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Milan - Genoa 5 - 2

Mercoledì, 06 Gennaio 10, 12:39 P.

La XVIII giornata della serie A si chiude con il posticipo serale del Meazza, di fronte Milan e Genoa, dopo i successi delle dirette concorrenti i rossoneri sono chiamati ad una vittoria e, perchè no, anche ad una prestazione convincente che dia l'esatta misura delle ambizioni reali dei rossoneri, che hanno subito una brusca frenata dopo l'inopinata sconfitta con il Palermo.

Alle assenze annunciate si aggiunge all'ultimo momento anche quella di Pato, via libera dunque a Beckham, al ritorno in Italia dopo la sconfitta in finale ai rigori con i suoi Galaxy, nel ruolo di punta esterna, mentre le due fasce sono affidate dal primo minuto, per la prima volta in campionato, ad Abate ed Antonini, rientra finalmente anche Gattuso.

bravo beckham

Leonardo sceglie un MILAN con il 4-3-3: Dida; Abate, Nesta, Thiago Silva, Antonini; Gattuso, Pirlo (Flamini dal 20' s.t.), Ambrosini; Beckham (Jankulovski al 31' s.t.), Borriello (Huntelaar dal 21' s.t.), Ronaldinho. (Storari, Kaladze, Favalli, Inzaghi).

Gasperini risponde schierando il GENOA con un 3-4-3: Amelia; Biava, Moretti (Modesto dal 38' p.t.), Criscito; Mesto (Zapater dal 16' s.t.), Milanetto, Juric, Rossi; Palacio, Suazo (Crespo dal 36' s.t.), Sculli. (Scarpi, Esposito, Tomovic, Fatic). 

Dopo il primo affondo degli ospiti il primo quarto d'ora è un autentico show dei rossoneri che affondano, come nel burro, nella spaesata difesa dei liguri, al 3° è Beckham a scodellare un preciso assist dalla fascia destra per Borriello, pronta la deviazione acrobatica del centravanti che si vede negare il gol dall'ottima risposta di Amelia, al 5° ancora Beckham pesca sul palo opposto Ronaldinho che, sull'uscita del portiere, mette a lato, infine è lo stesso inglese a chiudere malamente con un tiraccio a lato una bella azione a scalare.

Si vede in avanti il Genoa al 10° con Mesto che impegna in una facile parata a terra Dida, ma al 13° un bellissimo triangolo in velocità Ronaldinho-Antonini-Ambrosini si chiude con l'intervento falloso di Biava, in chiusura sul centrocampista pesarese, penalty netto che però Ronaldinho si fa parare da Amelia tirando mollemente alla sinistra del portiere.

dinho sbaglia il rigore

Il Milan accusa un attimo il colpo ma continua a mantenere l'iniziativa e a proporsi sia sulle fasce che centralmente cercando un Borriello ispirato e trascinato da uno straripante Ambrosini.

dinho in mezzo agli avversari

Come spesso capita nel calcio però il Genoa passa a sorpresa in vantaggio al 25°, Mesto trova Palacio che, arrivato sul fondo, crossa sul secondo palo dove Abate si addormenta e permette ad un reattivo Sculli di impattare di testa battendo Dida.

I rossoneri, subito il gol, dopo un comprensibile smarrimento rientrano rapidamente in partita e riprendono a disegnare trame di gioco veloci e spettacolari che la retroguardia rossoblu proprio non riesce ad arginare, inevitabile e puntuale, al 32°, arriva il pareggio, ancora su rigore, assegnato giustamente da Orsato per un fallo di Amelia che travolge Ambrosini, liberato in area da una sponda di testa di Borriello, questa volta il gaucho batte forte a mezza altezza alla destra di Amelia che si butta dall'altra parte.

il gol dell 1 a 1

I rossoneri non si fermano e pigiano sull'acceleratore e, dopo un tiro di Beckham che si spegne a lato d'un soffio, passano in vantaggio a seguito di una travolgente azione, Nesta scodella per Borriello che di testa cerca il palo lontano, un difensore salva sulla linea, la sfera giunge ad Ambrosini che tira prontamente al volo, si supera ancora Amelia che respinge, sulla sfera si avventa Thiago Silva che si gira in amen e infila finalmente la palla in rete.

La ripresa segue lo stesso copione con i rossoneri sempre vigili e vivi in avanti ed il Genoa molle e disorientato in difesa, e, già al 48° Ronaldinho pesca Antonini in area, il laterale controlla ed aspetta Borriello servendolo per il più facile dei gol. 

la gioia di borriello

I rossoblu, sfiduciati mollano gli ormeggi, ed il Milan dilaga, strepitoso al 60° il quarto gol dei rossoneri con Antonini che trova dalla parte opposta Borriello, il centravanti, in offside di pochi centimetri, si coordina e, in sforbiciata volante, scaglia la sfera ad infilarsi vicino al palo opposto per l'apoteosi di San Siro.

il secondo gol

Il match diventa ormai accademia e tutti cercano gloria, ci prova Huntelaar con un tiro di controbalzo che termina alto, si rivede pure il Genoa con un tiro dai venti metri di Criscito che scende appena un soffio troppo tardi, poi è Gattuso a presentarsi tutto solo davanti ad Amelia che rimedia con una parata in uscita bassa.

L'ennesima percussione in velocità dei rossoneri costringe Marco Rossi a travolgere in area Ronaldinho, il gaucho lascia l'incombenza del penalty ad Huntelaar che al 74° realizza il quinto sigillo spiazzando Amelia,. 

Nel finale, al 79°,  c'è gloria anche per Suazo, alla prima con la maglia del grifone, che approfitta di un'indecisione di Nesta e batte Dida per il gol del 5 a 2 finale.

Il Milan ritorna al successo dando la sensazione di una squadra in grande salute, vicina ai suoi livelli migliori, tutte le pedine si muovono perfettamente sulla scacchiera disegnata da Leonardo, esprimendo calcio spettacolo e creando occasioni da gol in quantità industriale con alcune autentiche perle.

Note di merito per Beckham, subito a suo agio nei nuovi schemi, per Gattuso che gioca l'intero match facendosi apprezzare per più di una buona giocata e per i due giovani esterni che assicurano la loro spinta costante per tutti i novanta minuti, e per Ronaldinho che illumina la manovra con giocate per palati fini.

Del Genoa poco da dire, affronta il Milan a viso aperto, regge più o meno nel primo tempo, anche per la dabbenaggine dei rossoneri, poi crolla di schianto nella ripresa, troppo larghe le maglie della difesa e concedere spazi al Milan vuol dire andare incontro alla disfatta, solo raramente è invece riuscito a mettere in difficoltà i rossoneri che pure lasciano autentiche praterie nelle retrovie.

In conclusione ottima la risposta del Milan alle rivali sia in chiave Champions sia, magari, anche in ottica scudetto.

I migliori: nel Milan Borriello e Ambrosini, nel Genoa Amelia e Rossi.

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Postato da gfloriano | Commenti (0)

Genoa - Sampdoria 3 - 0

Sabato, 28 Novembre 09, 01:54 P.

E' la serata che Genova tutta aspetta, quella del derby della Lanterna, quello più caldo, intenso, colorato e coreografico del calcio italiano, il 101° della storia.

marassi illuminato

Marassi è pieno in ogni ordine di posti, le due curve si sfidano per calore, colore ed incitamento, è tutto uno sventolio di vessilli rossoblù e blucerchiati quando Rosetti guida in campo le due compagini, decine di fumogeni vengono accesi nelle curve, generando una fitta nebbia artificiale nel catino genovese, che costringe l'arbitro a ritardare l'inizio. 

La classifica dice Sampdoria, anche se i blucerchiati dopo una partenza lanciata hanno accusato qualche inciampo di troppo, i rossoblu inseguono a 20 punti, 4 in meno dei cugini, ma con già troppe sconcertanti sconfitte sul groppone.

Gasperini schera il Genoa con un classico 3-4-3 con: Amelia; Criscito, Biava, Moretti; Rossi, Milanetto, Juric, Bocchetti; Palladino (dall'81° Crespo), Sculli (dal 71° Floccari), Palacio (dal 45° Papastathopoulos).

Risponde Del Neri con un 4-4-2 con: Castellazzi; Cacciatore, Gastaldello, Rossi, Ziegler; Padalino (dal 55° Tissone), Poli (dal 59° Accardi), Palombo, Mannini (dal 55° Pozzi); Cassano, Pazzini.

I primi minuti chiariscono il piano di gioco del Genoa: pressing vertiginoso ed aggressione fisica dell'avversario in tutte le zone del campo, gli avanti doriani non riescono a tenere alta la squadra e sono subito assaliti, con e senza palla nei piedi, quasi intimidatorio l'atteggiamento nei confronti di Cassano, sistematicamente falciato in ogni zona del campo, appena entra in possesso della sfera, Rosetti è forse troppo morbido con i difensori rossoblu.

Al secondo affondo, al 10°, il Genoa passa, spiovente lungo per Sculli che di petto serve Palacio ai limiti dell'off side, ma in posizione regolare, l'argentino entra in area e viene scaraventato a terra da un intervento maldestro di Ziegler, rigore ineccepibile che Milanetto trasforma, spiazzando Castellazzi, proprio sotto la Curva Nord che s'accende d'entusiasmo.

milanetto accende la nord

I blucerchiati accusano il colpo, faticano a venir fuori e a rendersi pericolosi, il Genoa preme sull'acceleratore ripartendo in velocità e controllando agevolmente gli attacchi ospiti.

Al 21° clamorosa palla gol per il Genoa, Sculli, lanciato al di là della difesa avversaria, arriva sul fondo e centra per l'accorrente Palacio, si immola Ziegler che in scivolata anticipa l'avversario e scaraventa la sfera contro il palo.

Neppure il pericolo scampato scuote la Sampdoria che continua a non trovare sbocchi, sommersa dalla marea rossoblu che continua imperterrita a salire, al 35°, sugli sviluppi di un corner, è Criscito a saltare più in alto di tutti, violento il colpo di testa, Castellazzi ci mette la mano, la traversa fa il resto, due minuti e Sculli, lanciato al di là dei difensori blucerchiati, entra in area e spreca calciando a lato, oltre il palo lungo.

Il Genoa è una macchina da gioco perfetta che gira a mille con Palladino e Palacio incontenibili, la Sampdoria, impaurita e nervosa, proprio non riesce a pungere, si infortuna Palacio, toccato duro, che è costretto a lasciare il campo prima della fine del tempo.

Al 45° Biava, sulla linea mediana, superato in dribbling da Cassano, ferma l'azione di mano, secondo giallo ed espulsione, sciocca ma ineccepibile, per il difensore rossoblu, il tempo si chiude con l'ennesima incursione di Sculli che arriva sulla linea di fondo e lascia partire uno spiovente verso la porta, Castellazzi controlla, ma rischia grosso perchè la sfera lo supera e sbatte contro la faccia superiore della traversa.

La ripresa, nonostante il Genoa sia in 10, continua sulla falsariga della prima frazione, rossoblu che corrono come assatanati in tutte le zone del campo e blucerchiati, annichiliti e confusi, incapaci di creare pericoli per Amelia. 

I padroni di casa ripartono in modo letale, al 51° è Sokratis, dopo una profonda incursione offensiva, a servire Sculli sul secondo palo, Ziegler lo anticipa all'ultimo istante obbligando Castellazzi, già spiazzato, ad una respinta miracolosa.

Passa un solo minuto ed il Grifone raddoppia, Milanetto, ai venti metri, serve con un assist delizioso Marco Rossi che entra in area e, sull'uscita di Castellazzi, lo beffa facendogli passare la sfera tra le gambe per il 2 a 0 ed il delirio del Marassi rossoblu.

il gol di rossi

La Doria è sulle ginocchia, Milanetto, solo in area, cerca di superare con un pallonetto Castellazzi, il portiere rimedia con un bel colpo di reni.

Lo stadio è una bolgia rossoblu e al 66° si ristabilisce anche la parità numerica, Rossi fa volare fuori campo Bocchetti, secondo cartellino giallo ed espulsione per il giovane doriano.

Il primo ed unico pericolo i blucerchiati lo creano al 68° con Amelia costretto ad uscire sui piedi di Pozzi, ottimamente lanciato da Cassano.

Partita in ghiaggio al 74° quando Sokratis, lanciato solo in area, viene ruvidamente atterrato da Ziegler, rigore ineccepibile che Palladino trasforma, nonostante Castellazzi ne avesse intuito la traiettoria, 3 a 0 ed esultanza un po' sopra le righe del fantasista rossoblu, che non piace a giocatori e tifosi doriani, ne nasce una gazzarra in campo mentre il clima sulle gradinate supera il livello di guardia.

palladino e palombo

L'ultimo quarto d'ora offre uno spettacolo squallido ed indecoroso pieno com'è di falli, ripicche, spintoni, zuffe in tutte le zone del campo, dagli spalti piovono fumogeni e in curva doriana un idrante viene usato per bagnare i tifosi avversari, in questo clima da corrida la Sampdoria va incontro ad una seconda espulsione per un fallo di frustrazione di Cacciatore che affonda il tackle su un difensore genoano.

brutte scene

Finisce con i blucerchiati in 9 ed i rossoblu in trionfo per il delirio dei propri tifosi, stasera si è rivisto il Genoa, macchina perfetta, aggressivo, determinato e straripante, che tanto bene aveva fatto nel campionato scorso e nelle prime partite di quello in corso, un collettivo impressionante dove tutti hanno dato il loro prezioso contributo cantando e portando la croce.

La Sampdoria di contro è rimasta con la testa negli spogliatoi, molle, timida, confusa, soffocata in ogni zona del campo e per tutta la durata del match, anche nei 20 minuti di superiorità numerica i genoani sembravano il doppio dei blucerchiati, in conclusione una brutta battuta d'arresto da dimenticare in fretta per ripartire subito. 

un perplesso cassano

I migliori: nel Genoa Palladino e Rossi, nella Sampdoria Cassano e Castellazzi.

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Postato da gfloriano | Commenti (10)

Genoa - Inter 0 - 5

Sabato, 17 Ottobre 09, 01:44 P.

Lo stadio Marassi di Genova ospita il secondo match di cartello di questo sabato, dopo il pareggio di Torino per 1 a 1 tra la Juventus e la Fiorentina, tocca ora infatti a Genoa ed Inter.

L'atmosfera che questo stadio all'inglese sa regalare è unica, la passione del tifo zenese è indescrivibile, non può che essre bellissimo perciò il colpo d'occhio offerto dalle gradinate all'ingresso in campo delle due compagini.

Entrambi gli allenatori devono far fronte ad assenze numerose e pesanti, Gasperini schiera pertanto i rossoblu con un 3-4-3 con Amelia in porta, difesa con Bocchetti, Biava, Moretti, linea mediana con Modesto, Sokratis (dal 69° Tomovic), Milanetto e Zapater, in attacco Palladino, Sculli (dal 62° Palacio) e Floccari (dal 62° Crespo).

Causa le forzate assenze in attacco di Eto'o e Milito, Mourinho si affida ad un inconsueto 4-3-2-1 con Julio Cesar tra i pali, linea di difesa con Chivu, Samuel (dal 77° Cordoba), Maicon e Lucio, centrocampo con Cambiasso (dal 46° Vieira), Muntari e Zanetti, due fantasisti Sneijder (dal 76° Mancini) e Stankovic, unica punta Balotelli

Il Genoa si avventa subito nella metacampo nerazzurra cercando di sorprendere 'fisicamente' gli avversari, ne nascono un paio di situazoni interessanti, al 3° Floccari vola in area a centroarea, l'arbitro Morganti lascia correre, il penalty ci poteva stare.

Poco male, l'Inter respinge la marea rossoblu e al primo affondo passa, su una punizione dalla trequarti la sfera arriva sul secondo palo a Cambiasso, lasciato colpevolmente solo, l'argentino si esibisce in una mezzagirata volante tanto elegante, quanto velleitaria, ma trova sulla sua traiettoria lo sciagurato Modesto che si avventa sulla sfera e, maldestramente, batte l'incolpevole Amelia per il vantaggio degli ospiti, siamo appena al 6° minuto.

cambiasso scocca modesto conclude

Il Genoa perde inspiegabilmente la testa, si lascia innervosire da un paio di interventi fallosi di Balotelli, tanto stupidi qunto gratuiti, ed esce completamente dal match.

D'ora in avanti ci sarà in campo solo l'Inter che giostra il gioco a proprio piacimento, accelera e rallenta i ritmi come meglio gli aggrada, sfiora il raddoppio due volte con Stankovic prima di piede, quando lanciato in contropiede, tira a lato d'un soffio, poi di testa, con una zuccata che si spegne a lato non di molto, infine, al 31°, da una palla soffiata sulla trequarti a Zapater con un intervento ai limiti del fallo di Zanetti, Sneijder è lestissimo a servire Balotelli sulla corsa, l'attaccante nerazzurro, appena entrato in area, batte di prima intenzione sul palo lungo non lasciando scampo ad Amelia, gol bellissimo e 2 a 0 per l'Inter.

esulta balotelli

Il Genoa ci mette solo l'impegno ma le idee latitano, il centrocampo e la difesa ospite se la cavano in totale nonchalance, anche se la partita si potrebbe riaprire al 40° quando Milanetto riesce a superare Julio Cesar con una bella girata a centro area, peccato che l'assistente Di Liberatore lo pizzichi in offside, di 2 centimetri, forse...

In pieno recupero, arriva il gol che chiude definitivamente i giochi, se mai qualcuno avesse pensato si potessero riaprire, Amelia interviene di piede fuori area, decentrato verso la fascia destra, controlla, avanza e calcia verso il centrocampo e la fascia opposta, non trova però nessun compagno ma pesca invece Stankovic che, senza pensarci un attimo, al volo indirizza dai 54 metri verso la porta sguarnita, la sfera a parabola batte al suolo e lemme lemme si infila in rete per il 3 a 0.

la gioia incredula di stankovic

La ripresa viene gocata per onor di firma, i rossoblu nervosi e con il morale sotto i tacchi balbettano calcio inconcludente, previdibile ed autolesionista, l'Inter gioca al gatto col topo con improvvise fiammate che mettono a ferro e fuoco le retrovie genoane.

Dopo un paio di tentativi dell'inarrestabile ed incontenibile Balotelli, bravo Amelia a respingere un suo colpo di testa ravvicinato, al 66° è il turno di Vieira di tornare al gol dopo tanto tempo, servito dall'ottimo Sneijder, il francese entra in area e, dopo aver resistito al morbido contrasto di Modesto, trafigge sul secondo palo un Amelia frastornato e tutt'altro che irreprensibile.

il gol di vieira

La partita si trascina stancamente, ravvivata solo dall'ammirevole tifo della gradinata nord che non fa mai mancare il suo calore ai propri beniamini, c'è tempo ancora per l'ultima segnatura ospite che arriva al 71° con Maicon che, ricevuta palla da Biava per gli effetti di uno sfortunato rimpallo, si presenta solo soletto in area e batte senza pietà un già distrutto Amelia per il 5 a 0 finale.

esulta maicon

Per l'Inter, viste le tante ed importanti assenze, poteva essere un test difficile e pericoloso, invece si è trattata di una vera passeggiata di salute, impossibile dare un giudizio probante vista la prestazione davvero disarmante del Genoa, uscito dalla sfida già dopo 5 minuti, naufragato miseramente e per le assenze, e per il nervosismo e per la sorte avversa che gli si è accanita contro.

I nerazzurri escono da Marassi rafforzati nel morale e nell'autostima, ma, soprattutto, corroborati in classifica da tre preziosi punti  che permettono loro di prendere il largo lasciando i più temuti rivali della Juventus dietro già di 4 punti.

Che dire del Genoa? serata no che più nera non avrebbe potuto essere, da dimenticare il più in fretta possibile, il vero Genoa non è certo questo, forza vecchio grifone alzati e riprendi a correre....

amelia a pezzi

I migliori: nel Genoa Bocchetti e Palladino, nell'Inter Stankovic e Sneijder. 

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Postato da gfloriano | Commenti (6)

Bologna - Genoa 1 - 3

Domenica, 04 Ottobre 09, 10:33 M.

La giornata inizia alla buon ora, visto che nel week end sono tornato a Rimini, quindi l'avvicinamento alla partita passa attraverso il viaggio in treno da Rimini a Bologna, quello in bus stazione-casa e infine quello da casa alla zona stadio, il tutto richiede più di tre ore.

Pranzo veloce nella trattoria all'angolo (filetto e patate fritte), attesa del solito, ritardatario, Fabio e finalmente riusciamo ad entrare allo stadio quando manca un quarto d'ora all'inizio del match.

La partita di oggi segna il culmine de festeggiamenti per il centenario del Bologna, per l'occasione all'ingresso (con offerta libera) sono state distribuite oltre ventimila bandiere rossoblu, non c'è il tutto esaurito ma il colpo d'occhio del Dallara è comunque splendido, nonostante lo spicchio degli ospiti sia stranamente poco popolato.

la coreografia iniziale

Dopo l'inatteso e strameritato pareggio di Torino contro la Juventus, Papadopulo  schiera il BOLOGNA con un 4-4-2: Viviano; Raggi, Portanova, Britos, Lanna; Vigiani (10' st Osvaldo), Mingazzini (25' st Valiani), Guana (30' st Mudingayi), Tedesco; Di Vaio, Zalayeta


Dopo le sconfitte e di Valencia, maturate entrambe nei minuti finali, Gasperini cerca tre punti per riavvicinare la vetta e sciera il GENOA con un 3-4-3: Amelia; Esposito, Moretti, Bocchetti; Mesto, Kharja, Milanetto, Modesto; Sculli (25' st Tomovic), Floccari (16' st Zapater), Palladino (5' st Palacio).

La partenza dei rossoblù di casa è incoraggiante e già al 2° Zalayeta riceve palla e dal limite esplode un destro su cui Amelia riesce a deviare in corner con un bel tuffo alla sua sinistra.

Al 9° però Portanova affronta in modo scomposto Floccari, l'attaccante genoano stramazza al suolo e l'ineffabile Gervasoni concede il penalty che Kharja trasforma con un'esitazione ai limiti del lecito.

il rigore di kharja 

Il Bologna cerca di reagire ma palesa chiari problemi in fase di impostazione, manca un vero regista, Tedesco e Vigiani si dannano sulle fasce ma manca sempre il passaggio giusto, le due punte si muovono abbastanza bene ma arrivano sempre un attimo dopo, Di Vaio tutto solo è fermato da un offside molto dubbio, Zalayeta è anticipato sul più bello a 5 metri dalla porta quando già pregustava il gol.

Il Genoa controlla con sufficiente tranquillità, una volta tanto non dando lezione di calcio scintillante, quanto piuttosto di calcio concreto e cinico, evidente è la superiorità a centrocampo dei liguri che riescono sempre ad innescare pericolosamente le punte, mentre la difesa fa buona guardia senza mai andare in sofferenza.

Spettacolare al 35° l'azione del raddoppio con Palladino che di tacco lancia a centrocampo Modesto, questi allunga per Floccari che, arrivato quasi sul fondo, centra sul secondo palo per un solissimo Sculli che deve solo appoggiare nella rete spalancata per il più facile dei gol.

Il tempo si chiude ancora con un'occasione per Floccari che penetra in area ma calcia appena a lato.

sventolano i vessilli rossoblu

La ripresa si apre subito con una grande occasione per il Bologna, su corner di Mingazzini, Vigiani sul primo palo spizzica per Zalayeta che, tutto solo sul secondo palo, controlla e, in mezza girata, calcia verso la porta, Amelia è strepitoso ad opporsi in corner.

zalayeta spreca

Al 51° Mesto, per un veniale fallo di mano a centrocampo,  becca il secondo cartellino giallo e l'inevitabile espulsione, in superiorità numerica il copione della partita cambia decisamente, i liguri si rintanano nella loro metacampo rinunciando quasi del tutto alle azioni offensive, il Bologna ci prova in tutti i modi, con tanta buona volonta, ma anche con molta confusione e tanta imprecisione al momento dell'ultimo passaggio, clamorosa al 60° la doppia occasione per i padroni di casa, Tedesco lancia Di Vaio che, appena entrato in area, sull'uscita di Amelia, lo supera con un pallonetto che si schianta clamorosamente sul palo lungo, la sfera schizza verso Osvaldo che, tutto solo, a porta sguarnita, arriva di gran carriera e spara incredibilmente oltre la traversa.

Ancora un commovente Di Vaio ci prova due volte di testa, la prima volta la sfera si perde fuori dalla portata di Amelia a mezzo metro dal palo, la seconda volta trova il portiere pronto e fortunato a salvarsi.

di vaio un gol e un palo

Quando ormai le ultime energie sono state buttate sul campo e le speranze stanno tramontando, all'84°, Tedesco, appena entrato in area, viene affrontato da Tomovic e finisce per le terre, Gervasoni indica ancora il dischetto, Di Vaio realizza il penalty calciando forte e centrale sotto la traversa.

Il pubblico e la squadra ci credono e due minuti dopo su uno spiovente verso l'area Esposito travolge Di Vaio, rigore inequivocabile che, l'insufficiente ed improponibile, Gervasoni non ha il coraggio di fischiare.

Così anzichè il gol del pareggio rossoblu arriva, al 90°, il terzo gol dei liguri con Zapater, che conclude facilmente da pochi passi, una profonda ed efficace incursione di Tomovic, pochi istanti dopo è Viviano ad opporsi di tuffo a Zapater lanciato dietro le linee.

Finisce così con la vittoria del Genoa che si rilancia in chiave Champions League e disputa una partita 'da grande' senza regalare calcio-champagne ma offrendo invece il suo lato concreto e cinico, onestà critica vuole che si sottolinei gli oltre 40 minuti della ripresa giocati in inferiorità numerica dai grifoni.

Che dire del Bologna? Un passo indietro nel gioco e nel risultato rispetto a Torino, ma, tutto sommato, lacune e problemi di centrocampo a parte, la squadra ha dimostrato anche oggi di poter giocarsela con chiunque, anche se poi spesso sono gli episodi a scrivere la storia delle partite, e oggi, inutile tacerlo, oltre che il Genoa, il Bologna ha trovato sulla sua strada un direttore di gara in giornata no, non all'altezza per questi livelli.

I migliori: nel Bologna Di Vaio e Tedesco, nel Genoa Floccari e Sculli.    

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Genoa - Juventus 2 - 2

Giovedì, 24 Settembre 09, 01:43 P.

Grande attesa al Marassi di Genova per il posticipo della V giornata di campionato, in campo lo spettacolare Genoa di Gasperini e la capolista Juventus.

Le tribune offrono una splendida cornice di pubblico che regala al match il calore ed il colore che fanno di una partita un grande evento.

Il Genoa dopo l'inopinata e meritata sconfitta di Verona  prova a ripartire alla caccia di un posto Champions, per l'occasione Gasperini presenta un 3-4-3 con Amelia tra i pali, Biava, Moretti e Bocchetti in difesa, M.Rossi, Modesto (Sokratis al 72°), Zapater e Milanetto (Kharja al 67°) a centrocampo, Mesto, Floccari (Crespo al 46°) e Sculli in attacco.

Ferrara, nell'intento di non lasciar fuggire l'Inter, risponde presentando un 4-3-3 con Buffon in porta, Chiellini, Grygera, Legrottaglie e Grosso in difesa, Poulsen, Melo e Marchisio (Giovinco al 76°) a centrocampo, Camoranesi, Iaquinta ed Amauri (Trezeguet al 79°) in attacco.

Il Genoa, fedele al suo credo, aggredisce subito la Juventus conquistando un corner con una percussione sulla fascia di Sculli, ma la Juventus non si scompone e, al primo affondo, passa in vantaggio, al 6° Marchisio si invola sulla fascia sinistra e mette rasoterra verso il centro dell'area, si avventa sulla sfera Camoranesi che però fa velo, ingannando la difesa rossoblu, la sfera arriva così a Iaquinta che colpisce di prima intenzione cogliendo l'angolino opposto alla destra di Amelia, 1-0 per  la Juventus.

iaquinta scaglia il tiro che finirà in gol

I rossoblu non si scompongono più di tanto ed attaccano a pieno regime ad un ritmo vorticoso, i bianconeri hanno il merito di restare tranquilli e compatti in trenta metri, pronti a ripartire grazie all'efficace lavoro di Camoranesi che impazza sulla fascia e a Iaquinta che impegna da solo l'intera retroguardia genoana, le due occasioni create dai torinesi vengono però vanificate da un impreciso e svagato Amauri che colpisce in entrambi i casi di testa spedendo la sfera oltre la trasversale.

I padroni di casa non demordono e pervengono al pareggio al 32°, Sculli è bravissimo a conquistare la linea di fondo e a scodellare di sinistro un cross tagliato verso il centro dell'area, Mesto anticipa Grosso e colpisce di testa ad altezza siderale spedendo la sfera alla destra di Buffon, impietrito a centro porta, regalando il pari al genoa e facendo letteralmente impazzire Marassi.

Il resto del tempo trascorre con azioni da una parte e dall'altra, senza soluzione di continuità, al ritmo folle imposto dai rossoblu, i portieri comunque non corrono mai seri rischi.

I primi venti minuti della ripresa sono tutti della Juve che, pur senza fare cose trascendentali, tiene costantemente il controllo delle operazioni e si fa vedere pericolosamente dalle parti di Amelia un con un paio di tiri dal limite dell'area di Marchisio e con un colpo di testa alto sulla traversa di Camoranesi, ma l'occasione più grande capita sui piedi di Iaquinta al 53°, l'attaccante calabrese, solo in area, controlla male e si fa respingere il tiro dall'estremo rossoblu.

Risponde finalemente il Genoa al 70° con un'azione personale di Sculli che, partendo dalla fascia sinistra, si accentra e lascia partire un tiro dai venti metri che Buffon è bravo a deviare oltre la traversa.

Tra il 73° ed il 74° due episodi fondamentali, prima è Iaquinta, su una punizione a spiovere dalla fascia,  a colpire di testa in area e battere Amelia,

un altra immagine del gol annullato a iaquinta

il segnalinee sbandiera un offside, davvero al limite, l'impressione è che l'attaccante fosse in posizione eleggibile,

gol annullato a iaquinta

neppure un minuto e la risposta del Genoa si concretizza in un'incursione sulla fascia destra di Mesto, che arrivato al limite, disegna un cross perfetto su cui Crespo è bravissimo ad anticipare il suo marcatore e a girare di testa verso il primo palo, Buffon è battuto, lo stadio esplode nuovamente di gioia.

la gioia di crespo

La Juventus non ci sta proprio a perdere e continua ad aggredire la difesa rossoblu, i liguri vacillano, faticano a mantenere il controllo della palla e fatalmente prestano il fianco alle offensive bianconere, all'84°  ancora torinesi fermati dal segnalinee che sbandiera, questa volta correttamente, un millimetrico offside di Trezeguet, che aveva appoggiato per Chiellini, il quale in sforbiciata volante aveva trovato l'angolino più lontano. 

Ma, sull'ennesima punizione battuta dalla fascia sinistra verso il centro dell'area,  Chiellini sale in cielo e serve di testa il liberissimo Trezeguet, che, sul secondo palo, deve solo accompagnare la sfera in rete per il gol del definitivo 2 a 2.

il gol di trezeguet

Finisce quindi con un pareggio che appare decisamente giusto e conferma la forza e le legittime aspirazioni di entrambe le compagini. I bianconeri confermano l'idea di solidità, equilibrio e concretezza, nonostante qualche assenza di peso, i rossoblu si confermano belli, spettacolari e imprevedibili, ma forse un po' troppo permeabili in difesa.

I migliori: nel Genoa Mesto e Sculli, nella Juventus Iaquinta e Camoranesi.

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Bologna - Genoa 2 - 0

Domenica, 26 Aprile 09, 09:15 M.

Dopo il mio birthday di ieri il risveglio è problematico, l'anno in più si sente tutto! Uno sguardo fuori dalla finestra, del sole non c'è proprio traccia, il cielo è grigio e cupo e di li' a poco comincia a piovere a dirotto, inevitabile che l'umore non sia dei migliori, pensare a 90 minuti sotto l'acqua non mi riempie certo di entusiasmo!

Con il Doc che arriva verso l'una partiamo alla volta dello stadio e passiamo il pre-gara al Ciclope, pranzo a base di costata di manzo e patate fritte, annaffiate con una bella birra fresca, i tre quarti degli avventori sono oggi tifosi rossoblu, che sperano in un Genoa in champions, il grappino che ammazza il caffè mi dà il là per l'immancabile video-pronostico.

Non c'è fila alle porte, ma tra zaino, giornali, ombrelli e cerata adempiere alle formalità d'ingresso è una piccola impresa. La pioggia non dà tregua, attendiamo un po' sotto le tribune e colgo l'attimo per girare il pronostico del Doc. 

Dopo il ciclo di sconfitte il Bologna di Papadopulo cerca i tre punti necessari a mantenere vive le speranze di salvezza, il mister si affida per l'impresa, che pare titanica, a un inedito  (4-4-1-1): Colombo; Zenoni, Terzi, Moras, Belleri (dal 39'st Castellini); Mutarelli, Mudingayi, Mingazzini, Valiani; Adailton (dal 24'st Coelho); Di Vaio (dal 45'st Marazzina). (A disp.: Campironi, Lanna, Amoroso, Osvaldo).

Gasperini, dopo l'imprevisto passo falso interno con la Lazio di sabato scorsa, prima del derby del prossimo turno, scende a Bologna per conquistare l'intera posta e tenere a distanza l'arrembante Fiorentina, per fare questo si affida  al suo classico (3-4-3) e schiera il  Genoa con: Rubinho; Biava, Ferrari (dal 31'st Olivera), Bocchetti (dal 1'st Milanetto); Mesto, T.Motta, Juric, Criscito; Jankovic (dal 1'st Sculli), Milito, Palladino. (A disp.: Lamanna, Papastathopoulos, Rossi, Modesto).

lo spicchio dei fans del grifone

Una pioggia battente accoglie l'ingresso in campo delle squadre ma non spegne certo l'entusiasmo dei tifosi delle due curve.

Il campo bagnato e scivoloso fa correre la sfera a velocità superiore alla media, il gioco scorre veloce e piacevole, le due squadre si affrontano a viso aperto senza troppe cautele difensive ma con l'unico obiettivo di far gol.

Al 4° ci prova Terzi di testa su corner, alto di poco, risponde il Genoa al 10° con Milito che devia a lato una punizione dal limite, poi al 12°, su incursione di Palladino in area, sfera per Jankovic che, solo a due passi dalla linea di porta, tira debolmente permettendo la parata di Colombo.

La partita si decide tra il quarto d'ora e la mezzora, prima è Di Vaio, servito in profondità da Adailton, a presentarsi solo davanti a Rubinho, che riesce però a portarlo fuori area, l'attaccante tira comunque verso la porta, interviene sulla linea Bocchetti che si fa scippare  la sfera da Mingazzini e non trova nulla di meglio che stenderlo, rigore sacrosanto, che Di Vaio trasforma spiazzando Rubinho per l'1-0 Bologna.

Ci prova ancora Di Vaio al 19°, sempre servito in contropiede, dribla Ferrari e batte verso la porta, Rubinho è bravissimo a distendersi in tuffo e a mettere in corner con la punta delle dita.

Poco male, al 24°, da una punizione dalla fascia sinistra, Adailton pennella uno spiovente verso l'area che sorvola la coppia  Ferrari-Di Vaio ed arriva a Terzi tutto solo sul secondo palo, il difensore colpisce al volo di controbalzo superando sul suo palo un non convincente Rubinho, 2-0.

la andrea costa ruggisce nel finale

Il Genoa non ci sta e assalta a pieno organico l'area felsinea, al 29° un cross basso di Mesto trova i lisci consecutivi di Terzi, Moras e Palladino.

Alla mezzora è Palladino a colpire di testa a lato da favorevolissima posizione, cinque minuti dopo è ancora l'attaccante genoano a presentarsi solo in area, dopo una pregevole azione personale, il suo tiro viene però deviato di piede da Colombo.

L'ultima occasione è per il Genoa al 39° con una punizione dal limite di Bocchetti che Colombo respinge a pugni chiusi.

le squadre e i tifosi sotto il diluvio

La ripresa vede in campo nelle file del Genoa Milanetto e Sculli ma la prima occasione è per il Bologna al 50° con una botta su punizione di Adailton dai 20 metri, Rubinho sventa in corner con un volo plastico che toglie la sfera da sotto l'incrocio dei pali.

Al 55° la sorte si schiera decisa contro il Genoa, Palladino, servito in area, avanza e, pur da posizone decentrata, tira, la sfera supera Colombo  ma si spegne contro la parte esterna del palo.

Il resto della ripresa è un assalto senza soluzione di continuità del Genoa alla porta di Colombo che fa buona guardia con uscite sicure e con una bella parata su un tiro da fuori di Milanetto.

Alla mezzora della ripresa triangolo di 50 metri Coelho-Di Vaio-Zenoni, il pallonetto del laterale bolognese supera Rubinho ma viene salvata sulla riga da un difensore ligure.

Il finale è un disperato assalto genoano, si accendono mischie paurose, i liguri protestano per un mani in area, decisamente involontario, poi ci prova ancora Milito che non controlla a due metri da Colombo un comodo assist dal fondo e poi, messo da solo davanti al portiere, tira a lato sul contrasto del portiere, anche qui proteste liguri, forse più giustificate.

Orsato fischia la fine dopo tre minuti di recupero, tre punti d'oro per il Bologna che disputa una partita coraggiosa tutta volontà ed abnegazione e tiene vive le speranze di salvezza, di contro un Genoa che giochicchia senza la cattiveria necessaria in queste occasioni per portare a casa il risultato pieno, ora, subito il sorpasso dei viola, la corsa champions si complica parecchio.

I migliori: nel Bologna Di Vaio e Colombo, nel Genoa Mesto e Juric.  

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Genoa - Inter 0 - 2

Sabato, 07 Marzo 09, 10:48 M.

L'Inter torna a Marassi tre giorni dopo la debacle in Coppa Italia contro la Sampdoria, avversario in questa circostanza è il Genoa, in piena rincorsa Champions.

Gasperini presenta il suo classico 3-4-3  con Rubinho, Ferrari, Bocchetti, Biava, Juric, Thiago Motta, Marco Rossi, Criscito, Sculli, Milito, Jankovic.

Mourinho, dopo il turnover di mercoledì, ripropone la formazione migliore ed il suo 4-3-1-2 con Julio Cesar, Maicon, Burdisso, Materazzi, Santon, Zanetti, Cambiasso, Stankovic, Figo, Balotelli, Ibrahimovic.

I rossoblu partono lancia in resta ma l'Inter non si spaventa affatto ed alla prima ripartenza, al 2° , Stankovic ruba palla in pressing a centrocampo, imbucata perfetta per Ibrahimovic che si lancia verso l'area avversaria in splendida solitudine, controllo magistrale di testa e, nonostante il contrasto di Ferrari, brucia con un millimetrico pallonetto un Rubinho in disperata uscita, 1-0 e partita già messa nei binari preferiti dai nerazzurri.

ibra deposita in gol

Il Genoa, punto nell'orgoglio cerca di reagire alzando il pressing e tentando di far girare la sfera sulle fasce, ma è qui che Mourinho chiude a doppia mandata il bunker difensivo, i rossoblu si vedono inaridire una delle loro fonti predilette di gioco e lentamente iniziano a smarrirsi.

L'Inter non deve faticare più di tanto a contenere le sfuriate dei padroni di casa che vanno vicini al gol una sola volta, al 20° quando, su un preciso cross di Biava dal limite, è bravissimo, a centroarea, Motta che di testa indirizza verso la porta, Julio Cesar si fa trovare pronto e respinge con un mezzo prodigio, Maicon allontana la sfera.

Alla mezzora viene fermato Milito lanciato verso la porta per un offside inesistente, ma beccarlo per il segnalinee sarebbe stato un vero prodigio. Se le cose vanno bene sul campo, non altrettanto si può dire  per l'aspetto sanitario, escono per infortunio al 15°  Materazzi e al 30° Burdisso, sostituiti da Cordoba e Muntari.

Poi è ancora bravo e fortunato Julio Cesar a trovarsi addosso una deviazione sotto misura di Biava su colpo di testa di Motta.

Nel recupero è pero Ibrahimovic ad eludere ancora la trappola del fuori gioco e a lanciarsi verso la porta, salva Rubinho in uscita disperata sparando la sfera nelle parti basse dello svedese che rischia di diventare una voce bianca.

ibracadabra

La ripresa comincia con un Genoa determinato e voglioso che alza i ritmi e cerca di prendere d'assalto l'area avversaria dove giganteggia però Cambiasso, spostato al centro della difesa.

Ci sono un paio di mischie ed una grande occasione per Biava che si trova solo in area, ma incredibilmente il difensore rossoblu colpisce sbilenco d'esterno trasformando il tiro in un passaggio per Julio Cesar.

La partita si chiude al 60°, rinvio da centrocampo di un neroazzurro, Ibrahimovic spizza di testa, la sfera finisce a Balotelli che riesce ad eludere l'intervento di due difensori avversari, si allarga sulla destra, supera Rubinho e lascia partire un tiro, in verità moscio e sbilenco, su cui Marco Rossi, appostato sulla linea di porta, pasticcia assai e respinge goffamente, il segnalinee segnala il gol,

il fotogramma del gol di balotelli

il replay non riesce però a dimostrare che la sfera abbia totalmente ed interamente varcato la linea, comunque gol convalidato e 2-0 Inter.

balotelli esulta per il gol

Il Genoa non si abbatte e prova, anche grazie agli ingressi in campo di Palladino ed Oliveira di riaprire la partita, ci prova ancora Biava ma il suo tiro a colpo sicuro esce di un soffio alla sinistra di Julio Cesar, poi è Marco Rossi lanciato da solo a tirare alto sulla traversa, disturbato da Cambiasso.

Il finale è un po' confuso, vola qualche calcione di troppo da una parte e dall'altra, l'arbitro ammonisce a destra e a manca, poi lascia alquanto perplessi quando risparmia a Balotelli, già ammonito e peraltro anche stasera toccato più volte duro dai difensori avversari,  il rosso per l'ennesimo duro intervento su Criscito.

caccia a balotelli

Finisce così con la decima vittoria in trasferta dell'Inter e la prima sconfitta stagionale in casa per i rossoblu che non vanno in gol a Marassi per la prima volta quest'anno.

Se un Inter così sara' sufficiente per eliminare il Manchester lo sapremo mercoledì, certo sarà difficile ma non impossibile.

I migliori: nel Genoa Motta e Biava, nell'Inter Cambiasso e Balotelli.   

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