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Tempo di mondiali per 'La Tribuna'

Mercoledì, 09 Giugno 10, 12:42 M.

Nel periodo dei Mondiali la Tribuna si sposta su

Sudafrica 2010: Emozioni Mundial 

http://betait.oleole.com/blogs/sud-africa-2010-emozioni-mundial-

Di tutto di più sulla prima edizione in Africa dei mondiali di calcio

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Lippi's List

Mercoledì, 12 Maggio 10, 02:48 M.

Ieri il Commissario Tecnico dei Campioni del Mondo, Marcello Lippi, ha comunicato la lista dei 30 giocatori che si contenderanno i 23 posti utili per andare a difendere il titolo in Sud Africa.

Questa la lista dei 30 preconvocati. Portieri: Buffon, De Sanctis, Marchetti, Sirigu. Difensori: Bocchetti, Bonucci, Cannavaro, Cassani, Chiellini, Criscito, Grosso, Maggio, Zambrotta. Centrocampisti: Camoranesi, Candreva, Cossu, De Rossi, Gattuso, Marchisio, Montolivo, Palombo, Pepe, Pirlo. Attaccanti: Borriello, Di Natale, Gilardino, Iaquinta, Pazzini, Quagliarella, Rossi.

Chi si aspettava la sorpresa dell'ultimo momento è rimasto deluso, l'unica novità, peraltro lasciata già trapelare negli ultimi giorni, è infatti l'esclusione di Legrottaglie a favore di Giuseppe Rossi, dunque i 'desiderata', dei mass media e del pubblico, Totti, Toni, Miccoli, Cassano e Balotelli, resteranno a casa, come tutti noi, a vedersi i mondiali in tv.

giuseppe rossi

Il biennio di qualificazioni, utilizzato dal C.T. per far esordire in azzurro e provare decine di giocatori, ed il campionato di quest'anno, con le sue tante e chiare indicazioni, non hanno costituito elementi sufficienti a far maturare nel Mister scelte coraggiose ed innovative, Lippi è rimasto ancorato al suo credo calcistico e punta decisamente tutto sul gruppo piuttosto che sui valori tecnici.

L'indimenticabile cavalcata vincente di 4 anni fa è nata intorno ad un gruppo granitico in cui tutti hanno remato nella stessa direzione, senza abbandonarsi a polemiche d'alcun tipo, e hanno seguito ciecamente il nocchiero viareggino accettandone con convinzione tutte le scelte, fermo restando che i valori tecnici ed atletici erano comunque elevati, anche se non di primissimo piano.

il c.t. e la coppa

Dei 23 campioni del mondo ne sono sopravvissuti 10, ma la cosa preoccupante è che i superstiti, oltre ad avere 4 anni in più nelle gambre e nella testa, sono quasi tutti reduci da una involuzione, più o meno marcata, che li ha trascinati, in gran parte, ai margini anche nelle rispettive squadre di appartenenza, pertanto pensare oggi, che, improvvisamente, quasi per effetto del tocco di una bacchetta magica, ritornino quelli d'un tempo è sfidare al di là del lecito lo stellone....

Da più parti si sostiene che le condizioni climatiche sudafricane, con temperature fresche, se non fredde, dovrebbero favorire le squadre fisiche e muscolari a danno di quelle tecniche, ebbene anche questo punto di vista  sembrerebbe dar torto al nostro Mister, con tutti quegli over 30, per di più non certo in gran spolvero 'atleticamente'.

L'iniezione di gioventù, per carità, c'è stata, ma, d'acchito, i nuovi non sembrano poter aspirare al ruolo di titolari e questo aumenta le perplessità dei più.

Certo è consuetudine che le convocazioni per i mondiali suscitino scontento e perplessità in buona parte dei critici e del pubblico, ma questa volta sembra che tutti, compatti, siano rimasti sconcertati da scelte che paiono dettate solo dalla convinzione di voler dimostrare a tutti i costi di essere nel giusto e di voler stupire a scanso dei santi, il che sa molto più di arrogante presupponenza che di ragionevole saggezza.

Gli illustri esclusi, reduci da una stagione convincente, hanno però tutti in comune un grave difetto: avere un carattere 'difficile' che attira da sempre le polemiche dei media, pensare però che portarseli in Sud Africa avrebbe esposto il gruppo a pressioni eccessive ed ulteriori se, da una parte può essere in parte vero, dall'altra non è però motivo sufficiente ed accettabile per depauperare di valori tecnici e di personalità una squadra chiamata a difendere comunque il titolo più importante del mondo pallonaro!

Il 18 maggio verrà diramata la lista dei 23 convocati e delle quattro riserve, che diventerà definitiva il 1 giugno con la comunicazione alla Fifa.

In previsione della scrematura ai definitivi 23, che voleranno in Sud Africa, questo è il mio personale borsino sui 30 preconvocati:

Buffon: coinvolto nella stagione orrenda della Juventus, resta sempre uno dei 3 migliori portieri del mondo....da portare!

Marchetti: dopo le iniziali difficoltà, in questa che per lui doveva essere la stagione della conferma, ritorna a livelli di eccellenza da metà stagione in avanti....da portare!

Sirigu: scoperto da Zenga, alla prima stagione da titolare, stupisce per continuità e forza mentale, la giovane età e la necessità di iniziare a fare importanti esperienze d'alto livello me lo fa preferire a De Sanctis....da portare!

De Sanctis: tornato in Italia dopo esperienze all'estero, Spagna e Turchia, non proprio esaltanti, si ritrova e disputa una stagione da assoluto protagonista, solo l'età ed il ruolo (terzo portiere) me lo fa scartare....da tagliare.

Bocchetti: pur coinvolto nella stagione di luci ed ombre del Genoa, conferma le sue doti di combattività e solidità...da portare!

Bonucci: una delle grandi novità espresse dal Bari dei miracoli di Ventura, una stagione da incorniciare....da portare!

Cannavaro: il ritorno alla Juventus non ha dato solidità alla retroguardia bianconera, la più battuta tra le grandi, dopo un inizio disastroso si è ripreso e si simenta nel tentativo di ritornare ad essere il solito, anche se un po' diroccato, muro di Berlino, poi è pure il nostro capitano...da portare!

Chiellini: una stagione che, infortuni a parte, lo ha sempre visto protagonista assoluto, anche in fase offensiva, maturo e pronto per essere il nuovo leader della difesa....da portare!

Cassani: un'altra stagione di ascesa per il rosanero, ormai maturo per le grandi ribalte, è il suo momento, atleticamente solido e vivo...da portare!

Criscito: luci ed ombre ma giovinezza, duttilità, autorevolezza e personalità sono doti che non gli mancano...da portare!

Maggio: sicuramente l'uomo in più del Napoli di Mazzarri, forse non attentissimo e sicuro in fase difensiva, ma fondamentale, con i suoi inserimenti, per sorprendere le retroguardie avversarie....da portare!    

Grosso: l'eroe di Germania 2006 è appassito in Francia, il ritorno a Torino non lo ha riportato agli antichi fasti, assente in fase difensiva, ottimo davanti, ma qualcuno deve purtroppo rimanere a casa....da tagliare.

Zambrotta: uno dei fedelissimi di Lippi, a Milano nessuno ha mai visto quello splendido laterale che incantò in azzurro e nella Juventus, in difesa copre con sicurezza ma in avanti chi lo vede più, gioca sempre da sei, ma forse ci vuole qualcosa di più, se si considera poi che nel Milan al suo posto ha giocato Antonini......da tagliare. 

alcuni juventini in azzurro

Camoranesi: chi l'ha visto quest'anno in bianconero? certo se è in forma il suo apporto è imprescindibile, ma se non lo fosse? non vorremmo scoprirlo in Sud Africa però....da tagliare.

Candreva: ha dimostrato di avere dei numeri, il passaggio da Livorno a Torino non lo ha sconvolto più di tanto, è una scommessa, ma perchè non giocarsela?...da portare!

Cossu: stagione super per il tamburino sardo, ha numeri per stupire, credere in lui, vista l'assenza di Totti, mi sembrerebbe coerente....da portare!

De Rossi: leader conclamato della Roma e punto fermo del centrocampo azzurro, se poi ci regalasse pure qualche gol....da portare!

Gattuso: un incubo la sua stagione, l'infortunio della scorsa annata lo ha debilitato nel fisico e nella testa, le continue esclusioni di Leonardo hanno fatto il resto, ma è un leader carismatico.....da portare!

Marchisio: una stagione strana la sua, gli infortuni lo hanno bersagliato, i mezzi e la sostanza, uniti alla sua duttilità ne fanno un giocatore utile e di prospettiva, è forse un azzardo ma....da portare!

Montolivo: dopo una pessima partenza, ha regalato alcune perle e qualche partita di sostanza, i mezzi tecnici li ha, la personalità e la continuità un po' meno, sono incerto ma alla fine, pollice verso....da tagliare.

Palombo: uno dei gladiatori del miracolo Sampdoria, quantità, aggressività e sostanza non gli mancano, è uno di quelli che fanno legna e qualche volta fa pure gol....da portare! 

Pepe: l'inizio disastroso lo aveva fatto finire ai margini, il finale sontuoso lo ha riportato ai suoi livelli, giocatore generoso e tatticamente duttile....da portare!

Pirlo: il faro della nazionale, tra alti e bassi, è l'unico in grado di inventare sempre qualcosa....da portare!

di natale e pazzini

Borriello: annata da protagonista nel Milan, si batte da gladiatore su ogni pallone, il suo tallone d'achille è la mancanza del killer instinct (quello che ha Inzaghi per intenderci)....da portare!

Di Natale: capocannoniere del campionato, giocando da prima punta ha iniziato a segnare alla prima giornata e non ha più smesso, speriamo che il suo stato di grazia continui pure in Africa, ripercorrendo così la strada dell'altro Totò nazionale (Schillaci)....da portare!

Pazzini: la sua miglior stagione da marcatore, imbeccato da Cassano ha colpito e punito tutte le difese, ormai maturo per le ribalte più importanti....da portare!

Gilardino: un inizio stagione incoraggiante, poi l'involuzione ed il decadimento, non ha sempre convinto in azzurro, certo quasi mai nei match importanti....da tagliare.

Quagliarella: arrivato, lui napoletano, al Napoli, ha in parte deluso le grandi aspettative che lo circondavano, ha segnato qualche gol, ma non quelli necessari ed attesi dalla squadra, nel suo piede ci sono gol straordinari, ma non la continuità ad alto livello...da tagliare.

Giuseppe Rossi: dopo l'oblio in cui era sprofondato, complice pure il pessimo avvio di stagione del Villareal, riconquista la fiducia del Mister a suon di gol e belle prestazioni, ha le stimmate del suo omonimo predecessore, a lui l'onere di riscriverne le gesta....da portare!

Iaquinta: guarda caso appena si è infortunato è scesa la notte a Torino, l'incognita è rappresentata dalle sue condizioni fisiche, se è a posto è giocatore utilissimo tatticamente, anche se segna pochino, comunque....da portare!

In attesa dei futuri sviluppi, questi sono i nostri eroi, non ci resta che sostenerli come e più di sempre: FORZA AZZURRI!!!!!!   

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Italia - Cipro 3 - 2

Mercoledì, 14 Ottobre 09, 10:09 M.

Nella civettuola cornice dello stadio Tardini di Parma va in scena l'ultima partita del girone di qualificazione per i mondiali 2010 tra l'Italia e Cipro, complice il freddo pungente e la matematica qualificazione, gli spalti presentano qualche vuoto di troppo, ma i presenti non fanno certo mancare il loro supporto e calore.

Dopo la qualificazione raggiunta, non senza qualche patema, nella rocambolesca partita del Croke Park di Dublino, gli azzurri sono chiamati ad una festosa passerella con due obiettivi palesi: mantenere il ruolino immacolato nel girone, 6 vittorie e 3 pareggi fin qui, e concedere alle, cosiddette, seconde scelte un'importante occasione di mettersi in mostra e di guadagnare posizioni nella considerazione del Mister Lippi ai fini di entrare in pianta stabile nel gruppo che dovrà difendere il titolo l'estate prossima.

Lasciati a riposo i titolari di Dublino l'attenzione è tutta rivolta alle prestazioni di Santon, D'Agostino e Giuseppe Rossi che potrebbero aspirare in Sudafrica a qualcosa più di un semplice posto tra le riserve.

Lippi schiera l'Italia con un 4-3-2-1 affidandosi a Marchetti tra i pali, in difesa Santon, Gamberini, Cannavaro e Bocchetti, a centrocampo Pepe (dal 46° Camoranesi), D'Agostino (dal 67° De Rossi) e Gattuso, Rossi (dal 46° Di Natale) trequartista dietro le due punte Quagliarella e Gilardino

Anastasiades, reduce da un'inatteso, sorprendente e positivo girone di qualificazione, sceglie un classico 4-4-2 con Avgousti in porta, difesa con Charalambous, Christou (dal 29° Satsias), Michail e Charalampidis, centrocampo con Ilia, Makridis, Okkas (dall'84° N. Alexsandrou) e Anoneftis (dal 75° Konstantinou), in attacco Avraam e Dobrasinovic.

Pronti via e Cipro conquista un corner sugli sviluppi del quale un'incerta uscita di Marchetti regala ad Okkas una palla da calciare verso la porta sguarnita, il pallonetto termina però alto, immediata la risposta azzurra con una ripartenza sull'asse Gattuso-Gilardino, conclusa con un tiro debole di Quagliarella, agevolmente controllata dal portiere cipriota. 

Al 12° una ripartenza apparentemente innocua degli ospiti permette a Makridis di entrare in area e servire Okkas che, lasciato solo all'altezza del dischetto, colpisce a colpo sicuro spedendo la sfera nell'angolino basso alla sinistra di Marchetti, invano proteso in tuffo, Cipro sorprendentemente in vantaggio.

esulta cipro

La reazione azzurra tarda ad arrivare, mancano idee e lucidità, ne approfittano gli ospiti con Okkas, lanciato, al limite dell'off side, verso Marchetti, ma il tiro affrettato ed impreciso dell'attaccante si perde lontano dai pali.

Lo spavento scuote un po' gli azzurri, un bello slalom di Santon è chiuso malamente con un tiro alle stelle di Pepe, subito dopo è Gilardino ad essere anticipato da un uscita bassa di Avgousti.

Bisogna aspettare il 28° per vedere un tiro degli azzurri verso la porta avversaria, ci prova, su punizione dal limite, D'Agostino ma la sfera si spegne a lato, dopo pochi istanti è ancora Pepe, ben servito in area, a svirgolare malamente.

La partita si trascina stancamente, i ciprioti, ordinati e compatti, giocano a ritmi bassi, quasi in punta di piedi, e, disciplinati e scolastici, non concedono proprio spazio alla incerta manovra azzurra.

L'attacco azzurro si muove poco e male, i tre attaccanti non riescono a trovare la posizione giusta, anche se, onestamente, non ricevono rifornimenti degni di questo nome, il centrocampo fatica a dare il là alle azioni con D'Agostino che, nel ruolo di regista, tradisce un po' le attese.

L'ultima occasione della prima frazione è per Quagliarella, che, servito di testa da Gilardino, tira altissimo, inevitabili i fischi del Tardini che accompagnano gli azzurri negli spogliatoi dopo un primo tempo piatto, scialbo e deludente.

I cambi di Lippi sono un chiaro segnale che a perdere proprio non ci sta, fuori i deludenti Pepe e Rossi e dentro Camoranesi e Di Natale, ma i piani di rimonta del Mister vanno subito in fumo, al 47° uno spiovente dalla fascia sinistra viene deviato da Gamberini e finisce sui piedi di Michail che, nonostante la marcatura stretta di Bocchetti, colpisce al volo spedendo la sfera nell'angolo alla destra di Marchetti per il 2 a 0 di Cipro.

esultano i ciprioti

Italia scossa e sotto shock, ci prova Gattuso a suonare la carica, e, a conclusione di una azione personale, arrivato al limite dell'area, scaglia un bel tiro che Avgousti respinge in tuffo. 

Non è proprio serata per gli azzurri, al 70° Di Natale riesce a liberarsi e fuggire sulla fascia, ma, entrato tutto solo in area, tira debolmente consentendo la facile presa di Avgousti, al 74° Gilardino è puntuale all'appuntamento con un cross dalla fascia, il colpo di testa esalta ancora il portiere ospite che riesce a salvare, ancora Avgostou si ripete due minuti dopo deviando in corner un tiro dal limite di Di Natale.

Finalmente al 78° un cross perfetto di Camoranesi viene impattato di testa da Gilardino, che, superato in elevazione il suo marcatore, deposita in rete la sfera alla destra Di Avgostou realizzando il gol che riaccende la partita.

il primo gol

Cipro vacilla, gli azzurri ora sembrano davvero i campioni del mondo, il pubblico ci crede e sospinge i ragazzi che, sulle ali dell'entusiasmo, schiacciano gli avversari in area e, ancora dal piede di Camoranesi, arrivato sul fondo, parte un cross sul primo palo che Gilardino, infilatosi tra due difensori, tocca di giustezza anticipando Avgostou per il  gol del clamoroso pareggio al minuto 81.

gila appena in gol

La partita ora è bellissima, le squadre si affrontano a viso aperto e a ritmi vertiginosi, Cipro si scuote dal torpore e si spinge ancora in avanti, pericolosissimo il tiro di Charalampidis dal limite che Marchetti, con un prodigioso balzo, riesce a deviare in corner.

Poco male, la risposta azzurra non si fa attendere, Di Natale, quasi dal fondo, tira al volo tra le gambe di Avgostou, la sfera passa ma si schianta sul palo venendo poi recuperata dal portiere.

Al secondo minuto di recupero Di Natale conquista palla a centrocampo, supera un paio di avversari e serve Quagliarella, solissimo dentro l'area, in posizione decentrata, il centravanti napoletano controlla e scarica verso la porta, la deviazione di un difensore, trova ancora Gilardino più lesto di tutti ad avventarsi sulla sfera e dare, forse, l'ultimo tocco per la più incredibile delle rimonte.

gol di chi

Si interrompe così, ad un pugno di minuti dalla fine, il sogno di Cipro di compiere un'impresa storica e portare a casa una fin lì meritatissima vittoria.

Gli azzurri portano a casa una vittoria che non rispecchia quanto espresso in campo ma premia l'abnegazione, l'orgoglio e la voglia di vincere di un gruppo solido che dà l'impressione di avere energie mentali e convinzione fuori dalla norma.

Esaminando invece la prima parte del match, quella più scialba e poco convincente, la decisione di schierare 11 giocatori nuovi è stata troppo azzardata, considerando la forza di un avversario carico e sceso in campo senza timori reverenziali, e ha tolto ogni certezza consolidata ad una squadra che ottiene i suoi risultati proprio per l'amalgama degli uomini che mandano, ormai da anni a memoria, gli schemi consolidati.

Quindi alla fine lo scopo principale del match, quello di trovare risposte positive da alcuni rincalzi di lusso, è stato fallito, bocciati severamente Rossi e D'agostino, mentre meglio se l'è cavata Santon.

I migliori: nell'Italia Gilardino e Camoranesi, in Cipro Avgostou e Okkas.

Le pagelle degli azzurri.

Marchetti: 6, inizia con un'incertezza, subisce due gol su cui poco può fare, salva il risultato nel finale...presente!

Santon: 6, ha una grande voglia di giocare e si vede, gioca sempre a testa alta, si fa apprezzare per alcune belle discese e spinge forse anche troppo...pimpante!

Gamberini: 5,5, impegnato severamente dalle pericolose incursioni di Okkas, non dà impressione di grande sicurezza, mette lo zampino, anzi la testa, nell'occasione del secondo gol cipriota...rimandato!

Cannavaro: 5,5, dopo la giornata di squalifica e la storia della puntura d'ape curata con il cortisone,  è un po' spaesato e viene coinvolto nella serata imprecisa della difesa azzurra...distratto!

Bocchetti: 5,5, all'esordio dal primo minuto, combatte ma fatica non poco a mettere la museruola agli avanti ospiti, viene graziato dall'arbitro che gli risparmia un rosso...affaticato!

Pepe: 5, serata opaca in un primo tempo tutto da dimenticare, ha due palle gol e le scupa malamente, paga per tutti con la sostituzione alla fine del primo tempo...impreciso!

pepe a contrasto

Camoranesi: 6,5, entra nella ripresa e conferma il suo momento positivo regalando due splendidi assist a Gilardino, un punto fermo...impagabile!

D'Agostino: 5, Lippi gli regala le chiavi del centrocampo, ma non riesce mai ad entrare in partita, dello splendido regista che si vede nell'Udinese, proprio non si sono viste le tracce....rimandato!

De Rossi: 6, entra nel finale e dà il suo consueto apporto di grinta e determinazione....solido!

Gattuso: 5,5, dell'amato Ringhio si scorgono alcune movenze ma è ancora lontano da una forma accettabile, le gambe non vanno dove testa e cuore lo spingerebbero, evita d'un soffio il rosso...graziato!

Rossi: 4,5, gioca 45 minuti, doveva essere la sua grande occasione, ma conferma il suo momento no, non entra mai in partita, non incide e non si vede, mai!...bocciato?

Di Natale: 6, gioca con più costrutto ed incisività rispetto a Dublino, si muove bene e risulta una spina nel fianco per i difensori ospiti, certo ci aspettiamo da lui qualcos'altro..i gol?...rinato!

Gilardino: 8,5, si trasforma nella ripresa e conferma di essere un bomber di razza, vive per il gol, si muove in area da killer, prima sfiora il gol poi ne segna due più un terzo in comproprietà con Quagliarella...rapace!

Quagliarella: 6, si dà molto da fare, l'intesa con Gilardino funziona e cresce nel corso del match, non trova la porta ma è parte essenziale nell'azione confusa del terzo gol...generoso!

Lippi: 5,5, strappa una vittoria per il rotto della cuffia, da giocatore d'azzardo navigato questa sera bluffa, i ciprioti però non se lo fumano e vanno a vedere il piatto, ma con quel briciolo di fortuna sempre necessario per certe vittorie, trova in Gilardino l'uomo della provvidenza che evita sconfitta e figuraccia fin lì clamorosa. Anche in conferenza stampa è scatenato contro il pubblico a suo dire ingeneroso nei confronti degli azzurri...arrabbiato!  

lippi arrabbiato

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Postato da gfloriano | Commenti (12)

Repubblica d'Irlanda - Italia 2 - 2

Sabato, 10 Ottobre 09, 02:30 P.

Nel meraviglioso tempio del calcio gaelico di Croke Park a Dublino va in scena il penultimo match del girone di qualificazione ai mondiali di Sud Africa 2010 tra i padroni di casa della Repubblica d'Irlanda ed i campioni del mondo in carica dell'Italia.

Lo scenario che si presenta alla vista è stupendo, lo stadio, il quarto d'Europa per capienza, presenta il tutto esaurito con più di 70.000 spettatori, l'atmosfera è da brividi, il momento degli inni dà un ulteriore tocco di sacralità all'evento.

Il risultato del pomeriggio, con Cipro che ha travolto la Bulgaria per 4 a 1, ha regalato ai ragazzi del Trap la certezza dell'accesso agli spareggi, liberando l'ambiente dai timori e dando una ulteriore spinta nella ricerca dell'impresa che permetterebbe loro di tenere accesa la speranza di una qualificazione diretta.

Per gli azzurri si tratta invece di conquistare quell'ultimo punto che regalerebbe la matematica certezza della qualificazione con un turno d'anticipo.

Trapattoni schiera l'Eire con un 4-4-2: Given; O'Shea, Dunne, St.Ledger, Kilbane; Lawrence, Whelan (25' st Rowlands), Andrews, McGeady (33' st S.Hunt); Keane, Doyle (22' st Best). (Westwood, McShane, Nolan, N.Hunt).

Marcello Lippi sceglie il modulo con una sola punta e schiera l'ITALIA con un 4-2-3-1: Buffon; Zambrotta, Legrottaglie, Chiellini, Grosso (31' st Bocchetti); De Rossi, Palombo (44' st Pepe); Camoranesi, Pirlo, Di Natale (31' st Gilardino); Iaquinta. (Marchetti, Gamberini, Gattuso, D'Agostino).

la nazionale

L'inizio è confortante con gli azzurri che si impadroniscono della metacampo avversaria e cercano di portare insidie dalle parti di Given con i puntuali affondi di Iaquinta che crea più d'un grattacapo alla retroguardia di casa.

Al primo affondo però i verdi passano, al 7° Legrottaglie ferma fallosamente Doyle prima dell'ingresso in area, sulla succesiva punizione, con gli azzurri tutti schiacciati a ridosso dei 10 metri,  la sfera rasoterra giunge a Whelan che, dal limite dell'area impatta la sfera al volo imprimendogli una strana traiettoria che si spegne nell'angolo alto alla destra di Buffon, fuori da ogni sua possibilità d'intervento, Irlanda avanti nel delirio del 'The Croks'.

la gioia al primo vantaggio

Gli ospiti accusano il colpo e per una decina di minuti perdono le distanze tra i reparti, aggrediti in ogni zona del campo, vanno in confusione, non riuscendo quasi più ad affacciarsi dalle parti di Given, anzi soffrendo preoccupantemente in difesa.

Ma i ritmi altissimi non sono nelle corde dei ragazzi del Trap e, appena il loro ardore si spegne, gli azzurri riprendono in mano le redini dell'incontro e insidiano ripetutamente la porta avversaria grazie ad azioni lineari che cercano alternativamente le fasce e le percussioni centrali, sugli sviluppi di un'incursione sulla fascia sinistra, Grosso arriva sul fondo, dribbla un difensore, rientra e mette un cross morbido sul secondo palo su cui nessuno si fa trovare pronto all'impatto, ancora Grosso ci prova dal limte con un bel tiro al volo che Given controlla in tuffo.

La pressione italiana è costante e coglie il meritato premio al 26°, Pirlo batte un calcio d'angolo su cui Camoranesi, abile a smarcarsi sul primo palo, impatta violentemente di testa, la sfera viene solo toccata da Given e finisce la sua corsa in rete per il meritato pareggio azzurro ed il tripudio delle migliaia di italiani presenti allo stadio.

il gol di camoranesi

I padroni di casa cercano di scrollarsi di dosso la pressione degli avversari, Trapattoni scuote nervosamente la testa sulla linea laterale, fino al quarantacinquesimo i verdi ci provano generosamente, spingendo sull'acceleratore a folate successive, ma Buffon non è mai seriamente impegnato, di mischie invece ne scaturiscono tante ed in esse giganteggia un autoritario Chiellini, in avanti invece gli azzurri latitano non poco, Di Natale non riesce ad incidere come dovrebbe, Iaquinta si sfianca senza costrutto su tutto il fronte d'attacco, mentre Pirlo e Camoranesi provano, senza riuscirci ad inventare qualcosa d'importante.

La ripresa si apre subito con un episodio da moviola, una punizione dalla fascia destra viene spizzata da Chiellini e corretta in rete da Iaquinta, il segnalinee sbandiera l'off side che pare propro ai limiti.

L'Irlanda sembra ora essere in debito d'ossigeno e di idee, non riesce più a soffocare la manovra italiana e si limita a controllare non senza difficoltà le incursioni azzurre, è O'Shea a salvare due volte prima su Di Natale togliendogli dalla testa un gol facile facile, poi fermando Iaquinta in area, poi è Zambrotta a costringere ad una difficile deviazione in corner Given, gli azzurri giocano con autorità disegnando belle trame, guidati da un Pirlo propositivo e da un Camoranesi creativo, mentre De Rossi e Palombo fanno tanta legna a centrocampo.

I verdi provano ogni tanto a rendersi pericolosi sui calci da fermo, che poi sono il loro marchio di fabbrica, ma la difesa azzurra fa il suo dovere salvando un paio di situazioni delicate.

Quando i giochi sembrano fatti, ed il pareggio acquisito, succede l'inimmaginabile, a tre minuti dal termine Hunt viene fermato fallosamente da Zambrotta ai limiti dell'area, sulla successiva punizione a spiovere, Ledger sfugge, all'altezza del secondo palo, ad un distratto Gilardino e, in splendido tuffo, di testa batte Buffon facendo esplodere nuovamente Croke Park.

Sembra davvero finita per gli azzurri, forte è la sensazione della beffa, ma gli italiani non si lasciano annichilire dalla bolgia sugli spalti e riescono ad orchestrare la più bella azione del match, palla recuperata sulla trequarti e smistata sulla sinistra per Pepe che si invola sulla fascia, controlla e serve nella profondità Iaquinta, il bomber controlla e sull'attacco del difensore, si accentra, entra in area e serve al centro per Gilardino, abile a farsi trovare smarcato, il centravanti biellese colpisce al volo in controtempo spedendo pallone da una parte e portiere dall'altro, è esplosione di gioia dell'Italia tutta allo stadio e davanti ai televisori, il pari è raggiunto, il passaporto per i mondiali consegnato agli azzurri.

la gioia di gila

Finisce così con un giusto pareggio una partita tirata e combattuta, magari non bellissima, ma sempre in bilico, buona la prestazione degli irlandesi disciplinati, concreti e cinici, perfettamente plasmati in questo dal mago Trapattoni, a loro sta adesso di meritarsi il pass per i mondiali negli spareggi di novembre.

Gli azzurri soffrono un po' troppo nel primo tempo ma poi sono bravi a rimettersi in carreggiata dopo il primo svantaggio e bravissimi a rimediare al secondo svantaggio beffa, la squadra è compatta, determinata e autoritaria, concede poche occasioni agli avversari, qualcuna in più ne crea, certo per mettere la quinta stella ci vuole ben altro, ma intanto abbiamo compiuto il primo importante passo: acquisire il diritto a difendere il titolo, l'anno venturo vedremo cosa riuscirà ad inventarsi il nocchiero viareggino.

I migliori: nell'Irlanda McGeady e Lawrence, nell'Italia Iaquinta e Chiellini.

Le pagelle degli azzurri

Buffon: 6, subisce due gol su cui è del tutto incolpevole, ma non deve mai ergersi a protagonista, un paio di uscite in presa alta e tutto il resto ordinaria amministrazione....disoccupato!

Zambrotta: 6, combatte come suo solito, difendendo con attenzione e proponendosi più volte in avanti, impegna anche Given in una difficile deviazione bassa....attento!

Legrottaglie: 5,5, inizia molto male sbaglia clamorosamente i primi tre interventi, sul primo addirittura nasce il gol iniziale, poi si riprende e riesce ad essere efficace e meno falloso...imbambolato!

Chiellini: 7, anche senza Cannavaro al fianco dimostra di essere ormai un leader della difesa azzurra, sempre preciso e tempestivo, autoritaro e presente, in difesa come in attacco,...roccia!

Grosso: 6,5, il laterale gioca la sua tipica partita in azzurro, applicato e sempre propositivo, ha fondamentali di primordine e affonda sulla fascia con pericolosità, dietro se la cava meno peggio del solito....pendolino!

Bocchetti: s.v., entra ad un quarto d'ora dalla fine, tocca pochi palloni senza far danni, ma lasciando la sensazione di essere un ottimo rincalzo...esordiente!

De Rossi: 6,5, combatte da par suo, fa legna in mezzo al campo, non eccede in durezze, conquista tanti palloni e cerca qualche volta di proporsi...guerriero!

Palombo: 6,5, impegnato nel ruolo di frangiflutti si disimpegna con mestiere, recupera tanti palloni e riesce pure a distribuirne più d'uno con precisione...soldatino!

Pepe: 6,5, ha a disposizione soltanto i minuti di recupero, tocca due palloni  e sul primo dà il là all'azione del pareggio...jolly!

Camoranesi: 6,5, da qualche tempo è tornato ai suoi livelli migliori, anche stasera canta e porta la croce, si fa sempre trovare smarcato, dà una mano dietro e si fa vedere davanti con fantasia ed efficacia, suo il gol, quinto in azzurro, del primo pareggio...prezioso! 

Pirlo: 6,5, evidentemente l'azzurro lo ispira, per quanto è opaco ed inconcludente in rossonero, in azzurro si trasforma e diventa dinamico e creativo, sbaglia pochi palloni e cerca sempre la giocata, ci prova su punizione da lontanissimo spedendo la sfera non troppo alta...regista!

Di Natale: 5, ancora non riesce a fare in azzurro ciò che gli riesce facile in bianconero, si trova di fronte O' Shea e si perde senza riuscire mai ad entrare nel vivo della partita...rimandato!

Gilardino: 6,5, digerita la delusione della panchina, si fa trovare pronto, entra subito nel clima della partita dando man forte a Iaquinta, si fa trovare impreparato sul gol di Ledger, ma da novello Rivera ( ricordate Italia-Germania di Messico 70?) rimedia realizzando un gran gol che ci porta in Sud Africa...letale!

Iaquinta: 7, al top della forma, conferma di essere in stato di grazia, lotta, corre e combatte da solo contro molti, impegna sempre gli avversari, peccato non abbia un feeling migliore con il gol...impagabile!

Lippi: 7, la prima parte della missione era arrivare senza patemi d'animo alla qualificazione e l'obiettivo è stato raggiunto con una giornata d'anticipo, ora viene il difficile...La squadra soffre un pochino ma poi viene fuori e dà l'impressione di controllare agevolmente la partita, azzecca i cambi ed evita la beffa dal maestro Trap proprio sul filo di lana...nocchiero!  

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Italia - Eire 1 - 1

Mercoledì, 01 Aprile 09, 12:41 P.

Al San Nicola di Bari serata di gala con il match più importante del girone, di fronte l'Italia di Lippi, reduce dalla vittoriosa trasferta di Podgorica, e l'Eire, guidata dall'attesissimo Trapattoni, delusa dal beffardo pareggio interno contro la Bulgaria.

I timori della viglilia di sonori fischi al Mister Lippi, per la mancata convocazione del gioiello di Bari vecchia Antonio Cassano, sono fugati da una disapprovazione sonora nella norma, di contro è entusiasta ed appassionata l'accoglienza riservata dalla gente di Bari  agli azzurri, un enorme tricolore viene realizzato lungo tutti i distinti con cartoncini lucidi, rumorosa e calorosa la presenza dei 6.000 tifosi irlandesi.

Tra gli azzurri ci sono alcune sorprese rispetto alla formazione attesa e alle previsioni giornalistiche,Lippi schiera infatti Buffon tra i pali, in difesa Zambrotta, Cannavaro, Chiellini e Grosso, centrocampo con Brighi, De Rossi e Pirlo, tridente d'attacco Pepe, Iaquinta e Pazzini.

Trapattoni, che deve fare a meno all'ultimo momento del giocatore più rappresentativo, McGeady, risponde con Given in porta, difesa con McShane, Dunne, O'SheaKilbane, a  centrocampo Keogh, Whelan, Andrews e Hunt, in avanti Doyle e Keane.

Neanche il tempo di entrare nel vivo del match e, su un contrasto aereo a centrocampo, l'arbitro tedesco Stark vede una gomitata di Pazzini ai danni di O'Shea che perde copiosamente sangue dall'arcata sopraccigliare. Il replay evidenzia un contatto, ma assolutamente non la volontarietà della nostra punta di colpire l'avversario, tant'è al terzo minuto Italia in dieci e partita tutta in salita.

rosso ridicolo a pazzini

Per complicare ulteriormente le cose inizia a diluviare sul San nicola.

Gli Irlandesi non alzano i ritmi e permettono ai nostri di controllare con tranquillità, al 10° una strepitosa intuizione di Pirlo mette Grosso solo in area, il laterale arriva sul fondo e crossa basso a centro area, Iaquinta anticipa tutti e di piatto sinistro batte Given portando l'Italia in vantaggio.

la gioia di iaquinta

Trapattoni è furioso in panchina e ce l'ha con i suoi per la scarsa determinazione in attacco, immediata la sostituzione di Keogh con Folan, le cose iniziano a cambiare ed i verdi  cominciano ad affacciarsi stabilmente nella metacampo azzurra.

I nostri pian piano cedono terreno e si chiudono a ridosso dell'area, al 16° vola Hunt in area a contrasto con Chiellini, il primo tiro in porta e' di Keane al 24°, la sfera si perde altissima, al 29° da un errato controllo dello stesso Keane la sfera arriva a Doyle che dai 15 metri sciabatta miseramente a lato.

Risponde finalmente alla mezzora l'Italia ancora sull'asse Pirlo-Grosso, questa volta il cross è alto, scavalca un incerto Given, ma Pepe, in scivolata sul secondo palo, colpisce sporco spedendo la sfera sull'esterno della rete.

Il finale vede gli azzurri attaccati sulle ali e soffrire le percussioni dei centrocampisti irlandesi, proprio su una di queste, al 39°, Hunt lascia partire una bordata dal limite dell'area, la sfera è indirizzata sotto la traversa, Buffon non si lascia sorprendere ed in bello stile devia oltre la traversa.

Si va al riposo dopo due minuti di recupero, al rientro in campo tra gli azzurri non c'è più l'ottimo Pirlo, al suo posto ecco Palombo.

Dopo 10 minuti di gioco equilibrato, senza grandi emozioni se non un corner con relativa mischia in area ospite sbrogliata a stento, Trapattoni sostituisce Andrews con Gibson, risponde subito Lippi con Dossena per Pepe.

Al 12° su una palla sporca in area azzurra Buffon esce a valanga su Hunt, ci sono alcuni dubbi sulla liceità dell'intervento del portiere italiano, che a dire il vero non guarda neppure l'avversario, però il procurato danno c'è tutto, Stark pilatescamente sorvola. 

L'Italia soffre il pressing avversario, fatica a tenere palla in avanti, offrendosi alla costante pressione irlandese, Trapattoni mischia ancora le carte e al 17° inserisce Hunt al posto di Doyle.

Al 22° su punizione dal fondo salva in area di testa Iaquinta in profondo ripiegamento difensivo.

Sostenuti dal caloroso incitamento dei loro tifosi gli Irlandesi alzano i ritmi e cingono d'assedio l'area azzurra, aumenta la sofferenza, le mischie si susseguono, il pericolo incombe minaccioso sulla porta di Buffon, rarissime le sortite degli italiani nella metacampo ospite, senza Pirlo, con Palombo, si è aggiunta quantità e densità, ma a centrocampo nessuno è più in grado di ragionare e dettare i ritmi.

Alla mezzora su una punizione dalla trequarti Chiellini vola per terra, timide le proteste azzurre, la trattenuta di O'Shea inizialmente c'è ma il centrale italiano si lascia poi platealmente cadere.

Il pubblico barese assiste quasi in timoroso silenzio, mentre gli irlandesi sostengono a gran voce i loro beniamini cercando di sospingerli all'assalto della porta di Buffon.

hunt in azione

Al 37° percussione di Whelan arrestato duramente da Chiellini, l'arbitro lascia correre, salva in extremis Zambrotta.

Palla perennemente in the box, e collezione di corner per i verdi.

Al 39° clamorosa ripartenza di Iaquinta che, conquistata palla ai limiti della nostra area, si invola, supera di potenza un paio di avversari, arriva sul fondo e mette un cross perfetto su cui arriva appena in ritado Dossena.

Il capovolgimento di fronte è repentino, la sfera arriva a Gibson, solo in area, pronto il tiro, decisivo Buffon ad alzare oltre la traversa la sfera che stava comunque impennandosi, senza esito il corner successivo.

Sul filo di lana, all'88°, da un  rinvio di Given, la sfera arriva in area, Folan la colpisce di testa in mezzo a tre azzurri e finisce sui piedi di Keane che, solissimo,  da due passi, infila il gol dell'1-1.

Entra al posto di Iaquinta, stanchissimo, Quagliarella.

Italia in bambola e Irlanda che sfiora due volte in un minuto il gol vittoria, ci salviamo per il rotto della cuffia con due deviazioni fortuite. 

Al 94° assist di testa di Folan per Keane che si avventa sulla sfera e colpisce appena alto.

Stark fischia la fine, che sancisce l'1-1 finale, un pareggio amaro e beffardo per il modo con cui si è concretizzato.

L'Italia non ha potuto giocare al meglio le proprie chances, avendo dovuto giocare in dieci fin dal terzo minuto per un non fallo, la partita è stata di sofferenza, brutta ed inconcludente, la fase offensiva è completamente mancata, mentre la difesa, inizialmente ordinata ed efficace, è diventata minuto dopo minuto sempre più confusa e difficoltosa.

Di contro l'avversario non ha certo fatto cose trascendentali, si è limitato, in natural old british style, a buttare spioventi in area cercando le spizzate di testa di Folan e alla fine ha colto il meritato frutto dei suoi sforzi, che dire : il solito Trapattoni tutto grinta e cuore, che è riuscito a trasmettere in toto ai suoi, ma di gioco neanche l'ombra.

Nel girone tutto resta come prima, intanto si avvicina pure la Bulgaria....

I gol:

Le pagelle degli azzurri

Buffon: 6,5, viene ripetutamente chiamato in causa e si disimpegna con la solita sicurezza, non può nulla sul gol del pareggio....roccia!

Zambrotta: 6, la fase offensiva è stata sacrificata per dare massima attenzione a quella difensiva, combatte con ardore e salva un paio di situazioni complicate....fighter!

Chiellini: 6, il solito guerriero, combatte da par suo con chi gli capita davanti, ne prende e ne da, almeno stavolta non si fa male, non riesce a chiudere su Keane sul gol del pareggio.....guerriero!

Cannavaro: 6, si issa sulle spalle l'intera difesa, corre e mette pezze dappertutto, sorpreso dalla spizzata di Folan  in occasione del gol....capitano!

Grosso: 6, inizia bene e regala due assist, il primo tramutato in gol , l'altro sprecato, lotta dietro, ma qualche pecca e qualche amnesia macchiano la sua prestazione...incisivo!

De Rossi: 5,5, partita di grande sacrificio, pochi lampi e molta oscura sostanza, si becca un giallo che gli farà saltare la prossima partita....ombroso!

Pirlo: 6,5 gioca un tempo e lo fa da par suo, dispensa assist a destra e manca e cerca di ricucire una squadra sempre più sfilacciata, uscito lui la matassa si ingarbuglia definitivamente....ordinato!

Palombo: 5, entra per Pirlo, incide poco e si vede meno, la quantita' e la densità ci sono il resto no.....enigmatico!

Brighi:  5,5, non ripete una delle sue splendide prestazioni in giallorosso, naufraga in un centrocampo che man mano si perde, smarrendo ordine e distanze.....rimandato!

Pazzini: n.g., un cartellino rosso chiude la sua gara al 3° minuto, Stark vede non si sa cosa, di certo rovinata e la sua e la partita dell'intera nazionale.....perseguitato!

Iaquinta: 7, il migliore in campo, combatte come un leone, abbandonato nella metacampo avversaria si batte da solo contro tanti, realizza un gol di rapina, ma non basta....leone!

Quagliarella: n.g., gioca i 4 minuti di recupero senza toccare palla....dimenticato!

Pepe: 6, cerca di tenere su la squadra e di dare una mano a Iaquinta, meno incisivo che a Podgorica, non lesina impegno ed energie....volenteroso!

Dossena: 5,5, entra nel finale per dare una mano a compagni stanchissimi, ha il demerito di arrivare un soffio in ritardo sull'invitante assist di Iaquinta....ritardatario!

Lippi: 6, i suoi piani sono scombussolati dopo tre minuti, la squadra perde distanze, coesione e ritmo, giusta la scelta di Iaquinta, semplicemente gigantesco, incomprensibile non proporre Rossi per Pepe dall'inizio, un punto è meglio che zero ma meno di tre, la qualificazione non è compromessa, ma un po' complicata sì....incerto! 

   

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Il Brasile, chi l'ha visto?

Martedì, 31 Marzo 09, 05:35 M.

Domenica notte mi sono soffermato a guardare su SI Ecuador-Brasile, valida per le qualificazioni sudamericane, pronto ad assistere ad una facila vittoria dei verdeoro contro i padroni di casa, fermi a 12 punti, e piuttosto lontani dalle posizioni utili ai fini della promozione a Sud Africa 2010.

Atmosfera caldissima con i 44.000 dello stadio di Quito, tutti rigorosamente in camiseta amarillo, ad assicurare un costante ed appassionato incitamento.....

Ma forse più dell'appassionato apporto dei fans giallorossoblù potè un aiuto non 'umano': l'altura.   

Giocare nell'aria rarefatta dei 2000 metri di Quito comporta sempre seri problemi per gli ospiti degli Ecuadoreni, tant'è che qualche tempo fa il buon Sepp Blatter aveva addirittura pensato di vietare le partite valide per le qualificazioni mondiali a queste altezze, salvo dover fare un rapido dietrofront di fronte alle proteste ufficiali del governo locale.

guerron in azione

Sarà stata o meno merito dell'altura, tant'è che la partita è stata un vero e proprio monologo dei padroni di casa che, dal primo al novantatreesimo, si sono stabilmente insediati nella metacampo ospite creando una serie di occasioni impressionante, di cui qualsiasi cronista, non armato di taccuino, non poteva che perderne il conto.

julio cesar salva su benitez

Per dirla tutta mi è parso di assistere ad una di quelle amichevoli estive tra i blasonati squadroni di serie A e le volenterose rappresentative di valligiani, puntualmente concluse con risultati altisonanti, in cui però la rappresentativa amatoriale, udite udite, altri non era che la squadra pentacampean.

Solo la serata, più che strepitosa, di uno stratosferico, oserei dire soprannaturale, Julio Cesar, ha impedito all'Ecuador di umiliare il Brasile, il taccuino annota in ordine sparso almeno 5 miracoli del portiere , una traversa che sta ancora vibrando e  3/4 sciagurati errori di mira degli avanti ecuadoreni.

miracolo di julio cesar su guerron

I verdeoro sono sembrati spaesati, impauriti, incapaci di mettere insieme tre passaggi di fila, privi di personalità, mai in grado di prendere in mano le redini del gioco e, cosa inusuale, spesso incapaci di dare del tu alla palla.

Privo di Kakà infortunato e di Pato, tenuto improvvidamente in panchina per tutto il match, Dunga ha presentato una squadra senza capo nè coda, inconsistente a centrocampo, confusionaria ed impacciata in difesa, spuntata in attacco, Ronaldinho è parso un fantasma, una lentissima ombra di quel gran fenomeno che fu a Barcellona, ripudiato anche dagli Dei del calcio se, proprio il suo sostituto, Baptista, appena entrato in campo, alla prima palla toccata, grazie ad un beffardo aiuto della dea bendata ( sfera che picchia contro il palo, poi contro la schiena del portiere, infine lemme lemme in rete), portava immeritatissimamente in vantaggio il Brasile.

festa verdeoro

Ma, con soli 20 minuti da giocare, e con una mazzata simile inferta al morale degli avversari, gli svagati brasiliani continuavano a farsi schiacciare in area affidandosi alla sorte ed ai miracoli del loro portiere per portare a casa il risultato.

Gli Dei di Eupalla, sconcertati da così  ostentata malagrazia, decidevano alfine, giustamente di punire i verdeoro, così, all'88°, O' Fabuloso Luis  Fabiano, balzato agli onori della cronaca più per l'improbabile pettinatura rasta che per il suo apporto in campo, prima scaricava addosso al portiere la facile palla del 2-0 poi, non contento, ribadiva la ribattuta a colpo sicuro contro il palo.

Di contro, all'89°, dopo  una serpentina in area con i difensori, belle-statuine, brasiliani saltati come birilli la sfera veniva scagliata a colpo sicuro verso la rete da non più di 5 metri, il marziano Julio Cesar, non si sa come, riusciva ancora a respingere, ma, estasiati e distratti da tal prodigio, Lucio e Giosuè rimanevano incantati in adorazione davanti al loro portiere, permettendo al neo-entrato Cristian Noboa di scaraventare nella porta, finalmente incustodita, il pallone del pareggio.

la gioia di noboa

Sappiamo bene che il Brasile si presenterà a Sud Africa 2010 tirato a lucido, pronto a regalare futebol bailado e a deliziare le platee interplanetarie, ma, oggi, la squadra, che gioca sotto le insegne verdeoro, non fa paura proprio a nessuno, ovvero a qualcuno sì, al suo selezionatore che quando vedrà il match al videotape, andrà a nascondersi per la vergogna ( magari dopo essere passato da un grande magazzino a comprare abiti di colori meglio accostati)!

dunga furi dai colori

Se il povero Marcello Lippi avesse firmato una prestazione siffatta, avrebbe potuto fare a meno di tornare in patria...... 

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Montenegro - Italia 0 - 2

Domenica, 29 Marzo 09, 02:36 M.

Atmosfera fantastica quella che accoglie le squadre al loro ingresso in campo, lo stadio City of Podgorica, tutto esaurito, é tutto giallo e rosso grazie a palloncini e sciarpe dei colori di casa. L'emozione raggiunge il suo apice al momento degli inni, sarà perchè quello montenegrino è struggente ed eroico, ma Vi confesso mi è venuta la pelle d'oca: questa è la magia che ancora riesce a regalare questo sport che amiamo così tanto.

Filipovic, che deve fare a meno del suo giocatore più rappresentativo, Vucinic, schiera il suo MONTENEGRO con un (4-3-2-1): Poleksic; Pavicevic, Batak, Basa, V. Bozovic; Drincic, Pekovic (dal 34’ s.t. Vujovic), Boskovic; Vukcevic (dal 44’ s. t. Zverotic), Jovetic; Djalovic (dal 26’ s.t. Beciraj). (M. Bozovic, Pejovic, Tanasijevic, Novakovic). 

Lippi, bocciato per discutibile scelta personale  Cassano, decisione che ha dato il là ai giornali per poter sguazzare nelle polemiche, e dovendo fare a meno di almeno 9 potenziali titolari, deve fare di necessità virtù e schiera la sua  Italia con un (4-2-3-1)con : Buffon; Zambrotta, Cannavaro, Chiellini, Grosso; Palombo, De Rossi; Quagliarella, Pirlo (dal 36’ s.t. Brighi), Di Natale (dal 9’ p.t. Pepe); Iaquinta (dal 14’ s.t. Pazzini). (Amelia, Gamberini, Motta, Rossi).

In attesa del match verità di Bari contro l'Irlanda dell'eterno Trapattoni, gli azzurri abbisognano dei tre punti, inutile aspettarsi e chiedere altro.

I giallorossi di casa, sospinti dal calore dei loro tifosi, cercano subito di aggredire la metacampo italiana, sperando di mandare in confusione il centrocampo inedito costruito da Lippi con i tre centrali Palombo, Pirlo e De Rossi, l'Italia non cade nel tranello e si fa trovare subito pronta, non arretra e, come si conviene ai campioni del mondo in carica, prende in mani le redini del gioco e cerca, dando respiro al gioco sulle fasce di mettere in difficoltà gli avversari. Su un allungo Di Natale si infortuna gravemente al ginocchio e, appena al 9°, deve lasciare il campo in barella, al suo posto entra Pepe.

Proprio da un'incursione sulla fascia destra di Pirlo al 10°, il fantasista scodella una palla al centro dell'area dove Batak, forse inizialmente strattonato da Iaquinta, si esibisce in una spettacolare schiacciata, degna di un centrale di pallavolo, inevitabile il rigore che Pirlo, all'11°, trasforma con un cucchiaio da brivido, Poleksic si tuffa a destra, la sfera si impenna e si infila sotto la traversa a sinistra, spettacolare!

pirlo esulta dopo il cucchiaio

Il Montenegro si cheta giusto un attimo, ma spinto dai suoi tifosi si butta nuovamente in avanti e, qua forse si decide il match, Palombo, scivola ed appoggia corto per Cannavaro che perde  a sua volta l'equilibrio, scivolosissimo è infatti il terreno di gioco, abbondantemente innaffiato prima dell'inizio, si avventa sulla sfera Jovetic che tenta di superare il capitano azzurro il quale, maliziosamente, alza la gamba facendo volare l'attaccante viola, si teme l'inevitabile rosso, invece l'arbitro inglese Atkinson sventola soltanto il giallo.

Il pericolo scampato ci rasserena e Pepe, lanciato da una deviazione di braccio da un difensore avversario, tutto solo, dal limite dell'area, spara incredibilmente alle stelle.

Si arriva, quasi senza colpo ferire, alla fine del tempo con gli azzurri tranquillamente in vantaggio ed in assoluto controllo del match.

La ripresa vede l'Italia, stranamente impacciata e timorosa, che si richiude un po' troppo nella propria metacampo, alimentando le velleità offensive dei padroni di casa che provano in tutti i modi a farsi pericolosi, Buffon comunque si deve ancora limitare all'ordinaria amministrazione, anzi, in una delle rare ripartenze, sono proprio gli azzurri a sfiorare il raddoppio, incursione profonda di Pepe che arriva dentro l'area, serve Iaquinta che, in splendida solitudine, sciabatta un tiraccio destinato oltre il secondo palo, la sfera incoccia casualmente nel piede di Quagliarella e si perde desolatamente a lato.

Il pericolo scampato accende i giallorossi, da un' incursione sulla fascia sinistra viene scodellato a centro area un cross perfetto per Djalovic che, in splendida solitudine, era fuorigioco non visto dal segnalinee, colpisce sporco, Buffon sbilanciato si supera e grazie ad un colpo di reni riesce a schiaffeggiare la sfera che poi Chiellini spazza via.

Esce un acciaccato Iaquinta e fa il suo esordio in azzurro l'attaccante più caldo della serie A Pazzini, che quasi subito viene pescato solo in area, pronta la girata, ma, sul tiro rasoterra, Poleksic riesce a respingere di piede.

Il Montenegro tenta in tutti i modi di impegnare la difesa italiana, ma, fatalmente, per farlo si scopre, si aprono invitanti autostrade per le ripartenze azzurre, e su una di queste, al 29° Pepe percorre 40 metri sulla fascia destra, arriva sul fondo, rientra un po' verso il centro e scodella sul primo palo per l'accorrente Pazzini che di testa batte Poleksic per la seconda volta, 2-0 partita finita.

la gioia di pazzini

Il resto del tempo è accademia, ammirevole il correttissimo pubblico di casa che ha continuato imperterrito a sostenere i propri beniamini, applaudendo sportivamente al termine anche gli azzurri.

Vittoria meritata per l'Italia, che grazie al pareggio in extremis della Bulgaria a Dublino, ci permette di presentarci allo scontro con i verdi in vantaggio di due punti e con l'opportunità di fare il vuoto e staccare con ampio anticipo il biglietto per Sud Africa 2010.

La squadra non ha incantato nel primo tempo, dove pur passata prestissimo in vantaggio per il clamoroso errore di Batak, non è riuscita a chiudere il match, ha sofferto un po' troppo nei primi 20 minuti della ripresa, ma in sostanza ha concesso una sola palla gol agli avversari, finendo invece per sprecare molte occasioni nel finale.

Gli Highlights

Le pagelle:

Buffon: 7, chiamato in causa una volta sola, mantiene fede alla sua fama esibendosi in un intervento prodigioso che impedisce il pareggio degli avversari....garanzia!

Zambrotta: 6,5, gioca con applicazione e sicurezza, chiude puntualmente in difesa e cerca sempre di accompagnare la manovra offensiva....sicurezza!

Cannavaro: 6,5, graziato da Atkinson che non gli sventola il giusto rosso, resta in campo e guida la difesa con la consueta sicurezza e gagliardia....graziato!

Chiellini: 7, una vera roccia, il centrale bianconero è cresciuto a dismisura, non sbaglia niente, le dà e le prende, viene colpito duro al naso rotto e (mal)protetto dalla mascherina, passa il secondo tempo tra campo e linea laterale a farsi curare dai medici...eroico!

Grosso: 6, partita di ordinaria amministrazione per il laterale lionese, si dà da fare più in fase difensiva che offensiva, non sbaglia nulla....tranquillo!

Palombo: 6,5, quasi determina l'espulsione di Cannavaro, causa un maldestro retropassaggio, ma è l'unico errore di una partita di grande sostanza, chiamato a fare l'interditore, non fa mai mancare il suo apporto  di quantità alla squadra....positivo!

De Rossi: 7, partita di grande sostanza e di grande qualità del romanista che gioca da par suo sbagliando quasi niente e ricucendo alla perfezione le trame della squadra....faro!

Pirlo: 7, era chiamato a far girare la squadra dettandone i ritmi ed illuminandola con la sua intelligenza calcistica, missione compiuta alla perfezione, con la ciliegina sulla torta del rigore trasformato con un cucchiaio da brividi....generale!

Brighi: n.g., dieci minuti non bastano per ottenere un voto...stimato!

Quagliarella: 6, si batte da par suo in mezzo ai poderosi difensori avversari, assicura il suo costante apporto alla manovra offensiva, certo gli manca il gol, ma ci arriva vicino...combattente!

Di Natale: n.g., 9 minuti poi un grave infortunio lo toglie di mezzo...auguri!

Pepe: 7, chiamato a sostituire il suo capitano nell'Udinese, parte in sordina, ma gradualmente diventa padrone assoluto della fascia destra, che presidia alla perfezione in fase difensiva e percorre a rotta di colla in attacco, regala due assist al bacio, uno mandato alle ortiche da Iaquinta, l'altro trasformato in gol da Pazzini....determinante!

Iaquinta: 6,5, lotta come un leone cercando di tenere sempre unita e compatta la squadra, spesso abbandonato tra le grinfie di difensori assai ruvidi, prende molte botte e qualcuna ne da, esce zoppicante ma il suo apporto è stato importante....guerriero!

Pazzini: 7, che sia in grande forma lo dicono gli 11 gol segnati con la Sampdoria da gennaio, entra come un veterano, alla prima palla viene fermato da un mezzo miracolo del portiere, alla seconda bagna il suo esordio in azzurro con un gol bello ed importante, e senza l'assistenza di Cassano!....cecchino!

Lippi: 7, il vecchio stratega, forse è un po' testardo e rancoroso ( chiedere a Cassano), ma quello che riesce ad ottenere dai suoi ragazzi, sempre e comunque, è testimonianza che è un grande conduttore di uomini....conducator! 

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