Regia: Giorgio Diritti
Con: Greta Zuccheri Montanari, Alba Rohrwacher, Maya Sansa, Claudio Casadio, Stefano Bicocchi.
Trama: sull'appennino bolognese, nell'inverno del 1943, la lenta, monotona e dura vita dei contadini viene, suo
malgrado, sconvolta dal contatto con la realtà nuda e cruda della guerra, prima dalle occasionali visite dei soldati tedeschi che salgono a comprare viveri in montagna, poi dai 'ribelli'
che arrivano, colpiscono e si sganciano. La piccola Martina, figlia di poveri contadini, muta da quando gli è morto tra le braccia un fratellino, vede attraverso gli occhi della sua
innocenza il mondo dei grandi lentamente impazzire, non lo capisce, ne resta spesso sconvolta, ma dimostrerà una saggezza e un'intraprendenza tali che alla fine la
salveranno.....
Il trailer:
Il fim di Giorgio Diritti, in concorso al festival di Roma, ricostruisce gli avvenimenti che portarono alla strage di Monte
Sole, nell'Appenino bolognese, dove perirono più di 700 civili inermi, all'interno dello spaventoso eccidio di Marzabotto.
Lo fa con delicatezza, raccontando senza enfasi, quasi a mo' di cronaca, la dura vita dei campi in un epoca in cui l'unica
ricchezza delle famiglie era il numero delle braccia e la vita era profondamente segnata dalle stagioni che regolavano la vita dei campi.
Si susseguono i quadri che rappresentano il lavoro nei campi, la cura degli animali, le notti nella stalla ad intrecciare
cesti a a raccontare storie tutti, grandi e piccini, riuniti nell'edificio più caldo, cui lentamente e progressivamente si vanno a sovrapporre, come intermezzi quasi brutali, scene
di guerra che portano morte e distruzione nel tranquillo tran tran di tutti i giorni.
Trovo molto originale ed azzeccata anche la scelta di far dialogare in dialetto i protagonisti, un ulteriore tocco per
la loro elevazione ad esempi di varia umanità, magari banale, ma verace.
Il tema della guerra e della sua brutalita aleggia lungo tutto il film come una sorte di spada di damocle sospesa sulle teste
degli ignari protagonisti cui non fatichiamo ad affezionarci e che rende pertanto ancora più inaccettabile e senza senso la loro drammatica fine, lasciando aperto l'interrogativo di sempre:
perchè tutto questo?
Intensa e da sottolineare l'interpretazione di Greta Zuccheri Montanari, la piccola Martina, attraverso i cui occhi passa,
come in un film spesso incomprensibile, una realtà spaventosamente 'banale' che non la travolge, ma anzi la eleva conducendola a salvare non solo se stessa, restituendole anche la
parola, ma soprattutto per dare un futuro al neonato fratellino, l'uomo che verrà appunto.....
Giorgio Diritti ci racconta in definitiva la grande storia attraverso tante piccole storie di vita quotidiana e lo fa
con grande abilità tecnica con l'uso della camera a mano, alternando scene statiche ad altre in movimento, limitando l'uso del ralenty motion al momento delle esecrabili esecuzioni, quelle che
passano nei libri di storia e nella memoria collettiva, senza dimenticare che quei numeri brutali di conta delle vittime, altri non erano che persone reali con le loro
vite, i loro affetti, i loro problemi, le loro paure, ne' più nè meno di tutti noi....
Trama: ***
Sceneggiatura: ****
Fotografia: ***
Colonna sonora: ***
Impressione generale: ***
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Il secondo tempo del film, quando avviene la strage, è molto drammatico, la lentezza e pacatezza del primo tempo viene brutalmente interrotta, come un pugno allo stomaco, per poi tornare nel finale. Molto eloquente l'uso del bolognese con sottotitoli in italiano, originale. Delizioso affresco della vita in Emilia durante la seconda guerra mondiale, la recitazione della bimba è superlativa, 2 occhi che parlano.
Il secondo tempo del film, quando avviene la strage, è molto drammatico, la lentezza e pacatezza del primo tempo viene brutalmente interrotta, come un pugno allo stomaco, per poi tornare nel finale. Molto eloquente l'uso del bolognese con sottotitoli in italiano, originale. Delizioso affresco della vita in Emilia durante la seconda guerra mondiale, la recitazione della bimba è superlativa, 2 occhi che parlano.