Lunedì, 27 Luglio 09, 05:38 M.
Ricordo ancora, con malcelata nostalgia, il calcio mercato della mia adolescenza, di quei mitici anni ottanta, con gli azzurri freschi Campioni del Mondo in Spagna e l’Italia capitale mondiale del calcio.
Tempi in cui la stampa era signora incontrastata delle giornate degli appassionati calciofili, che , quasi religiosamente, s’accostavano alle edicole e sfogliavano con trepidazione le pagine del quotidiano per leggere le ultime di mercato.
Rammento le mattinate trascorse sotto l’ombrellone a leggere roboanti annunci, puntualmente smentiti il giorno successivo, dell’arrivo di questi o quest’altro, era una sorta di piacevole divertissement da cui scaturivano interminabili ed accalorate discussioni, alimentate da quella autentica fiera dei sogni che era il calcio-mercato di Milano.
Come tutte le cose divertenti durava il tempo necessario, un mese o poco più, poi le squadre andavano in ritiro con le rose complete, modificabili solo nell’appendice autunnale: ed arrivavano le star più acclamate da tutto il mondo: Platini, Falcao, Boniek, Socrates, Rummenigge, Maradona, Junior , giusto per fare qualche nome in ordine sparso.
Oggi il calcio mercato scimmiotta sé stesso, ci sono tre o quattro Hotel a Milano, dove frotte di procuratori e faccendieri vari si incontrano, discutono, spendono, popolando la movida meneghina, ma ormai gli affari veri si concludono altrove: se dovessi coniare oggi una definizione per il calcio mercato di Milano direi: il falò delle vanità!
Se i mass media oggi si nutrono avidamente di questo fenomeno dedicandovi miriadi di pagine della carta stampata, centinaia di pagine di siti internet e decine di trasmissioni televisive che ripetono sé stesse all’infinito, la sostanza è che invece siamo di fronte ad un teatrino desolatamente vuoto visto che mancano i protagonisti indispensabili: i campioni.
Il calcio italiano sta vivendo un momento estramente confuso e difficile, interessato com’è da una profonda crisi istituzionale, organizzativa, ma soprattutto economica, il baricentro del calcio mondiale si è decisamente spostato verso l’Inghilterra e, soprattutto quest’estate, verso la Spagna, dove i clubs più in vista, grazie a favorevoli leggi fiscali, o, a una pioggia di dollari, rubli e petrodollari, attraggono, con le loro incantevoli sirene, le grandi stelle d’ogni dove .
Così la tanto bistrattata Serie A è costretta a veder fuggire le già poche stelle presenti e ad ingegnarsi, come nel monopoli, a scambiarsi le ‘figurine’ sperando che un diverso assortimento delle medesime produca comunque una stagione diversa e magari, perché no, vincente.
L’Inter, campione in carica, confermato Mourinho, non senza un robusto ritocco all’ingaggio, si è mossa per tempo assicurandosi i due uomini-copertina del Genoa: el principe Diego Milito e Thiago Motta, e l'esperto ma utile Lucio dal Bayern, ma proprio a metà del ritiro americano ha portato a termine uno degli scambi shock di quest’estate Ibrahimovic, l’unico insostituibile, principale attore dei successi prima della Juventus, poi dei nerazzurri, al Barcellona per Eto’o e 45 milioni più il prestito gratuito di Hleb, detto che il camerunese è un fior di giocatore, questa mossa è destinata a cambiare profondamente sia il gioco dei neroazzurri che i rapporti di forza all’interno del campionato.
La Juventus fin qui si è mossa bene e con oculatezza, confermando tutti i suoi ottimi govani, acquistando Cannavaro,peraltro duramente contestato da una parte della tifoseria per l’addio polemico di tre anni fa, per rinsaldare una difesa apparsa talvolta titubante, e soprattutto due ottimi brasiliani per il centrocampo: Diego, forse l’unico vero fuoriclasse giunto in Italia negli ultimi tempi, e Felipe Melo, strappato alla Fiorentina per 20 milioni e Marchionni, manca ancora un centrale di sostanza, si fa il nome dell’uruguiano Caceres del Barcellona, ma occorre anche vendere per far cassa e rientrare degli oltre 50 milioni spesi, i nomi più appetibili in questo senso sono Trezeguet e Poulsen, ma l’esordiente Ferrara ha una rosa completa ed equilibrata con cui dar fastidio ai campioni in carica.
Il Milan ha, prima, irritato i milioni di suoi fans cedendo Kakà al Real Madrid, cosa che non è andata giù proprio a nessuno, per necessità di bilancio, questa la giustificazione della dirigenza, poi, si è mosso con grande cautela e parsimonia assicurandosi, per colmare le storiche amnesie sui palloni alti, i quasi 200 cm dell’americano Onyewu e ,guardando giustamente al futuro, accaparrandosi un paio dei giovani più interessanti del panorama italiano, Zigoni e Beretta, e riportando a casa Di Gennaro e Abate. Ma il buon Leonardo deve per il momento fare buon viso a cattivo gioco e può solo sperare che prima del 31 agosto arrivi l’acquisto che serva alla squadra e non come acchiappa-abbonamenti che sia Fabiano, Trezeguet, Huntelar o chicchesia, sempre che non venga ceduto pure Pirlo.
Detto di un sostanziale immobilismo di Roma, Fiorentina e Lazio che hanno fatto acquisti non altisonanti, tutti da valutare sul campo, ma che hanno sostanzialmente trattenuto i propri prezzi pregiati, Melo a parte, le due squadre che si sono mosse meglio sul mercato sono il Genoa di Preziosi ed il Napoli di De Laurentis.
I rossoblu liguri, fatta cassa con le sontuose cessioni di Milito e Motta, hanno speso a piene mani acquistando tra gli altri Floccari, Crespo, Kharja, Moretti, Tomovic, Palacio e Zapater e sembrano aver allestito una squadra che dopo il tentativo, fallito d’un soffio l’anno passato, Gasperini potrebbe quest’anno portare in Champions League.
Infine gli azzurri partenopei, dopo il disastroso girone di ritorno del passato campionato, costato il posto a Reia, sostituito da Donadoni, si sono lanciati decisamente sul mercato acquistando tra gli altri De Santis, Campagnaro, Zuniga, Cigarini e Quagliarella, la rosa sembra adesso molto più fornita ed assai ben equilibrata, forse non bastera’ per arrivare nei primi quattro ma sperare è lecito, unica grana da risolvere in qualche modo è il 'caso' Lavezzi.
Detto dei proclami bellicosi di Zenga che ha promesso a Zamparini ed ai suoi tifosi lo scudetto , con Pastore e Bertolo gli acquisti più importanti, le altre squadre hanno cercato di far quadrare i bilanci e di trovare negli scambi la linfa necessaria a raggiungere gli obiettivi prefissati ad inizio stagione.
L'ultima mossa 'incandescente' è stato l'acquisto del Bologna da parte del petroliere albanese Taci, grande amico di Berlusconi e Galliani, vedremo un po' che ne potrà mai sortire....
Lunedì, 01 Giugno 09, 12:15 M.
Eccoci all'appuntamento con le pagelle finali sulla Serie A 2008/09 andata in archivio ieri con i verdetti definitivi, nell'attribuzione dei voti si è tenuto conto degli obiettivi dichiarati ad inizio stagione che, se raggiunti, costituiscono la base 6 del voto, quindi ci potranno essere voti identici dati a squadre distanziate anche da molti punti.
Punti 84 - Voto 8,5: Una nuova stagione trionfale per i neroazzurri, giunti al quarto scudetto consecutivo, dalla prima giornata la loro forza è parsa tale da non poter essere messa in discussione dagli avversari, ci hanno provato Juventus e Milan, ma non hanno mai rappresentato una minaccia seria e credibile per il successo finale. Possiamo dire però che questo è un titolo figlio ancora di Mancini, Mourinho ha conquistato costantemente le prime pagine di giornali e tv per le sue sortite mediatiche, sempre interessanti, spesso intelligenti, mai banali, ma sul campo il suo progetto di gioco si è visto poco, squadra solida e granitica come sempre, miglior attacco con il Milan, miglior difesa e capocannoniere del campionato Ibra, ma nulla di innovativo e creativo, sufficiente per vincere lo scudetto, non abbastanza per altri successi, mediocre la partecipazione alla Champions League finita contro il Manchester United agli ottavi, dopo un discutibile e deludente girone iniziale.
I giocatori chiave : Ibrahimovic e Julio Cesar
I più della stagione: Santon e Balotelli
I meno della stagione: Quaresma, spedito a gennaio in Inghilterra, e Mancini.
Punti 74 - Voto 7: un secondo posto finale e buona parte della stagione trascorsa come potenziale alternativa all'Inter ne fanno un'annata non deludente, certo, nel momento topico della stagione, complice i molti infortuni ed un calo repentino della condizione fisica, la squadra si è sciolta, il resto lo ha fatta una campagna stampa aggressiva e denigratoria contro Ranieri che hanno portato al clamoroso esonero a due giornate dal termine, Ferrara ha così potuto interpretare il ruolo di salvatore della patria con gli ultimi due successi. Urgono comunque acvquisti importanti e di sostanza perchè la rosa attuale, interessante in alcuni giovani, non è allo stato competitiva per combattere su due fronti, l'acquisto di Diego è comunque un ottimo inizio.
I giocatori chiave: Sissoko e Amauri
I piu' della stagione: Iaquinta e De Ceglie
I meno della stagione: Poulsen e Trezeguet
Punti 74 - Voto 7: un terzo posto conquistato con le unghie, l'obiettivo minimo della Champions diretta è stato alfine raggiunto, ma la stagione è stata troppo altalenante, qualche grande partita e molte deludenti prestazioni contro le 'piccole' hanno impedito di lottare seriamente sia in campionato che in coppa, unica nota positiva il miglior aexequo con l'Inter. Finisce un'era, quella di Ancelotti, e ne comincia, si spera, un'altra con Leonardo e tanti brasiliani, ma se si perdesse Kakà, dopo aver già perso Gourcuff, sarebbe impresa molto più ardua costruire subito una squadra vincente. Ad Ancelotti l'unica cosa che rimprovero è di non aver fatto valere le proprie idee in sede di campagna acquisti, salvo poi boicottare le scelte della società non schierando le figurine acquistate.
I giocatori chiave: Kakà e Inzaghi
I più della stagione: Pato e Flamini
I meno della stagione: Shevchenko e Ronaldinho.
Punti 68 - Voto 7: ennesima grande stagione dei viola, che sotto la guida di un sempre più convincente ed affidabile Prandelli, staccano ancora il vbiglietto per la Champions da conquistare però attraverso le forche gaudine dei preliminari, fatale la sconfitta interna all'ultima giornata con il Milan. La squadra è partita bene ma si è persa dopo l'eliminazione in Champions ed in Uefa, il finale di stagione è stato da prima della classe, sul campo si sono dati il cambio nelle varie fasi della stagione un ritrovato Gilardino ed un affidabile Mutu, il resto della squadra è stato compatto ed affidabile facendo della continuità ad alto livello la chiave per raggiungere l'obiettivo prefissato.
I giocatori chiave: Gilardino e Mutu
I più della stagione Jovetic e Montolivo
I meno della stagione: Pasqual e Santana.
Punti 68 - Voto 8: una stagione fantastica quella del grifone, rovinata solo dalla mancata qualificazione in Champions, fatali sono state un paio di inopinate sconfitte nella fase finale della stagione, ma soprattutto, visto che a decidere è stata la classifica avulsa, la sfida con la Fiorentina che vedeva il Genoa avanti di tre gol farsi raggiungere al quarto minuto di recupero. Un autentico capolavoro di Gasperini, miglior allenatore dell'anno, che ha creato una squadra spettacolare e vincente che ha divertito in tutti i campi, forte con i forti ma anche con i deboli è mancata solo in una paio di match che hanno fatto la differenza, il futuro è comunque rosa perchè a fronte di cessioni importanti, arrivano acquisti altrettanto importanti.
I giocatori chiave: Milito e Thiago Motta
I più della stagione: Jankovic e Sculli
I meno della stagione: Modesto e Palladino.
Punti 63 - Voto 5: stagione decisamente deludente per i giallorossi, che mancano nettamente l'obiettivo minimo della Champions, non sono mai scesi in lizza per il tittolo, non riuscendo a riproporsi come negli anni passati ad alto livello. L'assenza per troppo tempo di Totti, giunto ieri al gol 178 in serie A, ha frenato le ambizioni dei capitolini, ma molti dei big hanno giocato decisamente sotto tono, troppe, e spesso eclatanti, le sconfitte esterne, Spalletti ha faticato non poco a tenere unito uno spogliatoio sempre in subbuglio, la società è stata troppo distratta dalle vicende relative al passaggio di proprietà e troppo poco presente sulle vicende del campo. Troppi i nodi al pettine da dover sciogliere per poter dare certezze ai tifosi su un futuro a breve di vertice per i giallorossi.
I giocatori chiave: Totti e Brighi
I più della stagione: Vucinic e Motta
I meno della stagione: Taddei e Tonetto.
Punti 58 - Voto 5,5: se si giudicassero le prime 8 e le ultime 8 partite della stagione i friulani sarebbero la miglior squadra del campionato, peccato che nel mezzo ci siano state 22 partite in cui i bianconeri hanno tenuto una media punti da retrocessione. Marino ha disegnato una squadra a trazione offensiva che a tratti ha entusiasmato, ma la tenuta difensiva è stata pressochè inesistente in troppe partite, splendida la cavalcata in Coppa Uefa che ha bruciato tante energie fisiche e mentali, arrestatasi alle soglie della gloria. Grazie all'organizzazione e alla programmazione, fiore all'occhiello della società, non ci sono nubi all'orizzonte nell'immediato futuro, anche se alcuni giocatori simbolo prenderanno altre strade.
I giocatori chiave: Asamoah e D'agostino
I più della stagione: Quagliarella e Di Natale
I meno della stagione: Obodo e Felipe.
Punti 57 - Voto 6,5: falsa partenza con Colantuono, sostituito in corsa da Ballardini, l'ex tecnico prodigio del Cagliari ha portato il suo credo anche in Sicilia, seguito con entusiasmo dalla squadra, ne sono seguite una serie di prestazioni convincenti e di alta qualità, non è arrivato il posto in Europa perchè a fronte di un rendimento al Barbera da prima della classe ha fatto da contraltare un rendimento esterno spesso improvvido. Zamparini perderà pare il suo tecnico, la squadra deve però fare quel benedetto salto di qualità per lottare stabilmente per un posto Champions, la città e l'entusiasmo dei tifosi lo meritano!
I giocatori chiave: Miccoli e Cavani
I più della stagione: Kjaer e Liverani
I meno della stagione: Hernandez e Budan.
Punti 53 - Voto 8: per una volta tanto Cellino non ha tenuto fede alla sua fama di mangia-allenatori e, nonostante le 5 sconfitte iniziali, ha confermato la fiducia ad Allegri, mai decisione fu più lungimirante e foriera di esiti positivi. I sardi da quel momento hanno iniziato a volare e non si sono fermati più regalando ai propri tifosi una serie di imprese che non si ricordavano dai tempi di Gigi Riva (vittoria a Torino contro la Juventus e in casa sull'Inter per citarne qualcuna) sempre suffragate da un gioco propositivo e sbarazzino che ha privilegiato la fase offensiva contro qualsiasi avversario, il difficile viene adesso: confermarsi per il tecnico e la squadra sarà una nuova probante sfida.
I giocatori chiave: Acquafresca e Jeda
I più della stagione: Cossu e Biondini
I meno della stagione: Agostini e Lopez.
Punti 50 - Voto 7: una partenza sprint che aveva issato l'aquila in vetta alla classifica, trascinata dai gol di Zarate, poi una sconfitta inopinata ed immeritata nel derby con la Roma, ha aperto un lungo periodo caratterizzato più da ombre che luci. Sicuramente sono mancate alla squadra continuità e personalità, che le stelle, che non mancano di certo, non sempre sono riuscite ad assicurare, il finale di stagione ha confermato questo trand di alti e bassi, regalando però una notte veramente magica con la conquista, meritata, della Coppa Italia. Tanti i giocatori nuovi proposti ad alto livello che fanno ben sperare per un futuro ricco di soddisfazioni con o senza l'ottimo Delio Rossi.
I giocatori chiave: Zarate e Pandev
I più della stagione: Foggia e Lichtsteiner
I meno della stagione: Carrizo e De Silvestri.
Punti 47 - Voti 7: grande annata degli orobici guidati da un Del Neri, tornato in formato Chievo, che ha costruito una squadra a sua immagine e somiglianza, compatta e conscia della sua forza, solida in difesa e pungente in attacco. Tante la partite di sostanza, soprattutto in casa, con scalpi importanti (l'inter su tutti), lontano da Bergamo sono arrivate invece prestazioni meno convincenti, non venendo mai però coinvolti nella zona salvezza. I tifosi si sono divertiti anche se sanno che l'Atalanta è così grandi e soddisfacenti stagioni e poi ogni tanto qualche brusca caduta, intanto il mister se ne va.
I giocatori chiave: Floccari e Cigarini
I più della stagione: Padoin e Plasmati
I meno della stagione: De Ascentis e Cerci.
Punti 46 - Voto 5: l'inizio scoppiettante che aveva issato gli azzurri nelle posizioni di vertice, richiamando alla memoria i gloriosi tempi di Maradona, ha lasciato il posto ad una serie di prestazioni man mano meno convincenti e poi decisamente deludenti che hanno portato addirittura De Laurentis all'esonero del totem Reia, sostituito con Donadoni. Le cose non sono cambiate di molto con gli azzurri sempre più persi alla ricerca inconcludente di una propria identità e di un gioco decente, uniche serate di luci in un mare di ombre il pareggio con Il MIlan e la vittoria contro l'Inter. Questo è l'anno chiave in cui il presidente dovrà riuscire a far fare il salto di qualità alla squadra per non correre il rischio di naufragare ancora in un mare di dolci ricordi....sintomatico il San Paolo deserto di ieri!
I giocatori chiave: Lavezzi e Hamsik
I più della stagione: Denis e Gargano
I meno della stagione: Datolo e Zalayeta.
Punti 46 - Voto 6: dopo l'esaltante girone di ritorno del campionato scorso ci si aspettava che i risultati continuassero ad arrivare 'naturalmente', invece qualcosa, negli ingranaggi perfetti dei blucerchiati, si è rotto e il, pur bravo Mazzarri, ha avuto le sue belle gatte da pelare per tutto il girone d'andata. La svolta è stato l'acquisto a gennaio di Pazzini che ha trovato in Cassano il suo suggeritore ideale, sono arrivati così gol a raffica e vittorie in serie che hanno trascinato la squadra fuori dalle secche della bassa classifica e in finale di Coppa Italia, persa sfortunatamente al 14° rigore. Il potenziale c'è ed è grande, la coppia d'attacco ha rinverdito i tempi ed i fasti del duo Mancini-Vialli, delittuoso sarebbe scioglierla!
I giocatori chiave: Cassano e Pazzini
I più della stagione: Campagnaro e Sammarco
I meno della stagione: DelVecchio e Bellucci.
Punti 44 - Voto 7: Giampaolo ha condotto a termine un'altra straordinaria impresa, con una squadra di livello non eccelso è riuscito a darle un anima ed un gioco propositivo, solida in difesa e pungente in ripartenza ha messo alla frusta qualsiasi avversario proponendo rebus di non facile soluzione, mai coinvolta seriamente nella lotta salvezza la squadra si è divertita divertendo. Evidentemente la città del Palio è protetta dagli Dei del calcio, mai retrocessa, sempre messa tra le sicure retrocesse ad inizio stagione, smentisce puntualmente i foschi pronostici. Il mister è pronto per impegni più importanti, la squadra per la prossima impresa-salvezza!
I giocatori chiave: Zuniga e Karja
I più della stagione: Maccarone e Galloppa
I meno della stagione: Amoruso e Barusso.
Punti 43 - Voto 7: dopo la salvezza miracolosa della passata stagione, Zenga riesce ad amalgamare una squadra di tanti gregari, tirandone fuori un cocktail esplosivo, arrivano bel gioco e punti, alla fine saranno 43, record nella storia dei rossoazzurri. La gavetta nei paesi dell'est ci ha restituito un grande allenatore pronto per platee ed obiettivi importanti. Il Catania deve ora consolidare mettendo le basi per campionati di metà classifica, compito certo gravoso ma non impossibile per l'ottimo Pulvirenti.
I giocatori chiave: Mascara e Morimoto
I più della stagione: Martinez e Biagianti
I meno della stagione: Potenza e Spinesi.
Punti 38 - Voto 7: alla fine dell'andata i gialloblu, sembravano spacciati, desolatamente ultimi, in crisi di gioco e risultati, poi il tocco del subentrato Di Carlo ha illuminato i muli che, trascinati da uno stratosferico Pellissier, hanno cominciato a macinare avversari inanellando una serie di prestazioni convincenti e vincenti, la salvezza ottenuta con una giornata di anticipo è la nuova perla della leggendaria collana di questa squadra di quartiere che si ostina con successo a rimanere assisa al tavolo dei ricchi metropolitani, sotto con la prossima impresa Campedelli!
I giocatori chiave: Pellissier e Sorrentino
I più della stagione: Pinzi e Bentivoglio
I meno della stagione: Makinwa e Esposito.
Punti 37 - Voto 6: la salvezza strappata per i capelli all'ultima giornata, premia forse al di là dei meriti i rossoblu, guidati con alterne fortune prima da Arrigoni, poi dall'esordiente Mihajlovic, infine dal mago Papadopulo. Gli errori in sede di campagna estiva sono stati aggravati da quelli del mercato invernale, risultato una squadra vecchia e poco competitiva in troppi suoi uomini, se la retrocessione è stata scongiurata la maggior parte del merito va ad un inarrestabile Di Vaio, capace di segnare ben 24 reti, privato proprio all'ultimo del meritato titolo di capocannoniere. Ora per i Menarini è tempo di programmare seriamente il futuro per evitare altre stagioni disastrose come questa.
I giocatori chiave: Di Vaio e Antonioli
I più della stagione: Moras e Mingazzini
I meno della stagione: Rodriguez e Marazzina .
Punti 34 - Voto 4: la rosa era molto più competitiva di quella di almeno sei o sette delle dirette concorrenti, Cairo ha sbagliato sia la campagna d'acquisti estiva che quella invernale, ma soprattutto ha ceduto ancora al valzer delle panchine proponendo i soliti noti, ma ormai chiaramente inadatti a guidare la squadra De Biasi, Novellino e Camolese, risultato finale una delle più amare ed umilianti retrocessioni della leggendaria storia granata. Ciliegina sulla torta la indegna gazzarra al termine della sciagurata sconfitta interna con il Genoa che è praticamente costata la serie A, con i 7 giocatori squalificati. Ora i granata devono ripartire dalla serie B che sembra ormai da troppo tempo essere diventato il campionato di pertinenza dei torinesi, e pensare che un tempo....
I giocatori chiave: Bianchi e Rosina
I più della stagione: Dzemaili e Abate
I meno della stagione: Gasbarroni e Diana.
Punti 31 - Voto 5: Alla fine Foti non ce l'ha fatta e dopo tanti anni gloriosi gli amaranto tornano nella serie cadetta, il campionato è stato tutto in salita, la rosa scarsamente competitiva e gli iniziali rovesci hanno depresso l'ambiente, probabilmente è stato un errore allontanare Orlandi per prendere Pillon, esonerato dopo appena 4 partite, per tornare ad Orlandi che c'ha messo impegno e determinazione, l'ennesimo miracolo, dopo il successo a Bologna sembrava a portata di mano, ma i 5 gol presi a Genova hanno spento il sogno di salvezza. A presto perchè la A ha bisogno anche della Calabria!
I giocatori chiave: Barreto e Brienza
I più della stagione: Corradi e Vigiani
I meno della stagione: Cascione e Cozza.
Punti 30 - Voto 5,5: quella dei salentini è stata una stagione decisamente sfortunata, dopo un inizio brillante e promettente, sotto la guida di Beretta, la squadra ha subito una lunghissima involuzione nel gioco e nei risultati, sono passati mesi senza vittorie che hanno portato all'arrivo di De Canio. Sotto la guida i salentini si sono ricompattati e sono tornati sia un gioco apprezzabile che qualche buon risultato, purtroppo a quel punto era forse troppo tardi, soprattutto in considerazione di alcuni episodi sfortunati (gol a tempo scaduto contro Bologna e Fiorentina ad esempio) e di qualche evidente torto arbitrale. La B sappiamo essere per i salentini trampolino di lancio per nuove conquiste, in bocca al lupo!
I giocatori chiave: Tiribocchi e Giacomazzi
Domenica, 31 Maggio 09, 10:29 M.
La mia giornata comincia presto, da Rimini, dopo la mezza giornata di mare di ieri, ritorno a Bologna, cielo plumbeo e pioggia già da Cesena, l'ultimo giorno di 'scuola' si prospetta difficile, il treno arriva con un po' di ritardo, corro a prendere il bus per passare da casa a lasciare la borsa e indossare un abbigliamento più consono ad affrontare un pomeriggio sotto la pioggia.
I tempi si dilatano, arrivo al Ciclope, all'orario in cui di solito ne esco, e c'è pure da aspettare un po', inizio a mangiare la braciola di vitello e le immancabili patatine al forno che sono già le due passate, per giunta sono pure solo, il Doc, tifoso granata, non se l'è sentita di venire allo stadio a veder gli altri far festa mentre i suoi retrocedevano.
Temevo fila all'ingresso, invece nel mio settore entro con i tempi d'attesa consueti, diluvia, indosso la mantella di rigore e prendo posto sulle gradinate del Dallara,
Il colpo d'occhio è comunque quello delle migliori occasioni, il rossoblu tappezza tutto il Dallara, la curva Bulgarelli è piena, calda e colorata come sa essere quando deve essere dodicesimo uomo in campo, ma è già tempo che le squadre entrino in campo nell'entusiasmo generale tra cori e sventolio di vessilli.
Per questo ultimo, decisivo appuntamento Papadopulo schiera il suo BOLOGNA con : Antonioli; Zenoni, Castellini, Terzi (27'st Lanna); Valiani, Mutarelli, Mingazzini, Amoroso (31'st Marchini ), Cesar (14'st Coelho); Osvaldo; Di Vaio. A disposizione: Colombo, Lavecchia, Mudingayi, Volpi.
Dall'altra parte, conquistata la salvezza da mesi, dopo una esaltante stagione, Zenga, alla sua ultima panchina con gli Etnei, schiera il suo CATANIA con: Acerbis; Izco, Silvestre, Terlizzi (1'st Llama), Capuano; Carboni, Tedesco, Sciacca; Mascara; Morimoto, Martinez (12'st Falconieri). A disposizione: Kosicky, Silvestri, D'Amico, Biagianti, Sciacca, Stovini.
Pronti via e subito Di Vaio ci prova dal limite, la sfera atterra appena alta sopra la rete, poi il bomber si infila in area ma conclude debole addosso ad Acerbis, infine è Osvaldo a lavorare una palla sulla trequarti e servire Di Vaio solo sulla destra, il centravanti controlla entra in area e viene ancora fermato da un prodigioso intervento di Acerbis.
Al 4°, sugli sviluppi di un corner dalla sinistra, la sfera arriva a Mingazzini che, dal vertice dell'area, lascia partire un gran tiro che rimbalza davanti ad Acerbis e lo beffa, il portiere riesce solo a colpire di spalla, la palla si impenna e finisce nell'angolo alto per l'esplosione di gioia del Dallara.
I felsinei ci provano ancora, sempre con Di Vaio che, ricevuta palla da Valiani, controlla, si gira ed esplode un gran tiro che Acerbis riesce ancora a respingere, il duello tra i due continua con il bomber lanciato da solo da una rimessa laterale, che entra in area e tira, Acerbis devia in corner, poi è Osvaldo a superare con un numero da sudamericano due avversari e a tirare prontamente dai 20 metri, Acerbis para in tuffo, sempre l'italo-argentino serve Di Vaio solo sulla fascia destra, il bomber però controlla male e permette ad Acerbis di chiudergli lo specchio e respingere ancora il tiro.
Al 25° su un altro corner dalla sinistra è Terzi, lasciato indisturbato sul secondo palo, a colpire di testa e far riesplodere il Dallara per il gol del 2-0.
Finalmente si vede un po' anche il Catania che sfiora il gol con un tiro a giro di Mascara appena a lato, con una bella girata al volo di Martinez che si perde fuori di un soffio e con una iniziativa di Morimoto contrata all'ultimo istante.
La ripresa si apre ancora con un incursione di Di Vaio che, dal centro dell'area esplode un gran tiro su cui Acerbis si esibisce ancora in un mezzo miracolo, il Bologna però a questo punto si ferma un attimo e inizia a soffrire le ripartenze Etnee, prima è Antonioli a ribattere un tiro da centro area con Martinez che si avventa sulla respinta e lascia partire una rasoiata rsoterra che attraversa tutta l'area senza trovare una deviazione amica.
Al 49° da un cross dalla sinistra di Tedesco la sfera giunge a Silvestre che tira addosso ad Antonioli, sulla ribattuta il più lesto, in offside però, è Morimoto che d'esterno supera il portiere rossoblu per il 2-1.
Il Bologna ora ha paura, a centrocampo Valiani sbaglia un controllo, la sfera si impenna e finisce a Llama che si lancia da solo verso la porta, tiro in mezza girata con Antonioli che, in tuffo, riesce ad evitare il pari.
Al minuto 68° arriva finalmente ciò che lo stadio aspetta dal primo minuto, da un rinvio della difesa la sfera arriva a Di Vaio che, sul vertice sinistro dell'area, controlla e rientra su due difensori, pronto e secco il tiro che passa tra le gambe di un difensore e finalmente riesce a superare Acerbis, invano proteso in tuffo, infilandosi nell'angolino basso alla destra del portiere, esplode ancora il Dallara per il definitivo 3-1.
Il resto è un dolce ti-tic ti-toc fino al fischio finale dell'ottimo Banti che sancisce la salvezza del Bologna ai danni del Torino, oggi sconfitto dalla Roma.
Papadopulo è riuscito a compiere un vero miracolo riuscendo con una media punti-partita di 1.60 a regalare una salvezza, apparsa ad un certo punto impossibile, certo oggi il Catania si è limitato a fare da buon sparring partner, ma l'impresa resta e riempie di giusta gioia tutti i fans rossoblu.
I migliori in campo: nel Bologna Di Vaio e Amoroso, nel Catania Acerbis e Morimoto.
Un caloroso arrivederci alla prossima stagione dal Vostro affezionato inviato Giuseppe Floriano Bonanno, Stadio Dallara di Bologna, settore F, fila 33, posto 27.
Domenica, 24 Maggio 09, 03:00 P.
Allo stadio Bentegodi di Verona va in scena uno di quei match che riempiono pagine e pagine nella vigilia, acquisendo le definizioni più eclatanti: ultima spiaggia, partita verità e altre simili amenità.
Di certo una sconfitta oggi significherebbe retrocessione quasi matematica per il Bologna, mentre potrebbe trascinare il Chievo in una situazione molto delicata.
Tutta Bologna sportiva si è mobilitata e sono più di 6.000 i tifosi felsinei giunti nella città di Giulietta con tutti i mezzi, folta e calorosa è naturalmente la presenza dei tifosi di casa che regalano allo stadio un gran ciolpo d'occhio e tanto colore.
La giornata è caldissima, quasi torrida, adatta per andare in spiaggia, non certo per correre dietro un pallone giocandosi un'intera stagione in 90 minuti.
Di Carlo schiera il suo Chievo con un (4-3-1-2): Sorrentino; Frey, Morero, Yepes, Mantovani; Luciano (43'st Sardo), Rigoni, Marcolini; Pinzi (37'st Colucci); Pellissier, Bogdani (18'st Esposito). (Squizzi, Mandelli, Bentivoglio, Langella).
Dall'altra parte Papadopulo risponde schierando il suo Bologna con un
(3-5-2): Antonioli; Moras (30'pt Cesar), Castellini, Terzi; Zenoni, Mingazzini, Mutarelli, Amoroso (43'st Confalone),
Valiani; Osvaldo (18'st Adailton), Di Vaio. (Colombo, Belleri, Coelho, Lavecchia)
Parte meglio il Bologna, determinato e tonico, prende possesso della metacampo avversaria e senza fare niente di trascendentale tiene comunque in apprensione i veneti, a cavallo del quarto d'ora ci provano prima Amoroso che impegna Sorrentino in una facile parata a terra con un tiro dal limite, poi con Di Vaio lanciato solo in area, fermato sul più bello da Yepes che gli allunga la palla in corner, infine ancora con Di Vaio che, pescato bene a centro area, spedisce a lato di testa.
La risposta Clivense al 19° con Pellissier che si gira bene al limite dell'area e lascia partire un tiro secco che Antonioli controlla in due tempi.
Il caldo inizia a tagliare le gambe dei felsinei, che perdono di intensità, intraprendenza e ritmo lasciando completamente l'iniziativa al Chievo, complice anche l'infortunio a Moras, sostituito da un non presentabile Cesar, Papadopulo ridisegna tatticamente il Bologna, il risultato è però inadeguato, molle ed inconcludente, di Osvaldo da fuori area per la comoda parata di Sorrentino l'ultimo tiro in porta del match per i rossoblu.
Al 39° la più grossa palla gol della partita, Marcolini si gira benissimo e dal limite lascia partire un tiro a mezza altezza che un superbo Antonioli, con un tempestivo tuffo alla sua sinistra, riesce faticosamente a deviare in angolo, sugli sviluppi del corner il portiere felsineo sbaglia il tempo dell'uscita, nessun attaccante gialloblu ne approfitta.
La ripresa si apre con una pericolisissima incursione di Luciano che si presenta a contatto con Antonioli ma tira debolmente consentendo la facile parata dell'estremo rossoblu, poi ci prova Bogdani di testa ma la sfera si perde appena a lato, l'ultima occasione del match è per Pellissier al quarto d'ora, l'ariete clivense si perde sul più bello svirgolando la girata a 5 metri da Antonioli.
Il resto del match è soporifero, i ritmi sono balneari, il Chievo è sempre vigile e dà l'impressione di poter affondare a suo piacimento se solo volesse, il Bologna sembra proprio sulle ginocchia, incapace di offendere e aggrappato solo ai risultati provenienti dagli altri campi.
Dal tabellone arrivano le più grandi emozioni della giornata che regalano ora gioia e speranza, ora delusione e sconforto...
Quando Farina, alla sua ultima direzione in serie A, emette il triplice fischio può finalmente cominciare la festa dei clivensi che conquistano una fantastica salvezza costruita con un girone di ritorno da primi della classe, dopo l'ultimo posto del girone d'andata, sapientemente guidati dall'ottimo Di Carlo e trascinati da un fantastico Pellissier, la leggenda di questo club si arricchisce dunque di un'altro prezioso ed esaltante capitolo.
Per il Bologna il momento dell'esplosione di gioia arriva alla notizia del gol di Milito che espugna l'Olimpico e permette ai felsinei di agguantare il Torino a 34 punti, ora per la salvezza occorre, nella peggiore delle ipotesi fare lo stesso risultato dei granata, certo fin qua ci hanno pensato gli altri a dare una grossa mano al Bologna, ora tocca però ai rossoblu, tornati padroni del proprio destino, scrivere l'ultima pagina e regalare l'happy end ai propri sostenitori, dopo un campionato davvero sciagurato.
Domenica, 17 Maggio 09, 10:59 M.
Mi sveglia il suono del citofono con il Doc che è già arrivato, in realtà è quasi mezzogiorno.....quattro chiacchiere e via verso lo stadio, i ristoranti nei dintorni sono pieni, aspettiamo pazientemente il nostro turno e, al 'solito' Ciclope, andiamo di primo, patate arrosto e fragole, innaffiate da una corroborante birra, prima del caffè mi lascio andare al rituale pronostico pre-gara.
Questa mattina la Andrea Costa è stata dedicata al compianto Giacomo Bulgarelli, lo trovo un atto dovuto ed importante legare indissolubilmente il cuore del tifo rossoblu a quello che è stato uno, se non il più, amato dei grandi giocatori rossoblu.
Grazie ai prezzi ribassati la cornice di pubblico è degna di questo importantissimo appuntamento-salvezza, grande calore e colore sulle gradinate, folta e caldissima la rappresentanza di tifosi salentini al seguito.
Papadopulo, che ritrova i due terzi del centrocampo assenti a Torino, dà fiducia ad Osvaldo e schiera il Bologna con un 4-4-1-1: Antonioli; Moras, Castellini, Terzi, Zenoni; Mutarelli (dal 52' Marchini), Mingazzini (dal 67' Amoroso), Volpi, Valiani; Osvaldo (dal 65' Marazzina); Di Vaio.
Luigi De Canio risponde presentando il suo Lecce con un 4-4-2: Benussi; Polenghi, Fabiano, Schiavi (dal 14' Stendardo), Giuliatto; Munari (dal 7' Vives), Giacomazzi, Edinho, Konan (dal 75' Caserta); Tiribocchi, Papadopoulos.
Arbitro del match è Orsato, considerato uno dei migliori dell'anno.
La giornata è caldissima ed umida, si soffre in campo e sugli spalti, i ritmi di gioco ne risentono vistosamente, i rossoblu faticano a proporre azioni offensive degne di nota, mai riescano ad aggredire con convinzione la difesa salentina.
Giallorossi sfortunatissimi: nel primo quarto d'ora due infortuni tolgono di mezzo Munari e Schavi, il Lecce però sembra più vivo e più convinto, salentina è la prima occasione al 25°, con la sfera che da Vives arriva a Tiribocchi che controlla e, dal limite, lascia partire un tiro secco che Antonioli , a fatica, controlla in tuffo, passano altri 5 minuti e da un disimpegno errato di Terzi la palla arriva a Polenghi, pronto il cross dell'esterno verso il centro dell'area dove Tiribocchi anticipa secco Zenoni e batte imparabilmente dai 7 metri Antonioli per lo 0-1.
Lo stadio rossoblu ammutolisce, cantano solo i salentini ora, il Bologna cerca di ricompattarsi e di conquistare quei metri in campo che si possano tradurre in occasioni e al secondo affondo Mingazzini dalla fascia d'attacco destra scodella un cross a centro area su cui Di Vaio, che le moviole dimostreranno essere partito mezzo metro in offside, è lestissimo ad anticipare gli avversari e a scaricare imparabilmente in rete per il gol dell'1-1, suo ventitreesimo centro personale, esplode in un boato liberatorio il Dallara.
La ripresa parte con l'episodio che forse decide il match, Papadopoulos a centrocampo cade su un contrasto con un rossoblu, Orsato lascia correre, il greco da terra protesta platealmente e l'arbitro accorre ad ammonirlo, non pago il giocatore continua le lamentele e forse trascende, l'arbitro estrae il secondo giallo e poi il rosso, Lecce in dieci per i restanti 40 minuti.
Il Bologna chiamato a mettere gli avversari nell'angolo ci prova, ma proprio non riesce, la manovra è confusa, lenta e priva di sbocchi, non solo non riesce a rendersi mai pericoloso, ma anzi rischia anche qualcosa sulle ripartenze, sempre pericolose, dei salentini che manovrano con tranquillità e chiarezza di idee, sembrando anzi loro in superorità numerica.
Ancora Tiribocchi di testa mette i brividi a tutto lo stadio, poi nel recupero succede quel che fin li' il Bologna non era riuscito a fare, complice la stanchezza ed il caldo soffocante, il Lecce cede quei 20 metri che permettono ai rossoblu di stazionare nei pressi dell'area avvrsaria.
Al novantesimo è Valiani a presentarsi solo in area, ma il suo tiro d'esterno viene deviato da un difensore e termina a lato, poi, al 94°, su uno spiovente da centrocampo di Castellini, Di Vaio controlla al limite e, in mezzo a tre difensori, riesce a mettere la sfera a spiovere verso Volpi che al volo in spaccata batte Benussi per il 2-1 finale, il Dallara è una bolgia, la serie A non è ancora persa.
Finisce con il Lecce, autore di una partita dignitosa, volitiva e sfortunata, sconfitto e oramai con più di un piede in serie B ed un Bologna che, proprio all'ultimo assalto, più con la forza dei nervi che delle idee, quelle ahinoi totalmente assenti per tutta la durata del match, riesce a rimanare agganciato ancora al treno della serie A.
Conquistare la salvezza resta impresa ostica e difficoltosa e, a questo punto, suonerebbe quasi come un vero e proprio miracolo, ma, come si dice, finchè ci son partite c'è speranza!
I migliori: nel Bologna Di Vaio e Volpi, nel Lecce Tiribocchi e Giacomazzi.
Sabato, 16 Maggio 09, 02:59 P.
Giunge finalmente al termine il campionato-stillicidio del Milan, annata terminata, come vaticinato da Mourinho, con 'zero tituli'.
Il Milan, presentato al Friuli da Ancelotti, ha sintetizzato perfettamente l'andamento insoddisfacente e deludente di tutta la stagione, come già con la Juventus, domenica scorsa, la squadra ha giocato senza nerbo, senza cattiveria, sotto ritmo, in modo del tutto inadeguato per superare un'Udinese, ben messa in campo da Marino, ordinata, equilibrata e tonica.
Dopo un'inizio che più soft non si può, i bianconeri passano alla mezzora grazie ad un rigore regalato da Rizzoli, per un regolare contrasto tra Maldini, alla novecentesima partita con il Milan, e Floro Flores, trasforma D'Agostino, nonostante Dida avesse intuito la direzione del tiro.
La reazione rossonera è del tutto inesistente, la squadra continua a giochicchiare senza fantasia e affidandosi ad una manovra lenta e troppo prevedibile, Pato è abbandonato a se stesso senza rifornimenti, Seedorf tracheggia a centrocampo senza costrutto alcuno, ma perchè mai gioca?, Kakà è perso alla disperata ricerca di sè stesso, Pirlo non ci prova neppure.
La difesa se appena impegnata va subito in difficoltà.
Alla ripresa delle ostilità, con Inzaghi in campo al posto di Flamini, Rizzoli sorvola su una netta spinta di Inler ai danni di Ambrosini, e dopo pochi istanti su un corner dalla desta, un difensore rossonero, allunga di testa la traiettoria del cross, palla che arriva a Zapata che, sul secondo palo, liberissimo, non ha difficoltà a battere un incolpevole Dida.
Entrano nel corso della ripresa pure Ronaldinho e Shevchenko ma le cose non cambiano, il Milan fatica a creare occasioni, l'Udinese riparte pericolosamente ogni volta che se ne presenta l'occasione, solo Dida, tornato a livelli quasi accettabili, impedisce al punteggio di assumere le dimensioni della disfatta.
Solo nel finale il Milan riesce a scovare nuova linfa ed un po' di convizione e Inzaghi va vicino al gol due volte, bravo in entrambe le occasioni Handanovic a salvare, nel primo dei 4 minuti di recupero su un cross preciso di Kakà arriva l'incornata vincente di Ambrosini, che fissa il risultato finale sul 2-1 per l'Udinese.
Senza giocare l'Inter è campione d'Italia, meritatamente, e senza giocare, situazione che fotografa alla perfezione l'inconsistenza e l'inadeguatezza delle sue contendenti.
Spero che in società, se mai ci fosse ancora qualcuno convinto che questo Milan sia competivo, si sia finalmente risvegliato dal sogno e corra seriamente e tempestivamente ai ripari, iniziando dalla panchina dove Ancelotti ha stasera scritto il de profundis sulla sua storia di nocchiero rossonero, e passando al campo dove gli innesti devono essere parecchi e di qualità superiore alla media.
Dell'Udinese nulla da dire, sesta vittoria consecutiva, e partita applicata ed efficace, successo strameritato e qualche rimpianto per l'incredibile black-out che l'ha fatta scivolare dal primo posto ai limiti della zona pericolo.
I migliori: nell'Udinese D'agostino e Quagliarella, nel Milan Maldini e
Dida.
Domenica, 10 Maggio 09, 02:35 P.
Dopo l'emozionante pareggio del pomeriggio tra Chievo ed Inter, a San Siro, per i rossoneri, transita l'ultimo treno verso uno scudetto che, da mero miraggio, pare ora qualcosa più di un sogno di mezza primavera, dall'altra parte i bianconeri, in crisi di risultati da quasi due mesi, e, squassati da polemiche interne con obiettivo pincipale il coach Ranieri, sono chiamati ad una risposta forte per allontanare i venti di crisi.
Ancelotti, che si priva volontariamente di alcuni giocatore importanti, sceglie di schierare il MILAN con un
4-3-2-1: Kalac; Flamini, Maldini, Favalli, Zambrotta; Beckham (Pato dal 22'
s.t.), Pirlo, Ambrosini; Kakà, Seedorf
(Senderos dal 43' s.t.); Inzaghi (Ronaldinho
dal 30' s.t.). (Dida, Jankulovski, Gattuso, Shevchenko).
Ranieri, che fa alcune scelte coraggiose, risponde schierando la JUVENTUS con un
4-4-2: Buffon;
Grygera, Legrottaglie, Chiellini,
De Ceglie (Zebina
dal 28' s.t.); Camoranesi, Poulsen, C. Zanetti,
Marchionni; Amauri (Del Piero dal 30'
s.t.), Iaquinta. (Manninger, Ariaudo, Tiago, Giovinco, Trezeguet,).
Il Milan parte male, contratto, lento e macchinoso si trova di fronte una Juventus determinata, concentrata, attenta, raccolta in 30 metri, che non lascia spazi alla prevedibile manovra rossonera e che, anzi, riesce, appena entra in possesso palla, a ripartire con azioni veloci e ficcanti che hanno in Iaquinta un puntuale ed efficace terminale offensivo.
Nel primo quarto d'ora da sottolineare due occasioni per gli ospiti con Marchionni che, liberatosi in area, sull'uscita alla disperata di Kalac, calcia malamente alle stelle, poi con Flamini che, in disperato recupero difensivo, riesce a togliere la palla all'ultimo istante a Iaquinta in ottima posizione, qualche timida protesta bianconera per un dubbio episodio in area protagonisti Flamini e Iaquinta, Orsato lascia correre.
La prima risposta del Milan è al 20° con Inzaghi che ha la meglio di forza su Chiellini ma, dal limite dell'area tira alto, tre minuti dopo è Buffon a salvare su Kakà liberatosi in area.
Al 25° bel contropiede juventino, cross dalle retrovie per Amauri che fa da torre per la bella girata dal limite dell'area di Iaquinta, para a terra Kalac.
Ci prova ancora Kakà da fuori al 28° ma il suo tiro è troppo prevedibile, para Buffon in due tempi.
Occasionissima Juve al 36° con Poulsen che guida una rapida ripartenza, grazie ai tempestivi tagli dei due attaccanti, si trova da solo in area ma spreca tirando malamente a lato.
La ripresa continua sulla falsariga del primo tempo, è ancora l'accoppiata Iaquinta-Amauri ad insidiare la porta rossonera, si salva con difficoltà Kalac al 48°, risponde dopo 5 minuti il Milan con un bel contropiede concluso da un tiraccio di Seedorf che si perde a lato.
Al 56°, da una punizione della Juventus nella trequarti difensiva rossonera, parte un contropiede terrificante, da Zambrotta palla ad Inzaghi che parte nella propria metacampo, arriva sul fondo e centra per l'accorrente Ambrosini, il centrocampista colpisce male, ma la sfera arriva nei pressi della linea di porta dove Seedorf deve solo accompagnare in rete per l'1-0 Milan.
Neppure il tempo di assestarsi sul vantaggio che, già al 59°, Camoranesi, dalla trequarti, pesca Iaquinta posizionato all'altezza del secondo palo, l'attaccante calabrese impatta in tuffo di testa, nonostante il contrasto di Flamini, e spiazza Kalac per l'1-1.
Al 73° Pato arriva su fondo e scodella al centro per Inzaghi, bella la girata al volo del bomber che si spegne appena alta sulla traversa, pochi istanti dopo intervento dubbio in area di Legrottglie su Pato, Orsato anche in questo caso lascia correre.
La partita, complice la stanchezza delle due squadre, che si allungano pericolosamente, si trasforma in un susseguirsi di attacchi e di ripartenze, ch eperò faticano a produrre occasioni clamorose, da ricordare solo un colpo di testa mancato da Ronaldinho sotto misura su assist perfetto di Pirlo e una svirgolata da dentro l'area di Del Piero.
Finisce così in parità, l'Inter può iniziare a stappare lo champagne e deve ringraziare per questo proprio la sua acerrima 'nemica' in bianconero, che ha giocato con abnegazione, intensità e presenza fisica e mentale meritando ampiamente il pari.
Di contro il Milan dimostra tutte le sue note pecche sia in fase di costruzione sia in fase difensiva, passato fortunosamente in vantaggio, per l'ennesima volta, non è in grado di difenderlo e brucia stasera le sue residue velleità di titolo, se mai ce n'erano state.
Arrivederci e grazie ad Ancelotti, Maldini, Seedorf, Favalli, è tempo di cambiare aria in panchina ed in campo, così non si va da nessuna parte, altro che balle sul tipo 'senza infortuni saremmo primi', seeeeeeeeeeee
I migliori: nel Milan Flamini e Inzaghi, nella Juventus Iaquinta e Chiellini.
Domenica, 10 Maggio 09, 12:18 P.
Match di capitale importanza, in chiave salvezza, tra Torino e Bologna, al Comunale di Torino, tifo appassionato e grande calore sugli spalti, dalla città felsinea sono arrivati in 2000.
Camolese schiera il suo TORINO con un 3-4-1-2: Calderoni; Franceschini, Natali, Pisano; Colombo, Barone (76' Diana), Dzemaili, Rubin; Rosina (76' Gasbarroni); Bianchi, Stellone (60' Vailatti).
Risponde Papadopulo, che deve fare a meno di Mutarelli e Mingazzini a centrocampo e schiera il BOLOGNA con un prudente 4-5-1: Antonioli; Zenoni, Moras, Castellini, Terzi; Valiani, Casarini (13' Amoroso), Volpi, Mudingayi (64' Osvaldo), Coelho (58' Marchini); Di Vaio.
I primi venticinque minuti sono tutti granata, il Toro prende in mano le operazioni e carica a testa bassa mettendo in serie difficoltà i rossoblu che soffrono terribilmente, faticano a coprire e mai riescono a ripartire, granata vicini al gol con Stellone su cui Antonioli salva di ginocchio, con Bianchi che colpisce di testa alto sulla traversa e con un paio di mischie che vengono sbrogliate con grossa fatica, annullato un gol a Barone per offside millimetrico.
Rosina è incontenibile, il suo marcatore Casarini si infortuna subito, al 13° deve entrare al suo posto Amoroso, Papadopulo azzecca la mossa vincente sacrificando Valiani sul fantasista granata.
Finalmente il Bologna alza la testa e al 25° è Di Vaio a colpire al volo, spedendo a lato un preciso lancio di Volpi, poi una percussione centrale di Valiani viene fermata proprio sulla linea dell'area di rigore da Natali, Coelho calcia la punizione alta da ottima posizione.
Il Bologna ora è ben dentro la partita, è compatto a dovere e non permette più al Torino di aggredirlo e di creare situazioni pericolose, almeno fino al 37°, quando l'arbitro Morganti, per un contrasto sulla linea di fondo tra Castellini e Rubin, vede un rigore, ai più apparso molto dubbio, per non dire peggio, batte Rosina che spiazza Antonioli e porta in vantaggio il Torino.
La ripresa è un disperato e continuo forcing dei rossoblu che cercano di mettere nell'angolo i granata e costruiscono una serie di situazioi interessanti con Volpi e Di Vaio, il Toro si limita a difendersi, le ripartenze non sono così efficaci da mettere in apprensione la difesa rossoblu.
La scelta vincente di Papadopulo è l'ingresso in campo di Osvaldo, che dà nuova verve e fantasia all'attacco felsineo, con un azione personale arriva a contatto con Calderoni , salva in extremis Pisano che in scivolata, alla disperata, riesce a mettere in corner, poi è Marchini, liberato da solo davanti al portiere grazie ad un perfetto assist, a tirare a colpo sicuro, il portiere granata si supera respingendo.
Il Torino spreca il match ball con Bianchi che, tutto solo, tira senza la necessaria determinazione, permettendo ad Antonioli di salvare, giusto invece l'annullamento per offside del gol di Dzemaili sulla ribattuta, il giocatore svizzero era partito da una posizione non eleggibile.
Finalmente, al 41°, un preciso triangolo permette ad Osvaldo di presentarsi da solo davanti a Calderoni, il portiere lo stende, rigore netto che Di Vaio trasforma alla destra di Calderoni, che intuisce ma non ci arriva, 1-1 e 22° centro per il bombe rossoblu.
Ultimo brivido nei minuti di recupero con una splendida sforbiciata volante di Colombo che sbatte contro la traversa ei viene respinta da Antonioli.
Finisce con un pareggio giusto, un tempo ed un gol per parte, e lotta per la salvezza che rimane aperta a tutte le soluzioni.
Il Torino, per come si era messo la partita, spreca un match point, palesando le note carenze di personalità e perseguitato da qul briciolo di 'sfortuna' che spesso durante la stagione lo ha afflitto, le tre partite finali non sono, sulla carta, così semplici da portare a casa, la salvezza è a portata ma bisognerà faticare non poco per districarsi dalle sabbie mobili in cui si dibattono i granata.
Dall'altra parte i rossoblu, dopo un inizio schock riescono pian piano a riemergere e a disputare una partita di sostanza, volitiva e determinata, sfiorando più volte il pari e raggiungendolo proprio sul filo di lana.
Una delle migliori versioni esterne dà quella spinta e quella carica necessarie ad affrontare con fiducia le ultime tre sfide, difficili, ma non impossibili, la salvezza è ancora un obiettivo difficile, ma non un miraggio!
I migliori: nel Torino Rosina e Dzemaili, nel Bologna Osvaldo e Valiani.
Domenica, 03 Maggio 09, 08:21 M.
Al Massimino di Catania, sotto una pioggia battente, si affrontano per la XXXIV giornata del campionato di Serie A Catania e Milan.
Con Zenga squalificato e la salvezza in tasca gli etnei si schierano con Kosicky tra i pali, in difesa Capuano, Silvestri, Stovini e Silvestre, a centrocampo Izco, Carboni e Biagianti, in attacco Martinez, Mascara e Morimoto.
Ancelotti, dopo la vittoria dell'Inter nell'anticipo di ieri sera, deve tenere desta la carica dei suoi ragazzi, se non per inseguire i neroazzurri, almeno per consolidare il secondo posto, per farlo si affida a Dida in porta, difesa con Zambrotta, Favalli, Maldini e Jankulovski, a centrocampo Seedorf, Ambrosini, Beckham e Pirlo, in avanti Kakà ed Inzaghi.
Al primo corner del match è Favalli, pressato da un attaccante catanese, a colpire il palo a Dida battuto, la risposta rossonera, anche questa su corner, è un colpo di testa di Maldini che supera il portiere ma viene salvato sulla riga da Izco.
Il Milan è già in pieno possesso del match, sciorina con facilità ottimo calcio e arriva con estrema facilità nell'area avversaria, al 13° Kakà serve Inzaghi in area, pronta la conclusione ma si salva Kosicky, poco male, passano una dozzina di minuti e, al 27°, Kakà conquista palla sulla linea di centrocampo, il fantasista brasiliano innesta il turbo ed arrivato al limite dell'area serve Inzaghi a centro area, controllo di sinistro e tiro con la punta del destro, Kosicki è battuto 1-0 Milan.
La reazione etnea si concretizza in una mischia in cui la sfera s'impenna sulla mano di Favalli, gesto assolutamente involontario, e, alla mezzora con un tiro da fuori di Mascara controllato a terra da Dida.
Due minuti e il Milan si distende splendidamente in contropiede, la sfera da Seedorf arriva a Pirlo, il centrocampista arriva sul fondo, fa sedere a terra il portiere e crossa sul secondo palo dove Inzaghi, solissimo, spreca di testa colpendo incredibilmente a lato.
I primi venti minuti della ripresa sono uno show rossonero, già al 51°, dopo un paio di incursioni catanesi, Ambrosini serve con un cross a spiovere sul secondo palo Beckham, l'inglese colpisce di testa, Kosicky si salva, ma sulla linea di porta Kakà è il più lesto di tutti e realizza il gol del 2-0, suo 15° centro in campionato.
Il Catania crolla psicologicamente ed il Milan dilaga sull'asse Kakà-Inzaghi, il centravanti prima in tuffo di testa mette a lato un cross di Kakà, poi su splendida percussione di Kakà da due passi mette altissimo di esterno destro, infine, ancora lanciato in profondità da Ambrosini, tira prontamente, ma Kosicky ci mette il piede, quanto basta per far finire la sfera contro il palo alla destra del portiere.
Meravigliosa la giocata di Kakà al 67°, in piena area, leggermente decentrato, da fermo, lascia partire un tiro a giro che si stampa sul palo alla sinistra del portiere, scrosciano gli applausi di tutto lo stadio.
Il Catania si fa vedere con un gran tiro di Llama che termina appena alto sulla traversa con Dida apparso sorpreso, entra anche Pato che ci prova subito con un tiro da limite, para Kosicky.
Il resto del tempo è accademia con il Milan che concede l'onore dell'esordio nel campionato italiano a Felipe Mattioni.
Missione compiuta per il Milan che, grazie al mezzo passo falso dei torinesi, ora sale a più 4 sulla Juventus che affronterà domenica sera a San Siro, la partita di oggi ha confermato lo stato di forma ottimale della squadra e lo stato di grazia di Kakà ed Inzaghi, tutto troppo facile per i rossoneri che hanno molto da recriminare su certe partite invernali che impediscono ora un fantastico ed incerto duello con l'Inter.
Il Catania si è visto poco, fa quel che può, motivazioni ce ne erano poche per gli etnei che si sono limitati a fare da semplici sparring partners agli scatenati diavoli rossoneri.
I migliori: nel Catania Stovni e Llama, nel Milan Kakà e Inzaghi.
Domenica, 03 Maggio 09, 05:31 M.
L'anticipo al sabato pomeriggio mi costringe a spaccare il lungo weekend del primo maggio e lasciare la riviera romagnola ed il polo sulla spiaggia per tornare a Bologna per il match verità, in chiave salvezza, tra Bologna e Reggina.
La giornata è caldissima ed il sole splende a picco sulle gradinate, l'affluenza di pubblico è sorprendentemente confortante, una bevanda analcolica, che spacciano per birra, per prepararsi al rituale pronostico pre match.
On Buon 2011