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<feed xmlns="http://www.w3.org/2005/Atom"><title>Soccer Addicted</title><subtitle type="html"><![CDATA[Questo è il blog di Andrea Motta, corrispondente da Catania per la testata telematica Golsicilia.it. Soccer Addicted nasce da un&#039;infinita passione per il mondo del calcio e da una sconfinata voglia di condividerla con il popolo del web, unita al tentativo di confenzionare un prodotto diverso, magari innovativo, che possa interessare i lettori. Perché tutti sono capaci di parlare di calcio. Ma non tutti allo stesso modo.

Per contattarmi: a.motta@golsicilia.it]]></subtitle><link href="http://www.oleole.it/blogs/soccer-addicted"/><entry><title type="html"><![CDATA[Ronaldo e Vieri: il fallimento di due &quot;traditori&quot;]]></title><link href="http://www.oleole.it/blogs/soccer-addicted/posts/ronaldo-e-vieri-il-fallimento-di-due-traditori"/><content type="html"><![CDATA[<p align="justify">
      <img src="/media/main/images/blogs/images/group1/subgrp385/blogimg_3148_76879-201111190013153693.jpg" />
    </p>
    <p align="justify">
      Nel calcio di oggi, si sa, le <b>bandiere non esistono più</b>. Sono tanti, infatti, i calciatori che anziché mettere radici in una piazza dove sono benvoluti e ben pagati, preferiscono
      cambiare maglia ogni qualvolta il loro procuratore riesca ad ottenere un ingaggio più vantaggioso. Negli ultimi anni, alcuni casi hanno mostrato come certi giocatori abbiano messo a repentaglio
      la propria <b>dignità</b>, mancando di rispetto e riconoscenza nei confronti di società e tifosi che per loro avevano fatto tanto. Gli esempi più eclatanti, sono quelli del brasiliano
      <b>Ronaldo</b> e di Christian <b>Vieri</b>, semplici meteore nel <b>Milan</b>, dopo tanti anni passati all'<b>Inter</b> con il costante appoggio dei tifosi e gli stipendi milionari erogati da
      <b>Moratti</b>.
    </p>
    <p align="justify">
      <img src="/media/main/images/blogs/images/group1/subgrp385/blogimg_3148_76879-20111119000523397688.jpg" width="408" height="261" />
    </p>
    <div align="justify"></div>
    <p align="justify">
      Il primo fu acquistato dall'Inter di Moratti nell'estate del <b>1997</b> dopo una lunga diatriba con il Barcellona. Il club catalano fu costretto a cederlo ai nerazzurri, dopo che il presidente
      pagò le quattromila pesetas (circa 25 milioni di euro) della clausola rescissoria. In nerazzurro si guadagnò subito l'affetto dei tifosi a suon di gol che portarono la squadra alla vittoria
      della <b>Coppa Uefa</b> e al secondo posto in campionato. Nella stagione seguente, a causa di numerosi infortuni muscolari, il brasiliano non giocò con continuità; Il 1999-2000, pertanto,
      doveva essere l'anno del riscatto per lui e per il suo club, che aveva terminato il campionato precedente all'ottavo posto. Non fu così, visto che i nerazzurri arrivarono soltanto quarti e
      Ronaldo giocò solo otto gare a causa di due infortuni che rischiarono di comprometterne la carriera: il primo arrivò il <b>21 novembre 1999</b>, durante una partita di campionato contro il
      Lecce, in cui il brasiliano si lesionò <b>il tendine rotuleo del ginocchio destro</b>. Dopo l'intervento chirurgico, il <b>12 aprile 2000</b> tornò in campo a Roma, durante la finale d'andata
      di Coppa Italia contro la Lazio. Ma <b>il ginocchio cedette nuovamente</b> dopo sei minuti dall'ingresso in campo e questa volta il tendine rotuleo si ruppe completamente. Il giocatore fu
      sottoposto a una nuova operazione e trascorse più di un anno fuori dai campi di gioco. In questo periodo <b>non mancarono il supporto della società e dei tifosi nerazzurri</b>, da sempre
      innamorati dall'asso sudamericano. Ronaldo tornò sul rettangolo verde alla fine del 2001, ma i postumi dell'infortunio portarono l'allenatore <b>Cúper</b> ad utilizzarlo quasi esclusivamente
      nella parte finale del campionato, che l'Inter stava guidando. Il brasiliano ritrovò la vena realizzativa, ma l'Inter perse la leadership all'ultima giornata. Il club milanese, comunque, aveva
      restituito il giocatore al grande calcio: infatti, il brasiliano fu protagonista del Mondiale vinto il 30 giugno 2002 dalla sua nazionale, realizzando otto gol in sette partite. Ronaldo, però,
      anziché ringraziare l'Inter e i suoi tifosi per il sostegno ricevuto nei momenti di difficoltà, decise di trasferirsi al <b>Real Madrid</b>. L'affetto dei supporter interisti, nonostante il
      colpo basso, rimase vivo fino al gennaio 2007, quando fu spazzato via dal suo passaggio ai cugini milanisti. In un anno e mezzo in maglia rossonera giocò solo venti gare (tutte in campionato) a
      causa di continui infortuni muscolari e della rottura del tendine rotuleo, questa volta del ginocchio sinistro, che segnò l'epilogo della sua <b>grama esperienza</b> in maglia rossonera.
    </p>
    <p align="justify">
      &nbsp;<img src="/media/main/images/blogs/images/group1/subgrp385/blogimg_3148_76879-20111119001336556205.jpg" />
    </p>
    <div align="justify"></div>
    <p align="justify">
      Stessa storia per Christian <b>Vieri</b>, il bomber che segnava tanti gol (123 in 190 match) in un'Inter che, però, <b>non vinceva niente</b>. Anzi, all'atto finale della sua esperienza in
      nerazzurro, il club riuscì ad aggiudicarsi la Coppa Italia, dopo aver superato la Roma in casa, e lui non si presentò allo stadio perché, come al solito, era infortunato, ed era già in vacanza.
      Nel luglio 2005, pochi giorni dopo aver risolto il contratto che lo legava all'Inter con una <b>profumata buonuscita</b>, riuscì ad offuscare il suo passato firmando per il Milan. Ma, anche per
      lui, l'esperienza in rossonero ha avuto un esito <b>deludente</b>: ha lasciato l'altra sponda di Milano dopo soli sei mesi con appena due gol all'attivo. Negli ultimi scampoli di carriera,
      passati più in infermeria che in campo, Vieri è balzato alla cronaca solo per aver chiesto un <b>risarcimento milionario all'Inter</b> per danni all'immagine, alla vita di relazione e per
      mancati guadagni; il giocatore, infatti, è stato affetto da una depressione causata dai pedinamenti che l'Inter aveva iniziato nei suoi confronti. Come se non bastasse, da <b>autentico
      gentelman</b>, ha richiesto la <b>revoca dello scudetto</b> vinto a tavolino dall'Inter nel 2006, perdendo l'affetto dei pochi supporter interisti che continuavano a nutrire un briciolo di
      stima nei suoi confronti.
    </p>]]></content><updated>2011-11-18 15:02:34</updated></entry><entry><title type="html"><![CDATA[Amarcord Nerazzurro: quel Monaco-Inter del 1997 tanto simile a Barcellona-Inter 2010]]></title><link href="http://www.oleole.it/blogs/soccer-addicted/posts/amarcord-nerazzurro-quel-monaco-inter-del-1997-tanto-simile-a-barcellona-inter-2010"/><content type="html"><![CDATA[<font face="trebuchet ms,geneva" size="2"><img src="/media/main/images/blogs/images/group1/subgrp385/blogimg_3148_76879-20101228161347986601.jpg" /></font>
    <p align="justify">
      &nbsp;
    </p>
    <div align="justify">
      <font face="trebuchet ms,geneva" size="2">Sono passati otto mesi da Barcellona-Inter, ma, come tutti gli interisti, ricordo quella partita come se fosse ieri. A testimonianza, conservo ancora
      la copia di Marca, comprato il giorno dopo a Madrid, con in copertina un festante <b>Mourinho</b> al Camp Nou e il titolo “Mou, te lo has ganado”, cioè “Mou, l’hai vinta tu”. Il miracolo di
      <b>Julio César</b> su <b>Messi</b>, la rete di <b>Piqué</b> che ha ci ha fatto vivere gli ultimi minuti da cardiopalma e quella annullata proprio al pallone d'oro argentino&nbsp;all’ultimo
      minuto, sono i&nbsp; momenti salienti che ricordo con maggior palpitazione. In particolare, quest'ultimo episodio mi ha fatto vivere secondi di interminabile angoscia: mi trovavo proprio in
      Spagna a guardare il match in un pub nella città di Burgos con il 70% del locale riempito proprio da tifosi del Bar</font><i>ç</i><font face="trebuchet ms,geneva" size="2">a</font> <font face="trebuchet ms,geneva" size="2">che, al momento in questione, si alzarono festosamente per esultare, convinti del gol qualificazione. Improvvisamente, ho cominciato a veder scorrere i titoli di
      coda sull'ennesimo sogno svanito, rimembrando tutte le delusioni succedutesi da quando sono nate la mia passione per il calcio e il mio tifo per l’Inter nel 1996: la beffarda sconfitta in
      finale di Coppa Uefa ai rigori contro lo Schalke 04 nel 1997, gli scudetti persi l’anno dopo e nel 2002 contro la furba&nbsp; Juventus di <b>Moggi</b>,la doppia beffarda eliminazione contro il
      Milan in Champions League (2003 e 2005) e il recente ritorno alle vittorie,&nbsp; macchiato, però, dall’incapacità di superare gli ottavi di finale della coppa dalle grandi orecchie. Intanto,
      una ragazza dal fisico generoso e dalla carnagione mulatta, continuava ad esultare dando le spalle al maxischermo, mentre, come per magia, compariva il guardalinee con la bandierina alzata per
      segnalare l'annullamento del gol.&nbsp; Improvvisamente, tra lo stupore dei numerosi presenti in sala, mi sono alzato ed ho esultato come raramente mi è successo: l'Inter aveva raggiunto la
      finale dopo una partita da brividi!</font>
    </div>
    <p align="justify">
      <font face="trebuchet ms,geneva" size="2">&nbsp;<img src="/media/main/images/blogs/images/group1/subgrp385/blogimg_3148_76879-20101228161417963519.jpg" /></font>
    </p>
    <p align="justify">
      <font face="trebuchet ms,geneva" size="2">A mente fredda, la soffertissima impresa nerazzurra mi ha ricordato un’altra doppia sfida europea, ormai dimenticata da tutti, la semifinale di Coppa
      Uefa 1997 contro il Monaco. Avevo solo otto anni, ma ricordo benissimo quella partita e il forcing ininterrotto dei monegaschi. Tanti, troppi sono i punti in comune tra queste due euroimprese.
      Anche in quel caso, il match d’andata si giocò in casa. L’Inter, che fino a quel momento era stata trascinata soprattutto dai gol di <b>Maurizio Ganz</b>, aveva superato Guincamp, Casinò Graz,
      Boavista ed Anderlecht e accolse la formazione transalpina l’8 aprile 1997 a San Siro. Finì 3-1 per la squadra allenata da <b>Hodgson</b>. I nerazzurri dominarono il primo tempo andando in
      vantaggio già al 17’ con il solito Ganz, che al 30’ raddoppiava. La pratica sembrava chiusa con la marcatura di <b>Zamorano</b> sul finire della prima frazione di gioco e l’espulsione di
      <b>Grimandi</b> a inizio secondo tempo, ma la solita, da sempre, pazza Inter si complicò la vita cedendo terreno alla squadra di <b>Tigana</b> che riaprì il discorso qualificazione con il
      nigeriano <b>Ikpeba</b>, appena entrato, che battè <b>Pagliuca</b> con un tiro impeccabile dopo essersi sistemato il pallone con il braccio. Il match di ritorno lo guardai sul divano di casa
      insieme a mio padre. All’epoca, avevo la regola di andare a letto alle 22:00, ma per un incontro di tale portata mi fu concessa una deroga da mia madre. Era il 22 aprile del 1997 e lo stadio
      Louis II era gremito (c’era anche il principe <b>Ranieri</b>), una bolgia tutta a sostegno della squadra del Principato. L’Inter fu assediata per tutta la partita dagli avversari, proprio com'è
      successo quest’anno, nella già citata semifinale di Champions a Barcellona. Protagonista assoluto della qualificazione nerazzurra in questa partita memorabile è stato Gianluca Pagliuca, che
      salvò la squadra in più di un’occasione con interventi miracolosi.</font>
    </p>
    <p align="justify">
      <font face="trebuchet ms,geneva" size="2">&nbsp;<img src="/media/main/images/blogs/images/group1/subgrp385/blogimg_3148_76879-20101228161519880064.jpg" /></font>
    </p>
    <p align="justify">
      <font face="trebuchet ms,geneva" size="2">Tante le analogie tra quella serata di 13 anni fa e quella più recente in terra catalana: la Gazzetta, il giorno dopo, la descriveva come una “serata
      di brividi e paure, con due gol annullati ai padroni di casa, seguiti dalla rete di Ikpeba a 25' dalla fine, viziato anche questa volta da un fallo di mano, che costringe Bergomi e compagni a
      stringere i denti sino all'ultimo secondo. Merito della grande voglia di riscatto della squadra che guida il campionato francese, ma anche demerito di un'Inter troppo passiva e calcolatrice,
      che si sveglia in colpevole ritardo, anche se col senno di poi si può dire che tutto è bene ciò che finisce bene”. 3-1 da difendere, squadra catenacciara, salvataggi del portiere, gol
      (giustamente) annullati&nbsp; agli avversari e tensione finale con il gol dell'attaccante africano che infiammò gli ultimi minuti (mi ricordo il portiere della nazionale francese Barthez,
      allora semisconosciuto al pubblico italiano, che sfruttava la sua abilità con i piedi scodellando corner e punizioni con tutti e 10 i compagni di squadra nell’area di rigore interista nel
      tentativo di segnare il gol qualificazione). Un’Inter corsara e fortunata, così, riuscì ad arrivare in finale dove il pessimo Hodgson –già ai ferri corti con Moratti- perse il doppio confronto
      contro lo Schalke 04 e si dimise. Per fortuna è andata molto meglio all’Inter di Mourinho che ha portato a casa la Champions League dopo 45 anni. Insomma, questa storia ci conferma ancora una
      volta che l’inno Pazza Inter, non è stato scritto a caso ed è uno dei più azzeccati della storia del calcio, oltre ad essere uno dei più orecchiabili.</font>
    </p>]]></content><updated>2010-12-28 07:01:09</updated></entry><entry><title type="html"><![CDATA[ABC: “Pulvirenti mente: comprerà il Córdoba”]]></title><link href="http://www.oleole.it/blogs/soccer-addicted/posts/abc-pulvirenti-mente-comprera-il-cordoba"/><content type="html"><![CDATA[<p>
      <img src="/media/main/images/blogs/images/group1/subgrp385/blogimg_7805_76879-20101228022040952346.jpg" />
    </p>
    <p>
      <b><font face="trebuchet ms,geneva" size="2">Nella foto, Antonino Pulvirenti, durante una partita della sua squadra allo stadio Massimino</font></b>
    </p>
    <p align="justify">
      <font face="trebuchet ms,geneva" size="2"><span><span>Nelle ultime settimane in Italia e Spagna si è parlato dell’acquisto del <span>&nbsp;</span>Córdoba, società spagnola della Liga</span> de
      Adelante, la seconda divisione, da parte di <b>Antonino Pulvirenti</b>, presidente del Catania. Il massimo dirigente rossazzurro, però, attraverso il sito del suo club ha rifiutato
      quest’eventualità dicendo che: “Al Catania, come ad altri, è stata prospettata la possibilità di un accordo per garantire sostegno tecnico ed economico, ma ciò non configura il passaggio di
      proprietà del club.&nbsp;Risultano pertanto non veritiere e fuori luogo le ipotesi di definizione della cessione e di nuovo organigramma societario prontamente e fantasiosamente
      elaborate”.</span> <span>Secondo il giornale spagnolo ABC, però “è logico che il Catania non ammetta di essere legato alla società Augusta (che sarebbe al centro dell’operazione, ndr), visto
      che l’amministratore unico della stessa è Quique Rodríguez, avvocato che ha costituto la società ad aprile con l’obiettivo di acquistare il club e proteggere l’identità dei suoi clienti. Però,
      se Pietro Lo Monaco, amministratore delegato del Catania, si trovava ufficialmente con Rodríguez e Gaucci all’ultima partita, sembra evidente che il Catania è coinvolto in questa operazione,
      anche se non può ammetterlo ufficialmente. Di fatto, la ripercussione mediatica in Italia dell’acquisto da parte dell’Augusta Business Capital – per mano di Pulvirenti – del Córdoba CF ha
      obbligato il Catania a realizzare questo comunicato ufficiale. Inoltre, Pulvirenti, ha dichiarato a Sky Sport che “Il Catania non può comprare nessun club di calcio né in Spagna né in
      nessun’altra nazione” e ha aggiunto che il Córdoba “è una società di cui nemmeno conoscevo l’esistenza”. Curioso, visto che il suo direttore generale, Lo Monaco, e Gaucci, il suo socio, sono
      venuti a vedere l’ultima partita e iniziare le trattative”. Quindi, secondo il giornale iberico, sembra sicuro l’acquisto<span>&nbsp;</span> della società da parte del presidente del Calcio
      Catania. Appresa la notizia, la maggior parte dei tifosi della squadra etnea hanno commentato positivamente nel sito www.catania46.net: alcuni pensano che questa operazione sia positiva per
      l’immagine del club, altri dicono che il Córdoba potrà diventare la squadra satellite del Catania. Vedremo come andrà a finire.</span></font>
    </p>]]></content><updated>2010-12-27 17:55:55</updated></entry><entry><title type="html"><![CDATA[Benítez esonerato da Moratti: (non) c&#039;eravamo tanto amati]]></title><link href="http://www.oleole.it/blogs/soccer-addicted/posts/benitez-esonerato-da-moratti-non-ceravamo-tanto-amati"/><content type="html"><![CDATA[<p>
      <font face="trebuchet ms,geneva" size="2">&nbsp;<img src="/media/main/images/blogs/images/group1/subgrp385/blogimg_3148_76879-20101223140009707292.jpg" /></font>
    </p>
    <p align="justify">
      <font face="trebuchet ms,geneva" size="2">Attraverso il proprio sito, l'Inter ha finalmente ufficializzato la notizia che era nell'aria da domenica scorsa: <strong>Rafael Benítez</strong> non è
      più l'allenatore dei Campioni d'Europa e del Mondo. Secondo il comunicato pubblicato dalla società di corso Vittorio Emanuele, il contratto è stato rescisso&nbsp;consensualmente e con reciproca
      soddisfazione.&nbsp;Nel pomeriggio&nbsp;è atteso il sì di <strong>Leonardo</strong>, che dalla prossima settimana allenerà i nerazzurri.</font> <font face="trebuchet ms,geneva" size="2">Il
      tecnico spagnolo, in questi cinque mesi, non è mai riuscito a istaurare un feeling&nbsp;con i giocatori. Con la dirigenza ha&nbsp;iniziato presto&nbsp;a perdere fiducia e&nbsp;i tifosi lo
      avrebbero voluto fuori già dopo la prima, bruciante, sconfitta in Supercoppa Europea. E la colpa non è solo della differenza di temperamento con il suo illustre predecessore, <strong>José
      Mourinho</strong>: è stato il differente&nbsp;metodo di lavoro e, soprattutto,&nbsp;il suo&nbsp;rapporto schivo con i giocatori e la società a far sì che&nbsp;lo strappo arrivasse così presto.
      Le&nbsp;inadeguate parole pronunciate dopo la conquista del Mondiale per Club sono state solo la&nbsp;ciliegina sulla torta di una situazione che, prima o poi, sarebbe degenerata: se Benítez la
      scorsa estate ha accettato la proposta dell'Inter, sapeva che la società non avrebbe accontentato nessuna delle sue richieste di mercato per rispettare il fair play economico. Quindi, è stato
      fuori luogo sbottare così dopo un trionfo atteso&nbsp;45 anni.&nbsp;L'allenatore madrileno, promosso a&nbsp;giugno&nbsp;dal&nbsp;ds <strong>Marco Branca</strong>, d'altro canto,&nbsp;non ha mai
      soddisfatto appieno Moratti che avrebbe voluto sulla panchina della Beneamata <strong>Fabio Capello</strong>. Ma dopo il no dell'ex allenatore di Milan, Real Madrid, Roma e Juventus, il
      presidente ha dovuto ripiegare su di lui, ritenuto l'unico sul mercato con il curriculum da Inter.</font>
    </p>
    <p align="justify">
      <font face="Trebuchet MS" size="2"><img src="/media/main/images/blogs/images/group1/subgrp385/blogimg_3148_76879-20101223140207894362.jpg" /></font>
    </p>
    <p align="justify">
      <font face="trebuchet ms,geneva" size="2">Adesso che questo capitolo si è chiuso, l'Inter ripartirà, ironia della sorte, da un simbolo del Milan: sarà infatti Leonardo, per tredici stagioni al
      Milan ricoprendo in momenti diversi i ruoli di giocatore, dirigente e allenatore, a guidare la risalita della formazione di Moratti. Al numero uno dell'Inter, il brasiliano&nbsp;è sempre
      piaciuto sia come giocatore&nbsp;(lo avrebbe voluto portare a Milano sponda nerazzurra nel 1997) che come persona. Toccherà a lui, adesso, dimostrare di essere anche un ottimo
      allenatore</font>.
    </p>]]></content><updated>2010-12-23 04:24:31</updated></entry><entry><title type="html"><![CDATA[Wesley Sneijder merita il Pallone d’oro, ma non lo vincerà]]></title><link href="http://www.oleole.it/blogs/soccer-addicted/posts/wesley-snejider-merita-il-pallone-doro-ma-lo-vincera-iniesta"/><content type="html"><![CDATA[<p align="justify">
      <font face="Calibri" size="3">&nbsp;<img src="/media/main/images/blogs/images/group1/subgrp385/blogimg_3148_76879-20101109221038144762" /></font>
    </p>
    <p align="justify">
      <font face="trebuchet ms,geneva" size="2">Che il premio offerto da France Football non sia sempre lo specchio della realtà si sa da anni. Ma adesso che alla giuria di giornalisti si è aggiunta
      pure quella dell’ormai estinto Fifa World Player, altro premio dai dubbi parametri di giudizio, che raccoglieva i voti di commissari tecnici e capitani delle nazionali di
      calcio</font><font face="Trebuchet MS"><font size="2">, non ci sono più dubbi. Lo testimoniano le scelte che negli ultimi anni hanno lasciato a bocca aperta milioni di amanti del gioco del
      calcio. Come fare, per esempio, a premiare <b>Ronaldo</b> che nel 2002, a parte i Mondiali in Giappone e Corea (in cui giocò 7 partite segnando ben 8 reti), durante la stagione aveva giocato
      solo 10 partite in campionato? E l'incoronazione&nbsp;di Cannavaro, quattro anni dopo, dove la mettiamo? Il vero eroe dell’Italia in quel mondiale ha un altro nome: Gianluigi Buffon, che con le
      sue parate ha spinto gli Azzurri alla vittoria del Mondiale tedesco subendo solo 2 gol (1 autogol e 1 rigore). Inoltre, il premio del giornale francese ha recentemente perso ulteriore
      credibilità quando è stato reso noto che <b>Diego Milito</b>, autore di 30 gol l’anno scorso e match winner dell’ultima finale di Champions League, non è stato inserito nella lista dei
      pretendenti al premio individuale più importante per un calciatore. Cosa avrebbe dovuto fare di più?</font></font>
    </p>
    <p align="justify">
      <font face="Trebuchet MS" size="2"><img src="/media/main/images/blogs/images/group1/subgrp385/blogimg_3148_76879-20101109221456976550.jpg" /></font>
    </p>
    <p align="justify">
      <font face="trebuchet ms,geneva" size="2">E’ per questi motivi che il primo nella lista dei papabili alla vittoria del Pallone d’oro sia <b>Andrés Iniesta</b>, con outsider i compagni di
      squadra <b>Xavi</b>, autore di un ottimo mondiale, e <b>Messi</b>, che ha&nbsp; deluso in nazionale ma rimane il detentore del trofeo.&nbsp; Dicevamo di Iniesta, delizioso centrocampista del
      Barcellona, dotato di ottima visione di gioco, tocco di palla vellutato, abile a difendere, ma anche ad attaccare. E proprio con un suo attacco ha regalato al fotofinish la vittoria degli
      ultimi mondiali in Sudafrica alla sua nazione. Sarebbe una storia perfetta, insomma. Di quelle che piacciono alla gente e, per questo, anche ai giornalisti che voteranno. Lo spagnolo è
      fortissimo, ma nella stessa finale c’era un altro centrocampista dai piedi buoni che, pur avendo giocato un mondiale strepitoso, è uscito dal campo nello sconforto: <b>Wesley Sneijder</b>,
      autore di una stagione eccezionale che non avrebbe mai potuto immaginare il 27 agosto 2009 quando, a quattro giorni dalla chiusura della sessione estiva del calcio mercato, si trovava ai
      margini della rosa del Real Madrid. Il giorno dopo ha firmato per l’Inter, senza troppo entusiasmo (l’alternativa era rimanere al Real a fare il raccattapalle). <b>Mourinho</b> gli ha fatto
      subito capire che sarebbe stato lui l’ago della bilancia della sua squadra, l’uomo fondamentale intorno al quale tutto sarebbe girato. E Sneijder lo ha capito e fin da subito si è preso la
      squadra sulle spalle, segnando gol e sfornando assist fondamentali che hanno portato l’Inter alla conquista del Triplete: Campionato, Coppa Italia e, soprattutto Champions League. Sì, proprio
      quella coppa che mancava dalla bacheca del club di&nbsp;corso Vittorio Emanuele&nbsp;da ben 45 anni. E,<span>&nbsp;</span>nonostante questo, Wesley non si è fermato: con i suoi 5 gol
      (capocannoniere a pari merito del torneo) ha trascinato la sua Olanda fino in finale. Peccato, perché quella coppa sarebbe stata la ciliegina sulla torta di una stagione che definire perfetta
      sembra riduttivo. Ma nell'atto conclusivo non ha inciso e questo influirà la scelta dei giurati.</font>
    </p>
    <p>
      <img src="/media/main/images/blogs/images/group1/subgrp385/blogimg_3148_76879-20101109222616722162.jpg" />
    </p>]]></content><updated>2010-11-09 13:06:55</updated></entry><entry><title type="html"><![CDATA[Bruno Gentili va bene per radio, ma la Tv non fa per lui…]]></title><link href="http://www.oleole.it/blogs/soccer-addicted/posts/bruno-gentili-va-bene-per-radio-ma-la-tv-non-fa-per-lui"/><content type="html"><![CDATA[<p align="justify">
      <font face="trebuchet ms,geneva" size="2"><img src="/media/main/images/blogs/images/group1/subgrp385/blogimg_3148_76879-20100904183509569238.jpg" /></font>
    </p>
    <p align="justify">
      <font face="Trebuchet MS" size="2"><strong>Nella foto,&nbsp;l'esultanza degli Azzurri dopo il momentaneo pareggio di Cassano&nbsp;in&nbsp;Estonia-Italia-1-2</strong></font>&nbsp;
    </p>
    <p align="justify">
      <font face="trebuchet ms,geneva" size="2">Sarà che reputo tutto ciò che non fa parte delle produzioni Sky Sport spazzatura, o forse sarà che sono ancora&nbsp;allibito&nbsp;perché ieri la Rai
      –il servizio pubblico che noi italiani paghiamo di tasca nostra- ci ha fatto perdere il gol del pareggio della Nazionale perché è andata in pubblicità nel momento sbagliato. Ma a me la
      telecronaca di ieri non è affatto piaciuta. <strong>Bruno Gentili</strong>, storica voce della trasmissione radio 'Tutto il calcio minuto per minuto', ha dimostrato ieri sera che il suo lavoro
      è un altro. Sì, perché non è la stessa cosa commentare una partita per la radio e una per il più evoluto mezzo televisivo, in cui gli spettatori hanno a disposizione l'ausilio delle immagini.
      Anche se, in verità, i giornalisti di oggi dovrebbero essere padroni della multimedialità, cioè essere capaci di&nbsp;svolgere&nbsp;il loro lavoro&nbsp;nelle forme più adatte alla molteplicità
      dei mezzi d’informazione che sono accessibili ai cittadini, dai quotidiani alla televisione, dalla radio ai periodici, fino ai nuovi strumenti: il web, il telefono, i canali digitali
      multimediali. Ognuno di loro dovrebbe, per esempio, essere in grado di stendere un articolo per un giornale on-line, poi fare l’approfondimento per&nbsp;la versione&nbsp;cartacea del giorno
      dopo e, magari, riuscire anche a realizzare un pezzo video per la Tv del giornale – come, per esempio, fanno alcuni giovani giornalisti della Gazzetta dello Sport. Ma Gentili fa chiaramente
      parte della vecchia generazione.</font>
    </p>
    <p align="justify">
      <font face="trebuchet ms,geneva" size="2">Una telecronaca noiosa, piena di imbarazzanti momenti di silenzio (in questo non è stato certamente d’aiuto il commento tecnico di
      <strong>Dossena</strong>), in cui la voce del telecronista scompariva nei momenti clou, salvo poi accendersi improvvisamente ed eccessivamente per azioni sterili e distanti chilometri dalla
      porta. Anche la partita ha fatto la sua parte, emozioni poche, azzurri impacciati contro degli avversari mediocri, ma la cronaca del match ha assunto, a tratti, toni grotteschi: è il caso del
      pleonastico e prolisso monologo di Gentili sul ginocchio sinistro (era il destro, in realtà) sbucciato di Molinaro sul finire del secondo tempo. Unica nota positiva della serata <strong>Aurelio
      Capaldi</strong>, preparatissimo giornalista abruzzese, che, però, più che per il suo onesto lavoro da bordocampista, verrà ricordato come colui che finalmente ha tolto di mezzo <strong>Enrico
      Varriale.</strong> E non è poco visto&nbsp;che su Facebook il gruppo “Odio Enrico Varriale" ha raggiunto più di 3000 fan! (<a href="http://www.facebook.com/group.php?gid=39710555779">http://www.facebook.com/group.php?gid=39710555779</a>)</font>
    </p>]]></content><updated>2010-09-04 09:26:54</updated></entry><entry><title type="html"><![CDATA[Mancini e Suazo rimangono all’Inter: sarà rilancio?]]></title><link href="http://www.oleole.it/blogs/soccer-addicted/posts/mancini-e-suazo-rimangono-allinter-sara-rilancio"/><content type="html"><![CDATA[<p align="justify">
      <font face="trebuchet ms,geneva" size="2"><img src="/media/main/images/blogs/images/group1/subgrp385/blogimg_3148_76879-20100901165840875313.jpg" /></font>
    </p>
    <p align="justify">
      <font face="Trebuchet MS" size="2"><strong>Nella foto, David Suazo e Amantino Mancini ai lati di Rene Krhin, in un allenamento della scorsa stagione.</strong></font>
    </p>
    <p align="justify">
      <font face="trebuchet ms,geneva" size="2">L’immobilismo in chiave mercato della società nerazzurra è una delle sorprese di quest’estate calcistica. L’Inter, che volutamente non ha acquistato
      nessuno, non è riuscita nemmeno a piazzare i giocatori in esubero, fuori ormai da tempo dai piani societari: mi riferisco a <strong>David Suazo</strong>, <strong>Amantino Mancini</strong> e
      <strong>Nelson Rivas</strong>, tutti e tre tornati da un prestito. Ma se il difensore colombiano non è mai stato un giocatore fondamentale per l’Inter (in due anni, prima del prestito a
      Livorno, tra <strong>Mancini</strong> e <strong>Mourinho</strong> ha collezionato solo 27 presenze tra campionato e coppe) non possiamo dire lo stesso per gli altri due.</font>
    </p>
    <p align="justify">
      <font face="Trebuchet MS" size="2"><img src="/media/main/images/blogs/images/group1/subgrp385/blogimg_3148_76879-20100901162542888130" /></font>
    </p>
    <p align="justify">
      <font face="trebuchet ms,geneva"><font size="2">L’attaccante hondureño, dopo 8 anni e 102 gol con il Cagliari, è approdato nel 2007 in maglia nerazzurra per 13 milioni di euro dopo una lunga
      diatriba con i cugini del Milan. Ma l’attaccante centro americano in 37 partite tra campionato e coppe (anche se non tutte da titolare) ha segnato solo 8 gol nell’ultima Inter di Roberto
      Mancini. La stagione seguente, dopo il ritiro precampionato, José Mourinho ne ha richiesto la cessione e Suazo è andato in prestito al Benfica (solo 18 partite e 5 gol a causa di un grave
      infortunio). Tornato in maglia nerazzurra, il giocatore è partito ancora una volta per il ritiro precampionato a Los Angeles, ma l’allenatore portoghese ha continuato a non vederlo all’interno
      dei suoi schemi: infatti, dopo aver giocato solo 4 spezzoni di gara, a gennaio è passato in prestito al Genoa. Anche con il grifone non ha incantato (solo 3 gol in 15 partite) e così, anche a
      causa dell’altissimo stipendio che percepisce (3,5 milioni di euro a stagione) l’Inter non è riuscita a piazzarlo da nessuna parte. Suazo, come Rivas, non è stato inserito nella lista Champions
      del club di corso Vittorio Emanuele.</font></font>
    </p>
    <p align="justify">
      <font face="Trebuchet MS" size="2"><img src="/media/main/images/blogs/images/group1/subgrp385/blogimg_3148_76879-20100901162626858332.jpg" /></font>
    </p>
    <p align="justify">
      <font face="trebuchet ms,geneva" size="2">Amantino Mancini, invece, è arrivato nell’estate 2008 dalla Roma con cui aveva giocato le precedenti cinque stagioni consacrandosi come uno degli
      esterni offensivi più forti del mondo. In maglia giallorossa ha vinto due Coppe Italia e una Supercoppa Italiana proprio contro il club di <strong>Massimo Moratti</strong>, che lo ha acquistato
      per 13 milioni di euro con un ingaggio di 3,5 milioni di euro annui. Con l’Inter, però, si è vista soltanto la brutta copia del gran giocatore visto a Roma: ha, infatti, realizzato solo un gol
      in 34 partite, così, dopo un anno e mezzo, è passato in prestito con diritto di riscatto al Milan. Solo 7 partite in maglia rossonera senza lasciare il segno, così, Galliani non lo ha
      riscattato ed è tornato anche lui all’Inter. Nemmeno lui è riuscito a trovare ingaggio a causa dell'oneroso stipendio, ma a differenza degli altri due è stato inserito nella lista
      Champions.</font>
    </p>
    <p align="justify">
      <font face="trebuchet ms,geneva" size="2">In un mercato privo di colpi di scena, chissà che Suazo e Mancini non possano rigenerarsi ed essere i nuovi acquisti dell’Inter. Ma sarà così?</font>
    </p>]]></content><updated>2010-09-01 07:23:39</updated></entry><entry><title type="html"><![CDATA[Calciomercato 2010-2011: parte prima – Ibra al Milan, Juventus rivoluzionata, Inter in stand-by ma sempre leader]]></title><link href="http://www.oleole.it/blogs/soccer-addicted/posts/calciomercato-2010-2011-parte-prima--ibra-al-milan-juventus-rivoluzionata-inter-in-stand-by-ma-sempre-leader"/><content type="html"><![CDATA[<p align="justify">
      <font face="trebuchet ms,geneva"><font size="2"><span>Mancano pochi giorni alla conclusione di una delle sessioni di calciomercato più movimentate degli ultimi anni. Molte le curiosità e le
      differenze rispetto al passato.</span></font></font>
    </p>
    <p align="justify">
      <font face="trebuchet ms,geneva"><font size="2"><span><img src="/media/main/images/blogs/images/group1/subgrp385/blogimg_3148_76879-20100827172459580471.jpg" /></span></font></font>
    </p>
    <p align="justify">
      <font face="trebuchet ms,geneva"><font size="2"><span>Innanzitutto l’Inter, a sorpresa, non si è mossa per puntellare la sua rosa, che, comunque, rimane di primissimo piano. Ma
      <strong>Moratti</strong> ci ha abituati sempre a grandi colpi: anche&nbsp;la versione del presidente dell'Inter&nbsp;più attenta al bilancio e meno scialacquatore degli ultimi 6-7 anni offriva,
      infatti, ai tifosi nerazzurri e agli amanti del calcio, strategiche mosse che portavano beneficio sia alla rosa che all’economia del club di via Durini (vedi l’anno scorso la cessione di
      Ibrahimovic che ha coperto interamente gli acquisti di Thiago Motta, Milito, Lucio, Eto’o e Snejider). Ma quest’anno, come abbiamo detto, la musica è diversa: presi soltanto
      <strong>Castellazzi</strong> (a parametro zero, per sostituire Toldo che ha appeso i guantoni al chiodo), <strong>Coutinho</strong>, già acquistato due anni fa, quando non poteva ancora venire
      a giocare in Italia perché minorenne e <strong>Biabiany</strong>, riscattato dal Parma e tenuto in grande considerazione da <strong>Benìtez</strong>. I giocatori dati in prestito l’anno scorso
      e tornati alla base sono anche quest’anno sul piede di partenza: <strong>Obinna</strong> è già approdato in prestito con diritto di riscatto al West Ham, Burdisso è finalmente a un passo dalla
      Roma (Pradè ha presentato 8 milioni di euro a Branca), mancano da definire i futuri di <strong>Suazo</strong>, <strong>Rivas</strong> e <strong>Mancini</strong> che, comunque, difficilmente
      riusciranno ad essere piazzati: il&nbsp;problema, come sempre, è che i giocatori dell’Inter hanno uno stipendio troppo alto per trovare facilmente una sistemazione. Ceduti
      <strong>Quaresma</strong> (con una vertiginosa minusvalenza di oltre 20 milioni di euro) e <strong>Balotelli</strong> (28 milioni di euro più bonus), sembra assurdo pensare che Moratti non
      regali un colpo al suo nuovo allenatore, anche se l’ipotesi appare sempre più probabile: è chiaro che se l’Inter avesse realmente voluto prelevare <strong>Kuyt</strong> (rimarrà al Liverpool) e
      <strong>Mascherano</strong> (passerà al Barcellona), l’avrebbe fatto. Staremo a vedere negli ultimi giorni, ma anche se non dovessero esserci novità l’Inter rimane la squadra da battere e con
      la rosa migliore.</span></font></font>
    </p>
    <p align="justify">
      <font face="trebuchet ms,geneva"><font size="2"><span><img src="/media/main/images/blogs/images/group1/subgrp385/blogimg_3148_76879-20100827172731289156.jpg" /></span></font></font>
    </p>
    <p align="justify">
      <font face="trebuchet ms,geneva"><font size="2"><span>La Juventus, dopo una delle stagioni più deludenti della sua storia, ha giustamente rivoluzionato la squadra spendendo, in maniera
      intelligente: presi in prestito oneroso con diritto di riscatto <strong>Aquilani</strong>, <strong>Pepe</strong>, <strong>Motta</strong> e <strong>Quagliarella</strong> e a titolo definitivo
      <strong>Storari</strong></span><span>&nbsp;(4,5 milioni), <strong>Martinez</strong></span> <span>(12 milioni), <strong>Bonucci</strong> <span>&nbsp;</span>(15,5 milioni) e
      <strong>Krasic</strong> (15 milioni pagabili in cinque rate). La formazione bianconera però ha incassato tanto, pretendendo 15,5 milioni cash dalla cessione di <strong>Diego</strong> e 5 dalla
      cessione di <strong>Poulsen</strong>. Senza grandi campioni, ma con tante interessanti novità, i bianconeri sembrano ancora non aver ridotto il gap con l’Inter: ma la squadra, può ampiamente
      lottare per un posto in Champions League.</span></font></font>
    </p>
    <p align="justify">
      <font face="trebuchet ms,geneva"><font size="2"><span><img src="/media/main/images/blogs/images/group1/subgrp385/blogimg_3148_76879-20100827172757534350.jpg" /></span></font></font>
    </p>
    <p align="justify">
      <font face="trebuchet ms,geneva"><font size="2"><span>In un mercato senza soldi, il Milan ha attuato una strategia molto simile a quella della Juventus: dal Genoa sono arrivati in prestito
      <strong>Amelia</strong> e <strong>Kevin-Prince</strong> <strong>Boateng</strong>. Sempre dai rossoblu è arrivato a titolo definitivo il difensore <strong>Papastathopoulos</strong> (ai grifoni
      sono andate le comproprietà di Nnamdi <strong>Oduamadi</strong>, Rodney <strong>Strasser</strong> e Gianmarco <strong>Zigoni</strong></span><span>). Se dovesse aggiungersi
      <strong>Ibrahimovic</strong> (altra operazione “low cost” –si fa per dire- con il prestito del giocatore riscattabile pagando 24 milioni di euro diluiti in tre anni) ai vari Thiago Silva,
      Ambrosini, Pirlo, Seedorf,<span>&nbsp;</span>Pato, Ronaldinho e Borriello, il Milan diventerebbe la principale antagonista dell’Inter. Infortuni permettendo.</span></font></font> E nelle ultime
      ore si è fatta avanti pure l'ipotesi <strong>Robinho</strong>...
    </p>
    <p align="justify">
      <font face="trebuchet ms,geneva" size="2"><img src="/media/main/images/blogs/images/group1/subgrp385/blogimg_3148_76879-20100827173252609392.jpg" /></font>
    </p>
    <p align="justify">
      <font face="trebuchet ms,geneva"><font size="2"><span>La Roma, a un tre punti dallo scudetto l’anno scorso, è la squadra che più delle altre ha risentito il periodo di crisi economica,
      intervenendo poco sul mercato. Può dire comunque la sua, soprattutto con il ritorno di <strong>Nicolàs Burdisso</strong> che appare sempre più probabile. Sono arrivati finora a parametro zero
      <strong>Simplicio</strong> e <strong>Adriano</strong> e in prestito oneroso il terzino <strong>Castellini</strong> e il centrale difensivo <strong>Guillermo Burdisso</strong>, che aspetta di
      abbracciare il fratello in maglia giallorossa.</span></font></font>
    </p>
    <p align="justify">
      <font face="trebuchet ms,geneva" size="2"><img src="/media/main/images/blogs/images/group1/subgrp385/blogimg_3148_76879-20100827173405260493.jpg" /></font>
    </p>
    <p align="justify">
      <font face="trebuchet ms,geneva"><font size="2"><span>In un calciomercato italiano senza grandi acquisti, ma solo con una grande girandola di prestiti, la regina è il Genoa che, con gli
      acquisti di</span></font></font> <span><font face="trebuchet ms,geneva" size="2"><strong>Eduardo</strong> Carvalho</font></span>&nbsp;<font face="trebuchet ms,geneva" size="2"><span>(Sporting
      Braga),</span></font> <span><strong><font face="trebuchet ms,geneva" size="2">Toni</font></strong></span> <font face="trebuchet ms,geneva" size="2"><span>(svincolato dal Bayern Monaco),
      <strong>Ranocchia</strong> (ritornato dal prestito al Bari), <strong>Rudolf</strong> (Debreceni),</span></font> <span><font face="trebuchet ms,geneva" size="2"><strong>Chico</strong></font></span> <font face="trebuchet ms,geneva" size="2"><span>(Almeria) e</span></font> <strong><span><font face="trebuchet ms,geneva" size="2">Rafinha</font></span></strong> <font face="trebuchet ms,geneva"><font size="2"><span>(Schalke 04) si candida a un ruolo di primo piano nel prossimo campionato di Serie A. Sarà difficile,
      invece, ripetere il quarto posto della scorsa stagione per la Sampdoria, che ha trattenuto tutti i suoi gioielli ma è rimasta quasi immobile sul mercato (arrivi di rilievo solo
      <span>&nbsp;</span><strong>Curci</strong> e <strong>Zauri</strong>). Difficile il salto di qualità anche per Palermo, Napoli e Fiorentina che hanno investito bene, ma poco (ai siciliani
      <strong>Pinilla</strong> e <strong>Maccarone</strong> , ai partenopei <strong>Cavani</strong> e <strong>Cristiano Lucarelli</strong> e ai toscani <strong>D’Agostino</strong>,
      <strong>Boruc</strong>, <strong>Insua</strong> e <strong>Cerci</strong>).</span></font></font>
    </p>]]></content><updated>2010-08-27 08:18:29</updated></entry><entry><title type="html"><![CDATA[Come acquistare un biglietto per una partita della Liga spagnola]]></title><link href="http://www.oleole.it/blogs/soccer-addicted/posts/come-acquistare-un-biglietto-per-assistere-a-una-partita-della-liga-spagnola"/><content type="html"><![CDATA[<p>
      <font face="trebuchet ms,geneva" size="2"><img height="326" width="445" src="/media/main/images/blogs/images/group1/subgrp385/blogimg_3148_76879-2010072100163361097.jpg" />&nbsp;</font>
    </p>
    <p align="justify">
      <font face="trebuchet ms,geneva" size="2">Anche se il campionato spagnolo negli ultimi anni è diventato sempre più un affare a due tra Real Madrid e Barcellona, rimane uno dei tornei più
      importanti e prestigiosi del mondo. Innanzitutto perché la Spagna è la nazione Campione del Mondo e d’Europa in carica. Inoltre sono tantissimi i talenti che militano nella Liga e che hanno
      portato la Spagna in alto nelle massime competizioni europee per club. Oltre alle vittorie in Champions League di Real (2002) e Barça (2006 e 2009), infatti, tanti altri club spagnoli sono
      riusciti a dire la loro in Europa negli ultimi dieci anni (hanno vinto la Coppa Uefa-Europa League&nbsp;il Valencia nel 2004, il Siviglia nel 2006 e nel 2007 –in una finale tutta spagnola
      contro l’Espanyol- e quest’anno l’Atlético Madrid). Per questi motivi, andare a vedere una partita della Liga è al momento uno degli eventi sportivi più desiderati dagli appassionati del gioco
      più bello del mondo.</font>
    </p>
    <p align="justify">
      <font size="2"><font face="trebuchet ms,geneva"><b>Come fare a comprare i biglietti dall’Italia?</b> E’ facile. Al giorno d’oggi, grazie ad Internet, abbiamo tutto a portata di mano. Basta
      collegarsi al sito della squadra che ospita il match in questione, cliccare nel banner in cui si indica la vendita dei ticket (entradas, in spagnolo) e sarete indirizzati (nel caso di Real
      Madrid, Barcellona, Atlético Madrid, Espanyol e Valencia) nel sito de “la Caixa”, la banca catalana che gestisce la vendita degli eventi sportivi (e non solo) in Spagna. Potrete scegliere il
      vostro posto allo stadio e, nel caso dei club più importanti, di vedere anche una riproduzione 3D della visuale che avrete dalla vostra posizione. Dopodiché dovrete inserire gli estremi della
      vostra carta di credito e, come confermato da un’immediata e-mail, i biglietti saranno vostri.</font></font>
    </p>
    <p align="justify">
      <font size="2"><font face="trebuchet ms,geneva"><b>Come fare a stampare i biglietti?</b> Arrivati in Spagna dovrete semplicemente avvicinarvi a uno dei numerosi sportelli de “la Caixa” e
      inserire la vostra carta di credito in una macchina automatica: questa riconoscerà la vostra "tarjeta" e vi stamperà immediatamente i biglietti per la partita. Semplice, no?</font></font>
    </p>
    <p>
      <img height="218" width="364" src="/media/main/images/blogs/images/group1/subgrp385/blogimg_3148_76879-20100721001656866281.jpg" />
    </p>]]></content><updated>2010-07-20 15:13:25</updated></entry><entry><title type="html"><![CDATA[Sky e il Mondiale (non sempre) in lingua originale]]></title><link href="http://www.oleole.it/blogs/soccer-addicted/posts/sky-e-il-bluff-del-mondiale-in-lingua-originale"/><content type="html"><![CDATA[<p>
      <font face="trebuchet ms,geneva" size="2"><img src="/media/main/images/blogs/images/group1/subgrp385/blogimg_3148_76879-20100625215617850522.jpg" />&nbsp;</font>
    </p>
    <p align="justify">
      <font face="trebuchet ms,geneva" size="2"><strong>Cile - Honduras, una delle tante partite commentate in spagnolo "non originale"</strong></font>
    </p>
    <p align="justify">
      <font face="trebuchet ms,geneva" size="2">Facendo la premessa che la copertura del Mondiale da parte di <strong>Sky</strong> Italia si sta rivelando perfetta, con programmi di approfondimento e
      repliche della partite praticamente a tutti gli orari,&nbsp;vorrei concentrarmi su una cosa che mi ha lasciato perplesso. Numerosi siti e perfino <strong>Sport Week</strong> hanno affermato
      qualche settimana fa che alcune partite della Coppa del Mondo sarebbero state commentate anche in lingua originale. E questa informazione si è rivelata vera perchè le partite di Inghilterra,
      Francia, Spagna e Germania sono&nbsp;state finora&nbsp;commentate in lingua madre. Quello che non ho capito, però, è perché le partite di Argentina, Cile, Honduras, Messico e Uruguay hanno
      avuto l’opzione del commento in spagnolo della penisola iberica, quelle di Australia, Stati Uniti e Sudafrica sono state commentate in inglese britannico, quelle dell’Algeria avevano come
      lingua originale il commento della televisione francese e quelle della Svizzera quelle della tv tedesca. <strong>Mi è sorto il dubbio che Sky&nbsp;abbia voluto spacciare per originali, audio
      che in realtà provenivano da un altro paese</strong>. E non è mica la stessa cosa: per quale motivo un americano che vive in Italia dovrebbe guardare la partita degli Yankees con commento in
      British English? O quale emozione, per esempio, potrebbe provare un uruguaiano ad ascoltare le partite della sua nazionale&nbsp;in una lingua che capisce ma che non&nbsp;è quella del
      suo&nbsp;Paese? A prescindere dalle differenze linguistiche quasi impercettibili (ma dipende dai casi in effetti. Non è la sede adatta per approfondire una tematica del genere. Qui basti dire
      che, comunque, statunitensi e inglesi,&nbsp;ispanoamericani e spagnoli si capiscono senza problemi), la questione qui è un’altra: <strong>perché&nbsp;far passare&nbsp;per originali, commenti
      che poi in realtà non lo sono?</strong></font>
    </p>]]></content><updated>2010-06-25 12:48:00</updated></entry></feed>
