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L'uomo che verrà

Lunedì, 22 Febbraio 10, 03:49 M. · Commenti (1)

la locandina de l'uomo che verrà

Regia: Giorgio Diritti

Con: Greta Zuccheri Montanari, Alba Rohrwacher, Maya Sansa, Claudio Casadio, Stefano Bicocchi.

Trama: sull'appennino bolognese, nell'inverno del 1943, la lenta, monotona  e dura vita dei contadini viene, suo malgrado, sconvolta dal contatto con la realtà nuda e cruda della guerra, prima dalle occasionali visite dei soldati tedeschi che salgono a comprare viveri in montagna, poi dai 'ribelli' che arrivano, colpiscono e si sganciano. La piccola Martina, figlia di poveri contadini, muta da quando gli è morto tra le braccia un fratellino, vede attraverso gli occhi della sua innocenza il mondo dei grandi lentamente impazzire, non lo capisce, ne resta spesso sconvolta, ma dimostrerà una  saggezza e un'intraprendenza tali che alla fine la salveranno.....

Il trailer:

Il fim di Giorgio Diritti, in concorso al festival di Roma, ricostruisce gli avvenimenti che portarono alla strage di Monte Sole, nell'Appenino bolognese, dove perirono più di 700 civili inermi, all'interno dello spaventoso eccidio di Marzabotto.
Lo fa con delicatezza, raccontando senza enfasi, quasi a mo' di cronaca, la dura vita dei campi in un epoca in cui l'unica ricchezza delle famiglie era il numero delle braccia e la vita era profondamente segnata dalle stagioni che regolavano la vita dei campi.
zia e nipote
Si susseguono i quadri che rappresentano il lavoro nei campi, la cura degli animali, le notti nella stalla ad intrecciare cesti a a raccontare storie tutti, grandi e piccini, riuniti nell'edificio più caldo, cui lentamente e progressivamente si vanno a sovrapporre, come intermezzi quasi brutali,  scene di guerra che portano morte e distruzione nel tranquillo tran tran di tutti i giorni.
i genitori di martina
Trovo molto originale ed azzeccata anche la scelta di far dialogare in dialetto i protagonisti, un ulteriore tocco per la loro elevazione ad esempi di varia umanità, magari banale, ma verace.
Il tema della guerra e della sua brutalita aleggia lungo tutto il film come una sorte di spada di damocle sospesa sulle teste degli ignari protagonisti cui non fatichiamo ad affezionarci e che rende pertanto ancora più inaccettabile e senza senso la loro drammatica fine, lasciando aperto l'interrogativo di sempre: perchè tutto questo?
Intensa e da sottolineare l'interpretazione di Greta Zuccheri Montanari, la piccola Martina, attraverso i cui occhi passa, come in un film spesso incomprensibile, una realtà spaventosamente 'banale' che non la travolge, ma anzi la eleva conducendola a salvare non solo se stessa, restituendole anche la parola, ma soprattutto per dare un futuro al neonato fratellino, l'uomo che verrà appunto.....
l'intenso sguardo della protagonista 
Giorgio Diritti ci racconta in definitiva la grande storia attraverso tante piccole storie di vita quotidiana e lo fa con grande abilità tecnica con l'uso della camera a mano, alternando scene statiche ad altre in movimento, limitando l'uso del ralenty motion al momento delle esecrabili esecuzioni, quelle che passano nei libri di storia e nella memoria collettiva, senza dimenticare che  quei numeri brutali di conta delle vittime,  altri non erano che persone reali con le loro vite, i loro affetti, i loro problemi, le loro paure, ne' più nè meno di tutti noi....
Trama: *** 
Sceneggiatura: ****
Fotografia: ***
Colonna sonora: ***
Impressione generale: ***           
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Argomenti:
Postato da gfloriano | Commenti (1)

1 Commenti · Commenta

fabio73
fabio73 Ha scritto: 22.36CET | Feb 24, 2010

Il secondo tempo del film, quando avviene la strage, è molto drammatico, la lentezza e pacatezza del primo tempo viene brutalmente interrotta, come un pugno allo stomaco, per poi tornare nel finale. Molto eloquente l'uso del bolognese con sottotitoli in italiano, originale. Delizioso affresco della vita in Emilia durante la seconda guerra mondiale, la recitazione della bimba è superlativa, 2 occhi che parlano.

fabio73
fabio73 Ha scritto: 22.36CET | Feb 24, 2010

Il secondo tempo del film, quando avviene la strage, è molto drammatico, la lentezza e pacatezza del primo tempo viene brutalmente interrotta, come un pugno allo stomaco, per poi tornare nel finale. Molto eloquente l'uso del bolognese con sottotitoli in italiano, originale. Delizioso affresco della vita in Emilia durante la seconda guerra mondiale, la recitazione della bimba è superlativa, 2 occhi che parlano.

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