Martedì, 18 Novembre 08, 05:52 P.
Ok, forse non avrò ancora la competenza necessaria, né la dote della chiarezza, né la capacità di coinvolgere il lettore e nemmeno l’efficacia comunicativa; però, in tutta umiltà, credo di conoscere i fondamenti della grammatica della lingua italiana e di sapere distinguere quando si tratta di elisione o troncamento: il famigerato e tanto odiato dai bambini delle scuole elementari, “un con l’apostrofo o un senza apostrofo”. Si, perché al Corriere dello Sport avrebbero proprio bisogno di uno che conosce i fondamenti della nostra lingua, visto lo strafalcione comparso ieri in un pezzo della home page del loro sito (guardare la foto qui sopra per credere): è per questo che mi candido ufficialmente a entrare a far parte dello staff del secondo quotidiano sportivo più importante d’Italia. E non sarebbe mica poco, considerando che per i giovani volenterosi, e magari talentuosi, l’opportunità di lavorare per un giornale serio e di ottenere l’iscrizione all’albo dei giornalisti è unica, quanto rara. E chi va avanti invece? I soliti raccomandati…qualche volta anche analfabeti…sigh.
Venerdì, 11 Settembre 09, 11:09 M.
Álvaro Recoba, 33 anni compiuti a marzo, è nato a Montevideo, capitale dell’Uruguay, e di occasioni per salire alla ribalta nella sua carriera ne ha avute tante. Ne sa qualcosa Massimo Moratti che lo ha fatto diventare nel 2001 il calciatore più pagato al mondo con 7 milioni e mezzo di dollari a stagione. Eh sì, il patron dell'Inter lo ha trattato proprio bene nei 10 anni passati in maglia nerazzurra. Eppure giorno dopo giorno, anno dopo anno, Recoba è sempre rimasto un talento potenziale, impressionando spesso, ma senza mai dare una minima continuità alla sua classe, latitando soprattutto nelle gare decisive o importanti (ricordate per caso un gol segnato alla Juventus o al Milan?!).
E pensare che aveva stregato tutti al suo arrivo: i suoi numeri parlavano chiaro, 62 gol in 58 presenze nel campionato uruguaiano con le maglie di Danubio e Nacional Montevideo. E poi, all’esordio in Italia, una doppietta al Brescia con due gol da cineteca e, qualche mese più tardi, in una delle rare apparizioni concessagli da Gigi Simoni, allora allenatore dell’Inter, ha segnato ad Empoli con un tiro da centrocampo. All’Inter, però, tra Ronaldo, Djorkaeff e Zamorano prima e Baggio e Ventola poi, non è riuscito a trovare spazio, così nel gennaio 1999 è passato in prestito al Venezia: con 19 presenze e 11 reti (suo record stagionale in Italia) ha trascinato il Venezia ad una salvezza insperata, un miraggio fino a dicembre. Tornato in maglia nerazzurra alla fine di quel campionato, vi è poi rimasto fino al 2007 segnando 72 gol in 267 partite, contribuendo più che al successo nelle due Coppe Italia e nell’unico scudetto da lui vinto, ai tanti insuccessi dei primi anni di questo decennio della squadra nerazzurra. Penserete che sono esageratamente cattivo nei confronti del Chino, piedi buonissimi, espressione massima della bellezza del calcio nelle sue (rare) giocate ad effetto. Ma Recoba, purtroppo per l’Inter, è stato, suo malgrado, proprio uno dei massimi “protagonisti” delle delusioni inflitte ai tifosi nerazzurri. E la colpa è soprattutto del buonissimo Massimo Moratti, che lo ha sempre difeso e strapagato, senza riuscire mai a bacchettarlo nella giusta misura e farlo diventare un professionista serio, capace di assumersi responsabilità importanti.
Conclusa la complicata storia d’amore con l’Inter e i suoi tifosi, il Chino ha firmato per il Torino: nemmeno alla corte di Walter Novellino, l’unico che l’aveva saputo veramente valorizzare, Recoba è riuscito a lasciare fortemente impresso il suo segno e, scaduto il contratto, si è accasato al Panionios, squadra di metà classifica del campionato greco. E ad Atene il Chino sembra essersi finalmente ritrovato. Infatti, seppur tormentato come sempre da problemi muscolari, rinvigorito dal clima marino e dal calore dei tifosi greci, l’anno scorso è riuscito a fare un buon campionato, meritandosi il rinnovo del contratto e la fiducia da parte dei dirigenti del Panionios. Durerà ancora a lungo?
Sabato, 13 Giugno 09, 08:17 M.
Siamo giunti all'inizio dell'ottava edizione della Confederations Cup che si svolgerà in Sudafrica dal 14 al 28 giugno. La Confederations è un banco di prova per il paese africano che ospiterà anche la prossima Coppa del Mondo e che potrà misurare la propria efficienza strutturale e organizzativa. In secondo luogo, ma non per questo meno importante, la Confederations Cup è un torneo prestigioso, a cui per la prima volta parteciperà anche la nostra nazionale, in qualità di campione del mondo. Oltre agli azzurri di Marcello Lippi e alla nazionale sudafricana padrone di casa, vi prendono parte le nazionali vincitrici di ognuna delle sei competizioni di confederazione. Ecco il dettaglio delle squadre partecipanti:
| Squadra |
| Sudafrica |
| Nuova Zelanda |
| Iraq |
| Spagna |
| Squadra |
| Stati Uniti |
| Italia |
| Brasile |
| Egitto |
On Alberto Zaccheroni: Mister Flop