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Inter - Bayern 2 - 0: il tris è servito, anche la Champions è dell'Inter

Sabato, 22 Maggio 10, 02:21 P.

Davanti ai 70.000 di Saint Denis, nel derby francese, la Heineken Cup 2009-10 finisce, per la quarta volta, nelle mani del favorito Stade Toulousenne che ha la meglio per 21 a 19 sul combattivo Biarritz, degno antagonista dei neo-campioni, che dopo l'iniziale tentativo di allungo e il 9 a 3 a metà del primo tempo, subisce la rimonta degli avversari e vede frustrato dal fischio finale il tentativo di disperato recupero.........

keller

.....Ehm ci ho provato a cambiare discorso, invece mi tocca, provo quindi a raccontare di questa incredibile notte madrilena, dove, davanti a 80.000 spettatori, l'Inter ha scritto una delle pagine più gloriose della sua storia già così onusta di gloria.

Dopo la lunga attesa, durata una sola settimana dalla fine del vittorioso campionato e due dal trionfale successo in Coppa Italia, ma ben 45 anni dall'ultima vittoria in Coppa dei Campioni, è finalmente giunta l'ora, così attesa e così sperata, che dovrà scrivere e marchiare con caratteri d'oro la più vincente stagione che mai una squadra italiana ha vissuto.

Lo stadio Santiago Bernabeu, così prodigo con i colori italiani, il Milan vi trionfò infatti in Coppa dei Campioni nel 1969 contro l'Ajax per 4 a 1 e gli azzurri divennero campioni del mondo nel 1982 grazie al 3 a 1 contro la Germania, è il teatro ideale  per accogliere Inter e Bayern, entrambe alla ricerca del 'triplete', dopo aver portato già a casa campionato e coppa nazionale, che si affrontano nella 55esima finale di Champions League.

i fans bavaresi

Van Gaal, che deve rinunciare allo squalificato Ribery, schiera il  BAYERN MONACO (4-4-1-1) con: Butt; Lahm, Van Buyten, Demichelis, Badstuber; Robben, Van Bommel, Schweinsteiger, Altintop (dal 18’ s.t. Klose); Mueller; Olic (dal 38’ s.t. Gomez). (Rensing, Contento, Gorlitz, Pranjic, Tymoshchuk).

il bayern

Mourinho, che a sua volta deve fare a meno dello squalificato Thiago Motta, risponde presentando l'INTER (4-2-3-1) con: Julio Cesar; Maicon, Lucio, Samuel, Chivu (dal 23’ s.t.Stankovic); Zanetti, Cambiasso; Eto’o, Sneijder, Pandev (dal 33’ s.t. Muntari); Milito (dal 46’ s.t. Materazzi) (Toldo, Cordoba, Mariga, Balotelli).

l'inter

Al fischio d'inizio dell'ottimo arbitro inglese Webb il colpo d'occhio, il calore ed il colore regalati dalle due tifoserie sono di quelli che metteno i brividi.

il calore dei supporters meneghini

I nerazzurri partono concentrati e molto propositivi prendendo subito in mano le redini dell'incontro, mentre i bavaresi sembrano più contratti ed impacciati, l'Inter si muove a suo agio dialogando in velocità e sorprendendo con le solite, puntuali e letali, ripartenze la lenta e un po' svagata retroguardia tedesca.

I primi bagliori li regala Milito, lanciato in una voragine, che però scivola proprio sul più bello al limite dell'area, dopo pochi istanti è Sneijder su punizione, deviata di testa da Altintop, a costringere Butt ad una deviazione in tuffo.

Attorno al quarto d'ora il Bayern si scuote di dosso l'emozione e mette finalmente il naso nella metacampo nerazzurra, sugli sviluppi di un corner un accidentale intervento di mano di Maicon fa gridare al rigore i tedeschi, la terna arbitrale opta invece per l'involontarietà.

Robben cerca di fare la differenza sulla fascia ma si trova ben presto preso nella morsa del raddoppio Chivu-Zanetti, solo una volta conquista la linea di fondo e centra per Olic che conclude lontano dai pali, e, sempre l'olandese, il più attivo dei suoi, ci prova da fuori area con egual cattiva sorte. 

L'Inter perde pericolosamente metri a centrocampo e si preoccupa pertanto di consolidare la barriera frangiflutti con Lucio e Samuel che cercano di mettere la museruola agli avanti biancorossi, cui concedono solo un paio di tentativi dal limite, di Mueller due tiri da fuori area terminati lontano dai pali.

Proprio nel momento peggiore, come talvolta accade, l'Inter passa, siamo al 35° quando un lungo rinvio di Julio Cesar diventa un assist per la testa di Milito che, sulla trequarti avversaria, tocca di testa per Sneijder, l'olandese tracheggia un attimo con la palla tra i piedi, poi, con precisione chirurgica, chiude il triangolo all'attaccante, 'el Principe', lascia sul posto un patetico De Michelis e, sul recupero di Badstuber, prima finta e poi scarica la sfera in rete alle spalle dell'impotente Butt, per il tripudio della parte di stadio nerazzurra.

il primo gol di milito

Il Bayern non perde la testa nè si scompome più di tanto, non si getta allo sbaraglio e continua con il suo monocorde possesso palla alla disperata ricerca del pertugio giusto per sorprendere la difesa meneghina, ma nè Altintop, ne' Robben riescono a trovare l'intuizione giusta, anzi è proprio l'Inter a sfiorare il raddoppio nel finale di tempo con Milito, fuggito ancora sulla fascia e poi accentratosi, a servire per Sneijder che, tutto solo a centro area, colpisce con precipitazione sparando la sfera addosso a Butt.

La ripresa si apre con i fuochi d'artificio, dopo un minuto, a coronamento della miglior azione d'attacco dell'intera partita dei bavaresi, Mueller si presenta da solo in area ma, da posizione favorevole, non sa far meglio che sparacchiare verso la porta permettendo a Julio Cesar di salvare di piede, sulla ripartenza successiva è ancora Milito a servire Pandev che, libero in area, spara un gran tiro su cui Butt si salva con una deviazione volante.

Il quarto d'ora successivo è un vero assedio del Bayern alla porta di Julio Cesar, con i nerazzurri che faticano a riconquistare palla e a riproporsi in avanti.

La Maginot nerazzurra è però concentrata, solida e coesa e ribatte colpo su colpo alle offensive tedesche, ci prova due volte Altintop, prima para facilmente Julio Cesar, poi la sfera si perde a lato di mezzo metro, ma il vero rischio è poco dopo quando Cambiasso riesce a salvare di testa, quasi sulla linea di porta, un tiro sporco del solito Mueller.     

Il Bayern va vicinissimo al pareggio attorno al 65° quando  Robben riesce a portar palla sulla fascia ea accentrarsi riuscendo infine a trovare lo spiraglio giusto per disegnare una parabola a giro destinata a spegnersi nell'angolo opposto a quello di tiro, si esalta però Julio Cesar che, con una parata prodigiosa, salva la propria porta ed il vantaggio.

La partita si chiude al 70°, Olic si libera in area e tira a colpo sicuro, si immola sulla traiettoria Samuel che respinge, ne nasce un lancio preciso, con tutto il Bayern proteso in avanti, per Milito, lanciato da solo verso l'area, per cui è un giochetto da ragazzi ubriacare con una finta l'ingenuo Van Buyten  e battere Butt in uscita per il 2 a 0 ed il delirio Inter.

super milito

Nonostante Van Gaal inserisca Klose e Gomez il risultato non cambia più, il Bayern attacca senza costrutto offrendo il fianco alle ripartenze nerazzurre che non si concretizzano per un nonnulla.

Quando, dopo 3 minuti di recupero, il perfetto arbitro Webb, fischia la fine può finalmente cominciare la grande festa nerazzurra, attesa per 45 anni è dunque giunta la terza Champions per l'Inter, che chiude la stagione con un leggendario tris di successi.

Onore alla squadra, mai così unita, convinta e forte, cinica e concreta, semplicemente letale, dove tutti hanno cantato e portato la croce, un monumento a Milito l'uomo dei gol pesanti, un gol in finale di Coppa Italia, uno a Siena e una doppietta stasera, 4 gol in 3 partite valsi tre titoli e che portano a 30 gol il suo bottino stagionale.

Onore a Mourinho che è riuscito a trasformare una macchina già perfetta in un'autentica schiacciasassi, possiamo anche perdonargli i suoi atteggiamenti polemici e l'antipatia, ma come tecnico non si discute, semplicemente perfetto, Adios Mou!!!

alza la è tua

Onore a Moratti un presidente mecenate che dopo una decina di anni di sofferenze e quattrini buttati al vento negli ultimi 5 anni sta raccogliendo i meritati successi.

sollev ala coppa moratti

Onore delle armi per un Bayern volitivo e sempre nel match, incapace però di tradurre il suo 65% di possesso palla in occasioni davvero pericolose.

I migliori: nell'Inter MIlito e JUlio Cesar, nel Bayern Robben e Mueller. 

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Postato da gfloriano | Commenti (15)

Barcellona - Inter 1 - 0: la festa è solo dell'Inter

Mercoledì, 28 Aprile 10, 02:51 P.

Dopo la settimana di roventi polemiche e roboanti dichiarazioni, di comportamenti sopra le righe e di altri un po' naif, finalmente il Camp Nou accoglie Barcellona ed Inter in quella, strombazzata da più parti, come la  partita dell'anno.

Ebbene la spasmodica attesa planetaria, con 58 televisioni collegate e più di un miliardo di telespettatori, oltre ai 98.000 presenti nel catino catalano, è andata in gran parte delusa.

il colore del tifo catalano

Colpa di chi?

Alcuni, e ben sappiamo chi, dirà che la colpa è dell'arbitro che ha lasciato l'Inter in 10 al 28° per l'espulsione di Thiago Motta, a questi dico il primo giallo ci stava tutto, entrata dura ed in ritardo in scivolata su Daniel Alves, la manata a Busquez c'è anche se lieve, certo ingenua e gratuita, ma normalmente da secondo giallo senza alcuno scandalo, eccessivo e non corretto il rosso diretto estratto da De Bleeckere, anche se la sostanza non cambia...

rosso a thiago motta

Del Barcellona, apparso in stato comatoso, la brutta copia di quella squadra, bella e spregiudicata, ammirata nei 5 continenti, come a Milano una settimana fa gli azulgrana sono parsi, nonostante le dichiarazioni bellicose della vigilia, mosci, privi di fantasia, prevedibili, lenti, confusionari, privi di grinta e determinazione, quasi degli scolaretti chiamati alla cattedra e scoperti dal maestro impreparati.

Dell'Inter che, forte del rassicurante vantaggio del match d'andata, ha scelto, forse causa il forfait dell'ultimo minuto di Pandev, sostituito da Chivu?!, un atteggiamento guardingo ed attendista, che, dopo l'espulsione di Thiago Motta, si è trasformato in difesa ad oltranza con le due punte Eto'o e Milito, tenute in campo da Mourinho, ma costrette al sacrificio costante nella propria trequarti come difensori aggiunti....

Di Guardiola che in questi 90 minuti ha ripetuto gli errori sia tattici che di scelte degli uomini  del match di San Siro, incapace di inventarsi qualcosa di diverso dallo stucchevole titic titoc inconcludente e noioso, a fine partita saranno ben 555 i passaggi tentati dal Barca con il 92% di percentuale di successo, e ci credo tutti passaggetti facili facili ad un metro, senza velocita', senza idee, con l'unica speranza di trovare l'imbucata giusta, all'andata gli ho affibbiato un bel 4, stasera si merita un 2!

mou e pep

Di Mourinho che, universalmente riconosciuto come genio della panchina, pensa bene di mettere i suoi tutti dietro la palla ad aspettare e spazzare, tattica che sa tanto di catenaccio, sì quella tattica tanto italiana e tanto vituperata all'estero dai detrattori del calcio nostrano, riesumata stasera dal genio del football moderno, ma se a Milano oltra alla fase difensiva era stata imbastita anche una consistente fase offensiva, questa sera, sia prima che dopo l'espulsione, dalle parti di Victor Valdez sono arrivati 2 cross nel primo tempo ed uno nel finale di partita, per una produzione offensiva pari allo zero.....voto 10 per la conquista della finale, 5 per lo spettacolo regalato agli spettatori!.

Di Messi, inguardabile stasera come 7 giorni fa, forse si sono tessute troppo presto lodi sperticate alla pulce, apparsa invece ancora nella sua versione di pulcino spennacchiato ed impaurito, letteralmente annichilito e soggiogato dalla personalità e dalla intensità dei suoi angeli custodi, argentini come lui, toh!, Cambiasso e Zanetti, capace in 90 minuti di un solo squillo al 31° con un'azione personale chiusa da un tiro velonoso che ha costretto Julio Cesar ad una parata-miracolo, l'unica del match.

il re è nudo

Insomma con tutti questi rei non poteva che uscirne una partita bruttissima e noiosa, praticamente senza grandi emozioni, che è volata via quasi senza sussulti facendo spesso sbadigliare e spegnendo la voce e l'entusiasmo della torcida Culè, del resto già di suo piuttosto freddina e poco propensa ai grandi entusiasmi.

Scarni sono dunque gli appunti sul taccuino del cronista, limitati come sono, nel primo tempo, a due tiri di Pedro e uno di Ibrahimovic, su punizione, tutti fuori dallo specchio della porta, oltre a quello di cui già detto di Messi, ancor meno nel secondo tempo con le emozioni concentrate dall'81° in avanti, prima il colpo di testa di Bojan, da due passi ed in splendida solitudine, finito colpevolmente a lato, poi il gol di Piquè all'84°, pescato ai limiti dell'off side tutto solo in area, abile ad evitare il ritorno di Cordoba e, dopo aver disorientato con una bella finta Julio Cesar,  a depositare nella porta sguarnita,

festa inutile a pique

infine in pieno recupero il gol di Bojan, non convalidato per un fallo di mano, parso, in verità, inesistente fischiato a Keita.....tutto qui, non mi sembra poi tantissimo per il match dell'anno!!!!

il presunto fallo di mano di keita

Dunque, riproponendo la tattica dell'Inter vincente di Herrera, capace di opporre agli avversari un muro invalicabile, Mourinho riesce a regalare ai nerazzurri una finale di Champions, che mancava dal lontano 1972, a tutti i non tifosi interisti resta l'impressione di un calcio che di innovativo e propositivo non ha proprio nulla, fatto così com'è: tutto forza, muscoli, disciplina ferrea, sacrificio ed abnegazione.

esplode la gioia di mou

Un plauso ai giocatori interisti capaci di difendere il fortino chiudendo la serratura a doppia mandata senza mai un errore ed una distrazione, onore al loro cammino che li ha portati a Madrid, ma ora viene il bello.....

E dulcis in fundo una bella tirata d'orecchie al buon Caressa che ha regalato ai telespettatori di Sky una telecronaca epica, esaltandosi per ogni intervento nerazzurro ed enfatizzando con toni altisonanti anche la più banale ed insipida scivolata con palla spedita in fallo laterale, diamoci una regolata a Fabioooo!!!     

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Postato da gfloriano | Commenti (13)

Barcellona - Inter: una vigilia movimentata.....

Martedì, 27 Aprile 10, 11:50 P.

La grande impresa nerazzurra di martedì scorso aveva spruzzato nella coda i suoi veleni, generati, sul campo, da un paio di decisioni sbagliate dell'incerto arbitro portoghese e, alimentati, poi, negli spogliatoi, da un poco amichevole faccia a faccia tra Xavi e Mourinho.

Le granitiche certezze dei 'campioni di tutto' catalani sono state pericolosamente incrinate dalla sconfitta inattesa, il tarlo del dubbio di non riuscire ad approdare al Bernabeu, per poter sollevare la coppa dalle grandi orecchie nella tana degli odiati rivali del Real, ha fatto capolino nell'ambiente, apparentemente tranquillo e disincantato, degli azulgrana scatenando una reazione a catena sfociata in una sorta di guerra santa.

Cosi si possono dunque spiegare prima le magliette indossate dai giocatori catalani sabato, al termine del match vinto con lo Xerez, tutte nere con una frase ad effetto tradotta liberamente in ' per andare in finale' 'ci lasceremo la pelle' o 'venderemo cara la pelle', poi lo spot epico/demagocico di Barca-tv con cui si chiamano a raccolta tutti i tifosi culè per riempire come un uovo il Nou Camp, infine le roboanti e provocatorie, ai limiti dell'intimidazione, dichiarazioni di Piquè, con la minaccia ai giocatori nerazzurri ' nei 90 minuti del Camp Nou vi  faremo rimpiangere di essere calciatori'....

Come l'ha definita ieri sera in conferenza stampa Mourinho questa partita di ritorno è diventata per i padroni di casa una vera ossessione, con grande sorpresa di tutti gli addetti ai lavori e gli osservatori neutrali.

mourinho dimesso in conference room

Spontaneo sorge dunque il sospetto che l'ambiente catalano abbia deciso di alzare i toni 'rubando' il mestiere al conducator interista, in una sorta di scambio dei ruoli impensabile fino a 7 giorni fa e non abituale e consono alla squadra più forte del pianeta e ad una società esemplare.

Mourinho dunque ancora una volta pare aver vinto la sua battaglia mediatica e psicologica, riuscendo a recitare in conferenza stampa il ruolo dell'allenatore pacato, quasi spaurito, che stempera i toni, gettando acqua sul fuoco, mentre parla pacatamente del meraviglioso sogno che sta cullando l'ambiente nerazzurro mentre gli 'altri' sono brutti e cattivi, ossessionati come sono dalla loro truculenta voglia di 'remontada'.....

E se alla fine avessero avuto ragione proprio loro? che sia proprio questa la tattica per disarmare quel marpione di Mourinho? 

torello nerazzurro

Di certo Mou non se l'è vista proprio bella quando il pulmino che lo accompagnava in hotel e' stato fatto oggetto di un'aggressione, non solo verbale, da parte di un nutrito stuolo di esagitati energumeni culè... 

Nella notte la policia municipal ha fermato una trentina di tifosi azulgrana armati di pentole e mestoli che si accingevano a dare il là ad una bella e rumorosa 'pentolada' sotto le finestre dell'Hotel dove alloggia l'Inter.... 

A stasera l'ardua sentenza!

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Postato da gfloriano | Commenti (2)

A Stanford Bridge affonda la barca Chelsea

Mercoledì, 17 Marzo 10, 03:35 M.

La partita dello Stanford Bridge di ieri sera era l'appuntamento clou di questa tornata di ottavi di finale di Champions League per tanti motivi.

Dopo il flop, per diverse ragioni e qualche attenuante (i viola), di Milan e Fiorentina, l'onore del calcio italiano era tutto sulle spalle della squadra meno italiana della Serie A, l'Inter, chiamata, dopo il meritato successo dell'andata, a difendere lo striminzito vantaggio e a conquistare punti nel ranking UEFA, continuando a cullare il sogno di approdare a Madrid per la finalissima.

Di fronte ai neroazzurri quel Chelsea, dominatore della stagione inglese, anche se piuttosto a corto di fiato negli ultimi tempi, un tempo casa prediletta del guru Mourinho e oggi dorata dimora di quel gran galantuomo, toh un italiano!, che risponde al nome di Carletto Ancelotti.

In considerazione degli ultimi risultati in campionato e dell'appena inaugurato duello rusticano tra rosso-nerazzurri, c'era anche chi ha caricato la vigilia cercando di porre l'accento su una sorta di derby personale postumo tra Ancelotti e Mourinho.

mourinho e ancelotti

L'atmosfera dello Stanford Bridge ha regalato a Mourinho sensazioni uniche, rammentandogli gli anni di successi e consensi in blues, e gli ha dato di sprone a giocarsi la partita 'all'inglese', gettando alle ortiche la prudenza 'italica'. Osando, oltre l'immaginabile, ha sorpreso tutti: addetti ai lavori, tifosi e, soprattutto, gli avversari con uno schieramento ed un atteggiamento coraggioso ed ultra-offensivo, affidandosi a Schneijder dietro alle tre punte Pandev, Milito ed Eto'o.

Su questa mossa tecnica Mou ha vinto la partita, Ancelotti non ha saputo opporre contromisure adeguate, i blues sono apparsi sorpresi, sconcertati ed incapaci di opporre ed attuare un piano B con il risultato di innervosirsi dimenticando anche il piano originale.

Così di fronte ad un Inter determinata, coraggiosa e granitica, finalmente anche in Europa come in Italia, con 11 giocatori disposti al sacrificio e carichi al punto giusto, la barca Chelsea ha iniziato a fare acqua da tutte le parti.

Mai vista una compagine inglese tra le mura amiche così molle, nervosa, lenta, impacciata, con poche idee e ben confuse,  incapace di proporre trame offensive di una qualche pericolosità, ma nello stesso tempo così fragile e sempre in affanno di fronte ad ogni ripartenza nerazzurra.

Lo scorrere del tempo ha acuito le prime sensazioni con l'Inter, mai in affanno, che, non costretta a subire il temuto forcing londinese, si è liberata delle residue paure ed è diventata padrona assoluta del campo, andando a mettere il sigillo definitivo a questa serata che resterà tra le pagine più care per i fans nerazzurri, con il gioiello confezionato dalla coppia dei sogni Schnejider- Eto'o.

il gol di eto'o

Il triplice fischio ha sancito la qualificazione di un Inter, finalmente all'altezza della sua fama in Europa, che lancia la sua candidatura alla finale di Madrid, se un sorteggio malevolo non le metterà subito sulla strada il Barcellona, unica squadra che vedo superiore alle altre.

Mourinho esce dalla notte londinese da autentico trionfatore, confortato dagli applausi dei 4.000 fans interisti, mai così calorosi e vicini alla loro squadra, che hanno umiliato i bolsi e silenziosi fans di casa, e tra i rimpianti del suo vecchio popolo 'blues' e della scandalistica stampa d'albione.

i titoli dei tabloid 

L'immagine allo specchio è quella di un Ancelotti, battuto su tutta la linea, triste ed abbacchiato, quasi paralizzato ed incredulo, tradito dai suoi campioni sul viale del tramonto, Ballack, Lampard, Terry, o nervosi al di là dell'accettabile, Drogba, ancora una volta annichilito da Lucio, e finito anzitempo negli spogliatoi per un fallo di reazione ai danni di Thiago Motta. 

il rosso a drogba

Ora che l'impresa è stata realizzata ed una nuova consapevolezza acquisita, è tempo di crederci e proseguire con rinnovata fiducia ed entusiasmo alla caccia di quella coppa con le orecchie che manca da tanto, troppo, tempo dalla bacheca nerazzurra.

Così magari in campionato......  

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Postato da gfloriano | Commenti (3)

Manchester United - Milan 4 - 0

Mercoledì, 10 Marzo 10, 02:14 P.

L'attesa per il ritorno degli ottavi di finale di Champions League all'Old Trafford è stata lunghissima, le dichiarazioni e i proponimenti della vigilia ultra-ottimistici, ma poi purtroppo è arrivata l'ora che tutto chiarisce e tutto definisce: quella in cui il campo è sommo giudice, senza appello, dei destini di squadre e giocatori.

All'annunciata assenza di Pato si sono aggiunte, nelle ore dell'immediata vigilia, quelle, inattese e, alla prova dei fatti, fondamentali, di Nesta ed Antonini, ogni milanista con un minimo di discernimento ha intuito immediatamente che non ci sarebbe stata trippa per gatti, e così è stato, anzi si è andati ben al di là di ogni più pessimistica previsione.

E' arrivato così un 4 a 0 umiliante che ha bocciato senza attenuanti un Milan inguardabile, uccidendo le timide speranze dei fans rossoneri e ponendo fine ad ogni velleità europea e ha suggerito il solito interrogativo su quanto valga davvero questa squadra, così bella spesso, così disarmante talora?

Fin qui il campionato e la Champions hanno restituito l'immagine di un Milan dalla doppia personalità, in più occasioni bello, spettacolare e capace di offrire momenti di grande calcio, divertendo divertendosi, ma in altre occasioni, e, purtoppo, sempre, nei match clou della stagione, timido, impacciato e privo di nerbo, come testimoniano le due nette sconfitte con l'Inter e le due più 'recenti' con il Manchester United, il che sembrerebbe testimoniare di un'incapacità nella gestione tecnica ed emotiva della pressione scaturente dalle partite da vincere assolutamente.....

Una batosta come quella di Manchester lascerà strascichi nel proseguio della stagione? è questo l'interrogativo che tormenta i tifosi rossoneri, in campionato l'Inter è sì ancora relativamente vicina, ma, tremendamente lontana, sotto tanti aspetti, e questo Milan, così fragile nei momenti che contano, non dà garanzie di successo.

Il match dell'Old Trafford è durato 12 minuti, tanti ne sono bastati a Rooney per battere di testa Abbiati, anticipando la improvvisata difesa centrale rossonera, dopo che Ronaldinho e Huntelaar avevano fallito due clamorose chances.

Poi, come al solito la squadra, ha iniziato ad uscire inesorabilmente dal match e a non crederci più e, nella ripresa, ha iniziato a grandinare con il secondo gol di Rooney al primo minuto e le reti di Park (?!) e Fletcher a chiudere la incredibile quaterna, in mezzo alcune importanti palle gol sprecate o sventate da Van der Saar, a sottolineare che proprio non era serata.

Dunque, per quest'anno, addio Champions, il 'povero' Milan di questi tempi esce a braccetto con il ricchissimo Real Madrid, estromesso a sorpresa dal Lione, ma non è che la cosa consoli più di tanto, mentre prosegue sicuro la sua corsa il Manchester, per adesso verso la finale di Madrid, in futuro chissà, magari verso l'estromissione dalle coppe, in considerazione dei suoi 600 milioni di debiti, che forse anche per loro stiano finendo i tempi delle vacche grasse?....

Comunque oggi, come ieri, e, come domani, FORZA MILAN  sempre!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!  

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Postato da gfloriano | Commenti (14)

La vergogna di Monaco

Mercoledì, 17 Febbraio 10, 01:46 P.

All'Allianz Arena di Monaco di Baviera, in occasione dell'andata degli ottavi di finale di Champions League tra Bayern Monaco e Fiorentina, è andata in scena una partita che ha scandalizzato l'intera platea planetaria.

Bayern: Butt; Badstuder, Demichelis, Van Buyten, Lahm; Ribery, Van Bommel, Schweinsteiger, Robben; Muller, Gomez (Klose 65)
Fiorentina: Frey; Gobbi, Kroldrup, Natali, De Silvestri; Vargas, Bolatti, Montolivo (Donadel 83), Marchionni; Jovetic (Felipe 75); Gilardino

Una partita equilibrata ed appassionante con la Fiorentina che non ti aspetti, compatta, concentrata e determinata che ribatte colpo su colpo ad un Bayern deludente, prevedibile e confusionario, che si accende solo per le iniziative di un Robben davvero straordinario ed incontenibile.

Il Bayern fa la partita ma la Fiorentina ribatte colpo su colpo, il primo tempo equilibrato vive su molti capovolgimenti di fronte con Frey bravo in un paio di circostanze e i viola che sprecano alcune interessanti ripartenze.

Al terzo minuto di recupero Kroldrup stende Robben, la palla schizza sui piedi di Gomez che tocca in rete, ma l'arbitro norvegese Orebro, ignorando il vantaggio decreta il penalty, trasformato da Robben che spiazza Frey.

Subito in avvio di ripresa, sugli sviluppi di un corner, la sfera arriva all'altezza del secondo palo dove Kroldrup la spedisce in rete per il pari viola.

il gol di kroldrup

La ripresa segue il copione prevedibile con i bavaresi a cercare di sfondare sulle fasce con Robben e Ribery e la viola a fare buona guardia, Frey si  disimpegna con bravura in più di una circostanza, mentre la Fiorentina  fatica a rendersi pericolosa in avanti come nel primo tempo.

Ma la partita viene decisa sul finale da chi non avrebbe dovuto farlo, cioè dalla terna arbitrale, Al 74° ,su indicazione del segnalinee, Ovrebo  espelle Gobbi per un intervento a gomito alto che sarebbe stato ben punito da un semplice cartellino giallo.

I viola in dieci si chiudono in difesa e soffrono terribilmente, ma, al 79°, un intervento con il piede a martello di Klose ai danni di Felipe, anzichè essere punito con il giustissimo rosso vede l'ineffabile  Ovrebo sventolare soltanto il giallo.

Ma il capolavoro della terna arbitrale arriva  all'89° quando un tiro da fuori area di Robben viene respinto da Frey, si avventa sulla sfera Olic che in tuffo di testa serve Klose che, a sua volta di testa, batte Frey, peccato che il bomber della nazionale tedesca fosse in fuori gioco di due metri.

klose in gol

Dopo le nefandezze dell'anno scorso quando Ovrebo rischiò il linciaggio dopo la scandalosa direzione arbitrale di Chelsea-Barcellona, dunque l'arbitro norvegese ha colpito ancora.

ineffabile e scandaloso ovrebo

Di fronte a questi fatti si resta sconcertati e scandalizzati, già il calcio italiano è in sofferenza, se dobbiamo subire anche questi vergognosi furti c'è da pensare male, molto male..... 

 

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Inter - Rubin 2 - 0

Mercoledì, 09 Dicembre 09, 01:55 P.

San Siro ospita l'atto finale del girone F di qualificazione, e, considerata la situazione molto fluida, si tratta di un match senza domani, di fronte Inter e Rubin Kazan, con i nerazzurri che possono permettersi anche di pareggiare, purchè lo facciano 0 a 0 o 1 a 1.

Dopo la provocazione-indovinello della conferenza stampa di ieri, Mourinho sorprende tutti scegliendo una squadra iper offensiva e schiera un 4-2-3-1: Julio Cesar; Maicon, Lucio, Samuel (dal 15’ p.t. Cordoba), Zanetti; Stankovic (dal 7’ s.t. Cambiasso), Thiago Motta; Balotelli (dal 32’ s.t. Muntari), Sneijder, Eto’o; Milito. (Toldo, Materazzi, Vieira, Suazo).

Berdiyev, che deve fare a meno dei suoi due uomini più rappresentativi, risponde con un  4-4-1-1: Ryzhikov; Kaleshin, Navas, Popov, Salukvadze; Ryazantsev (dal 40’ s.t. Baliaykin), Murawski, Semak, Noboa (dal 36’ s.t. Bystrov); Karadeniz (dal 29’ s.t Kasaev); Dominguez. (Revishili, Ansaldi, Gorbanets, Sibaya).

Il match parte con grande intensità a centrocampo con i russi pronti a ripartire velocemente e l'Inter che pressa a tutto campo, trascinata da uno Sneijder molto ispirato, dopo una bella iniziativa di Balotelli, contrata sul più bello, la prima palla gol capita agli ospiti che, con una bella azione di prima in velocità, liberano Karadeniz solo in area, il turco batte di prima intenzione costringendo Julio Cesar ad una respinta in corner.

L'Inter fatica a trovare spazi e tempi di inserimento giusti, le tre punte finiscono quasi per pestarsi i piedi con il risultato di non creare pericoli dalle parti di Ryzhikov, al quarto d'ora s'infortuna Samuel che lascia il campo per Cordoba.

I russi hanno il torto di non premere sull'acceleratore giochicchiando in modo lezioso, aspirando più alla bella giocata che a quella efficace, si arriva così, senza quasi accorgersene alla mezzora, quando, capitan Zanetti si incolla la sfera al piede, supera un nugolo di avversari e, arrivato nei pressi dell'area, viene fermato da un retropassaggio di Navas, la sfera però finisce a Balotelli che, quasi sulla linea di fondo, inventa uno smarcante colpo di tacco per l'accorrente Eto'o che da 7 metri fulmina Ryzhikov.

il gol di eto'o

La reazione dei russi è completamente assente, i nerazzurri, liberati dalla tensione e dai timori della vigilia, finalmente prendono in mano le redini del match tenendo gli avversari lontani dalla propria area e avvicinandosi pericolosamente a quella ospite, bella la botta da fuori di Maicon al 46° che Ryzhikov riesce a respingere con un prodigioso intervento.

I primi dieci minuti della ripresa sono quelli più difficili del match per l'Inter, i russi fanno scorrere la sfera rapidamente con una serie di precise triangolazioni che riescono sempre a liberare qualcuno in area, al 50° sugli sviluppi di un corner battuto rasoterra, ancora Karadeniz si trova tutto solo in area, ma la sua botta a colpo sicuro si perde alta.

Il Rubin riesce facilmente ad arrivare sul fondo e solo la grande presenza di Julio Cesar riesce ad evitare il peggio grazie ad un paio di belle e decisive uscite in presa alta, al 53°, ancora sugli sviluppi di un corner, i verdi fallircono da due passi il pareggio.  

Finalmente l'Inter riesce a rompere l'assedio dei tartari con il neo-entrato Cambiasso che, al 59° impegna severamente Ryzhikov, costretto a volare sulla sua sinistra per mettere la palla in corner, due minuti dopo è Balotelli, splendidamente servito da Milito in area, a sciabattare malamente la sfera spedendola a fil di palo.

Ora c'è solo l'Inter in campo che fa e disfa a suo piacimento, non trovando più un'opposizione seria dai russi, dopo un salvataggio di Julio Cesar su Dominguez al 63°, un minuto dopo è Balotelli a realizzare il gol del raddoppio con una terrificante punizione dai 35 metri che beffa un sorpreso Rhizikov.

il gol di balotelli

la gioia di balotelli

Ancora SuperMario fallisce il terzo gol arrivando in ritardo su un preciso assist di Milito e spedendo la sfera a fil di palo, ingiustificate invece le proteste per un presunto rigore.

Bellissima l'azione tutta di prima al 73° Milito-Balotelli-Sneijder, conclusa dall'olandese con un tiro che si stampa sul palo alla sinistra di Ryzhikov, invano proteso in tuffo.

Con il passare del tempo anche i russi ammainano bandiera bianca, ci provano fino alla fine ma sempre con azioni troppo articolate e complicate per poter essere efficaci.

Finisce con il chiaro e meritato successo dell'Inter che approda agli ottavi di finale di Champions al termine di un match iniziato tra troppi timori e finito in un apoteosi, questa volta, anche in Champions, si è vista finalmente la solita Inter, cinica, straripante e dominante che soffre all'inizio ma che finisce poi per annichilire il malcapitato avversario di turno, adesso però comincia il bello o il difficile....

Il Rubin gioca anche discretamente ma appare troppo leggero ed inconcludente per poter mettere in ambasce i nerazzurri, anche se onestà intellettuale vuole che si sottolinei che, in entrambi i tempi, i russi hanno preso gol nel loro momento migliore, quando sembrava maturo il loro gol, e, grazie alla sconfitta in extremis della Dynamo Kiev contro il Barcellona, conquistano l'accesso all'Europa League.

eto'o e balotelli

I migliori: nell'Inter Zanetti e Balotelli (nonostante la pettinatura), nel Rubin Semak e Noboa. 

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Zurigo - Milan 1 - 1

Martedì, 08 Dicembre 09, 08:48 M.

Il calcio è lo sport più seguito e praticato al mondo perchè è sempre pronto a sorprendere e a regalare emozioni e risultati che non ti aspetti, proprio il 30 settembre scorso, in una sera di fine estate , lo Zurigo venne a San Siro e, nello stupore e nella sorpresa generali, vinse con un gol di tacco di un difensore finlandese ai più sconosciuto.

Da allora tante cose son cambiate, il Milan che quella notte sembrava giunto già ad un pericoloso bivio con Leonardo sull'orlo dell'esonero e la squadra allo sbando, pian piano si è risollevato e lentamente, ma decisamente, ha imboccato la strada giusta, grazie all'intuizione del Mister che ha imposto un gioco nuovo, confidando tutto sull'abilità dei suoi uomini d'attacco e creando equilibri sempre piuttosto sottili, ha scalato gradino dopo gradino la classifica issandosi fino al secondo posto a 4 punti dall'invincibile 'armada' nerazzurra, sull'onda di vittorie esaltanti e spettacolari.

Questa sera però, al Letzigrund di Zurigo, non sono ammessi passi falsi, solo la vittoria garantisce il superamento del turno e l'accesso agli ottavi di finale, mentre un pareggio metterebbe il destino dei rossoneri nelle mani di Real ed Olympique.

I padroni di casa, ormai eliminati in Champions e impossibilitati anche ad accedere ai sedicesimi di finale di Europa League, cercano dunque solo il risultato di prestigio e una bella figura in eurovisione. 

Uno stadio esaurito, nonostante la fredda serata invernale,accoglie Fc Zurich e Milan al loro ingresso in campo, gli 11 scelti da mister Challandes per il suo 4-4-2 sono: Leoni; Koch, Barmettler, Tihinen, Rochat; Gajic (dal 37’ s.t. Margairaz), Aegerter, Okonkwo; Nikci (dal 29’ s.t. Vonlanthen), Alphonse, Djuric (dal 21’ s.t. Lampi) (Guatelli, Mehmedi, Buchel, Schonbachler).

Leonardo, che ha problemi di infortuni e squalifiche, risponde scegliendo questo 11 per il suo usuale 4-2-3-1: Dida; Abate, Nesta, Thiago Silva (dal 20’ p.t. Kaladze), Antonini; Pirlo, Ambrosini (dal 10’ s.t. Flamini); Pato, Seedorf, Ronaldinho; Borriello (dal 39’ s.t. Inzaghi) (Storari, Jankulovski, Di Gennaro, Huntelaar).

Si parte con un Milan troppo compassato che sbaglia completamente l'approccio con il match, troppo molle la squadra di Leonardo che sembra rianimarsi al 7° quando Antonini, lanciato da Ronaldinho, giunge sul fondo e crossa preciso verso l'area, Borriello allunga di testa verso il secondo palo dove Pato si coordina magnificamente e tira di prima intenzione trovando però Leoni pronto alla respinta di piedi.

La replica dei padroni di casa è immediata e già al 9° Nikci arriva tutto solo al limite dell'area e scaglia un tiro violentissimo che termina una spanna a lato del palo alla sinistra di Dida.

I rossoneri, per niente spaventati, continuano a traccheggiare, senza nerbo e senza convinzione, manca il movimento e la cattiveria che l'importanza della posta in gioco richiederebbe, le cose si complicano ulteriormente quando si infortuna Thiago Silva, sostituito da Kaladze.

pirlo asfissiato

Dopo un'iniziativa di Pato conclusa con un tiro ampiamente a lato, è invece clamorosa la palla gol sprecata da Alphonse al 25°, l'attaccante  lanciato a rete da solo tira incredibilmente alto.

I rossoneri continuano a non allertarsi per questi continui campanelli d'allarme e si fanno ancora sorprendere da una ripartenza veloce degli elvetici, conclusa da un tiro dal limite di Gajic, controllato in tuffo da Dida, l'arbitro però vede una spinta di Ambrosini ed assegna ai padroni di casa una punizione che lo stesso Gajic calcia spedendo la sfera ad insaccarsi nell'angolino basso alla destra di Dida, Zurigo meritatamente in vantaggio al 29°.

esulta gajic

Il Milan cerca di scuotersi, ma mancano idee e forza, e dopo una buona occasione al 32° con Borriello che controlla, si gira, e, in sforbiciata volante, mette appena alto sopra la traversa, sono gli svizzeri a ripartire più volte molto pericolosamente, ed è ancora Dida a doversi impegnare al massimo per intercettare proprio a fil di palo un tiro do Okonkwo al 36°.

Con il pareggio di Marsiglia il Milan può ancora sperare nella qualificazione ma un primo tempo così nessuno poteva prevederlo, deludentissimi i rossoneri, al di là di ogni più rosea previsione lo Zurigo che gioca un calcio semplice e redditizio.

La ripresa inizia bene per il Milan, che pare più convinto ed incisivo, al 47° su un corner di Ronaldinho Ambrosini anticipa anche Leoni ma colpisce di spalla spedendo la sfera a lato, al 49°, al termine di una azione a scalare Ronaldinho si trova in ottima posizione e tira prontamente, Leoni si supera respingendo, Borriello, contenuto da Tihinen, non riesce a ribadire in rete.

fermato borriello

Qua il Milan allenta la morsa dando nuovamente respiro allo Zurigo, e, al 55° , è Nikci, contrastato da Kaladze, a colpire di testa in area, la palla vola però alta.

Pian piano lo Zurigo si affloscia permettendo al Milan di riguadagnare campo e prendere in mano le redini del match, prima è Borriello ad arrivare un soffio in ritardo su un preciso cross dal fondo del positivo Antonini, innescato da Ronaldinho, poi, dopo una prolungata azione manovrata, è Seedorf a pescare Borriello, perfettamente in gioco, alle spalle dei difensori di casa, Rochat non sa fare di meglio che stenderlo, per l'arbitro è rigore ed espulsione.

Si incarica della trasformazione Ronaldinho che spiazza Leoni con un tiro rasoterra alla sinistra del portiere realizzando l'1 a 1 al 64°.

il gol di dinho

Con l'uomo in meno lo Zurigo sparisce dal campo, limitandosi alla sola fase difensiva, i rossoneri ci provano al 67° con un colpo di testa di Kaladze fuori d'un soffio, poi le notizie positive di Marsiglia, con il Real che dilaga, mettono la sordina al Milan che si limita a palleggiare affondando senza la necessaria cattiveria.

Finisce così con un pareggio che regala gli ottavi di finale al Milan ma lascia piuttosto perplessi, il primo vero obiettivo di questa prima parte di stagione è stato fallito, solo la mancata vittoria dei francesi ha infatti evitato la clamorosa eliminazione.

La squadra non ha convinto, troppi giocatori sotto tono, molti altri con seri problemi fisici che li hanno messi fuori dal match, Silva e Ambrosini, ed altri che hanno faticato oltre misura.

Leonardo ha forse sbagliato a voler rimanere fedele al suo schema e ai suoi interpreti, sarebbe forse stato opportuno evitare di schierare quelli che non erano a posto fisicamente e di mischiare le carte in corso di causa, quando le cose si erano messe davvero male.

Con il secondo posto nel girone ora lo spauracchio è il Chelsea di Ancelotti, ma per passare il turno occorre più grinta, più carattere e molta più personalità, il Milan del Letzigrund non farebbe molta strada.

Lo Zurigo ha recitato il suo ruolo nel migliore dei modi, ottimo nel primo tempo è poi calato vistosamente nella ripresa, complice anche l'inferiorità numerica.

esulta dinho

I migliori: nello Zurigo Tihinen e Leoni, nel Milan Ronaldinho ed Antonini.

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Milan - Olympique Marseille 1 - 1

Mercoledì, 25 Novembre 09, 09:36 M.

Nello scenario, sempre maestoso ed imponente, di San Siro si affrontano per il penultimo turno del gruppo C di Champions League,  Milan e Olympique Marsiglia, distanziate d'un solo punto, le due compagini cercano il pass per accedere agli ottavi di finale.

I rossoneri, forti di una lunga serie di risultati positivi e confortati da un gioco ed un entusiasmo ritrovati, vincendo questa sera sarebbero matematicamente qualificati ed il match di Zurigo rimarrebbe importante solo ai fini della conquista del primo posto. nel girone, utile per un sorteggio più comodo negli ottavi.

Per i transalpini, che occupano attualmente la settima piazza in Ligue 1 a quattro punti dalla sorprendente capolista Auxerre, ma con una partita da recuperare, sono ad un bivio nel loro cammino nel girone, staccati di un punto da Milan e Real Madrid e con l'ultimo incontro da disputare proprio contro le 'merengues', si trovano praticamente con le spalle al muro, un passo falso li condannerebbe infatti  all'Europa League.

Leonardo, dopo il lungo tiramolla della vigilia, legato alle condizioni fisiche di Borriello, e, con buona pace di Inzaghi, sempre in corsa per battere il record di gol europei di Gerd Muller,  decide alfine di affidarsi alla formazione tipo schierando: Dida, Zambrotta, Thiago Silva, Nesta, Oddo (dal 28° Abate); Ambrosini, Pirlo, Seedorf; Ronaldinho, Pato, Borriello.

Didier Deschamps, sempre molto apprezzato dalle nostre parti per il suo stile ed il profilo basso, risponde schierando: Mandanda; Bonnart, Diawara, Heinze, Taiwo; Cissè, Lucho Gonzalez (dal 65° Kone), Cheyrou (dall'86° Morientes); Niang (dal 73° Ben Arfa), Abriel, Brandao.

Si inizia con l'OM a mostrare i muscoli e ad aggredire il territorio rossonero, giusto per far vedere di essere venuto a San Siro per giocarsela e non per fare lo sparring partner, il Milan però non si fa spaventare e, dopo un corner per parte senza alcuno sviluppo interessante, già al 6° Pirlo pesca Zambrotta, solo dietro i difensori francesi, il laterale controlla e tira prontamente ma trova l'opposizione di una attento Mandanda.

Il Milan è vivo e propositivo anche se, come consueto fatica a mantenere gli equilibri sul terreno di gioco, al decimo minuto è bravo Pato a scippare la sfera a Niang e a servire Borriello, l'ariete rossonero, recuperato in extremis, entra in area, supera con una bella finta uno stralunato Heinze, e batte Mandanda facendogli passare la sfera tra le gambe.

la gioia di borriello

L'O.M. sembra smarrirsi un attimo ma, a sorpresa, al 16° ottiene il pareggio, Niang se ne va sulla fascia sinistra, supera Oddo grazie ad un fortunoso rimpallo e, arrivato sul fondo la mette al centro, Dida respinge in tuffo ma la sfera finisce a Lucho Gonzalez che non ha problemi ad insaccare nella porta sguarnita.

gioia francese

Il Milan accusa il colpo e si disunisce, mentre i francesi guadagnano campo ed iniziativa, rendendosi più volte insidiosi dalle parti di Dida, e vanno vicini al gol con un tiro da fuori di Abriel che finisce fuori d'un soffio.

In assenza del genio di Ronaldinho che si accende ad intermittenza, è Thiago Silva a trasformarsi in assistman, al 24° serve Borriello, solo dietro i difensori, ma sul più bello, quando sta per battere verso Mandanda, un miracoloso recupero di Diawara gli sporca il tiro, che il portiere ribatte infortunandosi nello scontro con Borriello.

Si fa male pure Oddo che deve lasciare il campo ad Abate, la partita è ora molto complicata per i rossoneri che faticano ad innescare le punte non riuscendo a fare possesso pallo di qualità, Ronaldinho quasi mai entra nel vivo della manovra, spesso la sfera viene malamente perduta a centrocampo dando il là a pericolose ripartenze degli ospiti che prima impegnano Dida con un tiro da lontano di Niang, controllato agevolmente dal portiere in presa alta, poi da un'altra insidiosa incursione di Niang, il cui cross viene fermato in presa bassa dal portiere brasiliano.

Ci prova nel finale due volte Pato, la prima volta, superato in velocità Taiwo, viene fermato sul più bello da Heinze, clamorosa invece al 37° la palla gol sciupata dal papero che, lanciato ancora da Thiago Silva, oltre i difensori transalpini, sbaglia il pallonetto con Mandanda abbondantamente fuori dai pali.

pato sbaglia un gol

Il tempo finisce con un'altra pericolosa ripartenza dell'O.M. che non trova un piede amico sull'ennesimo cross dal fondo di Niang.

La ripresa si apre con un tiro di Cheyrou che si perde a lato, lentamente il Milan, guidato da un Ronaldinho finalmente più nel vivo del gioco, inizia ad avvicinarsi pericolosamente dalle parti di Mandanda, ci prova su punizione al 50° Pirlo, ma la barriera alza in corner, sugli sviluppi del medesimo è Seedorf a calibrare sulla testa di Borriello un assist prezioso, ma il centravanti, salito in cielo, sbaglia malamente l'impatto di testa.

Ronaldinho imperversa sulla sua mattonella, mentre dall'altra parte è Pato che cerca di dialogare con Borriello, bella un'azione in velocità dei tre chiusa con un tiro dal limite del centravanti rossonero che si perde a lato.

Sul più bello, quando il gol sembra maturo, improvvisamente ed inaspettatamente, il Milan si spegne e sale in cattedra il Marsiglia che inizia a ripartire con manovre rapide e veloci che mettono in seria difficoltà la retroguardia rossonera.

Clamorosa l'occasione sprecata da Brandao al 65°, Cissè guadagna palla a centrocampo e serve sulla velocità Niang che, lasciato sul posto Abate, scaglia un cross rasoterra,forte e preciso, a tagliare tutta l'area rossonera, la sfera arriva al centravanti dell'O.M. che, da due passi, calcia incredibilmente dal basso verso l'alto colpendo in pieno la traversa.

Lo spavento rende il Milan ancora più prudente ed impacciato, i costruttori di gioco rossoneri faticano ad essere incisivi e a trovare gli spiragli giusti per le punte,

seedorf e abriel

Pato, in serata di scarsa vena, si spegne lentamente ed inesorabilmente annullandosi quasi da solo.

Sicchè è l'O.M. a far paura ed a tenere costantemente sotto pressione un'intimorita ma salda difesa rossonera, guidata da un monumentale Thiago Silva,  Deschamps ricorre alla panchina inserendo il veloce Kone prima ed il pericoloso Ben Arfa poi, al posto dell'ottimo Niang, Leonardo insiste invece con la medesima formazione. 

contrasto tra ben arfa e abate

Negli ultimi dieci minuti succede di tutto: all'81° splendida azione di Ronaldinho chiusa con un assist perfetto per Borriello che, solo a centro area, sbaglia malamente l'impatto di testa spedendo la sfera a lato, due minuti dopo è ancora Ronaldinho a crossare per Pato, abile a smarcarsi sul primo palo, ma il papero manca clamorosamente la deviazione, Mandanda riesce a salvarsi deviando in corner.

L'occasione più grossa è però dei francesi all'85°, quando, sugli sviluppi di un corner, Diawara colpisce di testa a centro area, Dida è battuto, ma la sfera si schianta contro la base del palo.

Finisce così con un pareggio buono per il Milan, un po' meno per il Marsiglia, cui onestamente il pareggio va un po' stretto, i francesi giocano con personalità, superano con nervi saldi i momenti di difficoltà all'inizio dei due tempi e riescono poi, per lunghi tratti, a condurre le danze, forti di un'ottima condizione fisica e, fors'anche, dei due giorni in più di riposo rispetto agli avversari, strenuamente impegnati domenica scorsa da uno straripante Cagliari.

Il Milan è andato invece incontro ad una serata non troppo propizia, è mancato il ritmo e la necessaria continuità, solo pochi i momenti di netta superiorità sugli avversari, qualche giocatore è apparso sotto tono, solo a tratti Seedorf e Ronaldinho sono stati all'altezza, ottima la prova di Borriello, mentre Pato dopo un'incoraggiante partenza si è lentamente perso.

Tutto rimane comunque aperto in prospettiva superamento del turno, i rossoneri sono ora attesi dall'impegno a Zurigo, l'Olympique se la vedrà al Velodrome contro il Real, uscito vittorioso con il minimo scarto dal match contro gli svizzeri.

ambrosini stacca di testa

I migliori: nel Milan Ambrosini e Thiago Silva, nell'Olympique Marsiglia Niang e Cissè. 

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Barcellona - Inter 2 - 0

Martedì, 24 Novembre 09, 09:39 M.

Sono passati più di due mesi dal match di Milano quando un Barcellona, in versione cicala, venne a San Siro a disegnare geometrie accattivanti, annichilendo per lunghi tratti un Inter, ancora in rodaggio e forse troppo timorosa per spaventare i Catalani, ma dimenticando la cosa fondamentale del calcio, cioè buttare la palla in rete.

Stasera le due grandi contendenti si ritrovano nello scenario maestoso del Nou Camp, esaurito e caldo come non mai, in un match diventato, complici le sorprendenti prestazioni di Rubin e Dynamo Kiev, fondamentale per l'accesso agli ottavi di finale.

Rispetto a settembre però le cose sono di molto mutate, se da una parte i nerazzurri sono cresciuti a dismisura, imparando e mandando a memoria schemi nuovi ed efficaci, che uniscono l'utile al dilettevole, dall'altra gli azulgrana sembrano aver smarrito la propria identità, con la rosa falcidiata da infortuni eccellenti, è arrivata una serie di pareggi che, dopo 40 giornate consecutive, ha fatto loro perdere la vetta della Liga a beneficio dei rivali storici del Real, che affronteranno proprio domenica sera.

Dopo l'anticipo pomeridiano tra Rubin e Dynamo, concluso con un pareggio a reti bianche, che ha confermato l'incredibile equilibrio all'interno  del girone, nessuna delle due contendenti può permettersi un passo falso, meno che mai il Barca, un pareggio farebbe molto comodo invece all'Inter che resterebbe in testa da sola.

grande guardiola

Guardiola, fatti i conti con le pesanti assenze di Ibrahimovic, Tourè e Messi, risolve gli ultimi dubbi e si affida a Victor Valdes; Abidal (dall'88° Maxwell), Puyol, Piquè, Dani Alves; Busquets, Keita, Xavi; Henry, Pedro (dall'85° Krkic), Iniesta (dal 90° Dos Santos).

Mourinho, in odore di esame di laurea al Camp Nou, deve rinunciare, dopo l'ultimo provino, a Sneijder, e pertanto risponde schierando: Julio Cesar; Maicon, Lucio, Samuel, Chivu; Cambiasso (dal 46° Muntari), Zanetti, Stankovic (dal 71° Balotelli); Thiago Motta; Milito (dall'81° Quaresma), Eto'o

Tutti gli interrogativi della vigilia sullo stato di forma del Barcellona sono subito spazzati via dall'atteggiamento iper aggressivo dei catalani, l'Inter a parte una ripartenza di Maicon al 2° è completamente in balia degli avversari che sciorinano il loro solito, celebre, gioco fatto di una fittissima rete di passaggi a velocità siderale che trovano sempre un uomo smarcato, senza concedere alcun punto di riferimento ai difensori avversari che non possono che osservare la sfera girare velocissima, senza beccarla mai.

cesar su henry

Dopo un paio di corner, sul secondo dei quali la sfera toccata di testa da Keita incoccia nel ginocchio di Motta e sfila fuori d'un soffio, al 10° il Barcellona, al termine di un tambureggiante assalto, passa in vantaggio, corner dalla sinistra di Xavi, Henry sul primo palo allunga la traiettoria verso il centro, Motta si distrae e perde Piquet che colpisce di testa da due passi battendo Julio Cesar per il delirio del Nou Camp.

la rete di pique

Il gol subito, se possibile, intimorisce ed avvilisce ulteriormente l'Inter che non riesce a reagire, continuando a subire l'offensiva dei padroni di casa che deliziano la platea con un gioco veloce ed avvolgente che mette in ambasce il centrocampo e la difesa ospite.

Dopo una punizione dal limite di Xavi al 14° con la sfera che scende appena troppo tardi finendo sulla parte alta della rete, puntuale, al 26°, arriva il raddoppio, azione fantastica tutta di prima ed in velocità con Xavi che taglia sulla fascia destra per Dani Alves, il brasiliano arriva sul fondo e scodella al centro, dove, l'accorrente Pedro colpisce di piatto al volo e spedisce la sfera in rete.

tutti per pedrito

L'Inter, sotto shock, cerca qualche punto di riferimento, lentamente, si scuote di dosso i timori e riesce a mettere il naso fuori dalla propria area, su un erroraccio in disimpegno di Victor Valdes al 36° Stankovic, a porta vuota, prova dai 25 metri ma la sfera termina alta, al 42° è Milito con un tiro dal limite ad obbligare Valdes alla prima parata in tuffo, che sarà però l'unica dell'intero incontro.

Il tempo si chiude con un colpo di testa di Keita, facile preda di Julio Cesar, con una spinta di Puyol ai danni di Eto'o in area, su cui Busacca lascia correre,

puyol su eto 'o

e, proprio nel minuto di recupero, con un tiro di Xavi , su cui Busquets da due passi tocca a lato, il segnalinea comunque aveva sbandierato l'offside.

La ripresa si apre con Muntari in campo al posto di uno spento Cambiasso.   

Il Barcellona abbassa i ritmi e rifiata dopo le tante energie profuse nel primo tempo, l'Inter riesce così finalmente ad entrare nel match e a cercare di farsi vedere dalla parti di Valdes, ottima l'occasione creata al 52° originata  da una ripartenza ai trenta metri e rifinita in scivolata da Milito per Eto'o, che, solo a centro area,Dani Alves, in affannoso recupero, manda per le terre con un'ancata, Busacca anche questa volta lascia però proseguire.

Immediata la risposta del Barcellona che un minuto dopo sfiora il terzo gol, grande lancio per Dani Alves che arriva sul fondo e centra per Xavi che colpisce di testa a colpo sicuro, strepitosa e miracolosa la parata di Julio Cesar che con un incredibile colpo di reni riesce a respingere.

assalto barca

L'Inter adesso gioca con maggiore intensità e, complice il netto rallentamennto di ritmo dei catalani, riesce a proporsi con maggiore continuità e pericolosità, ma è ancora Julio Cesar al 67° a dover opporsi in corner ad una punizione di Dani Alves.

Eto'o cerca di punzecchiare la difesa azulgrana e, al 69°, lanciato in profondità, appena entrato in area, sul contrasto di un difensore, spreca malamente tirando addirittura in fallo laterale da ottima posizione.  

Il Barcellona cala ulterirmente di ritmo limitandosi ad aspettare la fine, l'Inter dopo una parvenza di reazione lentamente si spegne non riuscendo più a presentarsi pericolosamente dalle parti di Valdes, anzi, complice la stanchezza,  si abbandona a qualche fallo di troppo, ne fa le spese Chivu che si becca un giallo pesante, visto che, diffidato, dovrà saltare l'ultima, decisiva, sfida con il Kazan.

La partita si trascina stancamente fino al fischio finale di Busacca decretando la netta e perentoria vittoria del Barcellona che regala 45 minuti di autentico spettacolo, giocando a ritmi vertiginosi e con gli usuali, efficientissimi, schemi che gli hanno permesso l'anno scorso di fare l'en plein.

Che dire dell'Inter? Siamo alle solite, tutti si aspettavano finalmente il salto di qualità in Europa con una grande impresa al Camp Nou, invece abbiamo visto la solita Inter, deludente e imbarazzante, mai in partita quando c'è stata partita, cioè nel primo tempo, appena appena sufficiente quando nella ripresa il Barcellona ha tirato i remi in barca.

Si riempiranno ora le solite pagine e trasmissioni televisive a dibattere su quali siano i mali oscuri che blocchino i nerazzurri in Europa, nessuno, forse neppure Mourinho, sa spiegare però la puntuale metamorfosi dei milanesi allorchè lasciano le platee amiche della Serie A per quelle ostili dellla Champions.

Il discorso qualificazione resta ancora apertissimo, basta infatti un pareggio per zero a zero con il Rubin per passare, a meno che il Barca non perda a Kiev, ma la realtà è che l'Inter ha fallito ancora una volta il suo esame di laurea.

Discorso ben diverso per il Barca che, in un momento difficile, e privo delle sue stelle più luminose, ritrova se stesso e il suo gioco, pur con interpreti diversi, dimostrando che a funzionare sono il sistema e la mentalità, se poi hai anche Iniesta, Xavi e Pedro che fanno i fenomeni....

iniesta m.v.p.

I migliori: nel Barcellona Iniesta e Pedro, nell'Inter Julio Cesar e Milito.

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