Giovedì, 24 Marzo 11, 03:18 M.
Ultima mattina al Royal British Hotel, sveglia alle 7, una doccia rapida, raccolgo le ultime cose sparse in giro per la stanza, che riprende finalmente un'apparenza ordinata, dopo il caos organizzato dei giorni passati.
Fabio questa volta supera se stesso e sistema la sua valigia senza grandi problemi, alle 8 facciamo il check out e via in strada, con un misto di malinconia, gioia e tristezza.
Prendiamo il bus AirLink che ci porta in aeroporto in mezzora a 3 sterline.
Troviamo facilmente il bureai per il bag and drop ed il gate, ai controlli Fabio si dimentica qualcosa addosso e suona tutto, lo perquisiscono finchè non trovano il metallo traditore, finalmente possiamo fare colazione al Nero Caffè. Voliamo con un Airbus M320, più vuoto che pieno invero, di una compagnia minore della British, volo senza intoppi e tranquillo, salvo per un po' di nervosismo finale quando, per l'intenso traffico giriamo intorno all'aeropoto per una decina di minuti.
A Gatwick stavolta, memori della volta scorsa, ci dirigiamo direttamente veso l'uscita passaporti, ma stavolta ci dicono che occorre andare invece alla connection zone, valli a capire sti qui, l'altra volta eravamo andati lì e non andava bene, stavolta il contrario, Boh!!!
Di nuovo controlli corporali, ma che avevamo potuto prendere tra le nuvole non si sa, tant'è che Fabio stavolta viene pizzicato sul contenuto del bagaglio a mano, lo vedono al televisorino, non riescono a capire che c'è, lui interrogato in merito farfuglia qualcosa di poco comprensibile, perchè oltretutto non rammenta cosa ha in borsa.
Lo fanno mettere da parte e , con tanto di guanti bianchi, iniziano a perquisirgli il marsupio e finalmente trovano l'oggetto, delle banalissime pile della videocamera, non contenti fanno uno striscio, con uno strano oggetto, forse cercano droga?
Dopo aver verificato in una macchina che è solo polvere, finaslmente lo lasciano libero, raggiungiamo così l'area partenza e, nonostante i tentativi di dissuasione, Fabio si siede al Sea Food restaurant e si fa servire un antipasto misto di pesce, alla, modica?!, cifra di 29 sterline, io opto per una baguette al volo, che riesco a mangiare solo per metà, perchè chiamano il nostro volo.
Inevitabile anche questa volta la corsa al gate 60 dove arriviamo quando ormai stanno ultimando le operazioni del boarding....
Si parte alle 13, aereo un boing 737 della British, pieno di inglesi, ma dove vanno mai in questo periodo?
Volo tranquillo e senza intoppi e atterraggio sul suolo italico alle 15 in punto, che diventano subito le 16 per l'ora di differenza rispetto a Greenwich.
Come, da deformazione calcistica, è il momento delle nostre rituali pagelle.
Il cibo scozzese: a pranzo nei pub, ottime le patatine e la carne, pesante il fish and chips, la sera nei ristoranti chic, piatti cucinati con gusto e prelibatezze in serie, i dolci, glasse burrose a parte, davvero gustosissimi: voto 8!
Le bevande: le birre locali, che siano Tennents, 1964, St Andrews, o le ottime bitter, tutte all'altezza, i vini, beh abbiamo preso pinot grigio italiano e un bianco sudafricano, buoni, il whisky superbo: voto 8!
I monumenti: tra castelli e case nobiliari, palazzi e residenze regali, ce n'è per tutti i gusti e, pur senza cose originalissime, si possono ammirare molte locations ed arredi interessanti. Un discorso a parte meritano le rovine di castelli, abbazzie e palazzi che regalano possibilità di sognare ed atmosfere speciali: voto 8!
Le bellezze naturali: usciti dalle città, appena si entra nelle campagne, la magia dei luoghi prende il sopravvento, con il meglio appena ci si addentra nelle Highlands, tra montagne vulcaniche coperte di neve, fiumi d'acqua gelata, che sembra guinness, laghi d'acqua azzurrissima ed una pace ed un silenzio, quasi preziosi: voto 9!
Edinburgo: una bella città, elegante e ricca di attrazioni, con bei monumenti, ottimi locali ed un'atmosfera sempre iper attiva, voto 7,5!
Glasgow: una città industriale, un po' in crisi, dove il degrado è subito dietro l'angolo, eccelle per lo shopping e di bello ha la Cattedrale, voto 5!
L'Italia di rugby: Murrayfield è stadio bello, ma non imponente, in più era vuoto per metà, quindi pure l'atmosfera non era granchè, area hospitality posticcia ed arrangiata, cibo non all'altezza e partita pessima con gli azzurri penosi e inguardabili: voto 4!
Luca e Mariela: come sempre impeccabili nell'organizzazione del viaggio e nel sapersi districare in luoghi dove se non sai l'inglese fatichi a capirci qualcosa: voto 7,5!
Fabio: se non ci fosse bisognerebbe inventarlo, unico ed originale in ogni situazione, regala a piene mani momenti che creano gli anneddoti e ravvivano un viaggio, la noia, quando c'è lui, è bandita...anche se lui si annoia, quando vede le macerie!!!: voto 10 per come riesce a rendere in qualsiasi situazione, 5 per come affronta anche le cose più banali, perderselo per strada è all'ordine del giorno.
Il voto a me dovrete invece darlo Voi lettori che, in tanti, ci avete seguito in questo lungo e divertente viaggio in terra scozzese.
Lunedì, 21 Marzo 11, 11:33 M.
Sveglia alle 8, silenzio fuori e doccia per prepararci ad una nuova giornata, scosto i tendoni della camera ed il cielo è pieno di nuvole che il fortissimo vento allontana rapidamente regalandoci l'ennesima giornata di sole, anche se il rovescio della medaglia è avere la faccia costantemente sferzata dalle sue carezze fastidiose e gelide.
Dopo la rituale colazione al Cafè Costa a base di cappuccino e Muffin blueberry, ci incontriamo con Luca e Mariela, che hanno la colazione compresa in Hotel, il Royal British, solo perchè a differenza nostra avevano pagato la pigione un mese fa...
Ci dirigiamo di buona lena verso la fine del Royal Mile e aspettiamo che aprano i cancelli dell'Holyroodhouse Palace, ingresso al palazzo 10.50 sterline, che diventano 14 con il ticket per la mostra fotografica sui reali del fotografo ufficiale Marcus Adams.
Il palazzo è da 500 anni la residenza ufficiale dei reali quando vengono in Scozia, quindi è palazzo vivo con stanze e ambienti in cui la Regina soggiorna regolarmente e svolge le sue attività ufficiali di corte.
Si possono dunque ammirare una serie di stanze sempre più grandi e fastose, arredate in modo 'regale' per arrivare al top con la stanza regale.
La prima parte della visita finisce nella great room, la sala delle feste, interamente arredata con quadri, ben 89, che raffigurano tutti i regnanti che si sono succeduti sul trono di Scozia, con un occhio particolare per il trono di quercia di stagno, una qualità rarissima di legno, difficile da tornire che però i mastri mobilieri son riusciti a domare mirabilmente.
Fin qui ambienti belli e lussuosi ma niente di originale, che arriva invece quando si vanno a visitare gli appartamenti di Maria Stuarda, questi sì che colpiscono e per la loro disposizione e per le loro caratteristiche, che in un austera e fredda Scozia, sono invece di gusto rinascimentale, a lei molto caro, vista l'infanzia ed adolescenza trascorse in Francia.
L'audioguida ci racconta della terribile e triste sorte che toccò a questa sfortunata regina, mandata al patibolo, a 45 anni, dalla cugina Elisabetta I con l'accusa di complotto, e che negli anni aveva perso marito, figlio e secondo consorte, forse da lei stesso fatto sopprimere per vendetta.
Immaginire i luttuosi eventi successi nell'angusta camera da letto di Maria turba ancora a distanza di 5 secoli.
Finita la visita agli appartamenti reali si scende e si accede alla Holyrood Abbey, fondata da re Davide I nel 1128, sotto i dirupi di Salisbury Crags, pare debba il suo nome ad un frammento della croce di Cristo in origine contenutavi. Dopo le guerre di religione la chiesa andò quasi completamente distrutta, e, dopo l'incendio e crollo del tetto in legno, è rimasta un suggestivo ed incantevole ammasso di rovine, che ci suggeriscono solo un idea di quel che poteva essere stata ai tempi belli.
Tante le foto che scatto in questo ambiente fatto di colonne, archi, altari, tombe, navate, con come tetto un bel cielo azzurro striato di nuvole veloci.
La visita termina con la mostra fotografica di Marcus Adams che raccoglie una serie di immagini della famiglia reale e di Elisabetta in particolare, seguita dal momento della nascita a quello della nascita dei suoi due primogeniti Carlo e Anna. Le foto, tutte in bianco e nero esaltano e la incredibile bellezza della regina da neonata, infante, bambina ed adolescente, e la magia degli anni '20 e '30, quelli dell'apogeo di un mondo che più british non poteva esserci e mai più c'è stato.
Fabio questa mostra ha deciso di non vederla, peccato, si è perso un bello sguardo sul passato...
Pranzo in Grassmarket place al pub Maggye Dickson, dopo che al Phantom, dove l'autrice di Harry Potter iniziò a scrivere la sua saga c'era la fila per entrare.
Io mangio una fetta di carne con funghi, patate e pomodori, tutti gli altri optano per un corposo, e pesante, fish and chips, birra rigorosamente bitter.
Ritorniamo in albergo per salutare Luca e Mariela che ritirano i bagagli e partono alla volta dell'Italia.
Noi decidiamo di andare a vedere il panfilo reale in pensione, il Royal Britannia.
Sotto casa c'è la fermata del bus 22 che ci porta, molto lentamente, nel porto della città, Leith e da qui all'Ocean Terminal.
Al secondo piano c'è l'ingresso per la visita della nave, 11 sterline con audioguida italiana compresa.
Per due ore ci immergiamo nei vari livelli della nave, disarmata nel 1997, che per oltre 40 anni ha portato i reali in giro per il mondo per un totale di oltre un milione di miglia marine.
La magia di questi luoghi è unica, pensare che quelle stanze e sale e ponti sono state calpestate da soldati, ufficiali, membri della famiglia reale, potenti della terra, saliti nei decenni sul panfilo mette i brividi, regala sensazioni uniche, fa sognare e correre la fantasia.
Bellissime le sale private, ma ancor più quelle pubbliche dove i reali soggiornavano e vivevano, ma ancor più ammirare il cuore pulsante della nave, i luoghi dove l'equipaggio (19 ufficiali e 220 uomini) viveva e lavorava. Le stanze lussuose dell'ammiraglio e degli ufficiali superiori, e quelle strettissime con cuccette piccolissime dei marinai e dei soldati di scorta, rende evidente la profonda ingiustizia sociale che il potere ed i ruoli generano.
Immaginare queste crociere nei luoghi più sperduti e incantevoli del globo fa allontanare per un po' dalla realtà.
Si scende così fino alla sala macchine, un autentico gioiello d'ingegneria dove tutto, pur perfettamente funzionante, appare così antico e proprio di un'epoca ormai perduta.
Il ritorno a casa sul 22 è un po' melanconico, andiamo a bere un mocaccino ed un tea in un bar del centro commerciale della stazione Waverley e poi in stanza per doccia, relax e diario, in attesa della cena di stasera e dell'escursione a Loch Ness di domani...
Cena al Dome che stasera è piuttosto vuoto, l'ambiente è sempre molto chic, io prendo zuppa vegetale e filetto di salmone con le verdure, Fabio tra mille ripensamenti prima ordina due zuppe, poi una zuppa di pesce e un secondo di pesce, prima vuole l'acqua, poi visto che ho ordinato un calice di vino sudafricano, si pente e, a sua volta, ordina pure lui lo stesso calice, di cui berrà due sorsi appena....
Il cibo è buono, la discussione animata ed interessante, 68 sterline è il conto finale, ben spesi per Fabio che si dichiara soddisfatto dell'ottima scelta fatta!
Non ci resta che fare due passi, ma l'aria sempre fresca non è certo buona consigliera, restano proprio due passi non di più.
Ce ne torniamo in stanza prima delle 11, anche perchè domani la sveglia è a ora antelucana....
On Viaggio in Scozia, day VIII: Edinburgo - Bologna e voti finali