Regia: Clint Eastwood
Con: Morgan Freeman, Matt Damon,Tony Kgoroge, Patrick Mofokeng, Matt Stern
La trama: Uscito dal carcere, dopo 27 anni di reclusione, Nelson Mandela conquista la presidenza del Sudafrica, sancendo la fine
dell'apartheid. Il compito che lo aspetta è però immane, fare di due gruppi etnici che non si capiscono e non si tollerano, un unico popolo ed una sola grande nazione, 'conciliando le
aspirazioni dei neri e fugando le paure dei bianchi'. Giunge a dargli una mano il mondiale di rugby che il Sud Africa ospita nel 1995, la squadra, dopo anni di isolamento, è poco competitiva,
ma grazie ad un iniezione di 'ispirazione' e con l'aiuto del capitano Francois Pienaar succede l'impensabile.....
Il trailer:
Clint Easwood si cimenta nella trasposizione sul grande schermo del successo editoriale di John Carlin "Playing the Enemy: Nelson
Mandela and the Game That Made a Nation", lo fa con taglio classico, pulito, senza enfasi ed evitando, seppure a stento, di realizzare un'opera agiografica su Nelson Mandela, protagonista a
tutto tondo, magnificamente reso da un Morgan Freeman immenso.
L'uscita sugli schermi americani ha dipinto la pellicola di connotati politici interni che noi europei non notiamo, lì alcune
letture critiche hanno visto nelle parole e nelle azioni di Mandela una trasposizione dell'operato e delle attese che si ripongono in Obama, anche se, a onor del vero, la comprovata fede
politica repubblicana di Clint non farebbero sposare questa chiave di lettura.
Si tratta invece di un'ammirata fotografia di quello straordinario personaggio che è Mandela, Madiba, come lo chiamano
affettuosamente i suoi sostenitori, non piegato dalla lunga reclusione ed i lavori forzati, ma capace di perdonare i suoi aguzzini e di cavalcare il mito degli Springboks, vero orgoglio degli
Afrikaneer, odiati dalla parte di colore della nazione che gli preferisce i Bafana Bafana, per farne il grimaldello per scardinare l'incomunicabilità di due mondi diversi e lontani, che si
devono riunire per evitare la guerra civile e fondare un nuovo paese moderno.
Ecco che Mandela con sottile lungimiranza ed acume politico attua la sua pericolosa strategia mettendosi contro il suo partito e
chi gli sta attorno per avvicinare 'gli altri'.
E dopo aver reso possibile la fusione delle sue guardie personali inserendo il gruppo dei bianchi dei servizi segreti tra i suoi
fedelissimi, compie lo stesso miracolo con la squadra, dove un solo nero Chester, colora d'arcobaleno i verdeoro, scegliendo il capitano Francois Pienaar come sua voce presso la squadra che
diventerà man mano la squadra dell'intera nazione.
Il ritmo è forse un po' lento, ma i dialoghi compensano ampiamente il ritmo, sono bandite le banalità, con i versi della poesia
vittoriana 'Invictus' a fare da filo conduttore del progredire dell'azione.
Riesce perfettamente anche la trasposizione scenica del gioco del rugby, metafora della vita, ma soprattutto sport di gruppo che
cementa e porta successi solo quando l'unione è solida, una squadra a simboleggiare un popolo dove le diverse anime si fondono nell'interesse non del singolo ma del gruppo.
Belle le scene di gioco, in soggettiva, che rievocano la fantastica e sorprendente cavalcata degli Springboks fino al successo
finale nell'interminabile e durissima finale contro i favoritissimi All Blacks di Jonah Lomu.
Film da vedere e godere....
Trama: ****
Fotografia: ****
Scenografia: ****
Colonna sonora: ****
Impressione generale: ****
14 Commenti · Commenta
ciao Giuseppe, ho letto la recensione, direi una delle migliori che ti siano mai riuscite. condivido l'idea che il film sia molto bello tuttavia mi sento di muovere un appunto al film. primo, e' effettivamente un po' lento nel suo svolgersi, non riesce a creare quell'effetto "aspettativa" che ci si "aspetta" da ogni film... secondo, manca (in parte) nel film quell'elemento definibile come "identificazione" con un personaggio specifico. c'è solo una scena in cui questi due aspetti riescono a realizzarsi, ovvero l'incontro tra la squadra e i bambini di colore nel campo di "periferia". forse questa scena vale tutto il film. mi è piaciuta molto perche' descrive il momento in cui lo sport arriva fino al cuore.
forse, ma io non sono un regista, se la stessa storia fosse stata raccontata attraverso gli occhi di un bambino di colore, nel suo incontro con un giocatore della squadra, e mandela avesse fatto "solo" da sfondo, il film sarebbe stato un capolavoro. mi spiego meglio, c'è un po' troppa universalita' nel messaggio del film e questo impedisce di calarsi nella realta' vera e propria. direi che mi aspettavo un film dove un bambino di colore (ben definito) avrebbe cambiato, con l'amicizia, lo spirito del capitano della squadra e quest'ultimo si sarebbe rivolto alla squadra, dopo la vittoria finale, con una frase alla rocky 4 "se io posso cambiare, tutto il mondo puo' cambiare!".
comunque il film rimane molto godibile, i dialoghi sono eccezionali (l'anima è invincibile, ecc)e la colonna sonora,riuscita, compensa lo scorrere lento del film.
in conclusione lo giudico un bel film che non è riuscito a diventare un capolavoro.
Ciao Alberto e grazie, l'ho scritto tra mezzanote e l'una...trovo la tua lettura assolutamente condivisibile ed originale. Il punto è che ilregista non voleva fare un film sul rugby e sul rapporto con la gente, ed in questo caso la scelta di vedere tutto attraverso gli occhi del bambino sarebbe stata originale e centrata ( vedi sotto la recensione su 'l'uomo che verrà' che ha seguito questa strada). Tuttavia dichiaratamente Eastwood vuole fare un film su Mandela uomo e politico e necessariamente tutto viene fatto ruotare attorno a lui, reso, per altro superbamente, da un magistrale Morgan Freeman e semmai il rischio a questo punto era di cadere in una pellicola agiografica, evitato, magari a fatica, grazie proprio agli altri personaggi, Pienaar ed il gruppo di agenti di scorta. Condivido che uno dei momenti più lirici e toccanti è quello dell'incontro tra i giocatori ed i bambini nelle baraccopoli di periferia...
al di la' del film, c'è una cosa che non riesco a capire. come mai sia cosi' difficile fare un film "capolavoro" sugli sport colletivi (rugby, calcio, basket ecc)!? escludendo "l'allenatore nel pallone" (battuta di Fabio
) non ce ne sono di veramente interessanti. e' strano perche' il calcio e gli altri sport di gruppo sono la base del nostro divertimento extralavorativo. e' anche vero che lo sport stesso perde di interesse se spostato in una dimensione che non sia l'immediato presente (e' noioso vedere una partita in differita, meglio se in diretta), quindi forse, un film, per quanto spettacolare, non darebbe mai le emozioni di una partita in diretta. del resto, ci piace cosi' tanto il calcio perche' per 300 milioni di anni, nella nostra condizione di cacciatori in branco, abbiamo sviluppato un'intelligenza di "caccia di gruppo" volta a uccidere la preda (ora meta o goal) e ogni membro del gruppo si doveva specializzare in un aspetto della caccia (ed ecco ora il difensore il fantasista l'ala, in tempo preistorico chi correva, chi accerchiava, chi doveva cogliere l'attimo per uccidere) . ma allora se lo sport non e' altro che lo strumento che ci ha "regalato" la nostra meravigliosa condizione di "esseri umani intelligenti" perche' non riusciamo a trasportatarlo realmente sul grande schermo?
Non sono completamente d'accordo con te, proprio perchè proprio i valori che giustamente tu annoveri tra le caratteristiche più eclatanti dello sport, lo spirito di gruppo in primis, sono alla base di grandi successi cinematografici legati al mondo dello sport, ma sul grande schermo rendono bene solo sport statici come Football americano e baseball, o individuali, la boxe, o motoristici....Proprio la dinamicità e l'immediatezza delle emozioni dell'evento live di calcio, rugby e basket, li rendono di difficile trasposizione al cinema....
direi allora che me li sono persi i film dove lo sipiro di gruppo la fa da padrone... mandami qualche titolo che me li guardo con calma. sullo sport ricordo solo rocki, giorni di tuono, million dollar baby, l'uomo dei sogni, ma non sono sport di gruppo.
adesso che ci penso mi viene in mente un film stupendo sull' Hockey con la nazionale americana che vinceva le olimpiadi , ma non mi ricordo piu' il titolo. ce ne sono di simili su altri sport che tu sappia?
OGNI maledetta domenica, il migliore, quella sporca ultima meta, .....fuga per la vittoria
si quello su lake placid con il gol di mike eruzione
Anche a noi è piaciuto molto! Ti propongo la nostra recensione!
ho trovato qualcosa da vedere quando mi svegliano di notte
grazie ciao
che sia ancora il "cinno"?
lo leggerò volentieri se sei tanto gentile da lasciare il link
ciao
e chi può dirlo
Più che un film sullo sport è un film storico, rappresenta la situazione politica del Sud Africa metà anni'90. Il film è ben fatto, però il ritmo lento e molto sobrio, forse non coinvolge lo spettatore in modo esagerato....
ciao Giuseppe, ho letto la recensione, direi una delle migliori che ti siano mai riuscite. condivido l'idea che il film sia molto bello tuttavia mi sento di muovere un appunto al film. primo, e' effettivamente un po' lento nel suo svolgersi, non riesce a creare quell'effetto "aspettativa" che ci si "aspetta" da ogni film... secondo, manca (in parte) nel film quell'elemento definibile come "identificazione" con un personaggio specifico. c'è solo una scena in cui questi due aspetti riescono a realizzarsi, ovvero l'incontro tra la squadra e i bambini di colore nel campo di "periferia". forse questa scena vale tutto il film. mi è piaciuta molto perche' descrive il momento in cui lo sport arriva fino al cuore.
forse, ma io non sono un regista, se la stessa storia fosse stata raccontata attraverso gli occhi di un bambino di colore, nel suo incontro con un giocatore della squadra, e mandela avesse fatto "solo" da sfondo, il film sarebbe stato un capolavoro. mi spiego meglio, c'è un po' troppa universalita' nel messaggio del film e questo impedisce di calarsi nella realta' vera e propria. direi che mi aspettavo un film dove un bambino di colore (ben definito) avrebbe cambiato, con l'amicizia, lo spirito del capitano della squadra e quest'ultimo si sarebbe rivolto alla squadra, dopo la vittoria finale, con una frase alla rocky 4 "se io posso cambiare, tutto il mondo puo' cambiare!".
comunque il film rimane molto godibile, i dialoghi sono eccezionali (l'anima è invincibile, ecc)e la colonna sonora,riuscita, compensa lo scorrere lento del film.
in conclusione lo giudico un bel film che non è riuscito a diventare un capolavoro.
Ciao Alberto e grazie, l'ho scritto tra mezzanote e l'una...trovo la tua lettura assolutamente condivisibile ed originale. Il punto è che ilregista non voleva fare un film sul rugby e sul rapporto con la gente, ed in questo caso la scelta di vedere tutto attraverso gli occhi del bambino sarebbe stata originale e centrata ( vedi sotto la recensione su 'l'uomo che verrà' che ha seguito questa strada). Tuttavia dichiaratamente Eastwood vuole fare un film su Mandela uomo e politico e necessariamente tutto viene fatto ruotare attorno a lui, reso, per altro superbamente, da un magistrale Morgan Freeman e semmai il rischio a questo punto era di cadere in una pellicola agiografica, evitato, magari a fatica, grazie proprio agli altri personaggi, Pienaar ed il gruppo di agenti di scorta. Condivido che uno dei momenti più lirici e toccanti è quello dell'incontro tra i giocatori ed i bambini nelle baraccopoli di periferia...
al di la' del film, c'è una cosa che non riesco a capire. come mai sia cosi' difficile fare un film "capolavoro" sugli sport colletivi (rugby, calcio, basket ecc)!? escludendo "l'allenatore nel pallone" (battuta di Fabio
) non ce ne sono di veramente interessanti. e' strano perche' il calcio e gli altri sport di gruppo sono la base del nostro divertimento extralavorativo. e' anche vero che lo sport stesso perde di interesse se spostato in una dimensione che non sia l'immediato presente (e' noioso vedere una partita in differita, meglio se in diretta), quindi forse, un film, per quanto spettacolare, non darebbe mai le emozioni di una partita in diretta. del resto, ci piace cosi' tanto il calcio perche' per 300 milioni di anni, nella nostra condizione di cacciatori in branco, abbiamo sviluppato un'intelligenza di "caccia di gruppo" volta a uccidere la preda (ora meta o goal) e ogni membro del gruppo si doveva specializzare in un aspetto della caccia (ed ecco ora il difensore il fantasista l'ala, in tempo preistorico chi correva, chi accerchiava, chi doveva cogliere l'attimo per uccidere) . ma allora se lo sport non e' altro che lo strumento che ci ha "regalato" la nostra meravigliosa condizione di "esseri umani intelligenti" perche' non riusciamo a trasportatarlo realmente sul grande schermo?
Non sono completamente d'accordo con te, proprio perchè proprio i valori che giustamente tu annoveri tra le caratteristiche più eclatanti dello sport, lo spirito di gruppo in primis, sono alla base di grandi successi cinematografici legati al mondo dello sport, ma sul grande schermo rendono bene solo sport statici come Football americano e baseball, o individuali, la boxe, o motoristici....Proprio la dinamicità e l'immediatezza delle emozioni dell'evento live di calcio, rugby e basket, li rendono di difficile trasposizione al cinema....
direi allora che me li sono persi i film dove lo sipiro di gruppo la fa da padrone... mandami qualche titolo che me li guardo con calma. sullo sport ricordo solo rocki, giorni di tuono, million dollar baby, l'uomo dei sogni, ma non sono sport di gruppo.
adesso che ci penso mi viene in mente un film stupendo sull' Hockey con la nazionale americana che vinceva le olimpiadi , ma non mi ricordo piu' il titolo. ce ne sono di simili su altri sport che tu sappia?
OGNI maledetta domenica, il migliore, quella sporca ultima meta, .....fuga per la vittoria
si quello su lake placid con il gol di mike eruzione
Anche a noi è piaciuto molto! Ti propongo la nostra recensione!
ho trovato qualcosa da vedere quando mi svegliano di notte
grazie ciao
che sia ancora il "cinno"?
lo leggerò volentieri se sei tanto gentile da lasciare il link
ciao
e chi può dirlo
Più che un film sullo sport è un film storico, rappresenta la situazione politica del Sud Africa metà anni'90. Il film è ben fatto, però il ritmo lento e molto sobrio, forse non coinvolge lo spettatore in modo esagerato....