Cerci. 

Mourinho, che lascia a casa per l'ennesima volta il povero Balotelli, risponde proponendo un Inter con il 4-3-3 con: Julio Cesar; Maicon, Lucio, Samuel, Thiago Motta (32’s.t. Chivu); Stankovic (14’s.t. Pandev), Cambiasso (32’s.t. Quaresma), Zanetti; Sneijder; Eto’o, Milito. A disposizione: Toldo, Materazzi, Cordoba, Muntari, Mariga. 

La Roma entra subito nel match aggredendo altissima l'Inter e impedendogli di giostrare a suo piacimento, i giallorossi sono rapidi, vivi e pungenti, arrivano sempre prima sulla palla e tengono costantemente in apprensione la retroguardia ospite.

Morganti, come sua consuetudine, lascia correre molto ed interrompe il gioco proprio quando non ne può fare a meno, spesso per ammonire i nerazzurri, come sempre nervosissimi, e, spesso, fuori tempo.

Su una punizione dalla fascia destra battuta da Pizarro, Burdisso stacca più in alto di tutti ma praticamente passa la palla a Julio Cesar che, per troppa sufficienza, perde clamorosamente la presa sulla sfera, rapidissimo, come un vero cobra, si avventa sulla sfera De Rossi, che anticipa Samuel, e, di punta,  insacca nella porta sguarnita, siamo al 17° e l'Olimpico esplode in un boato assordante per il vantaggio romanista.

il gol di de rossi che apre le marcature

L'Inter fatica ad uscire, Sneijder prova ad innescare un positivo Milito ed un evanescente Eto', ma senza grossi risultati, allora ci prova lui stesso direttamente su punizione ma la palla sfila appena a lato.

La Roma di contro si trova a meraviglia, trascinata da un Pizarro sontuoso e da un De Rossi strepitoso va vicino al raddoppio prima con una bella iniziativa di Vucinic il cui tiro è deviato a lato da un difensore, poi ancora con una secca punizione dal limite del montenegrino che scalda i guanti a Julio Cesar costringendolo ad una difficile deviazione in corner.

L'Inter si sveglia improvvisamente negli ultimi 5 minuti della prima frazione, dopo un tiro a lato di Stankovic ed una trattenuta sospetta in area ai danni di Milito da parte di Burdisso, è Samuel, sugli sviluppi di un corner, a colpire la parte inferiore della traversa con Julio Sergio immobile, Lucio spara poi a lato di poco la ribattuta.

La ripresa segue lo stesso copione con l'Inter che guadagna metri e tiene in costante apprensione la retroguardia giallorossa, si accendono un paio di mischie furibonde davanti a Julio Sergio, che si supera deviando in corner in bello stile un tiro a giro di Sneijder, la Roma risponde con due occasioni per il clamoroso raddoppio, entrambe sulla testa di Toni, che, sotto misura, prima alza di una spanna sopra la trasversale, poi gira troppo presto una rimessa laterale di Riise.

Al 66° il fattaccio, Sneijder scodella una palla dentro l'area, ben tre giocatori interisti sono in fuorigioco, ma il segnalinee non sbandiera, l'azione prosegue ed ancora l'olandese recupera la palla e, arrivato sul fondo, centra a mezza altezza, Milito è il più reattivo ed in spaccata anticipa Burdisso e realizza da 2 passi il gol del pareggio nerazzurro per la gioia dello spicchio di fans nerazzurri.

il gol di milito

L'inerzia del match sembra passare all'Inter che, ancora con Milito, spreca un ottima occasione, ma la Roma, che pareva sulle ginocchia, si rianima improvvisamente quando il neo-entrato Taddei raccoglie una respinta di testa di Lucio e tira al volo dal limite, sbagliando clamorosamente la mira, tuttavia la sfera arriva nei piedi di Luca Toni che, solo a centro area, controlla e cadendo, in mezza girata, chiude sul primo palo con un tiro secco che non lascia scampo a Julio Cesar per il nuovo vantaggio giallorosso al 73° e la gioia dei 70.000 sugli spalti.

il gol di toni

Mourinho, come al solito, risponde inserendo tutti gli attaccanti possibili, la partita diventa uno scontro epico con l'Inter che si riversa a pieno organico nella metacampo giallorossa e la Roma pronta a ripartire ogni volta che conquista palla.

Grande e spettacolare il gesto tecnico di Eto'o che arpiona una palla mancata da Juan e, dal limite dell'area, esplode un gran tiro che si perde appena alto.

Un fragoroso boato, a 5 minuti dal termine, accoglie l'ingresso in campo di Totti dopo 40 giorni d'assenza.

Il finale è da cardiopalma, prima è la Roma a disperarsi per un nettissimo fallo di Julio Cesar ai danni di Brighi non sanzionato con il sacrosanto penalty, poi al terzo dei 5 minuti di recupero è Milito, servito da una sponda aerea di Eto'o, a colpire clamorosamente il palo da posizione favorevolissima.

Finisce così con la importantissima e meritata vittoria della Roma che fornisce una prova di gioco di grande livello e nello stesso tempo di grande autocontrollo al cospetto di un Inter, sempre afflitta da un nervosismo inaccettabile ed ingiustificato, trasmessole dal vate di Setubal che non si è smentito neppure stasera, pronto a contestare ogni decisione arbitrale contro i suoi, anche di fronte alla chiara evidenza.

eccolo che protesta

Se qualcuno è stato danneggiato dalla direzione di gara quella è senz'altro la Roma, gol del pareggio in fuorigioco, rigore negato, mancato cartellino rosso per qualcuno dei troppi ammoniti nerazzurri, invece, come sempre, eccoli che si lamentano, di che poi non si sà, come troppo spesso ultimamente i nerazzurri come società sono diventati bravissimi a piangere, evitando invece di chiedersi  perchè continuano a giocare al di sotto delle proprie capacità, forse sarebbe meglio che anzichè urlare al complotto che non esiste, pensassero un po' a come si son ridotti...

Grande Roma, strepitoso Ranieri che si prende una piccola rivincita sul non troppo amato Mourinho e si toglie qualche sassolino dalle scarpe che vi era rimasto impigliato dai tempi della Premiership, è ora il momento di crederci Mister, la sua squadra è la più spettacolare, il calendario non è disprezzabile, regali quindi ai suoi tifosi e a tanti altri quella possibilità di urlare a chi ben sappiamo: 'Zeru tituli'...

festa giallorossa

I migliori: nella Roma Pizarro e Toni, nell'Inter Sneijder e Milito.   

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Bologna - Roma 0 - 2

Giovedì, 25 Marzo 10, 01:34 M.

Al Dallara di Bologna tempo di turno serale infrasettimanale, di fronte la Roma di Ranieri, lanciatissima nella sua caccia all'Inter capolista, ed il Bologna che, dopo la strepitosa serie utile di inizio 2010, è reduce dalla sconcertante sconfitta di Siena.

Con il Doc ce la prendiamo con comodo ed arriviamo allo stadio con una buona mezzora d'anticipo sui tempi, evitiamo così il caotico traffico serale, e godiamo della temperatura piacevole di una serata non fredda, incontro Mauro e facciamo 4 chiacchiere e un po' di foto e video del riscaldamento della Roma, poco prima del fischio d'inizio recuperiamo la nostra posizione in fila 23.

Colomba, alla ricerca di risposte positive dopo la delusione di Siena, schiera il BOLOGNA con un 4-4-2 con: Viviano; Raggi, Portanova, Moras, Lanna; Buscè, Mingazzini, Mudingayi, Modesto (30' st Casarini); Gimenez (16' st Adailton), Zalayeta (16' st Di Vaio). (Colombo, Zenoni, Santos, Guana).

Ranieri recupera tutti gli squalificati tranne Juan, e, assente il solo Totti, prepara il rendez-vous con l'Inter di sabato prossimo, mandando in campo un ROMA con il 4-3-1-2 con: Julio Sergio; Cassetti, Mexes, Burdisso, Riise; Taddei, Pizarro, De Rossi; Menez (25' st Cerci); Toni, Vucinic (20' st Baptista). (Doni, Tonetto, Andreolli, Brighi, Perrotta). 
L'Osservatorio nazionale ha vietato ancora una volta la trasferta a Bologna ai fans giallorossi, il Dallara offre comunque un bel colpo d'occhio con oltre 25.000 presenti, grazie alle iniziative incentivanti della società rossoblu, e il colore ed il calore che accolgono le squadre al loro ingresso in campo è quello delle occasioni importanti.

 
Neppure il tempo di sistemarsi in campo, che, al primo affondo la Roma sfiora subito il gol, la difesa di casa si apre al centro e Menez può involarsi indisturbato verso l'area, arrivato al limite calcia però senza la convinzione giusta e praticamente colpisce le gambe di Viviano in tuffo.
La Roma si trova a meraviglia facendo giostrare la sfera in velocità e arrivando facilmente nell'area rossoblu, i padroni di casa sono un po' contratti e faticano a ritrovarsi, ancora Toni al 12° si trova inspiegabilmente solo a centro area, il suo colpo di testa è però debole e Viviano blocca senza difficoltà.
Risponde finalmente il Bologna al 14° con Gimenez che di testa viene stoppato però da Riise, la partita è bella, ora decisamente molto più equilibrata, con i rossoblu che, gettate via le paure, si muovono a fisarmonica sul campo con una doppia linea difensiva, con Modesto e Buscè bravi a proporsi con pericolosità sulle fasce.
Al 21° è però ancora la Roma a sfiorare il vantaggio, un cross dalla fascia, superati Toni e Portanova, in fisico contrasto aereo, arriva a Menez che colpisce prontamente di controbalzo obbligando Viviano ad una  difficile deviazione in corner, ma, dopo un altro colpo di testa di Toni che non impensierisce Viviano, si esaurisce la spinta offensiva dei giallorossi, che progressivamente escono dal match lasciando l'iniziativa ad un Bologna bello e propositivo, trascinato da un Mudingayi semplicemente irrefrenabile.
I rossoblu hanno però il torto di essere poco pericolosi sotto porta, e solo al 31°  una bella accelerazione di Gimenez, partito forse in off side,  è conclusa dal piccolo uruguagio con un tiro che obbliga Julio Sergio al primo intervento difficile della partita.
Il resto del tempo vede un Bologna coraggioso che manovra bene ma che mai obbliga Julio Sergio ad andare oltre l'ordinaria amministrazione.
La ripresa si apre con l'episodio che decide il match, al 50° la retroguardia rossoblu riconquista palla sulla propria trequarti e riparte, il passaggio in uscita viene però stoppato dall'arbitro, il signor Damato di Molfetta, De Rossi è pronto ed abile ad involarsi verso l'area e a scagliare uno dei suoi classici tiri da fuori, niente di che parrebbe, senonchè accidentalmente Riise mette il piede sulla traiettoria modificandola in modo decisivo, Viviano, già partito in tuffo verso la sua destra, è spiazzato e la sfera, beffarda, si insacca a centro porta per la gioia del manipolo di fans giallorossi presenti in curva, ma evidentemente residente a Bologna....
festa giallorossa
Colomba corre ai ripari e cambia completamente la coppia d'attacco, fuori gli inconcludenti e fumosi Gimenez e Zalayeta, dentro Di Vaio ed Adailton.
I nuovi entrati si muovono molto e cercano di dare profondità alla manovra rossoblu, proprio da una veloce ripartenza, guidata da Di Vaio, scaturisce, al 64°, la più clamorosa palla gol del Bologna, la sfera arriva sulla fascia a Buscè, abile a crossarla rasoterra per l'accorrente Modesto che, a centro area, solissimo, manca clamorosamente l'impatto.
Ranieri risponde con Baptista e Cerci, la Roma controlla agevolmente senza mai rischiare seriamente se non per un paio di colpi di testa su corner di Portanova, abbondantemente alti e per un gran tiro al volo di Mudingayi, fuori d'un soffio.
La partita si trascina stancamente verso la fine con il Bologna che lentamente si spegne, incapace di accendere la scintilla che illumini la manovra, i capitolini non si devono così dannare più di tanto per controllare e danno quasi l'idea di risparmiarsi in vista del big match con l'Inter di sabato pomeriggio.
All'82° Damato lascia correre un intervento dubbio ai limiti dell'area giallorossa, la Roma è pronta a ripartire e Cerci lancia Baptista che entra in area e batte sul suo palo un tutt'altro che ineccepibile Viviano.
Finisce così con il successo meritato della Roma che resta in corsa per il titolo, ma che desta qualche perplessità sulle concrete possibilità di vittoria finale, troppe le pause che si è concessa, in cui ha lasciato libertà d'azione ad un Bologna volitivo ma spuntato, certo l'impressione finale è quella di una squadra con grandissime individualità e con un idea di gioco interessante e concreta, ma anche con qualche problema di personalità.
Di contro il Bologna desta impressioni contrastanti, squadra quadrata certo, ma troppo umorale e leggera nei momenti topici del match, forse la grande rincorsa di questa prima metà del girone di ritorno ha illuso troppo presto l'ambiente di aver raggiunto la salvezza, urge ritrovare grinta, carattere e ferrea determinazione per portare a casa, il più presto possibile, quei punti che ancora mancano per la salvezza matematica.   
I migliori: nel Bologna Mudingayi e Raggi, nella Roma Menez e De Rossi.
Peggiore in campo il Signor Damato, ha fischiato a senso unico per tutta la partita, riuscendo addirittura a servire ai giallorossi la palla del vantaggio e facilitando il raddoppio con un mancato fischio, decisamente una brutta serata per lui.....
La mia è resa ancor più cupa dalla segnalazione sul tabellone all'ultimo minuto del gol di Bojnov contro il Milan che affossa, forse definitivamente, le ambizioni di scudetto dei rossoneri, non basta neppure la successiva cena di pesce alla Langusta a restituirmi il buon umore.....
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